Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Scopriamo insieme, in questa recensione completa, a chi si può consigliare l’acquisto di Fire Emblem Warriors: Three Hopes, il nuovo musou targato Omega Force e ambientato nel franchise di Intelligent Systems
Il genere dei musou in occidente è stato sempre un po’ affossato ed accantonato a causa delle sue meccaniche ripetitive e dell’inevitabile carenza tecnica, considerando l’altissimo numero di nemici normalmente presenti a schermo. Negli ultimi anni, però, alcune glorie ne hanno saputo elevare il nome. Se infatti Dynasty Warriors 9 è caduto subito nel dimenticatoio a causa di meccaniche ormai fin troppo datate, titoli come Persona 5 Strikers o Hyrule Warriors sono stati ampiamente apprezzati da pubblico e critica, forse anche perché partivano da titoli già solidi e piuttosto amati.
Rimanendo in quest’ultimo contesto, abbiamo potuto, nelle scorse settimane, passare diverse ore in compagnia di Fire Emblem Warriors: Three Hopes, l’ultima fatica di Omega Force pubblicata da Koei Tecmo in esclusiva per Nintendo Switch. Nell’ardua scelta iniziale fra le tre casate disponibili (Aquile Nere, Cervi Dorati e Leoni Blu), le stesse di Fire Emblem: Three Houses, abbiamo deciso di affrontare per la prima volta la narrativa con l’ultima, la fazione del giovane Dimitri. Da questa prima run è nata la nostra recensione di Fire Emblem Warriors: Three Hopes. Let the War Begin!
The Crest of Flames
Sebbene Three Hopes riprenda personaggi e mondo di gioco di Three Houses, il musou si discosta ampiamente dal titolo del filone principale in quasi ogni aspetto sceneggiativo. La narrazione prende una piega completamente diversa e Byleth è ora il nostro antagonista. Impersoneremo invece un personaggio completamente originale, chiamato Shez, che potremo personalizzare nel genere e nel nome ad inizio partita. Il titolo di Omega Force ci accompagna dunque in un prologo che funge a grandi linee da tutorial, sebbene questo continui ampiamente nelle prime 5/6 ore di gioco con la scoperta di nuove meccaniche via via che si avanza anche nel primo capitolo.
Al termine di questo prologo uguale per tutti, però, giunge il momento di fare la nostra prima e più importante scelta narrativa: a quale casata apparterremo? Come detto in apertura, per stilare questa recensione abbiamo deciso di affiancarci al giovane Dimitri ed entrare a far parte dei suoi Leoni Blu, ma non è stata sicuramente scelta facile. La caratterizzazione dei tre principali comprimari, Dimitri, Edelgard e Claude, è infatti la stessa di Three Houses ed è stato quindi piuttosto difficile schierarsi apertamente conoscendoli ed avendoli apprezzati già per molte ore.
Tearing through Heaven | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
La scelta avviene quando il nostro protagonista, dopo essere entrato in contatto con una stramba entità sovrannaturale, affianca i tre comprimari in una battaglia contro un gruppo di briganti che ne ostacola il percorso. Le vicissitudini ci portano dunque a visitare il Monastero del Garreg Mach, dove si erge l’Accademia degli Ufficiali che inizieremo a frequentare. Lo schieramento con una casata rispetto ad un’altra andrà ad imprimere profondi cambiamenti alla campagna principale, arrivando in realtà a dire che ci troviamo di fronte a ben tre campagne diverse, tutte di lunghezza encomiabile, rendendo Three Hopes un gioco davvero prolisso.
A differenza di altri Warriors, la campagna principale di Three Hopes si divide in capitoli, come fosse un vero e proprio S-JRPG. Dalla mappa del Fòdlan mostra i territori già conquistati e quelli ancora da porre sotto il nostro dominio, suddividendo il tutto in obiettivi primari e secondari. La sensazione, perlomeno al di fuori delle fasi di combattimento, non è quindi quella di starsi trovando di fronte ad un musou, quanto più ad uno strategico classico. Il vero cuore pulsante di Fire Emblem Warriors: Three Hopes e di questa recensione risiede dunque nelle… botte!
Roar of Dominion | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
Il gameplay di Three Hopes è tutto incentrato sulle botte, proprio come si addice ad un musou degno di nota. La concatenazione di attacchi pesanti, leggeri, abilità e mosse speciali permette al giocatore di creare una sequela di combo e di serie di colpi davvero impressionanti, tanto che, guardando i semplici numeri, sembra di trovarsi davanti a un Disgaea qualsiasi.
Ogni missione ci porta ad esplorare una specifica mappa divisa in zone da conquistare, proprio come in ogni appartenente del genere. Accanto al compito principale, che permetterà di concludere la quest, si avvicenderanno man mano alcuni secondari, che se portati a termine forniscono ricompense aggiuntive e un punteggio finale del livello incrementato notevolmente. Il tutto, sconfiggendo orde ed orde di nemici tutti uguali, affiancati da mid-boss e boss di varia natura.
Corridor of the Tempest | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
Shez, così come ogni personaggio, potrà appartenere ad una sola specifica classe, ciascuna delle quali garantirà abilità specifiche, denominate per l’appunto “abilità di classe”, permeate direttamente dal capitolo principale della serie di Fire Emblem. Questo, unitamente ad abilità uniche per ciascun personaggio, alle magie o tecniche attivabili con l’utilizzo dei tasti dorsali e al “Risveglio”, una trasformazione attivabile dopo aver riempito la specifica barra, rende il gameplay di Fire Emblem Warriors: Three Hopes davvero versatile e variegato.
