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Benvenuti alla nostra recensione di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness, scopriamo insieme se e quanto vale la pena affrontare questo viaggio nell’abisso targato Spike Chunsoft e Chime
Bisogna ammettere che la qualità dei videgiochi tie-in, e non solo quelli dedicati a serie anime famose, raramente sono riusciti ad impressionare. Si tratta spesso di titoli derivativi, a budget medio-bassi e che puntano tutto sull’affezione che la fanbase prova verso il determinato franchise. Basti pensare ai tanti titoli dedicati a One Piece, Dragon Ball o My Hero Academia, che alternano il genere dei picchiaduro, al musou, per passare a formule più open world e di dubbia qualità. Insomma, lo avrete capito: non siamo tanto fan dei tie-in, in linea generale.
Quando però è stata annunciata l’uscita di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness il nostro cuore si è leggermente (e sottolineiamo “leggermente”) agitato. Vuoi perché l’opera di Akihito Tsukushi ha saputo sin da subito dimostrare una grande maturità nei temi trattati, spesso risultando essere piuttosto cruda e “crudele”, sia perché il concept del manga (permutato poi dalla serie anime) si presta facilmente alla creazione di un videogioco atipico e piuttosto interessante. Saranno riusciti i ragazzi di Chime e Spike Chunsoft a realizzarlo? No. Benvenuti nella recensione di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness.
Welcome to My World
I primi problemi li si notano appena si avvia il gioco. Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness è costituito da due modalità distinte e con finalità diverse. La prima è chiamata “Hello Abyss” e ci permetterà di rivivere la narrazione originale della prima parte del manga di Tsukushi, praticamente fino alla fine della prima serie animata. Hello Abyss fungerà da strambo tutorial, in cui potremo impersonare Riko e Reg nella loro avventura e carpire le basi dell’esplorazione dell’Abisso. Questa modalità ha una durata all’incirca di quattro ore ed è prettamente obbligatoria allo sbloccare “Deep Abyss“, la vera esperienza di gioco di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness.
In Deep Abyss potremo creare il nostro piccolo esploratore che partirà da delle basi molto più arretrate di quelle di Riko, ovviamente. Saremo veri e propri Fischietti Rossi inesperti il cui unico sogno e scopo nella vita è diventare un leggendario Fischietto Bianco. Una sorta di stand-in della protagonista originale del manga, che detterà però una sua storia (alquanto banale, scontata e che nulla ha a che vedere con le forti tematiche e la crudezza messe in campo dalla coppia Riko-Reg) e un suo percorso delineato dalla sceneggiatura del videogioco.
The First Layer | Recensione Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness
Qual è il problema principale di questa distinzione? Semplice: che Hello Abyss è obbligatoria. Essendo stata costruita in maniera più confusionaria che adatta a fungere da tutorial, Hello Abyss vi vedrà correre dall’inizio alla fine aggrappandovi a Reg ad ogni sporgenza utile, per scendere velocemente da uno strato all’altro. Le uniche meccaniche che vi rimarranno effettivamente impresse sono due: il combattimento confusionario e la fuga. Il crafting risulterà essere completamente inutile se non per recuperare un minimo di vita ogni tanto, anche perché le armi di Riko avranno una resistenza infinita, l’esplorazione sarà altrettanto superflua e non incentivata in alcun modo. E visto come sono narrate, neanche le vicende del manga che fanno da sfondo ad Hello Abyss saranno particolarmente avvincenti. I fan non ne saranno sicuramente contenti e i novizi poco ci capiranno.
Escludendo questo obbrobrio di modalità, Deep Abyss è il vero cuore dell’esperienza di Chime e Spike Chunsoft. Il nostro protagonista, di cui potremo scegliere alcune caratteristiche di base in un editor del personaggio piuttosto scarno, ma alla fin fine efficace, è un orfano che entrerà a far parte delle fila di esploratori dell’orfanotrofio Belchero. Una volta avuto l’ok per esplorare l’Abisso, si ritroverà di fronte a uno sterminato mondo da imparare a conoscere e una serie di meccaniche da acquisire. Di base, come in ogni gioco basato sulla sopravvivenza e l’esplorazione del mondo circostante, dovremo tenere d’occhio le tre classiche barre: vita, stamina, fame.
Walking the Tightrope | Recensione Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness
Esplorando il mondo dell’Abisso potremo mettere mano su importanti Reliquie da far poi valutare all’accampamento, per ottenere soldi, punti esperienza e punti abilità. Le stesse ricompense le potremo ottenere portando a termine missioni primarie e secondarie, queste ultime quasi tutte Fetch Quest o poco più, che andranno ad arricchire e ad allargare il nostro giro di esplorazione. In sunto, Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness può essere schematizzato in: partenza, esplorazione, ritorno all’area sicura, ripartenza. Nulla di eccezionale, quindi, ma col passare delle ore di gioco si crea una sorta di assuefazione utile a farci tornare sempre a riaccendere la console.
