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Hood: Outlaws and Legends, il PvPvE di Sumo Digital, è finalmente disponibile in multipiattaforma e oggi vogliamo raccontarvelo nella nostra recensione
Il gioco è un PvPvE ambientato nella brittannia e nel contesto di Robin Hood, il ladro arciere più celebre di sempre. Soggetto negli anni di numerosi adattamenti, Robin Hood è da sempre un nome affascinante e dallo sfruttamento facile. L’ultima rivisitazione in chiave videoludica del personaggio è proprio Hood: Outlaws & Legends, disponibile ora su PC e PlayStation 5, di cui oggi vogliamo parlarvi nella nostra recensione.
Rubare ai ricchi per dare ai poveri (ogni tanto)
Partiamo subito col precisare che Hood: Outlaws & Legends è un titolo che campa di online. Come già detto, il gioco è un PvPvE puro basato sul personaggio di Robin Hood e i vari seguaci che gli orbitano intorno. Il gioco consiste, come si può intuire, nel rubare un ricco bottino da sotto il naso di guardie armate fino ai denti. Qui, la minaccia maggiore è rappresentata dal temibile Sceriffo, una sorta di boss invincibile pronto a farci fuori senza se e senza ma. Oltre alle guardie (controllate dalla CPU) ci troveremo a sfidare anche un team avversario che avrà il nostro stesso obiettivo. I giocatori hanno a loro disposizione quattro classi tra cui scegliere: dps ranged (Robin, per l’appunto), assassino, tank e support.
La struttura di Hood ci viene presentata in un primo tutorial di gioco, che ci vede fin da subiti impegnati in un furto ai danni della corona nell’unica modalità disponibile: Rapina. In questo tutorial affrontiamo i tre step che compongono ogni match:
- Sottrarre allo Sceriffo la chiave della stanza del bottino
- Impossessarsi del bottino
- Procedere all’estrazione del forziere, trasportandolo in uno dei checkpoint
La dinamica fondamentale del gioco è quella stealth, e dopo poco ci si rende conto che le modalità impostate da Sumo Digital prendono a pienissime mani dal multiplayer online di Assassin’s Creed. Tra diversivi, assassini stealth e duelli all’ultimo sangue, prepariamoci ad approfondire insieme Hood: Outlaws and Legends in questa recensione.
Questione di onore – Recensione Hood: Outlaws and Legends, rubare ai ricchi per dare ai poveri
Nonostante il tutorial ci mostri la “semplicità” di derubare un governo blindato e armato fino ai denti, fin dalle prime partite online PvPvE ci si rende conto di quanto sia complesso e spietato Hood. Come già detto la componente stealth è alla base del gioco, e mantenere un basso profilo è letteralmente la golden rule. Far scattare gli allarmi crea enormi problemi e avvantaggia enormemente gli avversari, oltre a segnalare la nostra presenza a tutti. Di conseguenza, se scoperti, ci si ritrova braccati dalle guardie della corona e dai nostri avversari (umani), pronti a cogliere la palla al balzo.
In Hood abbiamo a disposizione quattro classi: dps ranged, assassino, tank e support, ognuno con le proprie caratteristiche. Alcuni di questi usano arco e balestra per piazzare frecce e dardi dritti tra gli occhi dei nemici, altri che sfruttano metodi un po’ meno ortodossi. Se il comparto che comprende stealth, diversivi e abilità funziona bene, però, quello che comprende il combattimento corpo a corpo lascia un po’ a desiderare, anche a causa del gran numero di bug di cui il gioco (ancora) soffre. Non è raro vedere corpi volare via a causa dei colpi, o di venire colpiti dagli avversari attraverso edifici e costruzioni.
L’abito non fa il ladro – Recensione Hood: Outlaws and Legends, rubare ai ricchi per dare ai poveri
Uno dei punti fondamentali del gameplay di Hood: Outlaws & Legends risiede nella suddivisione in sole quattro classi dei personaggi, sia nel bene che nel male. Se in questo modo è possibile trovare numerose possibilità di personalizzazione (perks, abilità speciali, costumi e tanto altro), ci troviamo inevitabilmente legati ad una composizione standard obbligata della squadra. Il ladro e l’assassina, che attaccano dalla media e lunga distanza, sono poco efficaci negli scontri contro avversari più grossi. Avendo lacune nel combattimento faccia a faccia, quindi, saranno più indicati nell’assassinare silenziosamente le loro vittime o intrufolarsi tra le linee nemiche per sottrarre il bottino. A compensare a questa mancanza di muscoli interverranno quindi gli altri due personaggi che, per forza di cose, ci ritroveremo in squadra.
