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Come sta cambiando il mondo della fotografia con l’avvento dell’intelligenza artificiale? Esisterà ancora la professione del fotografo? Dopo questo robot ritrattista forse più di qualcuno potrebbe impensierirsi
Il machine learning e l’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il mondo della fotografia, specialmente nel settore degli smartphone dove anche gli utenti poco esperti vogliono poter ottenere risultati soddisfacenti semplicemente premendo con il dito sullo schermo. E davvero abbiamo i visto i miracoli degli algoritmi perché la tecnologia dei sensori non è così rapida nella sua evoluzione e comunque ha un certo limite imposto dalla dimensione dei sensori.
Gran parte degli algoritmi si applicano in fase di pre-scatto, per predire i parametri ottimali di scatto, e soprattutto in fase di post produzione per elaborare il file finale e ricavarne il massimo. Ma alcuni ricercatori si sono spinti anche oltre, tentando di creare un robot ritrattista e automatizzando completamente il processo di acquisizione delle immagini.

Gli smartphone sono i principali promotori dell’automatizzazione degli scatti
Il robot ritrattista: intelligenza artificiale e fotografia si incontrano ancora una volta
Ormai oggi giorno vengono scattate milioni di immagini probabilmente, ma realizzare una fotografia di qualità non è di certo un compito semplice. Infatti non sono importanti solamente i parametri di scatto e la post produzione, ma anche tutto l’iter progettuale che porta allo scatto finale: la scelta della location, il controllo della luce, angolature di ripresa ed inquadrature. Anche se fino ad ora le fotografie come forma d’arte sono prerogativa degli esseri umani, alcuni ricercatori hanno provato a progettare robot in grado di simulare le prestazioni di un fotografo in carne ed ossa.
Proprio in quest’ottica i ricercatori della Purdue University e di Adobe hanno di recente sviluppato un nuovo insieme di strumenti che permettono ad un robot di scattare in modo completamente automatico fotografie agli esseri umani, in particolare i ritratti in studio. Questo framework, presentato in un articolo pubblicato su arXiv, consente ai robot di seguire un utente umano fino ad un punto ideale dell’inquadratura e quindi di procedere allo scatto. Il nome di questo nuovo sistema di intelligenza artificiale è LeRop ed è stato specificatamente progettato per scattare immagini di essere umano in location interne: un robot ritrattista a tutti gli effetti in pratica.

Il robot progettato dai ricercatori
Come funziona LeRop?
Prima di tutto LeRop guida il robot verso una parte particolarmente interessante o favorevole della location per scattare la fotografia. Successivamente utilizza un modello per la valutazione delle immagini per trovare un visione ottima della scena e infine un modello di deep reinforcement learning (DRL) viene utilizzato per aggiustare la posizione del robot e la sua orientazione per garantire la migliore condizione di illuminazione possibile. I ricercatori scrivono nel loro articolo:
Quando la fase di composizione viene attivata attivata, il robot tenta di regolare la sua posizione per formare la vista che meglio si adatta all’immagine modello data e infine scatta una fotografia. L’immagine modello utilizzata per la taratura dell’inquadratura può essere predetta in modo dinamico utilizzando un modello di valutazione fotografica standardizzato dal framework o selezionata manualmente da un set predefinito dall’utente.
LeRop è un sistema di intelligenza artificiale interattivo, un utente può programmarlo in modo che segua un certo soggetto fino al luogo in cui ritiene più opportuno scattare l’immagine, sulla base delle indicazioni fornite. Una volta volta raggiunto il punto stabilito, il robot ritrattista comincia a cercare l’angolatura migliore per ottenere il massimo dalla luce del luogo. La componente di deep reinforcement learning (DRL) di LeRop è quella che permette in modo definitivo di trovare il punto di ripresa più adatto, in base al template selezionato inizialmente.
I ricercatori hanno deciso di equipaggiare il robot con una videocamera a 360 gradi e una fotocamera principale ad elevata qualità, in modo da consentigli di avere una visione completa dell’ambiente circostante in qualsiasi momento senza ruotare continuamente o passare attraverso vari punti di vista. È interessante notare che il framework ha una struttura modulare, il che significa che tutti i suoi modelli possono essere sostituiti o adattati in base alle esigenze di un certo utente. Il team ha testato LeRop in numerose prove sul campo su tre scene indoor, integrandolo in un semplice robot chiamato Turtlebot. Il robot ha scattato 20 fotografie di un utente umano in ognuna di queste tre location, 10 con un modello predefinito e 10 usando modelli generati dinamicamente. Il numero medio di aggiustamenti effettuati dal robot era 11,20 per i modelli predefiniti e 12,76 per quelli generati dinamicamente. Inoltre, utilizzando il sistema di intelligenza artificiale dei ricercatori, il robot potrebbe scattare una foto circa 22,11 secondi usando modelli predefiniti e 22,40 secondi usando quelli generati dinamicamente.

Esempio di scatto realizzato con LeRop
Fotografia robotizzata
Il framework LeRop potrebbe essere il primo passo verso la creazione di un efficiente sistema di fotografia robotizzata in grado di realizzare ritratti di alta qualità in modo rapido e automatico. Tuttavia, il sistema sviluppato dai ricercatori presenta ancora una serie di limitazioni che potrebbero impedirne l’adozione su larga scala. Ad esempio, finora, ha una potenza di calcolo integrata limitata e quindi funziona solo su un potente computer remoto. Inoltre, i ricercatori finora lo hanno integrato solo all’interno di Turtlebot, che è un robot semplice con pochissimi gradi di libertà. Nei loro prossimi lavori, vorrebbero testare il loro sistema su un robot più complesso con più gradi di libertà. I ricercatori concludono dicendo:
Il nostro sistema attualmente supporta solo un ritratto di una sola persona. Le nuove politiche dovrebbero essere riqualificate per ottenere un supporto migliore per scattare foto di gruppo. In futuro, vorremmo anche testare diversi modelli estetici di valutazione fotografica ed estendere il lavoro alle scene all’aperto.
Intelligenza artificiale: la fine dei fotografi?
Assolutamente no. LeRop non può sostituire un fotografo umano (per adesso per lo meno). Non si parla solo di limiti tecnici come la potenza di calcolo o il numero limitato di scenari in cui può essere applicato il sistema di intelligenza artificiale. Ci sono anche delle motivazioni più profonde. Innanzitutto il fotografo intende raccontare una storia o una emozione con i suoi scatti, entra in sintonia con l’ambiente e con il soggetto. Non si tratta solamente di scegliere la luce e l’angolatura giuste; o meglio si tratta di scegliere la luce e l’angolatura giuste per valorizzare il proprio racconto e la propria visione della realtà. Questo una macchina non è nemmeno lontanamente in grado di farlo.

Adobe Sensei, l’intelligenza artificiale di Adobe
A cosa serve il robot ritrattista e perché Adobe ci sta investendo delle risorse? Potrà essere un valido “assistente” in un prossimo futuro, guidato dalle indicazione di un fotografo esperto. Tuttavia un’applicazione più vicina nel tempo potrebbe essere quella di un software in grado di dare suggerimenti live ai fotografi in fase di scatto per ottimizzare le proprie fotografie. Che dite? A voi potrebbe essere utile? Dalla sezione fotografia è tutto! Continuate a seguirci per tante altre news ed approfondimenti!




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