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In questa recensione andiamo ad analizzare REYNATIS, il nuovo action-jrpg di Furyu Corporation che vanta nomi altisonanti come quello di Yoko Shimomura e di… Nojima?
Quando si sono iniziati a sentire nomi importanti come Yoko Shimomura e Kazushige Nojima, l’attenzione di molti appassionati di JRPG squisitamente orientaleggianti si è subito spostata su REYNATIS. La nuova produzione di Natsume Atari e Furyu Corporation ha catturato lo sguardo di tutti coloro che l’avevano originariamente posato su quel famoso trailer d’annuncio che così tanto ricordava il compianto Final Fantasy Versus XIII. Le potenzialità c’erano tutte, e il titolo è recentemente sbarcato su PC, PS5, PS4 e Nintendo Switch. Vorremmo tanto dirvi che la nostra prova di REYNATIS, in vista di questa recensione, è andata seguendo queste meravigliose premesse: e invece! Vediamo, via.
Liberation of Reynatis
Per chi se lo stesse chiedendo e non avesse voglia di utilizzare il magico Dottor Google, Yoko Shimomura ha fatto parte del cast creativo musicale del franchise di Kingdom Hearts e anche di Final Fantasy XV. Kazushige Nojima è invece niente meno colui che ha partorito la storia di giochini come Final Fantasy VII e Final Fantasy X. Ora capite il perché, chi vi scrive, da nostalgica appassionata della Square Enix dei tempi andati, ha sussultato? E capirete bene anche il perché la delusione finale sia stata così epocale.
Suppression of magic | Recensione REYNATIS
Tokyo, con focus su Shibuya. Una città sempre immersa nel buio, due protagonisti distinti, entrambi maghi. Sebbene però Marin sia un figuro indipendente e, inizialmente perlomeno, piuttosto losco, Sari è invece il volto delle forze di sicurezza della città: letteralmente. La giovane e talentuosa maga è su tanti dei manifesti che potrete vedere in giro per Shibuya, ma non è solo bella: è dannatamente forte, e mette le sue capacità al servizio della popolazione. La cosa più fondamentale da capire, per poter continuare con questa recensione di REYNATIS, è il contesto.
Nojima ha creato un vero e proprio contesto sociale a parte, in REYNATIS, in cui, seppur la coesistenza di maghi ed esseri umani sia ormai una cosa implicita nella vita quotidiana, è anche vero che esistono maghi e maghi. Marin, ad esempio, è obbligato a celare, calandosi teatralmente un cappuccio sul volto, le sue abilità. Sari, dal canto suo, può dar sfoggio alle sue abilità in qualsiasi momento lei desideri. Al di là delle ricadute sul gameplay, di cui parleremo in seguito, questo fa intuire quanto la società raccontata in REYNATIS abbia fondamenta quanto meno amorali. Vengono trattati temi importanti, come la segregazione, il razzismo e l’abuso di sostanze, dando la sensazione di star vivendo una società al limite del collasso, governata da incompetenti che non vedono, o non vogliono vedere, il disastro della realtà.
Magus residuum | Recensione REYNATIS
La narrativa va seguita da entrambi i punti di vista, con i cambi da un protagonista all’altra decisi dalla stessa sceneggiatura, ma che col passare delle ore ci hanno fatto accorgere di una cosa quantomai emblematica, vista la delusione finale. Ad avere il 90% dello screen e del play time di REYNATIS è Marin, con la “povera” Sari che viene relegata ai margini della narrativa in brevissimo tempo. I continui shift fra i due protagonisti ci avevano fatto inizialmente sperare in un intreccio interessante e valido, ma nulla: il tutto risulta essere privo di interesse. Così come gli stessi dialoghi, che via via vanno sostituendosi all’interessante preambolo narrativo, e che sembrano essere stati scritti da un novellino qualsiasi.
Niente carica emotiva, personaggi secondari completamente inutili, mentre la caratterizzazione di quelli principali se ne va in fumo dopo poche ore: stereotipi su stereotipi che si accumulano e banalizzano le ottime premesse su cui si era precedentemente fatto fondamenta.
Living in modern chaos | Recensione REYNATIS
Dal punto di vista di core gameplay, REYNATIS si presenta come un action-jrpg con elementi più preponderanti all’azione, che al gioco di ruolo. Di base, ci ritroveremo di fronte a scontri in tempo reale e in cui il personaggio controllato può assumere due stance: quella d’attacco e quella di difesa. Il sunto più rapido è questo: attaccando, il mago consuma forza magica, che può essere ricaricata difendendosi. Effettuare delle schivate perfette vi permette di contrattaccare anche in fase difensiva e di riempire la barra posta sotto al protagonista fino al completamento, a seguito del quale potrete attivare un attacco speciale. Fine.
E voi vi direte, ma come tutto qui? In realtà, sì. L’alternarsi di abilità che potrete via via sbloccare nel corso del gioco non approfondirà più di tanto il core gameplay di REYNATIS, che resterà praticamente immutato dall’inizio alla fine. Non ci sarebbe nulla di particolarmente sbagliato, se non si trattasse di una produzione piuttosto presuntuosa, sin dalle prime battute. Insomma, in termini non propriamente tecnici possiamo dire che “REYNATIS ti ci fa credere”, ma poi non combina nulla. Ripetitivo e banale, a tratto anche troppo semplice, il sistema di combattimento smette di intrigare dopo poche ore, specie perché alla fine risulta essere un semplice button smashing in fase di attacco, e una passeggiata di salute in quella di difesa.
