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La recensione della seconda stagione di Chad Powers su Disney+: meno commedia pura, più tensione, segreti, personaggi che crescono e Glen Powell convince ancora nel doppio ruolo di Russ e Chad
TITOLO ORIGINALE: Chad Powers. GENERE: Commedia. NAZIONE: Stati Uniti d’America. REGIA: Tony Yacenda, Michael Waldron, Payman Benz. CAST: Glen Powell, Perry Mattfeld, Quentin Plair, Wynn Everett, Frankie Rodriguez, Steve Zahn. DURATA: 30-40 minuti per episodio. PRODUZIONE: Hulu. USCITA: 3 settembre 2026.
Su Disney+ dal 3 settembre sono disponibili tutti gli episodi della seconda stagione di Chad Powers, la serie con Glen Powell nei panni di Russ Holliday e del suo improbabile alter ego. Per capire da dove riparte la storia, serve un piccolo passo indietro. Russ Holliday era un promettente quarterback professionista, la cui carriera era stata distrutta da un grave errore sul campo. Anni dopo, deciso a tornare in campo, sceglie di nascondere la propria identità e inventa Chad Powers, un giovane talento sopra le righe che riesce a entrare nei South Georgia Catfish.
La prima stagione costruiva la propria forza sull’elemento sorpresa, con un’idea originale che ha spiazzato tutti. Basata sulla comicità e sull’assurdità del travestimento, giocando continuamente sulla bugia che Russ doveva mantenere per poter continuare a vivere come Chad. Ma, dietro le risate, iniziavano già a nascere rapporti destinati a diventare sempre più importanti. Ed è proprio da questi rapporti che parte una seconda stagione decisamente diversa.
Un cambio di tono | Recensione Chad Powers 2
Se la prima stagione era principalmente una commedia costruita sulla situazione assurda e sulla doppia identità e sul travestimento di Chad, questa seconda parte allarga parecchio il proprio raggio d’azione. Si ride meno, questo lo si capisce sin da subito, ma non significa che manchino i momenti esilaranti. Semplicemente, la comicità non è più l’unico motore della storia. A questa si aggiungono momenti di tensione, azione e riflessione, mentre le relazioni tra i personaggi diventano molto più profonde e, soprattutto, complicate.
La bugia di Russ continua naturalmente a essere centrale, ma questa volta le conseguenze diventano più pesanti. Ogni rapporto sembra scricchiolare sotto il peso di qualcosa che non viene detto, una verità nascosta o una scelta che prima o poi dovrà essere affrontata. L’aspetto più interessante rimane comunque il rapporto tra Russ e Chad.
L’evoluzione del doppio ruolo | Recensione Chad Powers 2
Quello che era nato come un semplice espediente per tornare a giocare a football, comincia a trasformarsi in qualcosa di molto più personale. Chad non è più soltanto il personaggio che Russ interpreta, poiché ha costruito amicizie, legami e sentimenti propri. Russ si ritrova quindi sempre più condizionato dall’identità che ha creato. E mentre cerca di proteggere il proprio segreto, deve anche fare i conti con quello che Chad rappresenta realmente per lui.
È qui che la serie trova una dimensione più matura, senza perdere completamente quella leggerezza che aveva caratterizzato la prima stagione. A giovarne è il coinvolgimento, perché la storia si fa più interessante e, per certi versi, più credibile.
Segreti, bugie e colpi di scena: la stagione che alza la posta | Recensione Chad Powers 2
La seconda stagione aumenta anche la componente narrativa. I rapporti tra i personaggi diventano più intensi, le bugie si moltiplicano e i segreti iniziano progressivamente a venire fuori. Non manca la tensione e, soprattutto, non manca la voglia di sorprendere. La storia inserisce più di un colpo di scena, alternando momenti di azione a situazioni più intime e personali. Le persone iniziano a mostrare il loro vero volto e alcune dinamiche cambiano proprio quando sembrava che tutto fosse ormai definito.
Il football rimane naturalmente la base della serie, ma questa volta è soprattutto lo sfondo sul quale si muovono personaggi che hanno molto più da perdere rispetto alla stagione precedente. Frattanto, Glen Powell continua a funzionare molto bene nel doppio ruolo e, soprattutto, riesce a rendere credibile l’evoluzione di un personaggio che ormai non può più essere considerato soltanto una maschera.
Conclusioni
La prima stagione puntava maggiormente sulla comicità. La seconda sceglie invece di far crescere i suoi protagonisti e di mettere alla prova i legami costruiti fino a questo momento. Il risultato è un prodotto più maturo, forse meno immediato, ma comunque piacevole e capace di offrire qualcosa di diverso.
Punti a favore
- Glen Powell è sempre convincente
- Non solo comicità, ma anche storie umane e coinvolgenti
Punti a sfavore
- Serve attingere alla sospensione dell'incredulità
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