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In occasione della Festa della Mamma abbiamo pensato di portarvi con voi in questo breve viaggio alla scoperta di tre illustri madri del mondo dei videogiochi, in una concisa analisi del rapporto con i loro figli
Diciamolo tutti quanti insieme: per essere madri non bisogna necessariamente dare alla luce un figlio. E, allo stesso tempo, mettere al mondo un bambino non ti rende automaticamente madre. Non esiste un patentino per essere una mamma, nessuna regola scritta né pensiero da seguire. Essere brave madri è complesso, quasi impossibile, perché udite udite: anche le mamme sono esseri umani. C’è chi la mamma la vede invecchiare, chi la perde molto giovane. Chi una mamma non l’ha mai avuta, o chi addirittura ne ha due! Esistono poi figure materne che ci accompagnano nel corso della vita affiancate alla nostra vera madre. Insomma, diventare madri non è un fatto dovuto, un obbligo e né tantomeno un merito. Per essere madri basta saper amare.
L’amore di Mamma!
Per festeggiare la Festa della Mamma in un anno (che ormai è diventato biennio) davvero particolare, abbiamo pensato di portarvi con noi in un breve viaggio alla scoperta delle figure materne più interessanti del mondo dei videogiochi. Potremmo tirar fuori una miriade di esempi, una lunghissima lista di donne forti e determinate, fragili e impaurite, o semplicemente controverse. Abbiamo però deciso di limitarci a qualche esempio, qualche mamma particolarmente interessante e che ha saputo rubarci il cuore. Venite con noi a conoscere le madri più eccezionali del mondo dei videogiochi!
Una piccola premessa prima di iniziare: i paragrafi successivi potrebbero contenere spoiler importanti sulla trama e gli sviluppi narrativi dei giochi a cui fanno riferimento. I nomi dei videogiochi esaminati sono inclusi nei vari titoli dei paragrafi, quindi se non li avete giocati e non volete ricevere alcuno spoiler, vi consigliamo di saltare la lettura del paragrafo. Buon proseguimento!
“La mamma di Aerith” | Final Fantasy VII – Madri e figli nei videogiochi
Forse chi ha giocato esclusivamente Final Fantasy VII Remake, e non il titolo originale (o ancora meglio lo spin off Crisis Core) non avrà poi più di tanto empatizzato con Aerith. La nostra Ragazza dei Fiori è l’ultima sopravvissuta di un’antica popolazione, i Cetra, dotata di potenti poteri magici. Proprio per questo motivo, la Shinra è alla costante ricerca di Aerith, volendone esplorare, comprendere e sfruttare le capacità. Conosciamo la ragazza quando, nei panni di Cloud (o Zack, ndr) cadiamo sfondendo il tetto della chiesa in cui si prende cura di un piccolo tappeto di fiori. E ne conosciamo anche la madre.
Elmyra Gainsborough è una madre molto protettiva nei confronti della figlia, forse ad un livello davvero eccessivo, ma proviamo a capire le sue motivazioni. La donna ha perso il marito, soldato Shinra, durante la guerra di Wutai e, proprio poco dopo averne ricevuto la triste notizia da parte della compagnia, mentre era alla stazione del treno per riabbracciarlo dove molto tempo, incontra una strana donna morente e la sua piccola bimba. Ifalna, questo il nome della madre biologica di Aerith, chiede ad Elmyra di prendere la bambina e di crescerla come fosse sua figlia.
In un momento di profondo sconforto, quindi, Elmyra ritrova una luce da poter perseguire. Crescere quella bambina, sicuramente particolare ed unica, le darà una ragione per vivere. La continua caccia della Shinra, i tentativi di rapimento e l’amore profondo che le unisce, pur non sancito da qualcosa di sanguigno, giustifica ampiamente l’eccessiva protezione di Elmyra nei confronti della piccola (poi non più molto piccola) Aerith. Una promessa indissolubile le lega.
Take Aerith someplace safe.
