Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Andiamo a (ri)scoprire la Rivoluzione francese in questo articolo sulle meraviglie dimenticate di Assassin’s Creed Unity. Ovvero il XVIII secolo come non l’avete mai visto
Una tra le tante qualità dei videogiochi è quella di far calare il giocatore in un mondo alternativo. Attraverso l’interazione, in questi mondi possibili si è in grado di vivere esperienze che non si potrebbero mai fare nella vita reale. Parlando di esperienze fuori dall’ordinario, una delle saghe videoludiche che più ci ha fatto vivere la Storia, ricostruendo luoghi, eventi e personaggi storici è senza dubbio la saga di Assassin’s Creed.
Il valore più significativo di questi giochi è l’aver sempre tenuto fede a questi ideali. Anche al netto dei problemi narrativi e della virata nel game design che hanno stravolto gli ultimi tre capitoli (Origin, Odissey e Valhalla). In questo speciale vedremo come Assassin’s Creed Unity è stato capace di farmi rinnamorare della saga attraverso l’esperienza della Rivoluzione.
Il valore della riscoperta
A mio avviso, il gioco che ha saputo meglio far assaporare il proprio periodo storico, quello della Rivoluzione francese e le rispettive problematiche sociali e politiche attraverso una struttura ludica solida è Assassin’s Creed Unity. Nel corso delle prossime righe scopriremo il perché. Se statisticamente la saga di Ezio è la più apprezzata dai fan, spesso anche per spirito patriottico, Unity ha sempre dovuto sgomitare per ottenere un giudizio positivo da critica e pubblico. Questo per via di un pessimo lancio. Alla sua uscita nel 2014, il gioco era costellato da moltissimi problemi tecnici, i quali, senza arrivare agli estremi di Cyberpunk 2077, spesso ne minavano la giocabilità.
Tuttavia, dopo aver rigiocato il titolo a distanza di otto anni, posso affermare senza timore che gran parte dei problemi sono stati risolti e che siano molti i meriti e le qualità di Unity passate inosservate che lo rendono, oggi, uno degli Assassin’s Creed meglio riusciti, se non il migliore. Con Unity, Ubisoft ha perseguito lo stesso schema open world degli altri giochi precedenti, apportando tuttavia diverse migliorie, tanto nel sistema di traversing, quanto soprattutto nel level design e nello storytelling ambientale. Esplorare Parigi in Unity ha un impatto e un’immersività spesso più elevata che esplorare ad esempio Firenze, Venezia, Roma o Costantinopoli nei giochi precedenti.
Di sicuro non ci si annoia – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
In questo capitolo, ambientato durante gli anni della Rivoluzione Francese, vengono mescolate le vicende di Arno Dorian, giovane rampollo di Versailles e nuovo protagonista della serie, con gli intrighi e le sommosse popolari dell’epoca della Rivoluzione e del Regime del Terrore. Questo connubio tra realtà e finzione, tipico dei romanzi storici, è fondamentale per intrecciare le vicende personali della vita di Arno e delle sue peripezie da Assassino nel contesto di una Parigi fomentata dalle rivolte.
La Parigi di Unity è viva, pulsante, passionale. Passeggiando per le vie della città si possono percepire in maniera chiara e distinta tutte le piccole grandi rivoluzioni di un’epoca tanto tormentata quanto storicamente necessaria allo sviluppo della civiltà contemporanea. Dalle rivolte dei poveri nelle strade, alle decapitazioni in piazza dei nobili decaduti, alle angherie degli estremisti rivoluzionari; Arno si trova invischiato in un ambiente di continua ostilità e dovrà battersi contro l’organizzazione templare su diversi livelli, spesso andando contro i suoi capi Assassini.
Ingovernabilità – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
Nella narrazione romanzata di Unity, i templari tentano di tutto pur di mantenere l’instabilità politica e di inasprire il caos e l’odio dei cittadini. Questo per facilitare, stando alle parole del Gran Maestro Germain, la nascita di un nuovo ordine. Tuttavia, se facilmente potremmo pensare al gruppo degli Assassini e quello dei Templari come ad una partizione dicotomica tra le forze del bene e quelle del male, correremmo il rischio di sbagliarci. Nel corso del gioco apprendiamo infatti che entrambe le fazioni nascondono interessi politici, il capo del Consiglio degli Assassini Mirabeau aveva persino una stretta corrispondenza con il Re di Francia.
