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OttoSafe Cam di Ottocast unisce dash cam anteriore/posteriore e adattatore CarPlay wireless, tutto gestito dallo schermo di bordo
Nelle strade ci sono sempre più veicoli e il traffico riserva una quantità incredibile di imprevisti tra manovre azzardate, comportamenti aggressivi al volante e, in alcuni casi tutt’altro che rari, veri e proprio tentativi di truffa assicurativa dopo un sinistro. In uno scenario del genere, poter contare su una prova video oggettiva è diventato quasi indispensabile. Allo stesso tempo, molte auto ancora perfettamente valide dal punto di vista meccanico iniziano a mostrare il fianco sul fronte tecnologico: CarPlay e Android Auto cablati, un tempo un’innovazione, oggi appare scomodo ogni volta che bisogna cercare il cavo giusto per collegare lo smartphone. Ottocast prova a risolvere entrambi i problemi con un unico prodotto: la OttoSafe Cam, un sistema che unisce una dash cam anteriore e posteriore a un adattatore CarPlay & Android Auto wireless, il tutto gestibile direttamente dallo schermo di bordo dell’auto, senza bisogno di display aggiuntivi o app dedicate. Il vero pregio dell’operazione sta proprio qui: invece di sommare due accessori distinti, si riuniscono in un solo dispositivo due esigenze che normalmente richiederebbero soluzioni separate, senza che l’abitacolo venga in alcun modo stravolto nell’aspetto originale.
Confezione e unboxing | Recensione OttoSafe Cam
Nonostante le ridotte dimensioni, la confezione di vendita della OttoSafe Cam è curata in ogni particolare. Esternamente spicca subito una sorta di sovraccoperta removibile che rappresenta il prodotto e il nome dell’azienda e che ricopre tutta la scatola di colore nero. Una volta aperta, protetti da uno spesso strato di memory foam, vi sono la dash cam anteriore e l’adattatore wireless.
Al di sotto di essi, vi sono due scomparti in cui sono conservati la dash cam posteriore, tutta la cavetteria necessaria al funzionamento dei tre dispositivi tra cui un alimentatore a 12 volt, una microSD da 64GB (solo in questa versione, in quella standard base non è presente) e uno strumento di rimozione a spatola per nascondere i cavi sotto le guarnizioni dell’auto. Ogni componente è perfettamente conservato e protetto grazie all’uso di gancetti, sacchetti richiudibili e perfino un mini contenitore in plastica con coperchio per proteggere la microSD.
Caratteristiche tecniche | Recensione OttoSafe Cam
Diamo un’occhiata alle caratteristiche tecniche più importanti di questa OttoSafe Cam:
- Risoluzione e frame rate: Anteriore: 2K QHD (2560×1440) 30 FPS, Posteriore: FullHD 1080p (1920×1080) 30 FPS
- Angolo di visione: Anteriore: diagonale 170° e orizzontale 130°, Posteriore: diagonale 135° e orizzontale 135°
- Sorveglianza parcheggio H24: supportata ma richiede apposito kit venduto separatamente
- G-Sensor: integrato
- Formato di registrazione: TS
- Registrazione in loop: supportata
- Memoria: supporto fino a 256GB
- Wi-Fi: dual-band (2,4 GHz e 5 GHz)
- Bluetooth: 5.4
Design e installazione | Recensione OttoSafe Cam
Dal punto di vista estetico e qualitativo sia le due dash cam che l’adattatore wireless sono minimali e ben realizzati. Le telecamere sono realizzate in plastica robusta satinata e opaca: quella anteriore, di dimensioni 102 x 58,6 x 35 mm, ha il pulsante di accensione e spegnimento con una luce LED per indicare lo stato, una porta microSD, una porta USB-C per l’alimentazione, delle aperture per la dissipazione del calore e l’altoparlante, un connettore per l’alimentazione della camera posteriore e un sistema di regolazione verticale a vite.
