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Finalmente è uscito il nuovo DLC ambientato a Skyrim. The Elder Scrolls Online: Markarth conclude i filone narrativo del Cuore Oscuro di Skyrim, e ci porta nel Reach, scopriamolo in questa recensione
Con The Elder Scrolls Online: Greymoor abbiamo avuto l’opportunità di esplorare nuovamente le terre innevate di Skyrim, un’esperienza gradevole all’insegna della nostalgia. Tra Vampiri, Lupi mannari e Yarl, siamo andati in profondità scoprendo il lato oscuro di questa terra. Parte del folklore precedentemente solo accennata in The Elder Scrolls V: Skyrim, titolo che ha preferito mantenere un alone di fascino e mistero attorno a queste creature fameliche, anche in Dawnguard, cioè l’espansione a loro dedicata.
Sotto questo aspetto Greymoor è stato molto più plateale, con ogni angolo della mappa e narrazione straripante di denti affilati e sangue a fiotti, tanto da annoiare a un certo punto. Tuttavia all’inizio siamo rimasti abbagliati dalla bellezza degli ambienti e anche dai suoi personaggi piacevoli, che ci hanno accompagnato per questa avventura. The Elder Scrolls Online: Markarth ne è il seguito diretto, contenuto aggiuntivo di questa recensione, che ci porta nella porzione mancante dell’ovest di Skyrim: il Reach.
Sprofondiamo nell’oscurità
Con l’arrivo di Markarth si conclude il filone narrativo Cuore Oscuro di Skyrim, che per un anno ci ha accompagnato offrendo nuovi dungeon, quest e tanti altri contenuti di gameplay. Una avventura piuttosto lunga che insieme apre e chiude l’intero arco narrativo dedicato ai Vampiri. Arrivati a questo punto abbiamo quindi una maggiore consapevolezza della trama, offrendoci l’opportunità di dargli uno sguardo complessivo. Procediamo quindi con la nostra Recensione di The Elder Scrolls Online: Markarth, il nuovo contenuto aggiuntivo a pagamento per i possessori di Greymoor.
Dov’eravamo rimasti – Recensione The Elder Scrolls Online: Markarth
Raggiungendo il Reach atraverso il teletrasporto, incontriamo un personaggio di nostra conoscenza: Count Verandis Ravenwatch. Il vampiro amichevole si trova appena fuori la città di Markarth e sta chiedendo con urgenza di incontrare lo Yarl. Sembrerebbe infatti a conoscenza di un grande piano escogitato da Rada al-Saran per ridare potere e gloria agli Grey Host. Al fianco del malefico vampiro millenario ci sarebbe anche Belian, attuale consigliera dello jarl, alla quale è stata promessa la rinascita del suo clan, ormai defunto o disceso nella follia.
Il piano di Rada consiste nell’ottenere un antico potere Dwemer, l’oscurità stessa (the Darkness) nella forma del Cuore oscuro, cioè una fonte energetica che aspetta solo di essere nutrita e risvegliata dal profondo del Reach. Ci uniremo a Verandis, Gwedis e ad Arana, per scoprire cosa sia realmente il Cuore Oscuro e per fermare i crudeli piani di Rada al-Saran.
Completa saturazione – Recensione The Elder Scrolls Online: Markarth
Già con questa introduzione forse abbiamo già detto fin troppo, la storia ha infatti un’evoluzione alquanto piatta e narrata con una disarmante superficialità. I dialoghi che accompagnano la nostra ricerca sono perlopiù vacui e privi di approfondimenti interessanti. Ogni volta che abbiamo fatto un passo in avanti nella trama, maggiormente ci siamo accorti di quanto poco stavamo effettivamente imparando sulla storia, il mondo e i personaggi. Un sentore che già Greymoor ci aveva trasmesso, che ora con una vista meno annebbiata dalla nostalgia, si esaspera ancora di più. Colpevole potrebbe essere stata anche un’esasperazione del tema oscuro sui vampiri, che ha portato a una inevitabile rottura dell’immersione.
Se dopo aver finito la trama dedicata al DLC di Markarth e Greymoor sarete ancora interessati a continuare, viene offerta una nuova lunga quest aggiuntiva per concludere in toto il filone narrativo dedicato al Cuore Oscuro di Skyrim. Tuttavia per qualità, ci assestiamo sugli stessi standard della trama principale, tenuta in piedi quasi solamente da un’ambientazione mozzafiato.
