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Un’intervista, una riflessione, una confessione sui ricordi più dolorosi della storia moderna. Ecco la recensione di La sola colpa di essere nati
Liliana Segre ha vissuto con i suoi occhi ed il suo cuore l’orrore della guerra, dell’odio, del razzismo. In questa intervista, che ha più l’aspetto di un dialogo, con Gherardo Colombo, ne ricorda i giorni.
Trama | Recensione La sola colpa di essere nati
Liliana Segre ha compiuto da poco otto anni quando, nel 1938, con l’emanazione delle leggi razziali, le viene impedito di tornare in classe: alunni e insegnanti di «razza ebraica» sono espulsi dalle scuole statali, e di lì a poco gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, non possono sposare «ariani», possedere aziende, scrivere sui giornali e subiscono molte altre odiose limitazioni. È l’inizio della più terribile delle tragedie che culminerà nei campi di sterminio e nelle camere a gas.
Odio e discriminazione | Recensione La sola colpa di essere nati
In quegli anni Liliana Segre aveva solo otto anni. Fino ad allora aveva vissuto una vita normale, frequentava la scuola ed era ben integrata nella sua Milano borghese. Sua, perchè sentiva di appartenerle, perchè vi era nata, vissuta.
Come deve essersi sentita una bambina, perchè di questo stiamo parlando, nel vedersi improvvisamente emarginata e allontanata per il solo fatto di essere nata in un determinato modo?
In quale modo? Come sono nata? Perchè sono nata sbagliata? Molto probabilmente queste domande avranno attraversato la mente di molti adulti e bambini, perchè discriminati per il semplice motivo di essere loro stessi.
Il gioco | Recensione La sola colpa di essere nati
L’odio e le discriminazioni vengono assimilati anche dai più piccoli, nascosti dietro l’idea di un gioco crudele: il gioco del facciamo finta. “Facciamo finta che Liliana non esista”, Liliana continua ad essere ma per gli altri non è, non respira, non parla, non esiste.
Questo gioco è l’unica metafora che Liliana, ad otto anni, è in grado di comprendere e con la quale prova a spiegare il motivo per cui, da un giorno all’altro si è ritrovata espulsa dalla scuola elementare. Con la regola del bambino invisibile, Liliana ha iniziato a patire le leggi razziali.
Il gioco però ha una via di uscita, la malattia ha una medicina: l’articolo 3 della Costituzione. Tuttavia, spiega Segre, vi è differenza tra leggi e giustizia.
Le leggi possono perseguire chi e cosa viola i diritti umani ma non l’ignoranza. Quella, per essere perseguita, ha bisogno di educazione, rispetto e giustizia.
Leggi ed ingiustizia | Recensione La sola colpa di essere nati
Segre ha vissuto l’orrore della guerra, del campo di concentramento di Aushwitz, ha visto morire chi di più caro. Ha visto la morte, l’odio, il male.
Sa, quindi, quanto potere possa avere una legge. Non tutte le leggi, però, dice Segre, devono o possono essere rispettate. C’è differenza tra leggi e giustizia: una legge che incita al disprezzo non può essere considerata tale.
Dialogo | Recensione La sola colpa di essere nati
Di qui inizia il dialogo con Colombo. Egli si pone una domanda più che legittima: è la regola/legge che inventa il pregiudizio o è la voglia di sopraffare a venire formalizzata?
Non si può che discutere su come, dinanzi tali atrocità, una legge possa essere uno scudo per giustificare o nascondere la paura verso chi non è come noi.
Liliana Segre | Recensione La sola colpa di essere nati
Il libro ripercorre anche la vita di Segre: nata a Milano nel 1930 da una famiglia di discendenza ebraica. Perse la madre quando aveva a malapena un anno.
Racconta la sua deportazione, il 30 gennaio 1944, il numero di matricola 75190 tatuato sul braccio,la liberazione ma anche tutto ciò che visse nel mezzo.
Un libro vero
Un libro profondo, triste e purtroppo vero. Scritto con una lucidità, freddezza e schiettezza allucinante.
“Non abbiamo bisogno di eroi, serve però tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il male altrui, di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare le ingiustizie.”
Punti a favore
- Schietto
- Scioccante
- Vero
Punti a sfavore
- Crudo





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