Anche perché, è bene sottolinearlo, il mondo di gioco di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness è vivo e funziona esattamente come quello delineato nel manga di Tsukushi. I sintomi della maledizione da risalita saranno particolarmente fastidiosi ogni volta che cercheremo di tornare al campo base o di ottenere quella specifica reliquia posta solo un po’ più in alto e sarà dunque necessario avere con sé una buona scorta di cibo ed erbe medicinali. Fin qui, insomma, neanche così male. Il problema giunge con un’arma in mano.
In the Blind | Recensione Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness
Il sistema di combattimento di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness è, in una sola parola, rotto. Ogni nemico più piccolo è facilmente rompibile, con un solo colpo rimangono “stunnati” e perdono ogni capacità di muoversi (o, direttamente, muoiono). Quelli che non si immobilizzano sono i più grandi, che saranno però terribilmente lenti e facilmente schivabili. I tentativi di bossfight, poi, saranno particolarmente ridicoli. Insomma: i nemici vi daranno fastidio soltanto mentre risalirete pareti di roccia particolarmente alte. Per il resto, romperete tutto sin da subito.
Se a questo aggiungiamo una legnosità generale particolarmente evidente nelle fasi di combattimento, ma che accompagna ogni nostro passo sin dalla prima escursione nel Primo Strato, capirete bene il perché quell’assuefazione che il loop di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness riesce a donare diventa facilmente frustrazione una volta passate più di due ore a console accesa. Una sorta di invito a prendere il videogioco di Chime e Spike Chunsoft a piccole dosi, ecco.
Mirage | Recensione Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness
Passiamo alla nota dolente di una recensione dolente: il comparto tecnico e grafico di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness. Partiamo da una premessa: abbiamo giocato il titolo di Chime e Spike Chunsoft su Nintendo Switch e non sappiamo come giri il gioco su PS4 o PC. Stuttering, cali di frame rate, povertà visiva con texture in bassissima risoluzione e pop-up degli oggetti ambientali davvero troppo, troppo evidente. Il tutto non è nemmeno compensato da un’estetica accattivante, anzi, la povertà di dettagli e di elementi a schermo non rende giustizia al mondo pensato e ideato nella serie originale.
Probabilmente i problemi tecnici sono principalmente dovuti a una mancata ottimizzazione per la console ibrida di Nintendo, di questo siamo abbastanza certi, ma che di base Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness sia insufficiente anche sotto questo aspetto è indubbio. Si salva, in extremis, la colonna sonora che ha tracce orecchiabili, anche se molto ripetitive considerando l’inevitabile grande tempo di permanenza nel Primo Strato. Peccato non ne abbiano presa qualcuna in più dalla serie originale.
Roar of The Abyss
In definitiva, per concludere questa recensione di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness, stiamo reggendo il nostro cuore in mano nel dirvi che ci dispiace. L’idea alla base della serie di Tsukushi è ottima per la creazione di un videogioco atipico ed originale, di qualsiasi genere lo si voglia fare, ma d’altronde Spike Chunsoft e Chime non hanno saputo sfruttare questa grande opportunità. Legnoso, tecnicamente insufficiente e tediato dall’obbligratorietà della modalità Hello Abyss, siamo abbastanza convinti che Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness sarebbe potuto arrivare alla sufficienza se solo non fosse stato fatto con gli spicci rimasti dal caffè alla macchinetta. Ed è venduto a prezzo pieno. Consigliato esclusivamente ai fan, dopo un price drop piuttosto importante però.
Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness è attualmente disponibile su PC, Nintendo Switch e PlayStation 4. Fateci sapere se lo avete giocato qua sotto nei commenti, noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!
Punti a favore
- Modalità Deep Abyss in parte assuefacente
- Ottime premesse...
Punti a sfavore
- ... distrutte da una realizzazione insufficiente
- Tecnicamente arretrato
- Modalità Hello Abyss fastidiosa e completamente inutile
- Prezzo pieno?









Halfi
13 Ottobre 2023 alle 14:24Giocato il tutorial e poco più, droppato.
Ammetto di non aver visto l’anime e niente al di fuori del gioco, quindi è evidente che io non sia un fan;
Ciò non toglie che mi abbia davvero fatto schifo.
Marta Gravina
16 Ottobre 2023 alle 20:14Un po’ quello che avrei voluto fare anche io… pur avendo apprezzato molto la serie animata!