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Ha veramente senso passare a Full Frame? Questo articolo analizza dal punto puramente delle prestazioni degli apparecchi le differenze tra corpi macchina con formato Aps-C e Full Frame con lo scopo di guidare il fotografo verso la scelta della fotocamera più adatta alle sue esigenze
Ogni fotoamatore presto o tardi si trova a dover affrontare la “scimmia” del pieno formato.
Vi sono diversi fattori che stanno spingendo sempre più persone verso l’acquisto delle fotocamere a pieno formato. In primis, l’offerta sta aumentando e i relativi prezzi calando, rendendo più accessibili i nuovi modelli come i vecchi che iniziano a circolare nell’usato. Tipicamente, quando ci si affaccia al mondo della fotografia, si parte acquistando un corpo Aps-C entry level, e si inizia a praticare l’hobby. Il corredo cresce conseguentemente all’aumentare dell’interesse, passione, sviluppo di stile e insorgere di scimmie tentatrici.
Recentemente le maggiori produttrici di fotocamere hanno lanciato una serie di nuove macchine Full Frame (mirrorless). Questo riflette anche una tendenza del mercato: è innegabile che l’insuperabile praticità delle fotocamere degli smartphone stia riducendo il mercato delle fotocamere “tradizionali”, in particolare di quelle compatte. Conseguentemente i brand cercano nuovi acquirenti alzando l’asticella e proponendo modelli sempre più sofisticati e molto prestazionali con differenze nette rispetto agli smartphone. Queste profonde differenze aiutano a giustificarne l’esistenza e “consentirne” i prezzi elevati.
Resta però da capire che cosa spinge un fotografo ad alzare l’asticella passando a macchine via via dal sensore più grosso.
Passare a Full Frame: le differenze con Aps-C
A livello tecnico le prime argomentazioni che vengono solitamente sfoderate per giustificare il passaggio al Full Frame sono la riduzione della profondità di campo e la differente quantità di luce che il sensore raccoglie a parità di tempo rispetto ad un sensore Aps-C (che ai tempi della pellicola era infatti comunemente detto “mezzo formato”). Vediamo più nel dettaglio queste due affermazioni:
- La diagonale di un sensore full frame è un fattore 1.5 più grande di quella di un sensore Aps-C: questo significa che l’area del sensore è doppia. Come diretta conseguenza un sensore che abbia lo stesso numero di pixel in entrambi i formati avrà sensori grossi il doppio rispetto ad Aps-C, ed è ben nota cosa che il rumore del singolo pixel sia inversamente proporzionale alla sua dimensione.
- Il fattore di crop rispetto ad Aps-C permette di avere una profondità di campo più ridotta.
- Nel formato 35mm il campo di vista è un fattore 1.5 maggiore di quello di un sensore Aps-Ca parità di focale.
Apparentemente, a grandi linee, il guadagno sarebbe uno stop sul rumore, uno stop sulla profondità di campo e un campo di vista aderente alle focali (che sono riferite al Full Frame), utile soprattutto quando si va a utilizzare focali grandangolari.
Siamo sicuri che tutto questo giustifichi il rifacimento ex novo di un intero corredo e una spesa che si aggira almeno sui 1500€?
Passare a Full Frame tenendo conto delle differenze di prestazioni tra diversi modelli
Mi sono permesso di mettere a confronto in tabella le principali caratteristiche dei corpi Aps-C base, top di gamma e delle corrispondenti Full Frame “entry level” delle principali case produttrici per vedere nel dettaglio come stanno le cose.

Principali dati di diverse fotocamere Aps-C entry level, top di gamma Aps-C e pieno formato
I parametri che ho scelto di evidenziare nell’analisi sono i seguenti:
- Numero di pixel del sensore: benché sia poco rilevante ai fini dell’analisi è il primo numero che si va comunemente a sbirciare fra le specifiche, e rappresenta un buon indice dell’età di un sensore, nel senso che le varie case produttrici sono sempre alla ricerca di sensori sempre più densi e sapere che un sensore ha un numero di pixel pari ad il massimo in commercio per il dato formato è un buon indice della sua relativa giovinezza;
- Gamma dinamica: rappresenta l’estensione di dettagli luminosi (toni) dal bianco al nero che il sensore è in grado di cogliere. Misurata in EV è in scala logaritmica, quindi una gamma dinamica di 19 EV è un fattore 2 più piccola di una di 20 EV;
- ISO: rappresenta il massimo livello di sensibilità ISO utilizzabile con quel dato sensore come dichiarato dalle specifiche del costruttore, indice delle prestazioni del sensore in termini di rumore;
- Punti AF: salendo di livello, tutte le prestazioni sono migliorate, in particolare i moduli mi messa a fuoco automatica sono più popolati e performanti, permettendo un migliore funzionamento e una riduzione degli scatti fuori fuoco;
- Peso: esiste questo mantra che un corpo bello deve essere grosso e pesante, ero curioso di verificare la cosa;
- Raffica: come per l’AF, salendo di livello aumentano le prestazioni del corpo in termini di velocità di scatto, cosa utile soprattutto per utenti che praticano caccia fotografica e fotografia sportiva.