Quella posteriore è più discreta nelle dimensioni (55 x 32,4 x 40 mm), presenta unicamente il connettore per l’alimentazione e la videocamera può essere regolata verticalmente grazie a un sistema a ghiera. Entrambe le cam hanno, inoltre, una parte piatta con un adesivo per poterle attaccare rispettivamente al parabrezza e al lunotto. L’adattatore wireless, invece, presenta materiali totalmente differenti per un design più premium alla vista: plastica lucida nera nella parte frontale e rivestimento opaco grigio per i bordi. Sono presenti unicamente un tastino di accensione laterale, un LED di stato nella parte frontale e una porta USB-C per l’alimentazione.Â
Il montaggio richiede attenzione, ma resta alla portata di chi ha già una minima esperienza con impianti simili. La telecamera anteriore va fissata dietro allo specchietto retrovisore tramite il supporto adesivo. Il cavo va poi instradato verso l’adattatore a 12 volt e può essere parzialmente nascosto sotto il rivestimento del tetto con l’apposito attrezzo in dotazione, anche se una parte più o meno lunga sarà comunque visibile a seconda di dove si trova la porta 12 volt dell’auto.
La telecamera posteriore, invece, richiede un cablaggio più lungo, da far passare lungo l’abitacolo e possibilmente dentro il cielo dell’auto: un’operazione fattibile in autonomia da chi è pratico di lavori del genere, ma per cui molti utenti preferiranno rivolgersi a un installatore professionista, magari abbinando anche un kit di alimentazione diretta (hardwire) per la funzione di parcheggio.
Per l’adattatore CarPlay, basta collegarlo a una porta USB-C dell’auto (presente in quelle di ultima generazione, per le altre va acquistato un adattatore USB-C to USB-A). Al primo collegamento, l’auto riconosce l’adattatore come se fosse uno smartphone e guida l’utente passo passo nella configurazione, incluso l’abbinamento Bluetooth con lo smartphone. Tutto viene mostrato su schermo in maniera semplice, immediata e in lingua italiana. La telecamera anteriore, invece, emette prima un suono che ne indica l’accensione e poi una voce, esclusivamente in inglese, comunica l’avvio delle riprese.
Uso quotidiano e funzionalità | Recensione OttoSafe Cam
L’idea alla base del prodotto è semplice ma efficace: sfruttare lo schermo di infotainment già presente in auto, a patto che questa supporti CarPlay e Android Auto cablati di fabbrica (non funziona su auto che supportano solo Android Auto o solo CarPlay wireless e il sistema non è supportato su BMW e Tesla). L’adattatore Ottocast si collega alla porta USB-C normalmente utilizzata per il CarPlay e Android Auto via cavo e, una volta abbinato allo smartphone, permette di avviare la connessione wireless in automatico a ogni accensione del motore. Sullo stesso schermo, con un semplice tocco, si può passare dalla schermata CarPlay (si chiama così, ma vale anche per Android) alla visualizzazione live delle telecamere, così come rivedere le registrazioni salvate.
Una volta completata la configurazione iniziale, l’esperienza d’uso diventa molto lineare: a ogni accensione, sia la dash cam sia la connessione wireless si attivano automaticamente, con un abbinamento che nelle prove si è rivelato rapido e reattivo. Tuttavia, in un’auto già dotata di Apple CarPlay e Android Auto wireless potrebbero capitare delle spiacevoli sovrapposizioni di connessioni e bisogna smanettare un po’ prima di mettersi alla guida.
È possibile scegliere, tra le impostazioni, se all’avvio debba comparire di default la schermata CarPlay oppure quella della telecamera, lasciando che la registrazione prosegua comunque in background. La visualizzazione live delle telecamere, va detto, non è sempre risultata perfettamente fluida durante i test, per quanto questo aspetto possa dipendere anche dal sistema di infotainment specifico utilizzato più che da un limite intrinseco del prodotto.
Nel nostro test abbiamo usato una Renault Austral 2026 e uno Xiaomi 17 e abbiamo notato che rispetto al collegamento classico con Android Auto, il pannello verticale dell’infotainment viene finalmente “splittato” in due bande orizzontali così da avere, per esempio, Google Maps nella parte superiore e Spotify in quella inferiore. Inoltre per la visualizzazione live delle telecamere si può scegliere quella a tutto schermo o quella orizzontale e si può ulteriormente zoomare in diretta.