Inoltre, entrambe agiscono in maniera sanguinolenta per i propri scopi, Germain commissionando l’uccisione di de la Serre per diventare il nuovo Gran Maestro e Mirabeau, diplomatico rivoluzionario a capo degli Assassini, manovrando Arno come una marionetta. A seguito di ciò, quando le decisioni di Arno guidate dall’etica e dal senso di responsabilità civile nei confronti del popolo, vengono giudicate incompatibili con il codice degli Assassini da Mirabeau e dal Consiglio, Arno viene allontanato dalla Confraternita. In questo contesto, il giocatore si trova davanti a un’opera spesso di difficile interpretazione, questo per via sia dell’ambiguità, o meglio, della sensazione di realismo in determinati personaggi, che della complessità degli interessi in gioco.
Urbanistica e architettura – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
La Parigi dipinta da Ubisoft, tuttavia, non ha solo una dimensione politica. Attraversando le popolose vie di Parigi, il giocatore potrà ammirare le splendide architetture neoclassiche, i grandi monumenti, i fastosi palazzi e gli immensi giardini alberati che hanno contraddistinto l’urbanistica della città nel XVIII secolo. Dalla Bastiglia a Notre Dame, passando per il militaresco Campo di Marte, Ubisoft ha saputo restituire non solo l’aspetto fisico di come erano effettivamente quei luoghi, ma anche le persone che li abitavano.
Ogni quartiere è caratterizzato da un’atmosfera unica e da una stratificazione sociale che diversifica le varie zone. Dai palazzi della nobiltà del Marais, fino alle vie maleodoranti dei mercati della Bièvre, tutto assume una connotazione realistica, a tratti poetica; a volte si ha come l’impressione di trovarsi dentro un racconto di Victor Hugo.
Arte e cultura – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
In questo contesto, infine, possiamo trovare tutte quelle innovazioni nel panorama culturale che hanno caratterizzato l’epoca a cavallo tra i due secoli. Tra le vie di Parigi è possibile ascoltare gli habitué delle taverne cantare canzoni rivoluzionarie quali “Ça Ira” o la “Marsigliese”, assistere all’esecuzione di pamphlet e pièces teatrali andando nella propria base al Café Theatre; ascoltare i venditori di giornali inveire a favore della Rivoluzione agli angoli delle strade oppure ancora ammirare pittori in erba dipingere futuri capolavori.
Se tutto ciò non fosse abbastanza, il gioco permette, come negli altri capitoli, di approfondire il background e le storie di quartieri, personaggi e vicende in schede informative contenute nel classico Database accessibile dal menu principale. Tale accuratezza nella rappresentazione e tale fedeltà agli avvenimenti storici e alla vita quotidiana della Parigi del XVIII secolo, sono dovuti alla presenza all’interno del team di sviluppo di consulenti storici come Laurent Turcot, accademico professore all’Université du Québec à Trois-Rivières.
I primi lumi della ragione
A legare invece l’aspetto narrativo con quello ludico vi è una splendida gestione della scrittura delle quest, soprattutto secondarie. Se è vero che gli eventi casuali sono pochi e ripetitivi (cattura il ladro, uccidi gli aggressori e pochi altri), le quest secondarie sono uno dei fiori all’occhiello del titolo. In special modo le missioni denominate “Omicidi misteriosi”. In queste missioni saremo chiamati a risolvere dei casi di omicidio e, attraverso la raccolta e l’analisi delle prove, accusare il colpevole. Gli omicidi misteriosi sono dannatamente scritti bene. In ogni situazione dovremo tentare di ricostruire l’accaduto tramite metodi deduttivi, in pieno spirito illuminista, ricostruendo le vicende che hanno portato alla morte del soggetto in questione.