“La mamma di Sam?” | Death Stranding – Madri e figli nei videogiochi
La storia di Sam Porter Bridges ha emozionato chiunque abbia portato a termine Death Stranding. I vari colpi di scena (alcuni anche prevedibili, ma non meno d’impatto) che portano ad un finale magistralmente scritto ci hanno consentito di conoscere il passato di Sam e del BB. Come il buon Kojima ci ha narrato, Sam è nato come uno dei primi esperimenti condotti dalla Bridges per la creazione di bridge baby. Sua madre biologica, Lisa Bridges, moglie di Clifford Unger (interpretato da Mads Mikkelsen, di cui vogliamo ricordare l’egregia prova attoriale), muore cerebralmente in un incidente stradale. Cliff affida suo figlio non ancora nato alla Bridges, poi capendone gli intenti e cercando di salvarlo rapendolo. Il tutto ovviamente fallirà, Sam ritornerà nelle mani della Bridges e Cliff verrà ucciso niente meno che da Bridget Strand.
Anche Sam, ancora neonato, rimane coinvolto nella sparatoria, ma una volta arrivato sulla Spiaggia viene salvato da Amelie e riportato in vita. E, da questo momento, verrà cresciuto proprio da Bridget, assassina di suo padre e Presidente degli Stati Uniti d’America. Capiamo bene, quindi, l’estrema dissonanza che esiste rispetto al rapporto fra Elmyra e Ifalna in Final Fantasy VII. Quello fra Sam e Bridget è un rapporto nato dalla tragedia, per quanto sia stato effettivamente pieno d’affetto da parte di entrambi.
Non abbiamo moltissime informazioni su Bridget, vista la sua poca presenza all’interno del gioco, ma era una donna piuttosto amata sia dal suo personale sia dallo stesso Sam. Per quanto avesse delle turbe della personalità, infatti, il giovane dimostra un legame piuttosto potente (a modo suo) con quella che ha sempre considerato sua madre. Nonostante i risvolti e le rivelazioni, quindi, l’amore fra Sam e Bridget è sempre stato forte.
Alone, we have no future.
Kara | Detroit: Become Human – Madri e figli nei videogiochi
L’ultima figura materna che vogliamo prendere in esame in questo breve speciale è Kara. L’androide domestico acquistato da Todd Williams è uno dei tre protagonisti di Detroit: Become Human. E così come per gli altri due, anche Kara avrà la possibilità (in base alle scelte che deciderete di compiere) di diventare Deviante e allontanarsi dal suo essere Macchina per avvicinarsi al sentire umano. Inizierà a sviluppare forti sentimenti per Alice, figlia maltrattata e abusata di Todd, facendo diventare la bambina il suo unico scopo di vita.
Rendere felice la piccola, non importa a che prezzo. Rubare, mentire, irrompere in posti vietati, commettere crimini. Kara è realmente pronta a fare qualsiasi cosa per proteggerla. Un istinto non naturale, da Deviante per l’appunto, che la porta a combattere contro il suo stesso essere macchina per poter fuggire con la bambina. Kara non è forte, ha la corporatura di una giovane donna e a differenza di Markus e Connor non è in grado di combattere. Kara è però la più determinata dei tre protagonisti, ancor più del rivoluzionario Markus, perché fonda tutta la sua essenza esclusivamente sull’amore per Alice.
Se poi vogliamo essere cinici, risulta difficile comprendere come sia possibile parlare di “amore” quando si tratta di una macchina. Il concetto alla base di Detroit è però effettivamente questo: non diamo per scontato un futuro come quello dipinto dal titolo di Quantic Dream. Le emozioni umane sono regolate principalmente da ormoni e dalla popolazione dei neuroni specchio. Un’emozione non si crea, viene determinata dall’individuo stesso in modo inconsapevole ed involontario, spesso in risposta a stimoli esterni. E quando le macchine vengono create per essere quanto più simili agli umani, per quale motivo non si dovrebbero attivare meccanismi simili, seppur diversi?
I care for her, I fear for her, I can’t be happy if she’s not…
Auguri a tutte le mamme!
Termina qui questo nostro breve viaggio alla scoperta delle nostre tre madri preferite nel modo dei videogiochi. Chi altri inserireste in questa lista? Che cosa ne pensate della nostra scelta? Scrivetecelo qua sotto nei commenti, noi continueremo a tenervi aggiornati con tutte le news, le guide, gli speciali e le recensioni a tema videoludico e tech! E se siete interessati a chiavi di gioco a prezzi vantaggiosi, vi consigliamo di dare un’occhiata al catalogo di InstantGaming!











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