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In un mondo di antiche leggende, buio e vittima del male, un demoniaco eroe prenderà le parti del bene per salvare la sua terra. Questa è dunque la nostra recensione di Demon Skin
Dopo sette anni di lavoro e gli immancabili cambi di nome, prima doveva essere battezzato The Forging Destiny e poi About Savior Hunter, viene confermato il semplice ed immediato titolo di Demon Skin che oggi andiamo ad analizzare in questa recensione. Forgiato dalla mente di Denis Listov per la Ludus Future, questo gioco indie trae ovvie ispirazioni da Severance: Blade of Darkness e dai capitoli di The Elder Scrolls per un’avventura epica a tinte più nordiche.
Se vi capita, chiedete a Kratos di God of War, dopo le sue “scorribande” in Grecia, come ci si sente a stare al freddo affrontando belve feroci, giganti di ghiaccio e divinità vendicative! Comunque sia, va subito detto che il gioco è da poco uscito per PC, ma presto sarà disponibile anche per console come PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Prima di lasciarvi alle nostre impressioni sul titolo, è meglio passare per un momento la parola ai ragazzi del team di sviluppo.
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Benvenuti in un mondo oscuro
Affrontando la trama di Demon Skin, in fase di recensione, quello che abbiamo potuto intuire subito è che, nel mondo nel quale è ambientato il gioco, la grande impresa che grava sulle nostre spalle non sarà affatto una passeggiata e mostri e difficoltà di ogni tipo sono pronti ad ostacolare il nostro cammino in uno scenario dalle tinte norrene. Durante il filmato iniziale, un mix di disegni e brevi animazioni, andiamo a scoprire che il nostro eroe, dopo tanti fendenti, perisce nel compito di fermare il rituale di un perfido necromante. Ma se Medievil ci ha insegnato qualcosa è che, quando si vuole far risorgere scheletri e mostri scaturiti dall’inferno, anche il “bene” si risveglia con essi.
Tornato a camminare sulla terra martoriata dall’oscurità sotto forma di demone (da qui il nome del gioco ovviamente) il nostro resuscitato eroe dovrà “crescere” e recuperare le forze affrontando livelli in stile platform “conditi” da ogni sorta di aberrazione. Scheletri, zombie, demoni e mostri vari si pareranno infatti davanti a lui che, forte dell’aiuto di preziosi alleati come l’Ordine dei Wanderer ed altre creature pronte a ripagare antichi debiti, dovrà farsi largo tra lande ghiacciate, tenebrose foreste, profonde caverne e vulcani in fiamme fino al nemico finale.
Una trama semplice e senza eccessivi fronzoli che tratti potremmo definire “quasi banale”, ma che lascia campo libero al gameplay ed alla elaborazione di uno stile di gioco da parte di chi andrà a vestire i panni del nostro redivivo eroe.
Scontri a volontà – Recensione Demon Skin
Come in molti altri titoli hack ‘n slash, ma anche run ‘n gun come il caro vecchio Metal Slug oppure il più recente Cuphead, la narrazione è piuttosto “basic” e sono veramente poche le sequenze di dialogo tra personaggi. Leggermente più lunghe sono però le sequenze davvero “utili” quali i tutorial per i diversi tipi di salto, di attacco, di recupero della vita e di scelta delle abilità ogni volta che si accumula abbastanza esperienza. Un must che, oltre a farci progredire nella storia, ci aiuta anche ad arricchire l’armatura e l’aspetto del nostro demoniaco protagonista.
Su quest’ultimo punto in particolare va poi ricordato che anche i rami stessi dell’albero delle abilità sono abbastanza “essenziali” e consistono, semplicemente, in attacco, stamina e salute. Se l’attacco riguarda la potenza e i danni inflitti dalle diverse armi, la stamina è la capacità di “recuperare fiato” dopo tali attacchi visto che ci troveremo ad usare per la maggior parte del tempo armi da mischia come asce, martelli e spade. Armi che, all’occorrenza, possono anche essere lanciate contro gli avversari, andando a recuperarle in un secondo momento o direttamente dai loro corpi esanimi, o incantate tramite degli attacchi magici per sfoltire le orde di nemici. Ovviamente la voce salute non ha bisogno di alcuna presentazione.
Semmai è meglio aggiungere che ci sono davvero pochi modi per recuperarla in parte o del tutto, questo alza di un bel po’ l’asticella della difficoltà. Ad esempio si può mangiare uno scorpione o simili, usare le pozioni una volta ottenute o arrivare fino al checkpoint per ricaricarsi e tirare un breve sospiro di sollievo. Certo, il ritmo risulta abbastanza serrato e tosto, comunque senza risultare eccessivamente frenetico, ed impegnerà anche il giocatore più esperto. Sarà infatti necessario colpire al momento giusto, evitare uno scontro quando possibile rotolando al di sotto del nemico, saltare facendo attenzione all’ambiente circostante e tenere sempre gli occhi bene aperti.