Tuttavia, essendo il sistema già basato su Google, purtroppo vi sono problemi con il pannello digitale del cruscotto. Google Maps del sistema CarPlay non si sincronizza con il pannello e qualora si impostasse il percorso tramite Maps già integrato sull’auto, basta una qualsiasi segnalazione sul percorso come autovelox o restringimento affinché il sistema dia priorità al CarPlay di Ottocast annullando il percorso preimpostato.Â
Il menù delle impostazioni lascia un discreto margine di personalizzazione: la risoluzione può essere abbassata da 2K a 1080p per risparmiare spazio sulla scheda di memoria, mentre la durata delle singole clip, impostata di default su un minuto, può essere estesa a piacere. È possibile anche disattivare la registrazione audio dell’abitacolo, per chi preferisce mantenere private le conversazioni a bordo, e spostare il pulsante di scatto foto da un lato all’altro dello schermo, così da renderlo più comodo in base all’abitudine di guida.
È infatti possibile effettuare delle foto live che non sono altro che degli screen che immortalano il momento che più si desidera. Per farlo basta semplicemente fare un doppio tap sullo schermo dell’infotainment. I risultati sono più che soddisfacenti perché riprendono la medesima qualità dei video.Â
Sul fronte della gestione dei filmati, il sistema lavora a ciclo continuo, sovrascrivendo automaticamente le clip più vecchie man mano che la scheda si riempie; quando però il sensore G o di impatto integrato rileva un urto, la clip corrispondente viene bloccata in automatico e protetta dalla sovrascrittura, con tanto di avviso vocale a confermare l’avvenuto salvataggio. Un vantaggio non da poco è che tutta questa gestione, comprese la revisione, il blocco e l’eliminazione dei filmati, avviene direttamente dallo schermo dell’auto, senza dover estrarre la scheda di memoria e collegarla a un computer per rivedere quanto accaduto.
Un limite riscontrato riguarda invece la gestione degli eventi non rilevati dal sensore d’urto: se si assiste a una manovra pericolosa o a una situazione che si vuole conservare senza che sia stato registrato un impatto vero e proprio, l’unico modo per salvare il filmato è entrare manualmente nella cartella, individuare la clip e bloccarla, spostandola così in un’altra sezione. Manca cioè un tasto dedicato al salvataggio rapido di un evento “a piacere”, diversamente da quanto avviene per gli urti rilevati automaticamente.
Da segnalare anche che la telecamera posteriore restituisce, sia in anteprima sia nei filmati salvati, un’immagine speculare: comoda se interpretata come uno specchietto retrovisore, ma potenzialmente fuorviante qualora la registrazione debba essere utilizzata come prova in sede assicurativa o con le forze dell’ordine, dato che potrebbe generare confusione su corsie, posizioni relative dei veicoli o direzione di un evento. Un’opzione per disattivare lo specchiamento sarebbe un’aggiunta utile in un futuro aggiornamento software.
In entrambe le cam non manca la visione notturna, mentre risultano assenti sia il modulo GPS (quindi nessun dato di posizione o velocità sovrapposto ai filmati) sia i comandi vocali. Durante le prove è emersa infine qualche difficoltà nel collegamento con l’app dedicata, GoLook, che non sempre risulta stabile con la telecamera; un aspetto su cui il produttore dovrebbe intervenire per completare l’offerta.Â
Conclusioni
La OttoSafe Cam si rivolge in particolare a chi possiede un’auto ancora valida ma con un’infotainment che comincia a sentire il peso degli anni, e desidera aggiungere sia la comodità del CarPlay wireless sia la sicurezza di una dash cam, senza aggiungere schermi o cavi visibili nell’abitacolo. Il sistema funziona bene, ovviamente, anche con infotainment più moderni, ma bisogna accettare delle spiacevoli sovrapposizioni durante l’accensione dell’auto.
Al netto di qualche imperfezione, come la gestione degli eventi manuali, lo specchiamento della telecamera posteriore e alcune incertezze sull’app, il concetto alla base del prodotto resta convincente e l’attenzione hardware appare curata. Per il pubblico a cui si rivolge, resta una proposta difficile da eguagliare in termini di funzionalità offerte rispetto al prezzo richiesto, capace di offrire in un unico pacchetto un aggiornamento tecnologico che altrimenti richiederebbe due acquisti separati.
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Punti a favore
- Due prodotti in uno
- Ottima qualità delle riprese
- Configurazione semplice e guidata in italiano
- Buona personalizzazione
- Gestione intelligente degli urti
Punti a sfavore
- Nessun salvataggio manuale rapido
- Immagine speculare della telecamera posteriore
- Mancano GPS, comandi vocali e l'app GoLook non è perfetta
- Compatibilità limitata





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