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Il mercato si muove nella direzione delle fotocamere mirrorless con un progressivo abbandono delle reflex. La frase del momento è “le mirrorless sono il futuro della fotografia”. Cerchiamo di capire per quale ragione questa affermazione è vera
Il titolo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma non vi preoccupate. A seguire faremo un’analisi oggettiva del fenomeno mirrorless atta a comprendere perché il mercato va in questa direzione. Purtroppo o per fortuna “le mirrorless sono il futuro della fotografia” è una frase che diventa ogni giorno più vera, cerchiamo di esaminarne i motivi.
Le mirrorless sono il futuro della fotografia: le origini
Partiamo dalla base di tutto, e cioè dalla nascita del formato 24×36, noto anche come formato Leica. Questo formato fu inventato per avere a disposizione una fotocamera leggera e facile da portare con sé. Questo formato di fotocamera nasceva per generi quali il reportage e la fotografia di strada. Le prime fotocamere 24×36 non erano dotate di specchio, ma offrivano un sistema di messa a fuoco noto come telemetro. Tali fotocamere, erano a tutti gli effetti delle mirrorless. Non erano presenti specchi di alcun tipo, e l’immagine veniva pre-visualizzata grazie ad un mirino non in asse che integrava anche il sistema di messa a fuoco.
I contro di questo sistema erano relativi al non allineamento fra asse ottico e mirino ed alla necessità di tarare periodicamente il sistema di messa a fuoco. Oltre a ciò il campo inquadrato non era mai uguale a quello inquadrato dall’obiettivo. Risultava difficile capire cosa era effettivamente inquadrato. Il problema venne risolto introducendo le “cornicette”, queste andavano ad identificare quello che era il campo inquadrato all’interno di una scena più ampia.
Il limite di questo sistema era palesemente legato al numero di “cornicette”, non si poteva coprire ogni focale e consentire la progettazione di ottiche zoom, né spingersi troppo in la con grandangoli e teleobiettivi. A tal proposito nacquero le “cornicette” aggiuntive, sotto forma di mirini da attaccare alla slitta flash della fotocamera, per obiettivi “fuori dal range del telemetro” (pratica ancora in uso con le fotocamere Leica M-Mount).
I vantaggi di questo sistema, e formato, erano però effettivamente tanti, almeno al tempo. La fotocamera diventava uno strumento tascabile, ed era possibile tenere d’occhio tutta la scena aspettando il momento giusto per scattare la foto. Vantaggi che, per i fotografi di reportage, erano irrinunciabili e suscitarono l’invidia degli altri fotografi. L’idea alla base del formato 24×36 piacque tanto, al punto che alcuni produttori cercarono di superare i limiti del sistema a telemetro per proporre soluzioni più “tuttofare”. Nacquero cosi i sistemi reflex.
Le mirrorless sono il futuro della fotografia: quel che fu in mezzo
La nascita delle reflex avvenne per una sola ragione: espandere l’usabilità del formato 24×36 a tutti i generi. Il concetto chiave della fotocamera reflex, nonché segreto del suo grande successo, fu la possibilità di vedere “con gli stessi occhi dell’obiettivo”. Opzione che però non si ottenne a costo zero. Infatti i sistemi reflex introdussero anche diverse problematiche prima assenti:
- necessità di usare un tiraggio più lungo;
- black out nella fase di scatto dovuta al movimento dello specchio;
- rumore dovuto al movimento dello specchio;
- olio che poteva sporcare il fotogramma in conseguenza del movimento dello specchio;
- perdita del contesto attorno alla scena.
Queste problematiche sono state accettate senza problemi, dai fotografi del tempo, poiché si ritenette più importante visualizzare la scena con gli occhi dell’obiettivo che “diventare vittima” di qualche problema secondario. Con la nascita della messa a fuoco automatica, si introdusse, nuovamente, il problema della taratura, aggravandolo. La taratura, infatti, era ora inerente al sistema corpo/obiettivo, non solo sistema di messa a fuoco, ed andava ripetuta molto spesso. Con l’avvento del digitale, e di risoluzioni sempre maggiori, il problema della taratura è diventato mano a mano più complesso da gestire.
Questo ha fatto si che la taratura corpo/obiettivo fosse integrata direttamente in macchina. Addirittura alcuni produttori hanno introdotto delle dock per effettuare la taratura dei propri obiettivi. Negli ultimi anni è stata introdotta la funzionalità video anche in quelle che prima erano solo fotocamere. Questo ha portato alla luce un altro limite dei sistemi reflex: l’impossibilità di visualizzare qualcosa a mirino mentre è attiva la registrazione di un video. Palesemente, per tutti questi aspetti, siamo arrivati al limite massimo della sfruttabilità del sistema reflex. Come fare a progredire ulteriormente?

