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È stato difficile, ma finalmente ci siamo: fra luci e ombre, alti e tanti bassi, siamo pronti a parlarvi di Leggende Pokémon: Z-A in questa recensione
Volendo citare alcuni YouTuber dei tempi andati, chi vi scrive questa recensione non voleva proprio farla. A differenza loro, però, chi vi scrive è terribilmente serio nell’ammetterlo. Ormai lo sappiamo tutti: l’avvento del 3D, in Pokémon, sembra aver fatto collassare su se stesso un meccanismo di gioco addicting e terribilmente interessante, sotto il peso di aspettative tecniche mai raggiunte, una semplificazione eccessiva delle meccaniche e una stonatura generale di un brand che, indiscutibilmente, fattura miliardi ogni anno (non prevalentemente dai videogiochi, questo bisogna ammetterlo). Ci siamo quindi approcciati a questo nuovo capitolo con un po’ di timore, ma altrettanta speranza: alla fine dei conti, Leggende Pokémon: Arceus non ci era dispiaciuto così tanto (qui la nostra recensione). Serviva però uno scatto in avanti, qualche novità interessante che potesse affascinare i nuovi avventori e ricatturare i fan di vecchia data. E no, non c’è stato purtroppo. Benvenuti nella nostra recensione di Leggende Pokémon: Z-A. Per gli amici, Pokémonza.
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E si riparte | Recensione Leggende Pokémon: Z-A
Game Freak, quindi, ci riprova. Riprende le meccaniche di base di Arceus e si sposta in un’altra regione, la dimenticata Kalos. Non avremo però a disposizione l’intera regione da esplorare, ma una singola città. La grande protagonista di Pokémon Z-A è infatti Luminopoli, città simbolo della sesta generazione originale, e della cui concretezza parleremo più approfonditamente nella sezione di questa recensione dedicata al gameplay. Ci vogliamo per un attimo concentrare sul contesto narrativo: l’avventura è ambientata alcuni anni dopo gli eventi di Pokémon X/Y, e il nostro protagonista, che potrà essere personalizzato (poco) in un editor molto scarno, si ritrova al centro di un misterioso progetto di rinnovamento urbano che nasconde segreti legati all’energia vitale dei Pokémon e alla mitologia del bellissimo Zygarde. Col passare delle ore scopriremo come Game Freak ha deciso di inserire, nella lore dei Pokémon, il concetto della Mega Evoluzioni e dei Pokémon Ferox, alternando fasi narrative più fitte a lunghi momenti di vuoto cosmico, in cui la trama sembra completamente dimenticarsi di avanzare.
Tanti sono i comprimari, è vero, e alcuni sono anche ben caratterizzati (specialmente i memrbi del team MZ), ma le loro sottotrame sono quasi tutte abbozzate e mai concluse, lasciando trasparire l’idea di voler approfondire il tutto con future espansioni (a pagamento) già preventivamente annunciate. Innumerevoli sono i dialoghi che rimangono sospesi, con personaggi che lanciano macigni interessanti e da cui potrebbero scaturire discussioni interessanti e di approfondimento e poi se ne vanno con un semplice “be’, ci vediamo dopo“.
Leggende Pokémon: Z-A cerca di costruire un intreccio denso, sin da subito, fatto di misteri legati all’energia vitale di Kalos, cospirazioni politiche e dilemmi morali sul rapporto tra progresso e natura, ma non riesce a portare nulla a termine di ciò che promette. Le prime ore lasciano intendere uno sviluppo ampio, quasi da thriller fantascientifico (lasciatecelo dire, ndr.), con trame parallele e personaggi che sembrano custodire segreti di grande importanza. Col passare del tempo, però, queste linee si sfilacciano l’una dopo l’altra e persono di senso. Molti archi narrativi si chiudono in modo frettoloso o, ancora peggio, restano direttamente sospesi, come se mancasse qualcosa sul finale in grado di unire i fili. È dunque come se Game Freak avesse costruito una grande impalcatura narrativa senza poi riuscire a riempirla davvero, lasciandosi dietro un racconto frammentario, fatto di buone idee e spunti suggestivi che non trovano mai una vera conclusione. E non veniteci a dire che Pokémon è per i bambini: su 6 milioni di copie vendute nella prima settimana, di ultratrentenni cresciuti a pane e GameBoy ce ne sono a frotte. E Game Freak lo sa.
