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In questa recensione andremo ad esaminare Back 4 Blood, andando a conoscere il titolo sotto tutti i vari aspetti che lo caratterizzano
Back 4 Blood è il nuovo titolo arrivato sul mercato degli FPS cooperativi. Sviluppato dai ragazzi di Turtle Rock Studios, il videogioco si presenta subito come il seguito spirituale della serie Left 4 Dead, andando però a distinguersi da quest’ultimo sotto molti aspetti. Sarebbe inutile negare le somiglianze fra i titoli, ma sarebbe anche molto stupido definirlo un mero copia-incolla. Iniziamo dunque questa recensione e scopriamo Back 4 Blood sotto ogni suo aspetto.
Ogni round non è come il precedente
Come detto poco fa, Back 4 Blood si cataloga nel mercato degli FPS cooperativi e sfrutta quelli che erano i punti di forza di Left 4 Dead per incrementarne l’efficienza e dare più brio agli utenti. Anche in questo titolo ci ritroveremo ad affrontare orde su orde di nemici che renderanno il nostro percorso più complicato. A questi si aggiungono poi degli Infestati “campioni”, particolari Infestati che hanno subito mutazioni che li rendono più potenti e pericolosi di quelli comuni.
Insomma, il gioco in base è già conosciuto ai più che hanno provato L4D nel corso degli anni e, per certi versi, potrebbe sembrare familiare. Guai a sottovalutare questo titolo però! Back 4 Blood infatti sarà sì simile, ma non è uguale a quelli che lo hanno preceduto. Prendere sotto gamba questo videogioco potrebbe essere controproducente in quanto, sebbene la base sia quella, il gameplay vi metterà in seria difficoltà ogni volta che eseguirete una scelta.
Carte e approcci fanno la differenza – Recensione Back 4 Blood
Durante ogni round ci ritroveremo in una squadra di quattro Sterminatori pronti ad affrontare svariati incarichi per sopravvivere nel mondo che li vede protagonisti. Questi Sterminatori, sebbene se ne possano utilizzare solo 4 nel corso delle missioni, sono ben otto, ognuno con caratteristiche e abilità che li contraddistinguono dagli altri. Essi sono: Walker, Holly, Evangelo, Ma’, Hoffman, Doc, Karlee e Jim.
Una prima differenza importante deriva quindi dal numero di operatori che possiamo utilizzare nel corso della nostra avventura, ma non è la sola. Ogni round infatti sarà differente ogni volta che lo giocheremo. Rigiocare una particolare missione infatti ci permetterà di vivere diverse esperienze, anche se non si cambia difficoltà. Questo è dovuto al nuovo sistema di carte che è stato introdotto dagli sviluppatori, ma anche da un fattore di spawn casuale di Infestati e dei relativi “campioni”.
Potremo vivere quindi un’esperienza diversa ogni volta che giocheremo, evitando così quel senso di ripetitività che aveva caratterizzato i titoli di Valve. Andiamo a vedere come funziona il nuovo sistema di carte.
Carte per ogni evenienza – Recensione Back 4 Blood
Le carte sono uno strumento fondamentale per proseguire nel nostro percorso. Queste sono suddivise in due grandi categorie: Carte Corruzione e Carte Giocatore. Le prime sono selezionate all’inizio di ogni round dal Game Director e servono per rendere più difficile la nostra avanzata. Queste possono comprendere imprevisti che influiscono sulla visibilità, come ad esempio la nebbia o l’assenza di luce, oppure rendere gli Infestati più forti e resistenti.
Le Carte Giocatore invece avranno il ruolo di “contrastare” quelle Corruzione. Nel gioco ve ne sono ben 152, suddivise a loro volta in quattro sottocategorie: Riflessi, Disciplina, Forza e Fortuna. Ogni carta garantirà un buff non indifferente, ma a volte anche dei nerf importanti. All’inizio della campagna, sia esso da un punto avanzato o direttamente da inizio capitolo, ogni giocatore potrà selezionare un mazzo a seconda delle sue esigenze. Ogni mazzo sarà formato da 15 carte che saranno pescate a seconda dell’ordine selezionato precedentemente.
A inizio avventura tuttavia non disporremo di molte carte. Queste infatti dovranno essere sbloccate nel corso della nostra avventura, sia trovandole disseminate qua e là nelle mappe, che attraverso i Punti Rifornimento, cumulabili nelle modalità Campagna (solo nella versione multiplayer) e Sciame. Eccoci giunti quindi a un altro punto fondamentale di questa recensione di Back 4 Blood.
Diverse modalità per diversi stili di gioco – Recensione Back 4 Blood
Il titolo è predisposto per esser giocato in tre modalità. Due sono dei PvE molto simili, differenziati solamente per la scelta di giocare in single player o in multiplayer, mentre la terza è un PvP suddiviso in più round. Per la precisione stiamo parlando rispettivamente delle modalità Campagna Giocatore Singolo, Campagna – la modalità cooperativa per intenderci – e Sciame. Sebbene sia presente quindi una modalità per il single player, gli sviluppatori hanno incentivato il multiplayer grazie ad alcuni provvedimenti.
La scelta principale è stata quella di attivare il cross-play fra le varie piattaforme di gioco, permettendo quindi di giocare con i propri amici a prescindere che si disponga di un PC, una PlayStation o un Xbox. A rafforzare ancora di più la direzione intrapresa ci pensa poi la “penalità” che affligge la modalità in singolo. Con questa soluzione infatti non sarà possibile ottenere Punti Rifornimento. Sarà quindi impossibile sbloccare nuove carte, a meno di trovarle nel corso dell’avventura, cosa non propriamente semplice.
