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La storia non è tutto in un titolo Nintendo, ma quella di Metroid Dread beneficia enormemente dei capitoli precedenti: ecco quali sono
Nonostante l’aggiunta di nuovi servizi al pacchetto di Nintendo Switch Online annunciata durante l’ultimo Nintendo Direct, la serie di Samus Aran contiene ancora qualche buco che potreste voler colmare in vista di Metroid Dread per comprenderne la storia. In tal senso, la serie ispirata in parte ad Alien (al punto tale da omaggiare Ridley Scott) presenta una trama più elaborata e interconnessa rispetto al tipico Mario o Zelda. Mentre la saga di Link vanta una linea temporale sibillina, infatti, Samus è sempre la stessa in ogni gioco. Se però le eccellenze di Switch hanno riacceso il vostro amore per i metroidvania, siamo qui per aiutarvi.
Vi terremo per mano e vi porteremo lungo la complessa, tristemente ripartita su console diverse ed intricata trama di Metroid, partendo dalle origini su NES e rispondendo alle domande più comuni. Perché quella di Prime è una sottoserie con capitoli numerati, ad esempio? Other M serve a qualcosa? I dubbi che potrebbero attanagliarvi sono tanti, specie se la vostra unica esposizione a Samus Aran è stata tramite Super Smash Bros. Ultimate. Dunque, non indugiamo oltre: la navetta della cacciatrice di taglie più risoluta della galassia è pronta al decollo, vi diamo il benvenuto a bordo!
Un viaggio su Zebes può partire da qualunque posto
C’è un motivo se Dread è chiamato anche Metroid 5: la storia ha avuto origine molto tempo fa. Negli anni ottanta su NES, per la precisione, con il gioco da cui l’intera serie trae il proprio nome. Si tratta di un capitolo forse tostarello per gli standard odierni, tra nemici, un level design aperto e votato all’esplorazione (un metroidvania, appunto) e, aspetto del gioco invecchiato peggio di altri, la mancanza di una mappa. La trama si dipana con l’arrivo della cacciatrice di taglie intergalattica Samus Aran sul pianeta Zebes, per dare la caccia alle forme di vita note come Metroid che infestano il posto.
Inoltre, qui risiede la leader dei Pirati Spaziali, Mother Brain (o “Cervello Madre” in alcune traduzioni italiane). Siccome i parassitici Metroid possono diventare armi biologiche nelle mani sbagliate, Samus non ha molta scelta. Il gioco originale è disponibile sulla Virtual Console di 3DS, Wii e Wii U, nonché su NES Classic Mini e Nintendo Switch Online. Se preferite una versione più moderna potete optare per Zero Mission su Game Boy Advance e Virtual Console di Wii U, con la non trascurabile aggiunta di nuovi brani, aree, idee di gameplay e, soprattutto, la mitica Tuta Zero.
Il 3(DS) per 2 (il gioco) – La storia prima di Metroid Dread
Passiamo oltre con un altro antipasto per la storia di Dread, ovvero Metroid II: Return of Samus. Il gioco riparte da dove si è concluso il primo gioco, nonché dopo gli eventi della già citata sotto-serie Prime. Ne riparleremo a breve. La missione su Zebes è stata un successo, ma la Federazione ha deciso che la soluzione definitiva sia l’estinzione vera e propria dei Metroid. Ironicamente, il primo proseguimento (dal punto di vista del mondo reale, almeno) della saga fu a suo tempo relegato al Game Boy.
Questo significa automaticamente che il gioco è disponibile anche su Nintendo 3DS tramite la Virtual Console, ma non solo. Anche il secondo capitolo ha infatti ricevuto il trattamento del remake con Metroid: Samus Returns, ironicamente pubblicato a sua volta su 3DS. In tantissimi, tra i fan globali della Grande N e (soprattutto) i fedelissimi di Samus, si sono chiesti perché questa ricostruzione non fosse stata sviluppata per Switch. La risposta è semplice: il remake, come tale pregno di migliorie (espansioni alla mappa, nuovi attacchi, nuove armi), è opera di MercurySteam, gli stessi sviluppatori di Dread!
Quello che conoscono tutti – La storia prima di Metroid Dread
Sì, c’è anche Super Metroid nella nostra mini (ma veramente mini) retrospettiva dedicata alla saga. Il terzo capitolo è uscito su Super Nintendo nel 1994 e si apre in seguito al successo (uh, spoiler?) della missione di Samus su SR388. La prossima tappa del viaggio di Samus la conduce alla colonia spaziale di Ceres, dove l’ultimo Metroid sopravvissuto (un cucciolo) può venire studiato. Dopo la sua ripartenza, Samus riceve un SOS e fa dietrofront: Ridley è tornato, ha fatto proprio il piccoletto, ed è ripartito con l’intenzione di portarlo su Zebes. La cacciatrice non ha alcuna scelta se non quella di inseguirlo.