To the secret place | Recensione REYNATIS
Ad accompagnarlo c’è anche uno scialbo sistema di crescita di personaggi, relegato alla ricerca e alla scoperta di graffiti in giro per la città che sbloccherete completando i (sempre uguali) compiti secondari e che vi permetteranno di scoprire nuove abilità attive e passive. Anche qui, però, ammettiamo che selezionare o meno nuove abilità ha portato a cambi pressoché minimi negli scontri. In REYNATIS non c’è strategia, non c’è tattica e tutto potrà essere risolto semplicemente premendo quadrato e… passeggiando.
L’ultimo punto focale del gameplay è l’esplorazione. Abbiamo imparato a conoscere Shibuya in così tanti videogiochi che sembra quasi di essere a casa nel viverla ogni volta. L’ultimo che ci viene in mente è quel capolavoro di NEO The World Ends With You, ma anche la serie di Yakuza e, in parte, quella dei Persona. E sebbene la Shibuya rappresentata in REYNATIS sia, nella sua atmosfera notturna, molto affascinante, perde completamente appeal nel constatare quanto sia vuota e asettica. La grande presenza di negozi smette di essere interessante una volta individuati quelli indispensabili, e una delle meccaniche più accattivanti risulta, alla fine dei conti, anch’essa inutile.
Stiamo parlando del fatto che, quando Marin svela i suoi poteri da mago, si attiva un sistema di attenzionamento che, al termine di un counter, porta il protagonista a doversi scontrare con le forze dell’ordine in un combattimento praticamente impossibile da battere. Un sistema che ricorda molto i GTA e le loro bellissime stelline, insomma, ma che in REYNATIS è facilmente aggirabile in due modi. Il primo è lecito e garantito dal gioco: esistono dei safe point, sparsi nelle mappe di gioco, che vi permettono di sostare e far calare il vostro livello di sospetto fino alla soglia di sicurezza. Il secondo? Vi basterà uscire dalla mappa di gioco attuale per azzerare il tutto. Già.
Beyond fury | Recensione REYNATIS
Per la nostra recensione di REYNATIS, abbiamo testato il gioco su una PlayStation 5. Tecnicamente e graficamente parlando, siamo su livelli mediocri considerando le produzioni odierne del genere di appartenenza. I modelli dei personaggi sono sia appartenenti ad un’altra epoca, quella PlayStation Vita per la precisione, sia completamente inespressivi. La regia banale (campo-controcampo-campo) non aiuta una produzione troppo vetusta per idea, ma non per età.
Ad aiutare a risollevare un minimo l’asticella c’è la direzione artistica, che indubbiamente fa il suo lavoro dall’inizio alla fine e non rende mai banale uno scorcio della bellissima, seppur morta, Shibuya. Certo, dovrete accontentarvi di un budget palesemente risicato e, probabilmente, interamente sfruttato per creare i bellissimi sprite dei personaggi, che potrete vedere accanto alle finestre di dialogo. Buona la colonna sonora della Shimomura, da cui però ci saremmo decisamente aspettati di più. Dobbiamo però necessariamente metterla fra i pro di una produzione così disastrata, da averci quasi spezzato il cuore.
Heartbroken
Ammettiamo che, forse, ci siamo lasciati trascinare dall’entusiasmo all’annuncio di REYNATIS, ma mai ci saremmo aspettati di rimanere così tanto delusi da dover scrivere una recensione come questa. Tralasciamo il punto di vista tecnico e grafico, così datato da rimandare a produzioni di almeno 15 anni fa, tralasciamo una narrativa che non regge le aspettative nate dalle premesse iniziali. Tralasciamo un gameplay basilare, scialbo e fin troppo semplice e un sistema di progressione dei personaggi completamente inutile perché, purtroppo, in REYNATIS non esiste strategia. Tralasciamo tutto… e che cosa rimane? Una lista di nomi che tanto abbiamo amato, associati ad un prodotto ancor meno che mediocre. E soprattutto… Una cocente delusione.
REYNATIS è attualmente disponibile su PC, PS5, PS4 e Nintendo Switch. Fateci sapere che cosa ne pensate voi della produzione di Furyu e restate sintonizzati con noi di tuttotek.it per tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!
- Libertà vs Ordine: Il mago Marin e l'ufficiale Sari si trovano su fronti opposti in un conflitto pronto a scuotere il mondo nel profondo. Vivete una storia avvincente che affronta temi profondi come l'oppressione, la lotta tra ideali in contrasto e il prezzo della libertà.
Punti a favore
- Direzione artistica solida
- La discreta colonna sonora della Shinomura
- Tante ottime premesse...
Punti a sfavore
- ... realizzate in maniera mediocre
- Narrativa che si perde in un bicchier d'acqua
- Sistema di combattimento banale e ripetitivo
- Crescita dei personaggi inutile
- Versante tecnico e grafico vetusto










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