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Questo speciale non è una recensione, ma un nostro pensiero sul perché, secondo noi, se Genshin Impact non fosse stato un gacha free-to-play sarebbe davvero potuto essere un piccolo capolavoro del genere
Chi non sa cosa siano i Gacha Games è una persona terribilmente fortunata. Non stiamo qui a parlare della drammaticità del tema del “gioco d’azzardo” associato ai videogiochi, ma un accenno è doveroso. I Gacha sono le macchinette che distribuiscono capsule contenenti oggetti di varia natura, principalmente diffuse in Giappone, ma che si trovano anche da noi.
Nelle stazioni dei treni, ad esempio. Nei Gacha Games sono presenti meccaniche simili in cui, tramite la spesa di valuta di gioco (sempre acquistabile tramite valuta reale), è possibile ottenere personaggi, carte, armi, qualsiasi sia l’elemento alla base del titolo. Uno dei più famosi e giocati in Giappone è sicuramente Fate: Grand Order, ma ne esistono svariate centinaia diversi specialmente nel mercato mobile.
Prima di iniziare con questa non-recensione di Genshin Impact, vi ricordiamo che qui su tuttoteK trovate moltissimo contenuto sull’action-jrpg free-to-play di miHoYo. A partire dalla nostra guida sul come aumentare velocemente l’Adventure Rank e come salire velocemente di livello, per passare a come giocare in due giocatori, come sbloccare nuovi personaggi, la nostra guida all’Ascension dei vari personaggi e i trucchi e consigli per iniziare a giocare.
Ma… è Zelda!!
La sfortuna di nascere un buon gioco, ma dover essere comunque un gacha game free-to-play. Questo è ciò che è successo a Genshin Impact ed è quello che andremo a spiegarvi in questa che è una vera e proprio non-recensione del gioco. Il titolo è un action-rpg sviluppato da miHoYo (azienda che sta dietro la serie Houkai Impact) uscito recentemente su PlayStation 4, PC e dispositivi mobile (iOS e Android) con una versione prevista anche su Nintendo Switch con un generico TBA. Genshin Impact ha riscosso in generale un discreto successo, specialmente a causa dell’estrema “ispirazione” estetica a The Legend of Zelda: Breath of The Wild, che ha contemporaneamente attirato l’attenzione di tanti e la rabbia di alcuni.
Genshin Impact è, in generale, un buon action-jrpg. Una dichiarazione tanto semplicistica, quanto veritiera. Sebbene abbia angoli da smussare, il fatto che sia stato concepito come game as a service lo rende potenzialmente migliorabile all’infinito. Così come peggiorabile, certamente, ma vogliamo essere ottimisti. Di base, le meccaniche sono molto semplici e tipiche del genere. Attacco leggero, salto, schivata e corsa con stamina aumentabile tramite il ritrovamento di collezionabili, diverse abilità per ogni eroe e interazioni fra gli elementi che generano effetti particolari.
Vivi il mondo, un mondo vivo – Non-Recensione Genshin Impact: la sfortuna di essere un gacha
Il mondo di gioco è vivo, florido e pieno anche di animali da cacciare. L’utilizzo di una palette di colori estremamente variegata e appariscente rende il tutto più magico e da qui deriva anche il sospetto di ispirazione a Zelda. Se aggiungiamo l’arrampicata, presa anch’essa dal titolo di Nintendo, e alcune meccaniche come la cucina nel campo, però, le somiglianze Breath of the Wild finiscono e rimangono sul banale. Niente che faccia urlare al plagio, insomma, a meno che non vogliamo vederci sempre del malvagio. Cosa che, sinceramente, ci sembra anche abbastanza ipocrita. Vero Immortals Fenyx Rising?
E, alla fine dei conti, tecnicamente parlando funziona anche abbastanza bene. La nostra prova è avvenuta su una PlayStation 4 Pro, quindi non ci permettiamo di parlare delle versioni mobile, e anche se è innegabile che in alcune situazioni il gioco abbia poderosi cali di frame-rate, specialmente nelle situazioni più concitate, in generale il titolo regge abbastanza bene. Quel che sorprende è la profondità di campo piuttosto a lungo raggio, che permette di vedere angoli della mappa davvero molto lontani. E la cosa bella è che ogni angolo di questa mappa è effettivamente esplorabile.