Lumiose City | Recensione Leggende Pokémon: Z-A
Parliamo allora di Luminopoli. L’idea di costruire l’intero gioco ambientandolo esclusivamente in una grande metropoli era al contempo affascinante e rischiosa. Sicuramente, considerando i limiti tecnici che da sempre affliggono i Pokémon in 3D, sarebbe stato un buon modo per limitare lo sforzo della macchina e offrire prestazioni migliori, ma anche di questo parleremo dopo. Partiamo dai lati positivi: Luminopoli si presenta sin da subito come molto più di un semplice hub urbano. È un ecosistema verticale, pieno di quartieri diversi, tetti da esplorare e vicoli nascosti pieni di piccoli e grandi oggetti da raccogliere. All’interno della città troviamo piccole zone racchiuse, chiamate Zone Selvagge, in cui poter catturare i Pokémon. Questi ultimi sono però presenti anche a spasso per le vie delle città, e molti saranno catturabili, ad esempio, esclusivamente sui tetti.
Personalmente parlando, il primo colpo d’occhio con Luminopoli non è stato poi così malvagio: l’illuminazione dinamica e il ciclo giorno-notte la rendono gradevole da esplorare, pur con tutte le limitazioni tecniche ed artistiche che tanto sono state oggetto di critica online in questi giorni. Il nostro problema con la città in sé è un altro: finiti l’effetto sorpresa, abbiamo iniziato a percepire quanto la città in sé sia tutta scenografia, un palco su cui correre e lanciare piccole sfere colorate, e non un vero e proprio organismo vivo e trottante. Gli NPC ripetono sempre le stesse frasi, le attività secondarie sono poche e ripetitive (e alla lunga anche noiose, ndr.) e la varietà visiva praticamente assente cala ancora di più con l’avanzare delle ore di gioco.
Inoltre, il concetto di esplorazione verticale tanto pubblicizzato dai trailer funziona solo in parte. Alcune sezioni offrono un senso di libertà apprezzabile, è vero, ma in altre aree la struttura è molto più rigida di quanto possa effettivamente sembrare, con percorsi predefiniti e scalate anche piuttosto contorte da fare, considerando che l’elemento platform non è sicuramente ben riuscito, e che non portano praticamente a nulla di eccezionale. Insomma: Luminopoli carina, ma non ci vivrei.
Loop loop loop | Recensione Leggende Pokémon: Z-A
Passiamo dunque al sistema di combattimento. Abbandonati i turni, Game Freak ha lasciato spazio a un sistema di combattimento in tempo reale, in cui i Pokémon si muovono liberamente nell’arena e possono attaccare in base al tempo di ricarica delle mosse. Ciascuna ha un cooldown e l’efficacia dipende non solo dal tipo, ma anche dal posizionamento della creatura. Alcuni attacchi colpiscono ad area, mentre altri richiedono di mirare e così via. Un approccio decisamente più dinamico, ma anche più caotico. Inoltre, abbiamo purtroppo notato la tendenza, anche nostra, a non avere una vera e propria tattica di combattimento. Semplicemente, con l’avanzare di livello dei Pokémon si tende ad assegnare loro le mosse più potenti nell’arsenale e a caricare a testa bassa i nemici, in un tripudio di button smashing non proprio entusiasmante, dopo diverse ore di gioco.
Anche la gestione delle mosse è stata semplificata e, se prima per poter insegnarne una nuova alla nostra creatura dovevamo necessariamente fargliene dimenticare un’altra, perdendola per sempre, ora le quattro abilità sono facilmente switchabili ogni volta che si vuole comodamente dal menu principale. Ennesimo fattore che, come dicevamo in apertura, va a semplificare eccessivamente le meccaniche di base di un gioco che si mostra, alla fine, ancora una volta troppo semplice. Non esistono più gli scontri strategici dei Pokémon di vent’anni fa, e questo ormai è chiaro da diversi anni. Manca però un senso di sfida e questo non può far piacere ai veterani del franchise.
K.O. | Recensione Leggende Pokémon: Z-A
Anche nella cattura dei Pokémon è stata aggiunta una novità che va a semplificare la resa complessiva. In questo frangente però, dobbiamo essere onesti: la parte di cattura e collezionismo delle creature rimane quella più interessante di tutto il gioco. Il loop compulsivo di ricerca, osservazione, scontro e cattura ancora funziona bene, dopo tanti anni passati a voler completare Pokédex su Pokédex. Come detto prima, le varie creature saranno disperse nei vicoli delle città o concentrate in alcune zone tematiche di Luminopoli, fattore che fa perdere parzialmente quel senso di esplorazione tipico del franchise. Tant’è, però: gotta catch’em all!
