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Scopriamo insieme, con questa recensione dedicata, come se la sono cavata i ragazzi di We Create Stuff col porting di In Sound Mind su Nintendo Switch: una versione già problematica tecnicamente parlando su un hardware ancora meno performante, come sarà andata?
Seppur sia vero che creare porting per Nintendo Switch non sia sempre facile, abbiamo esempi autorevoli che dimostrano che con le giuste capacità e una discreta quantità di soldi, si può tutto. Basti pensare a Dragon Quest XI S: Echi di Un’era Perduta o a The Witcher 3, ad Alien Isolation o Hellblade. Non parliamo di giochini leggeri, indie e poco incisivi sulla piccola macchina ibrida di Nintendo, che ha sicuramente molti pro dalla sua, ma certamente non un hardware performante e al pari delle console di nuova generazione (e nemmeno, in realtà, della passata).
Quando abbiamo saputo dell’arrivo (seppur tardivo) di In Sound Mind su Nintendo Switch, abbiamo deciso di riprenderlo in mano dopo avervene parlato su PlayStation 5dopo avervene parlato su PlayStation 5 per vedere se potevamo annoverarlo fra i “porting discreti” sul piccolo gioiello della Grande N. Questo perché il titolo di We Create Stuff partiva già da un comparto tecnico decisamente sotto le aspettative, per un titolo uscito originariamente solo su PC e console di nuova generazione. Com’è riuscito? Lo scoprirete continuando a leggere la nostra recensione di In Sound Mind per Nintendo Switch.
How it begins
L’intento degli sviluppatori di In Sound Mind, come abbiamo già esplicitato nella nostra precedente recensione, non è tanto quello di spaventare, quanto quello di inquietare il giocatore. Man mano che si procede nella storia di Desmond Wales e se ne svelano gli arcani, infatti, il gioco diventa via via sempre meno “spooky” e più, in realtà, interessante. Un po’ come quello che accadeva con Alan Wake, insomma, seppur ancora dobbiamo capire quanto sia voluto in questo caso.
Narrativamente e contenutisticamente parlando, In Sound Mind è esattamente lo stesso gioco che abbiamo provato lo scorso anno, sempre di questi periodi. Riprendiamo dunque i panni del nostro Dottor Wales, un terapista con un oscuro passato e, a quanto sembra, dei morti sulla coscienza, che rimane intrappolato in una realtà allucinante e, quantomeno, inquietante. Il gioco si presenta dunque come un’avventura principalmente narrativa, anche se con presenti elementi da FPS che via via diventeranno sempre più opprimenti, in cui dovremo unire i puntini di quel che è il passato di Desmond e la grande cospirazione che si nasconde dietro ciò che gli sta accadendo.
Is it me? | Recensione In Sound Mind per Switch
A partire dal complesso di appartamenti dove l’uomo vive, ora completamente corrotto da un qualcosa di sovrannaturale e “allucinogeno” (a parte la tenera gattina, Tonia), Desmond dovrà farsi strada in quattro ulteriori ambientazioni, rivivendo, tramite delle audiocassette vecchio stile, alcune sue sedute terapeutiche passate. Audiocassette che lo teletrasporteranno letteralmente in mondi distanti, separati dalla realtà, e che richiederanno al giocatore la risoluzione di diversi enigmi, oltre che di utilizzare tutte le munizioni a sua disposizione per sopravvivere.
Enigmi, o puzzle che dir si voglia, che non richiedono un così alto quoziente intellettivo per essere portati a termine, quanto più una buona capacità di osservazione e un po’ di pazienza per l’esplorazione degli ambienti. Ogni angolo, ogni salto che potrebbe sembrare inutile, ogni minuzia deve essere invece tenuta in considerazione. Esplorare porta alla scoperta di molti oggetti, alcuni forse un po’ inutili (come le centinaia di batterie per la torcia), altri decisamente fondamentali. Il gioco non vi tiene per mano, anzi, e se lascerete indietro qualche oggetto chiave sarà vostro compito tornare indietro e cercarlo. Grazie all’utilissimo e velocissimo sprint, ovviamente.
Bottom of the Pit | Recensione In Sound Mind per Switch
Ci fermiamo qui: i punti salienti di quel che effettivamente è In Sound Mind li abbiamo ripresi, e ripeterci non avrebbe senso. Come abbiamo già detto, ci siamo già ampiamente espressi nella vecchia recensione, quindi nel caso in cui foste interessati a saperne di più sul gioco di We Create Stuff in generale, vi rimandiamo a quella. Se invece siete interessati a sapere come gira su Nintendo Switch, be’ la risposta è semplice: male. Anzi, peggio di prima.
Quando lo scorso anno In Sound Mind fece capolino come esclusiva per le console next-gen (PS5 e Xbox Series X | S) e PC, già dai primi trailer rimanemmo piuttosto perplessi. A livello tecnico e grafico il gioco non sembrava assolutamente necessitare di un hardware particolarmente performante, anzi, e per diverso tempo ci siamo anche chiesti come mai non ne avessero fatto anche una versione PS4 e Xbox One.
A Dull Ache | Recensione In Sound Mind per Switch
Vi assicuriamo che giocare In Sound Mind su Nintendo Switch è stato piuttosto stressante, anche fisicamente parlando. I cali di frame rate che già si riscontravano negli hardware più performanti, su Nintendo Switch sono portati all’esasperazione, tanto che in alcuni frangenti e nei cambi di mappa sembrava a tratti di guardare album di fotografie sfogliati molto velocemente. Il dettaglio grafico è sceso ulteriormente, arrivando a far sembrare il titolo di We Create Stuff un qualcosa non di una, ma ben due generazioni fa.
Il tutto condito da una modellazione poligonale particolarmente di bassa lega, e alcuni brevi freeze (che fortunatamente non hanno fatto crashare il software) nel caso di momenti con molti effetti particellari a schermo. Rimane invece ricercata e interessante la colonna sonora, che si mescola bene a tutto ciò che In Sound Mind vuole narrare e che favorisce, ancora di più, un senso di immersione patologica che fa quasi star male, in alcuni frangenti. E no, in questo caso non stiamo parlando del frame rate.
Maintenance Required
Al netto di questa breve recensione, non mettiamo in discussione il fatto che molto di tutto ciò può essere causato dal budget risicato con cui è stato creato il titolo, ma è passato comunque un anno dalla prima release su console e speravamo che, seppur con i limiti tecnici imposti da Nintendo Switch, In Sound Mind potesse essere in uno stato decisamente migliore in questo porting. Anche perché, lo ammettiamo nuovamente, le atmosfere e il mood che si respira nelle varie ambientazioni del titolo di We Create Stuff sottolinea un talento che ancora deve esplodere. E che speriamo faccia davvero presto, perché in fondo… A noi In Sound Mind è piaciuto. Di nuovo. Anche su Nintendo Switch.
In Sound Mind è attualmente disponibile su PC, PS5, Xbox Series X | S e Nintendo Switch. Fateci sapere che cosa ne pensate qua sotto nei commenti, noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le news, le guide e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!
Punti a favore
- Storia ed ambientazione molto affascinanti
- Un'avventura narrativa oscura e piena di spunti interessanti
Punti a sfavore
- In linea generale, gli stessi della versione dello scorso anno
- Il porting su Switch va a peggiorare i già presenti problemi tecnici








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