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Esplora l’evoluzione della fotografia nei videogiochi, dalla Game Boy Camera alla virtual photography, scoprendo come ha plasmato estetica e funzionalità
Dalla photo mode al fotorealismo, la fotografia abbraccia estetica e funzionalità. La fotografia nel mondo dei videogiochi è diventata a tutti gli effetti una vera e propria forma d’arte, nonché un parametro tecnico utilizzato per stabilire la qualità di un titolo. Nel corso del tempo, però, ha attraversato svariate fasi.
La fotografia in passato: da scatto a feature del gioco
In passato non era possibile avere un frame dei progressi ludici da mostrare agli amici, se non realizzando scatti con la macchina fotografica. Ci si imbatteva, però, nelle fastidiose linee nere che apparivano sullo schermo a causa del refresh.
Più tardi la fotografia si è avvicinata di più ai giochi con l’arrivo della Game Boy Camera nel 1998, un dispositivo portatile che consentiva di far interagire, attraverso le foto, il mondo reale con quello dei videogiochi. Si poteva sostituire il proprio volto con quello di uno dei personaggi o viceversa.
Ad un certo punto la foto è andata anche oltre, diventando funzionale al completamento delle missioni. È quanto accaduto con alcuni titoli della saga The Legend of Zelda. Link, il protagonista, utilizzava il Picto Box per trasformare personaggi e mostri in statue da collezionare oppure per sbloccare ricompense e proseguire nel gioco.
Dalla photo mode alla virtual photography
Con l’introduzione della photo mode, per la prima volta il giocatore può decidere di andare oltre l’inquadratura stabilita degli sviluppatori. Si muove liberamente nello spazio virtuale, scatta foto e riesce persino a dare vita ad un nuovo trend, quello della virtual photography che oggi è oggetto di concorsi ed eventi internazionali dedicati.
In Ghost of Tsushima la tecnica ha avuto un ruolo strategico, poiché le immagini catturate hanno contribuito a promuovere il gioco sui social. Mentre in The Last of Us Part II la presenza del frame forward della photo mode ha puntato tutto sulla funzione di avanzamento di un fotogramma per volta. Una scelta che dà al giocatore l’opportunità di catturare il momento perfetto in cui avviene un’azione.
Il viaggio prosegue ancora verso il fotorealismo, che oggi trova applicazione anche nell’entertainment online. Negli show digitali, come Crazy Time, la resa fotorealistica di luci, studio del set e animazioni 3D mostra come il confine tra l’immagine ripresa da una lente reale e la grafica digitale sia diventato ormai sottilissimo.
Quali altri orizzonti potrà solcare la fotografia nel mondo dell’intrattenimento continueremo a scoprirlo, dato che nell’era in cui prevale il dominio dell’immagine è più che mai soggetta a nuove sperimentazioni.




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