È ovvio che andando più in dettaglio esistono molte altre differenze (qualità dei mirini, tropicalizzazioni, stabilizzazioni ecc). Tuttavia in questo articolo non intendo eseguire una review comparativa per scegliere un articolo specifico a discapito di un altro ma piuttosto derivare delle considerazioni generali sulle differenze di prestazioni di corpi macchina con formati differenti.
- I corpi macchina Aps-C entry level si attestano su sensori da 24 MPx, che corrisponde a un pixel di circa 4 um contro i circa 6um di un sensore full frame con lo stesso numero di pixel. Queste dimensioni del pixel non sono raggiunte nemmeno dalle versioni top di gamma come a7RIII che hanno 42Mpx su un sensore pieno formato con un pixel da poco più di 4um. L’uso di ottiche ottimizzate per Aps-C diventa quindi basilare quando si vuole ricavare il massimo dalla propria attrezzatura
- Esistono corpi macchina equipaggiati con sensori Aps-C che hanno una gamma dinamica decisamente più estesa (22 EV contro 20 EV) di altri full frame: in particolare, oltre all’estensione risultano molto più sensibili nel ricostruire le ombre (sensibilità fino a -3Ev vs 0 EV). Basti pensare che la gamma dinamica di una Nikon D3400 è la stessa di una Canon 6D Mark II
- Il tanto conclamato stop di guadagno sul rumore passando a pieno formato non sembra così evidente, dipende forse di più dalle prestazioni intrinseche del sensore, che possono essere migliori su un sensore Aps-C più recente rispetto ad uno pieno formato ma più datato. La Sony A6300 ha un sensore con la stessa sensibilità massima dichiarata da Nikon D750 . I valori dichiarati da Pentax sono quantomeno “curiosi”.
- I moduli AF delle macchine di alto livello Aps-C sono pari a quelli delle full frame di pari marca. Logicamente, votate a fotografia sportiva e caccia fotografica, hanno prestazioni migliori in termini di scatti a raffica continua.
- Esiste una sorta di “crop factor” per il peso salendo di livello, ma il pieno formato rappresenta un incremento dei pesi solo nel caso delle mirrorless Sony.
- Un altro “crop factor” che spesso si dimentica è legato alle lenti, molto spesso più ingombranti, pesanti e costose delle equivalenti per formato ridotto.
Per quanto questa analisi sia incompleta e frettolosa, è sufficientemente esaustiva per giustificare la mia tesi. Il passaggio a full frame non è attualmente giustificabile in termini di PRESTAZIONI dei corpi macchina ma piuttosto una moda. Certo ci possono essere considerazioni accessorie molto importanti come un maggior feeling in mano piuttosto che la disponibilità di più controlli e bottoni con funzioni programmabili ecc, ma il punto fondamentale è il passaggio a full frame secondo me deve essere giustificato da esigenze fotografiche.
Passare a Full frame: la vera differenza
La vera variazione che si avrà infatti sul risultato è data dalla differente e minore profondità di campo che restituisce l’uso di un sensore a pieno formato. A questo riguardo mi sento di poter quindi formulare una serie di situazioni che possono giustificare dal punto di vista della tecnica ed esigenze fotografiche un sensore più grande:
- Si vuole ottenere nei propri scatti un maggiore isolamento del soggetto dallo sfondo
- Si vuole lavorare con focali grandangolari
- Si vuole il massimo della risoluzione acquistando un modello ad alta risoluzione (>30 MPx)
- Si vuole il massimo dello stato dell’arte acquistando il top di gamma
Ci tengo ancora a precisare che alcune situazioni possono essere migliorate senza per forza passare a Full Frame: l’uso di un obiettivo dalla maggiore apertura di quello in dotazione può asservire benissimo allo scopo di ridurre la profondità di campo (benché questo non sia sempre sufficiente, soprattutto lavorando con focali grandangolari).





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