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In questa recensione parliamo del nuovissimo DAS di casa Terramaster, il modello D8 Hybrid 2, pieno di novità e prestazioni da scoprire
In questa recensione del Terramaster D8 Hybrid 2 analizziamo una soluzione di archiviazione davvero peculiare e sempre più ricercata sul mercato. Nasce dalla necessità di gestire un volume enorme di file ad altissima velocità ha reso questi dispositivi indispensabili per creator e professionisti. Vi consigliamo caldamente di proseguire nella lettura perché questo modello rappresenta uno dei punti di svolta più interessanti nel panorama dello storage esterno, integrando la rapidità degli SSD con l’immensa capacità dei classici hard disk meccanici.
Confezione e unboxing | Recensione TerraMaster D8 Hybrid 2
Aprire il box del TerraMaster D8 Hybrid 2 restituisce subito la sensazione di trovarsi di fronte a un prodotto curato con attenzione. La confezione esterna, realizzata in cartone ad alta densità, garantisce un’ottima protezione dagli urti grazie a due voluminosi gusci interni in materiale espanso che avvolgono saldamente il corpo macchina, a sua volta protetto da un sacchetto impermeabile e antistatico.
All’interno dell’imballo è presente una scatola secondaria contenente tutto il necessario per la prima messa in funzione. Troviamo l’alimentatore di rete dedicato con il relativo cavo di corrente, un cavo di trasmissione dati USB Type-C a Type-C certificato per lo standard da 10 Gbps, un kit completo di viti per il bloccaggio opzionale delle unita SATA da 2,5 pollici e il manuale di istruzioni sintetiche corredato dalla documentazione di garanzia. La dotazione si dimostra quindi completa e pronta all’uso immediato.
Caratteristiche tecniche
Il TerraMaster D8 Hybrid 2 si presenta sul mercato con un comparto hardware flessibile, pensato per bilanciare velocità di trasferimento e massima capacità complessiva.
- Supporto simultaneo per un massimo di 4 unità SATA da 3,5″ o 2,5″ e 4 moduli SSD M.2 2280 NVMe PCIe, per un potenziale totale di archiviazione fino a 152 TB.
- Connessione tramite porta Type-C con velocità teorica fino a 10 Gbps, capace di raggiungere circa 1.020 MB/s in lettura sulle unità SSD.
- Vani per hard disk con meccanismo ad incastro Push-Lock senza attrezzi e pannello laterale a scorrimento rapido per l’accesso agli alloggiamenti NVMe.
- Ventola posteriore con cuscinetto FDB (Fluid Dynamic Bearing) a controllo della temperatura, progettata per garantire elevata durevolezza e un impatto acustico contenuto entro i 21 dB.
- Sistema intelligente TPM (TerraMaster Power Management) che gestisce automaticamente la sospensione e il riavvio delle unità per ridurre l’usura e contenere i consumi elettrici.
Utilizzo e considerazioni | Recensione TerraMaster D8 Hybrid 2
L’avvio operativo del TerraMaster D8 Hybrid 2 richiede pochissimi minuti. Non trattandosi di una struttura di rete complessa ma di un DAS (Direct Attached Storage), non serve configurare indirizzi IP o pannelli di amministrazione web. È sufficiente inserire le unità di memoria, collegare l’interfaccia USB al proprio computer e accendere il box. La piena compatibilità con i principali file system del settore permette di formattare i dischi a seconda del sistema operativo utilizzato, rendendo il passaggio tra ambienti Windows, macOS e Linux fluido e immediato.
Un’analisi dettagliata del telaio permette di notare evidenti passi in avanti nel design rispetto ai modelli della serie precedente. Il tasto di accensione è stato finalmente posizionato sulla parte frontale dell’unità, rendendo l’accensione immediata senza dover cercare il pulsante sul retro. Le slitte frontali adottano la versione perfezionata del blocco meccanico Push-Lock, che assicura i dischi da 3,5 pollici in modo saldo riducendo al minimo le oscillazioni. Molto intelligente anche l’accesso agli slot M.2: anziché richiedere lo smontaggio della scocca principale, è stato predisposto un comodo sportello laterale ad incastro fissato da viti “svitabili” a mano, per interventi e aggiornamenti rapidi sui moduli SSD.
Messo alla prova sul campo, il D8 Hybrid 2 mette in luce una reattività notevole. Utilizzando gli SSD NVMe, le velocità di lettura e scrittura riescono a saturare praticamente tutta la banda messa a disposizione dall’interfaccia USB a 10 Gbps. Si riesce a sfiorare la soglia del gigabyte al secondo. Questo rendimento rende il dispositivo ideale come disco di lavoro diretto per la produzione video, la manipolazione di foto in alta risoluzione o la gestione di pesanti librerie multimediali. Da sottolineare anche l’ottimo lavoro svolto dal sistema di dissipazione del calore: la ventola FDB gestisce i flussi d’aria mantenendo le temperature dei dischi all’interno di intervalli di sicurezza, senza generare quel ronzio fastidioso spesso presente nei box di archiviazione multi-disco.