Ciò significa che i team verranno composti (obbligatoriamente) sempre dagli stessi quattro personaggi, uno per ogni ruolo. Di conseguenza è impossibile trovare una squadra di soli ladri o di soli tank, portano il gioco a diventare una sequenza di partite fotocopia.
Arte e tecnica – Recensione Hood: Outlaws and Legends, rubare ai ricchi per dare ai poveri
Tecnicamente Hood si dimostra davvero un gran bel gioco. I modelli dei personaggi sono fatti davvero bene e le numerose possibilità di personalizzazione (estetica) li rendono sempre interessanti. In tutto nel gioco sono attualmente disponibili cinque mappe, dove la natura e la mano dell’uomo coesistono bene, creando una buona varietà negli ambienti (seppure piccoli). L’impatto grafico della britannia del 1200 è notevole, e bisogna fare i complimenti a Sumo Digital per la profonda cura nei dettagli. Se anche gli effetti grafici convincono, le animazioni risultano un po’ legnose e innaturali, ma nulla di pregiudicante ai fini dell’esperienza.
Anche il sound design, comparto fondamentale di un gioco così incentrato sull’azione stealth, convince a pieno. I suoni sono ben definiti e, grazie all’audio 3D di PlayStation 5, localizzati ad-hoc, concedendo ai giocatori una buona immersione.
Il nocciolo della questione – Recensione Hood: Outlaws and Legends, rubare ai ricchi per dare ai poveri
Sebbene Hood: Outlaws and Legends si riveli essere un gioco estremamente divertente (specie per giocare con gli amici), ci sono alcuni problemi di base che non gli concedono il salto di qualità. Il primo risiede nella suddivisione della partita un fasi. Troppo spesso capita che dopo aver combattuto per minuti e completato le task necessarie a vincere la partita, nella fase di “apertura” del forziere si viene uccisi perdendo inesorabilmente la partita. Questo sbilanciamento nella gestione delle fasi rende il gioco una corsa all’oro dove vince chi aspetta beffardo in disparte.
Restando in tema di sbilanciamento, anche i personaggi andrebbero fixati. Ad oggi, l’assassino e il support risultano molto più forti degli altri due compagni, sia come danni che come utility. Non c’è molto da dire in questione: il primo può fare one-shot con una singola freccia ben assestata, mentre il secondo dispone di un’attacco melee che uccide con due colpi. Decisamente da sistemare.
Robin Hood e Little John si prendono a mazzate
Come sempre, alla fine della nostra recensione, siamo pronti a tirare le somme su Hood: Outlaws and Legends. Il gioco è un buon titolo incentrato sulla leggenda di Robin Hood, probabilmente il migliore. Il gioco intrattiene e diverte a dovere, specie nei party tra amici (fino a 4 giocatori). Artisticamente e tecnicamente, il titolo di Sumo Digital convince a pieno, grazie ad un superbo sviluppo delle texture e ad un ottimo sfruttamento dell’RTX. Ma, come al solito, non è tutto oro ciò che luccica. Il gioco è ancora affetto da numerosi bug, le classi sono troppo sbilanciate e la frustrazione di perdere ogni partita negli ultimi 5 minuti, dopo aver dominato per tutte le fasi precedenti, è pesante. Comunque, confidiamo in un pronto intervento degli sviluppatori per sistemare questi piccoli problemi e porre Hood: Outlaws and Legends sotto una luce migliore.
Hood: Outlaws and Legends è disponibile ora per PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Microsoft Window al prezzo di 29,99€. Come sempre speriamo di avervi intrattenuto in questa recensione e vi invitiamo a restare connessi su tuttoteK per ulteriori recensione, guide e tanto altro ancora dal mondo dei videogiochi. Inoltre, non dimenticate di consultare il catalogo di Instant Gaming per giochi sempre scontati. Ciao!
Punti a favore
- Ottimo comparto grafico
- Ideale per i party tra amici
- Leggero e divertente
- Prezzo accessibile
Punti a sfavore
- Ancora troppi bug
- Classi sbilanciate
- Fasi finali delle partite da rivedere completamente









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