Una reflex analogica della serie Olympus OM
Le mirrorless sono il futuro della fotografia, tornando al passato
Facendo un passo indietro. All’epoca dell’invenzione della reflex si introdusse lo specchio perché non era possibile superare i limiti del telemetro adattandolo a tutti i generi fotografici. Il sistema reflex venne pensato, e messo a punto, in un periodo antecedente alla messa fuoco automatica. La messa a fuoco automatica fu poi adottata in seguito introducendo, cosi come abbiamo visto, ulteriori problemi. Era necessario trovare un modo per eliminare i limiti dello specchio sfruttando l’evoluzione della tecnologia. Questo ha fatto rinascere le mirrorless.
Le reflex digitali, anche gli ultimi modelli, sono un adattamento di un sistema concepito in epoca totalmente analogica e “pre-elettronica”. Adattamento di un’idea nata in un periodo in cui non vi erano tecnologie in grado di riprodurre quanto l’obiettivo vede senza l’ausilio di uno specchio. Questa tecnologie ora esistono e la più nota si chiama “mirino elettronico”. Proprio grazie al mirino elettronico, e le tecnologie a contorno, da un punto di vista concettuale, si possono superare tutti i limiti dei sistemi reflex perché con le mirrorless:
- non è più necessario adottare un tiraggio lungo;
- studiando un otturatore elettronico adatto si può evitare il black out in quanto non vi è più lo specchio che si muove;
- non vi è più rumore dovuto al movimento dell specchio;
- vi sono minori possibilità di sporcare il supporto con olio, ed il problema cesserà di esistere quando sarà sviluppato un otturatore elettronico adatto;
- nessun problema di taratura ottica/corpo macchina;
- risulta possibile usare il mirino nella modalità video;
- si possono visualizzare tutti i dati di scatto a mirino;
- risulta possibile effettuare raffiche molto rapide in modo silenzioso, grazie all’assenza dello specchio;
- il sistema di messa a fuoco automatica, quando saranno disponibili otturatori elettronici adatti, non cade vittima di “blackout”.
Il tutto mantenendo il limite inerente la contestualizzazione della scena, che per forza maggiore non può essere visualizzata, salvo l‘utilizzo di sistemi ibridi di visione (come nella Fujifilm X-Pro2 ad esempio). Le mirrorless sono solo un ritorno al passato, integrato dal meglio che la tecnologia offre. Il vero problema è che ancora sono prodotti non maturi ed in stato embrionale per certi versi. Si portano dietro diverse incertezze derivanti sia da retaggi di tecnologie in uso sul sistema reflex, sia dovute a limiti tecnologici. Ad esempio:
- attualmente non esiste un mirino elettronico perfetto;
- gli otturatori elettronici presentano ancora diverse problematiche, per cui si ricorre a quelli meccanici od a soluzioni miste;
- le ottiche attuali, spesso, sono ancora concepite con schemi a “tiraggio lungo”;
- il surriscaldamento delle componenti, poiché il sensore resta sempre acceso;
- minore autonomia della fotocamera.
Questi sono problemi che, nel corso del tempo, saranno mano a mano superati. Servirà un costante processo di sviluppo da parte dei produttori e un costante feed da parte dell’utenza. Ora più che mai gli utenti si trovano a dover svolgere l’attività di “beta tester” per lo sviluppo delle mirrorless. Infatti ad ogni generazione vengono introdotte migliorie che si basano sui problemi riscontrati sul campo che altrimenti non sarebbe stato possibile rilevare.
Le mirrorless sono il futuro della fotografia, ma…
L’affermazione “le mirrorless sono il futuro della fotografia” è vera. Tuttavia anche se le mirrorless sono il futuro non significa che queste siano fin da subito migliori in tutto. Significa solo che hanno più potenzialità di sviluppo, almeno fino alla prossima rivoluzione.
Ad oggi bisogna operare una scelta, meglio un prodotto collaudato od un prodotto sperimentale che offre di più in alcuni ambiti? La risposta è semplice: dipende. Ogni modello ha pro e contro, ed ogni sistema ha punti forti e punti deboli. La scelta va ponderata proprio rispetto a questo. Un fotografo di reportage si potrebbe fare tante risate leggendo questo discorso: infondo la sua Leica oggi come allora fa sempre lo stesso ottimo lavoro. Questione di necessità, o forse di stile. Voi cosa ne pensate? fateci sapere nei commenti!






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