Si torna nel sottosuolo – Recensione The Elder Scrolls Online: Markarth
Una cosa positiva di questa trama infatti è quella di offrirci un motivo per esplorare la nuova mappa del Reach riprodotta piuttosto fedelmente a quella vista in Skyrim, ma con alcune novità. Oltre alla gradevole città di Markath, meno desaturata e imponente di come ce la ricordavamo, abbiamo l’opportunità di esplorare una regione più montuosa, composta da ruscelli e grotte scavate nella roccia. L’orizzonte offre quindi meno respiro, sostituito però da paesaggi più ristretti ma ben incorniciati dalla natura e costruzioni presenti. Rivisiterete molti luoghi conosciuti, perlopiù visitabili nella loro interezza.
Di mai viste ci sono le caverne nascoste sotto al Reach: le Arkthzand Cavern. Si tratta del vero fiore all’occhiello di tutta l’espansione, ricca di colore e con un level design estetico tra i migliori di tutta Tamriel. Ad arricchirla sono delle imponenti costruzioni Dwemer, che non aspettano altro di essere visitate.
Poche novità di gameplay – Recensione The Elder Scrolls Online: Markarth
Purtroppo di meno entusiasmante c’è un gameplay che non rende giustizia agli ambienti, ma segue in qualità gli standard più bassi di Elder Scrolls Online. Le attività sono pressoché le stesse già viste in passato, ma con una marcata propensione verso le quest di raccolta, comunemente conosciute come “da postino“. Oltre che ad affrontare una trama poco interessante dovrete quindi correre da un opposto all’altro della mappa per raccogliere piantine e pietre magiche per, ad esempio, attivare il rituale di protezione di un villaggio.
Costringendovi poi a dover svuotare una miniera piena di vampiri, che di nascosto (non proprio visto che l’entrata si affaccia palesemente sulla piazza principale) stavano coltivando piante per alimentare le tempeste oscure. Tornano anche attività già note e introdotte con Greymoor: gli Harrowstorm, nuovi Delve, World Boss e altro materiale per arricchire le vostre ricerche archeologiche dell’Antiquity System.
Vateshran Hollows – Recensione The Elder Scrolls Online: Markarth
I premi per aver risolto tutti questi problemi e affrontato i pericoli, sono comunque spesso di grande valore. Potrete ottenere nuovi Markings, Mementos ed equipaggiamenti di tutto rispetto. Se però siete maggiormente interessati a set e oggetti utili, vi consigliamo di affrontare i Vateshran Hollows. Si tratta di sistema che raccoglie tre dungeon giocabili unicamente in solitaria e che aumentano di difficoltà in base a quale affronterete per primo. Raggiunta la destinazione, vi troverete di fronte a tre portali diversi, ognuno destinato a portarvi in un dungeon diverso: Shade of the Grove, Zone Hunters Grotto e Rahdgarak. Al loro interno troverete nemici a tema con l’ambiente e in tutto avrete da sconfiggere sei boss, più altri tre segreti.
Seppur non innovativo, si tratta di bel modo per intrattenere e premiare i giocatori che gradiscono di più le avventure in solitaria. Al loro interno è infatti possibile ottenere numerosi premi succulenti: 6 armi che influenzano abilità, 3 set completi, 3 titoli, skin e una tinta nuova per armature.
Le nostre conclusioni
L’ultima volta che abbiamo parlato di Elder Scrolls online, ci siamo occupati di Stonethorn, cioè il primo DLC post Greymoor che sembrava portare il MMORPG nella direzione giusta. Tuttavia con Markarth c’è stato un improvviso cambio di rotta, che ha esasperato fin troppo alcuni difetti già presenti nel contenuto principale. Quella che doveva essere un’epica conclusione della storia, si è rivelata come solo un’ombra di ciò che poteva essere. Complice anche un gameplay ripetitivo e sottotono, che ha l’unico pregio di farci scoprire le belle ambientazioni del Reach, che purtroppo fanno solo da sfondo. Come ultima nota positiva c’è l’aggiunta dei Vateshran Hollows, un sistema a tre dungeon affrontabili in solitaria.
Il contenuto aggiuntivo di questa recensione è The Elder Scrolls Online: Markarth, già disponibile su PC, Google Stadia e in arrivo il 10 Novembre per PlayStation 4 e Xbox One. Per rimanere aggiornati su videogiochi e tecnologia vi consigliamo di continuare a seguirci sulle pagine di tuttoteK.
Punti a favore
- Buona quantità di contenuti...
- Ambientazioni mozzafiato
- Vateshran Hollows
Punti a sfavore
- ...a netto discapito della qualità
- Trama estremamente anonima
- Attività ripetitive










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