Non c’è alcun remake di cui parlare, ma d’altro canto non ne serve uno. La fama che precede questo gioiellino è quella di uno dei capitoli migliori e, come tale, lo si può giocare un po’ ovunque. Il gioco è infatti disponibile sulla Virtual Console di Wii, Nintendo 3DS e Wii U. Se avete la fortuna di averne uno vale anche il Super Nintendo Classic Mini o, altrimenti, il caro vecchio Nintendo Switch Online. Noi ci siamo divertiti a tirare in ballo Smash, ma un motivo c’è: la serie è scomparsa dai radar nell’era di Nintendo 64, dando a Samus il primo capitolo del crossover come unica apparizione sulla console.
Fusione da incubo – La storia prima di Metroid Dread
Il quarto capitolo per la serie è anche l’ultimo degli “essenziali” per carpire al meglio la storia di Metroid Dread. Trattasi di Metroid Fusion, un titolo per Game Boy Advance uscito nel 2002. Il gioco tecnicamente segue gli eventi di Metroid: Other M per Wii, che nella cronologia interna alla serie si piazza appena prima di questo capitolo. Tuttavia, le differenze tra Other M e gli altri episodi lo relegano a spin-off. In quanto a Fusion, le danze si aprono con l’infezione di Samus da parte del parassita X durante la sua assistenza ad un team di ricerca. Il cucciolo di Metroid, ironicamente, le salva la vita.
Dalla creatura viene infatti estratto un vaccino che le dà nuovi poteri e, citando testualmente la stessa Samus, “altera il suo aspetto fisico” (spoiler: no, non cambia di una virgola). Il “terrore” di Dread è nato qui, quando la serie ha abbracciato davvero la vena horror di Ridley Scott. Il gioco non gode di remake, ed è attualmente fruibile solo sulla Virtual Console di Wii U. A meno che voi non abbiate comprato un Nintendo 3DS prima del suo taglio di prezzo: in tal caso, congratulazioni, avete a disposizione una copia digitale che vi sta aspettando. In quanto alla trilogia Prime… eh, continuate a leggere.
Prima Prime
Con tutte le notizie che abbiamo riportato sul travagliato sviluppo di Metroid Prime 4, potreste volere una linea temporale completa per avere il quadro generale della storia prima di Dread. Siamo qui apposta! Se intendete farvi una maratona settimanale prima di giovedì prossimo per recuperare l’intera serie… ricordatevi di mangiare e dormire ogni tanto. Per il resto, ecco in quale ordine giocare ai vari capitoli.
- Metroid (NES, 1986)/Metroid Zero Mission (Game Boy Advance, 2004)
- Metroid Prime (Nintendo GameCube, 2002)/Metroid Prime Trilogy (Wii, 2009)
- Metroid Prime Hunters (Nintendo DS, 2006)
- Metroid Prime 2: Echoes (Nintendo GameCube, 2004)/Metroid Prime Trilogy (Wii, 2009)
- Metroid Prime 3: Corruption (Wii, 2007)/Metroid Prime Trilogy (Wii, 2009)
- Metroid Prime: Federation Force (Nintendo 3DS, 2016)
- Metroid II: Return of Samus (Game Boy, 1991)/Metroid: Samus Returns (Nintendo 3DS, 2017)
- Super Metroid (Super Nintendo, 1994)
- Metroid: Other M (Wii, 2010)
- Metroid Fusion (Game Boy Advance, 2002)
- Metroid Dread (Nintendo Switch, giovedì prossimo)
Se volete un consiglio sul Metroid a scorrimento laterale definitivo per avere giusto un assaggio della saga, vi indirizzeremmo verso Super Metroid. Se invece volete un consiglio similare ma senza conformarvi alla massa, cercate di procurarvi una copia di Metroid Fusion.
Ora sta a voi dirci la vostra: siete in hype per l’arrivo di Dread? Fatecelo sapere qui sotto, e come sempre non dimenticate di restare su tuttoteK per tutte le notizie più importanti per i gamer e non solo. Per i vostri bisogni puramente videoludici, potete invece trovare i migliori sconti in formato digitale su Instant Gaming.








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