La meccanica che abbiamo introdotto e ci fa storcere però il naso riguarda la necessità di dover combattere e abbassare gli HP del Pokémon avversario per catturarlo. Se nelle precedenti interazioni bisognava fare attenzione a non abbattere la creatura, pena la sua fuga, in Leggende Pokémon: Z-A una volta abbattuto un Pokémon è comunque possibile lanciargli contro una sfera per la cattura, con una probabilità tanto più alta quanto più è alta l’efficienza della sfera stessa. Anche qui si perde di strategia e tattica e, dotati di Ultra Ball, sarà veramente difficile che qualcosa possa sfuggirvi.
Infine, le già citate missioni secondarie non fanno che allungare il tempo di gioco. Sono tante, tantissime, ma nessuna è particolarmente memorabile: si alternano fetch quest a combattimenti a qualche (odiosissima, ndr.) fase platform, tutte praticamente uguali solo date da NPC colorati diversamente. La progressione è quella classica di un gioco Pokémon: esplorazione, seppur limitata, catture e scontri contro avversari diversi. È un loop che, come dicevamo, ha sempre funzionato e accattivato una grande quantità di giocatori, ma che stavolta fatica a mantenere la freschezza che il franchise aveva quando era in 2D. Alcune boss fight, però, ammettiamo sono state interessanti.
Ringhiere e Starmie con le gambe | Recensione Leggende Pokémon: Z-A
Parlare di tasto dolente in questa recensione fa un po’ ridere, ma ci siamo: parliamo del tasto dolente. La nostra prova per questa recensione di Leggende Pokémon: Z-A è avvenuta su un Nintendo Switch, quindi non abbiamo testato quella upgradata per Nintendo Switch 2. Come immaginabile, la macchina ibrida di Nintendo fatica a star dietro a una realizzazione tecnica ed artistica comunque appena sufficiente. Texture a bassa risoluzione, aliasing evidente e pop-in costante degli elementi a distanza rovinano spesso l’impatto visivo e anche il frame rate cala spesso durante le scene più affollate.
Lasciando però da parte la fatica che fa una macchina “piccola” come Switch a star dietro ai giochi di oggi (anche se, ricordiamo, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom non è uscito poi così tanto tempo fa), ad averci dato più fastidio sono state alcune scelte artistiche e di design. Le tanto discusse ringhiere, ad esempio, semplicemente disegnate sulle finestre disseminate per tutta la città e che potevano semplicemente essere non messe, così come i tralicci di edera finta e la mancanza di coesione fra le varie strutture della città, sono tutti simboli della pigrizia di fondo con cui si sta trattando un franchise storico, benvoluto e ancora decisamente attivo. E poi suvvia: non c’è una MegaEvoluzione che sia esteticamente gradevole, a parte Starmie che ha ormai fatto la storia dei meme.
Che peccato
Chiudiamo questa recensione di Leggende Pokémon: Z-A con tanto amaro in bocca. Come sempre, Game Freak ha delle idee pazzesche e interessanti sotto tanti punti di vista, e poi si scontra con la capacità e la volontà di realizzarle così come converrebbe a un franchise tanto amato come quello di Pokémon. Il gioco non funziona quasi in toto, né dal punto di vista narrativo, né da quello tecnico e soprattutto artistico. Il loop di gameplay che si viene a creare è comunque ammaliante, lo dobbiamo ammettere, e le venticinque ore circa che abbiamo speso per concludere la storia sono volate velocemente. Pokémon è e rimane un concept divertente, per tutte le fasce di età, e capace di tenerti incollato alla console fino allo sfinimento. Proprio per questo motivo non si può perdonare la superficialità e la pigrizia con cui viene sempre e immancabilmente trattato negli ultimi anni. Manca qualcosa, manca una volontà di rinnovarsi e di rischiare. Nuovamente riponiamo le nostre speranze nel prossimo capitolo, che sapremo già che acquisteremo, ancora una volta, sperando non sia nuovamente una stonatura. Proprio come il curry coi croissant.
- Nuovo titolo della serie Leggende Pokémon
Leggende Pokémon: Z-A è ora disponibile per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Fateci sapere che cosa ne pensate voi qua sotto nei commenti e restate sintonizzati con noi di tuttotek.it per tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di Instant Gaming!
Punti a favore
- Luminopoli al primo colpo d'occhio è interessante...
- Narrativa con spunti interessanti...
- Il loop di gameplay funziona ancora bene
- Gotta catch'em all!
Punti a sfavore
- ... poi basta il secondo
- ... tutti mai portati a termine
- Tecnicamente e artisticamente imbarazzante
- Troppo, troppo semplificato










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