Al contrario della stragrande maggioranza dei titoli più moderni, qui siamo di fronte ad un ambiente molto più 2D, ma non basterà semplicemente attaccare per colpire un nemico o caricare al massimo la potenza del nostro colpo. Con un sistema di frecce colorate, un po’ in stile For Honor per intenderci, bisognerà fare attenzione a dove cercherà di colpire il nostro avversario. Nel caso in cui le due frecce dovessero combaciare, il colpo verrà parato quindi bisognerà prestare una certa attenzione anche alla barra della stamina. Se poi andrete ad usare un’arma come un’ascia a due mani oppure un pesante martello da guerra, avrete capito come il saper dosare i propri colpi rivesta un’importanza cruciale.
Dopo orde e orde di nemici, sparuti alleati ed aiuti dal gioco stesso, come in ogni Dark Souls o platform che si rispetti, chi manca all’appello in questo viaggio colmo di sangue, oscurità e necromanzia? Proprio loro, i mid boss, ognuno con le sue caratteristiche e la sua bestialità sempre pronti a trasformarci in un ammasso inerte ed informe.
L’importanza della semplicità – Recensione Demon Skin
Come avrete potuto ben intuire, la “semplicità” e l’immediatezza sono le chiavi fondamentali per conoscere il gioco. I video ed i dialoghi, compresi quello dell’introduzione alla macabra vicenda, sono piuttosto brevi e lasciano che sia l’azione stessa a parlare. Dimenticatevi quindi di sequenze interminabili o scelte morali del calibro di The Witcher o Fallout, in questo oscuro mondo ciò che conta è la forza unita a quel letale mix che è l’astuzia mista alla giusta dose di ignoranza.
Altrettanto importanti sono i tutorial per i vari momenti del gioco, come abbiamo appena visto, ma se vi dimenticate qualcosa, allora sappiate che sul sito ufficiale sono riproposti con tanto di animazione per venire in aiuto anche al giocatore più “smemorato”.
Tutto scorre, orizzontalmente – Recensione Demon Skin
Lo scorrere in orizzontale lungo tutti i livelli di gioco è comunque un’arma a doppio taglio. Se da una parte, incalzata dalla giusta colonna sonora da titolo dark fantasy, permette di gettarsi subito a capofitto nell’azione, dall’altra mantiene uno scorrere degli eventi ed uno spawn dei nemici abbastanza prevedibile e senza grandi sorprese. Lo scorrere in orizzontale poi, soprattutto alcuni salti che andranno fatti con una certa precisione, non è il massimo per mouse e tastiera. Vi consigliamo dunque di utilizzare un pad o, se ne avete voglia, di aspettare che il gioco esca anche sulle principali console.
Infine, lo stile grafico si adatta bene a questa scelta, ma dopo qualche ora di gioco risulterà essere piuttosto datato e fastidioso. Inoltre si potrà notare come si verifichi sempre la stessa modalità di apparizione delle creature, risultando fortemente ripetitiva.
Andando a scrivere la parola fine sulla saga
Se in Pile Up! la parola d’ordine era relax, qui è l’esatto contrario. Un ritmo di gioco abbastanza serrato ed un “perdono” che non esiste accolgono il giocatore e non mancheranno di far apparire l’odiata schermata “sei morto” un bel po’ di volte. E questo vale sia per gli “sfortunati” casual gamers che per quelli più navigati. Dovendo poi prendere una certa confidenza con la combinazione tra mouse e tastiera, in alternativa potete usare un controller se vi è più congeniale, l’impegno richiesto è parecchio. Ricordiamo dunque che gli amanti del genere potranno vedere il titolo su PS4, Xbox One e Nintendo Switch entro l’anno.
In conclusione, se volete provare anche voi questo titolo o uno simile al giusto prezzo, allora, vi basterà cliccare qui. Invece, per essere sempre aggiornati sulle costanti evoluzioni del mondo dei videogiochi, rimanete con noi su tuttoteK!
Punti a favore
- Buona atmosfera, sia in generale che nei vari livelli
- Chiunque cerchi la difficoltà ha trovato pane per i suoi denti
- Immediato e senza eccessivi fronzoli
Punti a sfavore
- La grafica 2D va bene, ma in alcuni passaggi risulta datata
- Alcuni punti possono risultare davvero ostici
- Mouse e tastiera risultano scomodi, meglio un pad










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