Divertimento allo stato puro – Non-Recensione Genshin Impact: la sfortuna di essere un gacha
Il bello di Genshin Impact è esattamente questo: è divertente. Il sistema di combattimento, seppur leggermente legnoso, è intuitivo, veloce e soddisfacente. La grandissima quantità di armi e eroi (a cui corrisponde una grossa quantità di abilità diverse) e quindi di stili di combattimenti, rende il tutto dannatamente divertente e assuefacente. Nonostante tutto questo, però, la più grande sfortuna di Genshin Impact è come abbiamo detto in apertura, solo una: è un gacha free-to-play.
Essendo un titolo giocabile anche su dispositivi mobile, le missioni, così come i dungeon esplorabili, sono semplici, rapide e troppo sbrigative. Alla fine dei conti, se ripensiamo alle 20 ore circa passate nel gioco, possiamo riassumere il tutto come un gigantesco “vai al punto A, uccidi mostro A, vai al punto B, recupera oggetto B, torna in città” e così via. Il tutto non è ovviamente sorretto da una sceneggiatura così interessante da poter incentivare l’attenzione. Vi ritroverete spesso a saltare dialoghi e scene solo per tornare ad esplorare e ricercare il prossimo materiale per l’Ascensione.
Banale – Non-Recensione Genshin Impact: la sfortuna di essere un gacha
La sceneggiatura, infatti, risulta banale, scontata e terribilmente fine a se stessa. L’unico punto a favore di Genshin Impact, a livello narrativo, è la grande quantità di lore presente (a piccole quantità ogni volta) nel mondo di gioco. Che sia tramite un tomo lasciato su un tavolo, in una libreria o nelle parole di un NPC che ci ringrazia per aver completato la missione, ogni volta due paroline in più sulla storia del mondo di gioco le avremo. E poi via, verso la prossima sezione di grinding.
La grande quantità di personaggi presenti, inoltre, stimola ancor di più il voler cercare oggetti, armi e equipaggiamenti via via più potenti e adatti a ciascun eroe. I personaggi più forti, però, sono tutti ottenibili esclusivamente tramite l’utilizzo di valuta di gioco. Valuta di gioco ottenibile sì in game, ma in quantità decisamente inferiori rispetto allo spendere valuta reale nello shop. Non c’è niente di male, è la stessa natura dei titoli a cui fa riferimento Genshin Impact, ma è davvero un peccato veder speso così tanto potenziale per un buon titolo.
Cosciotte! – Non-Recensione Genshin Impact: la sfortuna di essere un gacha
Esteticamente parlando, poi, i vari eroi di Genshin Impact per ora disponibili sono dannatamente belli. Sebbene il titolo sia chiaramente devoto al fanservice (cosciotte!) non lo fa nel modo più classico e tipico dei giapponesi: le ragazze in bikini. Ogni eroina del titolo di miHoYo è aggraziata, dettagliata, unica e sofisticata. Gli abiti sono eccezionali e ciascuna ragazza è riconoscibile. A dimostrazione che per rendere bello un modello femminile non è strettamente necessario crearlo appariscente e provocante: basta saperlo fare. E poi ci sono le cosciotte.
Provatelo
È palesemente questo l’obiettivo di ogni gacha game: tenerci incollati allo schermo. E Genshin Impact ci riesce egregiamente, bisogna ammetterlo, ma soffre terribilmente di questa sua natura. Il pensare a cosa sarebbe potuto essere, se fosse stato un gioco a pagamento classico, senza microtransazioni e loot boxes, senza scambio di valuta reale presente, costante e preponderante, pensarci ci uccide davvero. Se solo l’economia di gioco fosse stata ridisegnata per essere meno pressante, Genshin Impact sarebbe potuto davvero essere un piccolo capolavoro.
Ora vi lasciamo e termina qui la nostra non-recensione di Genshin Impact: dobbiamo andare a gettarci da un promontorio per raggiungere quell’isola lontanissima. Dannato Genshin Impact.









Enrico
8 Ottobre 2020 alle 23:12Il gioco è molto carino, ma i dialoghi sono veramente troppi e troppo lunghi. Al punto che anche skipparli (visto che spesso sono ben poco importanti e di qualità mediocre da un punto di vista narrativo) diventa un vero e proprio lavoro. Peccato…evidentemente non è il mio genere.
Marta Gravina
13 Ottobre 2020 alle 11:29I dialoghi spesso sono ridondanti e fini a se stessi, è verissimo, ma anche questa è una caratteristica di questa tipologia di titoli. Considera che sono pensati anche per mobile, è “normale” che a livello sceneggiativo sia tutto molto annacquato e allungato!