Analizzando le varie storie, faremo luce sui rapporti familiari delle vittime e sui loro legami con i testimoni. In una di queste storie, Arno dovrà risolvere il caso della morte di un certo Jean Paul Marat. Marat, illuminista, giacobino e deputato della Convenzione nazionale francese, durante la sua vita espresse le sue posizioni più che radicali contro la monarchia all’interno del giornale “l’Amico del Popolo”. Proprio per queste sue convinzioni estremiste fu ucciso dalla girondina filo-monarchica Charlotte Corday, convinta che le sue parole alimentassero la Rivoluzione.
Sui tetti blu di Parigi – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
Nell’esplorazione della città, Ubisoft ha fatto moltissimi passi in avanti rispetto ai precedenti capitoli. Sia per quanto riguarda il puro gameplay, che per il game design in generale. Il sistema di movimento è stato rinnovato in un nuovo sistema di parkour che permette ad Arno di scalare, saltare e spostarsi tra un elemento urbano e l’altro in modo molto più fluido e con animazioni più realistiche. Ovviamente il sistema non è esente da difetti, a volta anche molto fastidiosi, soprattutto se si vuole andare di fretta.
L’altra innovazione invece riguarda il ritorno ad una mappa urbana. Se le parentesi rappresentate da Black Flag e Rogue avevano un’ambientazione più territorialmente estesa con l’inclusione di più “biomi”: vegetazione, mare e città, Unity riprende la tradizione di una mappa cittadina compatta offrendo un’esplorazione su diversi livelli e implementando un level design ben più sofisticato.
Varietà e stratificazione – Assassin’s Creed Unity: vivere la Rivoluzione
Le sensazioni che emergono sono quelle di una città vera, plausibile. La struttura della città è infatti molto più variegata rispetto a città quali Firenze e Venezia. Qui, le enormi piazze e giardini vengono alternate da cortili interni che svelano ambienti più intimi e privati, e al tempo stesso lasciano spazio anche a strette stradine medioevali che offrono maestosi scorci sui principali monumenti della città. Gli interni dei palazzi, in special modo quelli della nobiltà, sono realizzati con una cura maniacale. C’è da rimanere quasi senza parole davanti al barocchismo delle decorazioni interne del Palazzo del Lussemburgo. Tutto questo senza dimenticare la possibilità di entrare dentro molteplici edifici.
Quest’ultima scelta non ha solo un obiettivo estetico, ma serve a dare maggior profondità all’esplorazione. In quanto, se vogliamo attraversare un edificio, non sarà più necessario scalarlo completamente o usare soluzioni di comodo come il rampino in Syndicate; basterà, ove possibile, entrare dalla porta o da una delle finestre per uscire rapidamente dall’altra parte. Questo, oltre a ricostruire gli interni dando un accenno di contesto di vita agli NPC, rappresenta anche una intelligente soluzione di gameplay. Il tutto condito con numerose tipologie di armi, capi d’abbigliamento e colori con i quali personalizzare il proprio personaggio.
Anche l’occhio vuole la sua parte
Assassin’s Creed è sempre stato un brand che nell’ambizione di ricostruire ambienti, stili e culture del passato, non ha mai messo in secondo piano l’impatto visivo. Nel titolo in questione, questo raggiunge un ulteriore punto d’approdo. Il team ha voluto riproporre Parigi puntando su una qualità grafica già all’epoca molto alta. Ma non è tanto la grafica in sé ciò che impressiona, quanto il lavoro di direzione artistica e il ricreare un’estetica che giocasse su scorci, giochi di luce e su una resa pastello e “pittorica” dell’immagine. Per fare un paragone, in modo simile a quanto visto su Red Dead Redemption 2.
Dopo il recente recupero a distanza di anni, posso garantire che giocare a Unity è un’esperienza assolutamente da fare (se non l’avete già fatto), a prescindere dalla piattaforma. Rivivere e riscoprire la storia di Arno, significa entrare in un mondo in rivolta, un mondo in cui il cambiamento per una società civile e più giusta ha il sapore del sangue e della vendetta. Giocare ad Assassin’s Creed Unity significa vivere la Rivoluzione.
Per acquistare titoli in sconto, andate sul nostro link di Instant Gaming! Per ulteriori news, speciali e recensioni, seguite sempre le pagine di tuttoteK.












Lascia un commento