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Bormula 1, GP Bahrain 2026 a Sepang: Brembo analizza le frenate più impegnative del circuito malese
Il mese di ottobre della Formula 1 prende il via con un appuntamento decisamente particolare. In seguito all’accordo raggiunto tra i due governi, la FIA e la Formula 1, il GP Bahrain si disputa in Malesia, sul Sepang International Circuit, tracciato situato a circa 50 chilometri a sud di Kuala Lumpur. Progettato da Hermann Tilke e inaugurato il 9 marzo 1999, appena 14 mesi dopo l’avvio dei lavori, Sepang torna così protagonista del Circus. Con l’edizione 2026, il circuito malese raggiunge quota 20 Gran Premi di Formula 1 ospitati, mettendo nuovamente alla prova monoposto e piloti su un tracciato che presenta anche diverse frenate particolarmente impegnative.
Brembo analizza il GP di Bahrain a Sepang: presente un livello medio di difficoltà per i freni
Secondo le analisi degli ingegneri Brembo impegnati al fianco dei piloti di Formula 1, il Sepang International Circuit, lungo 5.479 metri, può essere classificato tra i circuiti mediamente impegnativi per gli impianti frenanti. Su una scala di difficoltà compresa tra 1 e 5, la pista malese ottiene infatti un indice pari a 3. Nel corso di ogni giro i piloti utilizzano i freni in sei occasioni, per un tempo complessivo di 13,2 secondi. Le sei frenate si dividono in tre Hard, una Medium e due Light. In cinque di queste, inoltre, le monoposto raggiungono una decelerazione pari o superiore a 3 g, a conferma delle importanti sollecitazioni che caratterizzano alcune zone del tracciato.
Le simulazioni individuano nella curva 15, l’ultima prima del rettilineo del traguardo, il punto più severo del circuito per l’impianto frenante. Le monoposto arrivano alla staccata a 307 km/h e rallentano fino a 93 km/h in appena 2,58 secondi, percorrendo 121 metri durante la fase di frenata. Per ottenere questa decelerazione, i piloti esercitano sul pedale del freno un carico di 189 kg, mentre la decelerazione massima raggiunge 4,7 g. Particolarmente elevata anche la potenza frenante sviluppata in questo punto, che secondo le simulazioni arriva a 2.177 kW.
Quando il nome del Gran Premio non coincide con il Paese ospitante
La particolare situazione del GP Bahrain disputato in Malesia non rappresenta un caso completamente isolato nella storia della Formula 1. In passato diversi Gran Premi hanno infatti portato il nome di un Paese o di un’area geografica differente rispetto al luogo nel quale si svolgevano. L’esempio più celebre è quello del GP di San Marino, disputato per 26 edizioni a Imola, in Italia. Il GP del Lussemburgo si è invece corso due volte al Nürburgring, in Germania.
Anche il GP d’Europa è stato organizzato su circuiti situati in differenti nazioni, passando da Baku in Azerbaigian a Valencia e Jerez in Spagna, fino a Donington e Brands Hatch in Inghilterra e allo stesso Nürburgring. Brembo richiama questa curiosità anche per creare un parallelo con il mondo delle supercar: su alcuni modelli le pinze dei freni riportano infatti il marchio del costruttore automobilistico, pur essendo progettate e realizzate dall’azienda italiana.
Jenson Button firmò la prima tripletta a Sepang nel 2009
Per assistere alla prima combinazione di pole position, vittoria e giro più veloce realizzata dallo stesso pilota a Sepang fu necessario attendere l’undicesimo Gran Premio disputato sul circuito malese. L’impresa riuscì nel 2009 a Jenson Button, al volante della Brawn GP equipaggiata con impianto frenante Brembo.
Quella stagione coincise con importanti cambiamenti regolamentari. L’introduzione del KERS si accompagnò alla riduzione del carico aerodinamico e al ritorno degli pneumatici slick, che aumentarono l’aderenza meccanica delle monoposto. Come conseguenza, il carico sull’asse anteriore aumentò di circa il 5%, raggiungendo valori compresi tra il 60 e il 65%.
Le soluzioni Brembo per la stagione 2009
Per adattarsi alle nuove caratteristiche delle monoposto, nel 2009 Brembo intervenne anche sulla progettazione dell’impianto frenante. Le pinze posteriori vennero rese più leggere e compatte rispetto a quelle utilizzate nella stagione precedente. Gli ingegneri modificarono inoltre le specifiche dei materiali d’attrito con l’obiettivo di diminuire la sensibilità dell’assale posteriore alle variazioni di coppia e temperatura.
Le soluzioni adottate contribuirono a una stagione particolarmente positiva: le monoposto equipaggiate con freni Brembo conquistarono 15 dei 17 Gran Premi disputati nel 2009. La debuttante Brawn GP ottenne nove successi e conquistò il titolo mondiale con Jenson Button, mentre la Red Bull chiuse da vicecampione ottenendo sei vittorie.
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