Il “Risveglio” permette ai nostri protagonisti di diventare temporaneamente invulnerabili agli attacchi nemici, ma anche di infliggere “Collasso” con ciascun colpo inferto, sia esso leggero o pesante. L’indicatore del “Collasso” appare sopra i nemici più potenti, quando vengono sferrati determinati attacchi che ne minano l’equilibrio o sono abbastanza potenti da stordirli. Diviso in cinque spicchi, una volta svuotato l’Indicatore Collasso renderà vulnerabile ad un attacco ad area il nemico interessato e tutti i mob circostanti, risultando, come sempre, in una grande mole di danni.
Melody of Clarity | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
La parte musou del titolo, sicuramente molto classica, ma comunque arricchita da alcune specifiche caratteristiche della serie, è affiancata alla componente strategica tipica dei Fire Emblem. Direttamente dal campo di battaglia, infatti, potremo aprire la mappa della zona di gioco per impartire ordini alle nostre unità, controllabili o meno. Potremo quindi inviarle a conquistare una zona, sconfiggere un determinato nemico o proteggere una specifica unità. Il tutto in modo semplice e intuitivo, con un menu di gioco davvero ben realizzato e congegnato.
Dall’accampamento principale, che funge da vero e proprio hub di gioco, potremo sperimentare la parte più “dating sim” di Fire Emblem Warriors: Three Hopes. Troveremo infatti, oltre ai classici mercanti che vendono un quantitativo di oggetti fisso per ciascun capitolo della storia, e un diario dove poter accedere ai vari scritti ritrovati nel corso del gioco, nonché alla possibilità di cambiare abiti ai protagonisti, troveremo, dicevamo, diversi modi di poter approfondire i rapporti coi nostri commilitoni.
Blood and Iron | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
Se i dialoghi sono la scelta più ovvia e veloce, in realtà il tutto non si esaurisce in poche (e diciamocelo, poco interessanti) scelte di dialogo: le opportunità sono molteplici. A partire dalla zona di allenamento, in cui potremo far sfidare tra loro gruppi di tre personaggi che aumenteranno nel loro livello di classe, raggiungendone le maestrie e potendone sbloccare di più potenti, ad esempio. Oppure, ancora meglio, potremo mettere Shez ai fornelli e preparare qualcosa per due dei nostri compagni, in base ai loro gusti personali, per aumentarne l’affinità in battaglia nonché, ovviamente, approfondirne la caratterizzazione.
Il tutto con una lunga lista di prolissi tutorial che, permetteteci di dire, lasciano il tempo che trovano. La mole di testo e di informazioni contenute, infatti, spiazzeranno i giocatori alle prime armi e ammettiamo che anche noi alcuni passaggi, inizialmente, ce li eravamo persi. Il modo più semplice, vista l’effettiva inutilità dei tutorial, è testare e provare con mano le varie meccaniche di gioco sbloccate via via nell’accampamento. Attenzione però: avrete a disposizione solo un numero specifico di allenamenti e di spazi di tempo libero da passare con i vostri compagni, quindi una volta che ci avrete preso mano dosateli bene.
Like a Flesh of Lightning | Recensione Fire Emblem Warriors: Three Hopes
Il lato dolente della produzione di Omega Force è, come potete immaginare, il comparto tecnico. Un musou esclusivo su Nintendo Switch, che come è ben noto non è decisamente un hardware potente e performante, soffre davvero molto dal lato tecnico e grafico. Partiamo dal presupposto che il gioco è molto più godibile (e giocabile) dal lato tecnico con la console appoggiata al dock, piuttosto che in portatile, in primis per la maggior comodità del controller pro nella gestione delle varie combo e della telecamera, non sempre certosina.
I ragazzi di Omega Force hanno adottato alcuni stratagemmi interessanti per la gestione del frame rate, come la risoluzione dinamica o il minor utilizzo di effetti a schermo, ma non sono comunque bastati per evitare frequenti e vistosi cali di prestazioni (anche se, sicuramente, non ai disastrosi livelli di Hyrule Warriors). E se dal punto di vista tecnico e di “comodità” la console sta meglio nel dock, esteticamente parlando la scarsità dei dettagli e la pochezza delle texture è decisamente meno impattante in modalità portatile. Insomma, in definitiva, non sappiamo manco noi dove consigliarvi di giocarlo.
Niente da segnalare dal punto di vista sonoro: Three Hopes vanta una soundtrack eccezionalmente impattante, che riprende molti dei brani di Three Houses e li riarrangia verso nuove vette di solennità e maestosità. Davvero ineccepibile, ottimo lavoro.
Funeral of Flowers
In definitiva, concludendo questa recensione di Fire Emblem Warriors: Three Hopes, Omega Force è riuscita a rendere onore al capitolo del filone principale a cui si ispira, pur discostandosi, il musou. Nonostante le classiche problematiche tecniche più legate al genere che al gioco e alla mole di informazioni messe a schermo impossibili da memorizzare per un novizio, Three Hopes si è rivelato essere un esponente del genere dal gameplay solido e valido, che mescola sapientemente le “botte” a cui accennavamo ad inizio recensione con un lato strategico tipico del franchise e che lo renderà molto più appetibile ai fan di vecchia data. Ed è proprio a loro che consigliamo ardentemente l’acquisto di Fire Emblem Warriors: Three Hopes. Il nuovo viaggio nel Fòdlan non vi deluderà.
Fire Emblem Warriors: Three Hopes è attualmente disponibile in esclusiva su Nintendo Switch. Fateci sapere che cosa ne pensate qua sotto nei commenti, noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!
Punti a favore
- Gameplay divertente e variegato
- Ottima implementazione della componente strategica
- Narrativa interessante, seppur prolissa
Punti a sfavore
- Tecnicamente e graficamente arretrato
- Frequenti cali di frame rate
- Troppe indicazioni a schermo e tutorial inutili











Lascia un commento