Poche limitazioni
Accanto ai numerosi pregi vanno segnalate anche alcune limitazioni strutturali da considerare in fase d’acquisto. Il collo di bottiglia principale è rappresentato proprio dalla connessione USB 3.2 Gen 2 da 10 Gbps: per quanto veloce nell’uso quotidiano, non consente di sfruttare appieno l’enorme potenziale velocistico dei moderni SSD NVMe PCIe Gen3 o Gen4, che su bus Thunderbolt viaggerebbero a velocità nettamente superiori. Inoltre, all’interno della scocca non è presente un controller RAID di tipo hardware; di conseguenza, la creazione di eventuali array di sicurezza o prestazioni deve essere gestita totalmente via software dal sistema operativo ospite. Infine, occorre ricordare la natura DAS del dispositivo, che richiede la presenza costante di un computer acceso per poter condividere i file in locale o da remoto.
Architettura Hybrid e funzioni di spicco
Il vero punto di forza di questa macchina risiede nel concetto di organizzazione intelligente dello spazio di archiviazione, strutturato per la gestione differenziata dei file. Sfruttando simultaneamente la velocità dei quattro moduli SSD M.2 e l’enorme capienza dei quattro alloggiamenti meccanici SATA, è possibile dividere chiaramente i dati in uso da quelli da conservare. Le unità a stato solido accolgono i file di lavoro corrente, i progetti attivi e le cache dei software di montaggio, garantendo la massima reattività complessiva. I dischi tradizionali, al contrario, diventano il deposito ideale per l’archiviazione a lungo termine, per le librerie concluse e per i backup completi di sistema.
In termini di funzionalità software, la piena integrazione con applicativi dedicati come TPC Backupper offre la possibilità di impostare piani di backup automatici e incrementali in ambiente Windows. Mentre gli utenti Apple beneficiano della piena compatibilità nativa con Time Machine. Va citata anche la grande versatilità d’impiego: oltre ad operare come memoria primaria collegata a una workstation, il D8 Hybrid 2 può funzionare come modulo d’espansione diretto per server preesistenti, oppure come unità di memoria ad altissima capacità da assegnare a sistemi di virtualizzazione come Proxmox, TrueNAS o Unraid.
Conclusioni e prezzo
TerraMaster D8 Hybrid 2 rappresenta un’opzione di archiviazione estremamente versatile, efficace e ben posizionata sul mercato. Rivolta a professionisti, creatori di contenuti e appassionati che necessitano di uno spazio ampio, veloce e di immediata fruizione. Benché la scelta dell’interfaccia USB a 10 Gbps impedisca agli SSD NVMe di raggiungere il loro picco teorico massimo e l’assenza di un RAID hardware richieda la gestione software, la facilità d’installazione senza attrezzi, il funzionamento silenzioso e la combinazione ibrida 4+4 ne fanno un acquisto consigliato.
Il dispositivo viene proposto a un prezzo di listino ufficiale di circa 299,99 euro per la versione priva di dischi inclusi. Considerando l’elevato numero di baie disponibili e la possibilità di raggiungere un volume complessivo fino a 152 TB, il rapporto tra prestazioni, capacità totale e prezzo di vendita risulta decisamente competitivo per chiunque cerchi un’unita di archiviazione capiente e veloce per la propria scrivania.
- Archiviazione innovativa: l'alloggiamento D8 Hybrid 2 può contenere 4 HDD/SSD SATA e 4 SSD M.2 2280 NVMe, supportando fino a 152 TB (30 TB × 4 + 8 TB × 4). Combina contemporaneamente i vantaggi dell'enorme capacità degli HDD e delle prestazioni ad alta velocità degli SSD. È incluso il software gratuito TPC Backupper per un backup semplice e la sicurezza dei dati.
Cosa ne pensate di questo DAS? Fatecelo sapere con un commento qua sotto e continuate a leggere tuttotek.it per rimanere aggiornati sulle ultime novità e non solo.
Punti a favore
- Architettura ibrida flessibile (4 HDD + 4 NVMe)
- Installazione rapida senza attrezzi (Tool-Free)
- Funzionamento silenzioso
- Elevata capacità complessiva (fino a 152 TB)
Punti a sfavore
- Banda USB 10 Gbps limitante per gli SSD NVMe
- Assenza di controller RAID hardware integrato






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