Il PvE – Recensione Back 4 Blood
La campagna in sé risulta essere ben strutturata. L’ambientazione tetra rispecchia quella di un mondo post apocalittico dove il genere umano è quasi del tutto stato assoggettato dal virus che ha colpito gli Infestati. Immergerci nel gioco grazie a questa cura non sarà difficile. Il gioco risulta ben curato anche dal punto di vista del gameplay, con un sistema di shooting molto buono e ondate di nemici pronti a tenerci impegnati in ogni istante.
Tuttavia in alcuni casi e in alcune mappe piuttosto aperte, nonostante ci siano vari nemici pronti ad attenderci, questi ultimi possono essere attirati poco per volta. Ci ritroveremo quindi su colline, paludi e passi di montagna riccamente popolati, ma alquanto poveri allo stesso tempo. Camminare e raggiungere l’altra parte potrà risultare, in alcuni momenti, veramente noioso. Giocando in singolo poi si vedono tutti i limiti dell’IA che, sebbene non propriamente scadente, ha comunque delle lacune non da poco.
Ad esempio ci ritroveremo con due bot che ci cureranno contemporaneamente nonostante la loro vita sia molto inferiore alla nostra. In alcuni casi poi inizieranno a sparare su avversari che richiameranno verso di noi l’orda, facendoci perdere un obiettivo bonus. Nonostante queste piccole imprecisioni però possiamo godere di una buona esperienza generale che ci permetterà di avere ore e ore di divertimento.
Molto buono anche il sistema dei “Tentativi”. Grazie a quest’ultimo infatti sarà possibile ripetere un livello per un tot di tentativi, alla fine dei quali dovremo ricominciare una nuova partita per andare avanti. Questo sistema però può essere controproducente quando giochiamo con gente che non si conosce, rendendo il nostro percorso una vera e propria odissea.
Il PvP – Recensione Back 4 Blood
Discorso ben diverso in questa recensione su Back 4 Blood va fatto invece per il PvP. Questi match sono strutturati in più round di 4 vs 4 dove ogni squadra vestirà a turno i panni degli Infestati o degli Sterminatori. Vince il round chi sopravvive per più tempo alle varie ondate di Infestati capitanate dai quattro giocatori avversari. A inizio round vi sarà la selezione del personaggio e del potenziamento se fate parte degli Infestati, mentre di equipaggiamento se sarete gli Sterminatori.
Ogni turno finisce quando gli Sterminatori vengono tutti abbattuti. Per raggiungere questo traguardo, se siete degli Infestati, dovrete buttare a terra tutti gli avversari contemporaneamente oppure eliminarli uno per volta. Inoltre, uno Sterminatore non potrà esser rianimato più di una volta per turno dai suoi compagni. Questo permette di avere dei match più veloci. Sciame è quindi una modalità che si basa molto sul gioco di squadra e anche sulla pianificazione di una strategia ottimale.
Armi a volontà – Recensione Back 4 Blood
Sebbene le carte siano molto importanti durante il corso dell’avventura o nella modalità PvP, anche le armi rivestono un ruolo fondamentale. Nel gioco se ne trovano ben 32, suddivise fra armi a distanza e armi corpo a corpo. Ognuna può essere personalizzata a piacimento tramite l’aggiunta di mirini, caricatori, puntatori e così via che possono essere acquistati nel rifugio a inizio partita oppure trovati mentre percorriamo la mappa.
Alle armi vere e proprie si aggiungono poi accessori molto utili che possono ribaltare la situazione. Fra questi vi sono: accessori d’attacco, come le granate o le molotov, molto utili per abbattere innumerevoli nemici o per causare molti danni a quelli più resistenti, accessori di supporto come bende e medikit e accessori utilizzabili come il defibrillatore o la scatola di munizioni. Oltre ad un arsenale completo si potrà quindi godere di questi supporti che ci permetteranno di evadere da situazioni piuttosto incresciose. Una varietà non da poco che ci permetterà di utilizzare lo stile che più preferiamo.
Conclusioni
Siamo ormai giunti alla fine di questa recensione su Back 4 Blood ed è giunto il momento di tirare un po’ le somme. Il gioco in sé risulta esser ben strutturato, con ambientazioni molto convincenti che riescono a far immergere il giocatore sempre più nel gameplay. Molto importante è anche la varietà di armi e attrezzature che permettono al giocatore di scegliere il proprio stile senza vincoli particolari che vadano ad inficiare sull’esperienza generale.
Sebbene possa essere considerato il successore di Left 4 Dead, da quest’ultimo si allontana in maniera distinta. La base di partenza non si discute, ma l’introduzione delle carte in primis è uno dei marcatori che segna il passaggio di consegne fra il gioco di Valve e quello di Turtle Rock Studios. La scelta del mazzo sarà molto importante per farci progredire e raggiungere il nostro traguardo senza dover ricominciare da capo.
Buono anche il sistema di tentativi introdotto, anche se risulta controproducente quando giochiamo con gente sconosciuta. Proprio per casi come questo è stato introdotto un sistema di ping semplificato che ci permetterà di marcare nemici, munizioni, armi o luoghi ben precisi proprio grazie all’utilizzo di un unico tasto. Insomma, un titolo ben strutturato e maturo, sebbene in alcuni versi sia stato castrato dalle scelte degli sviluppatori, come accade nella campagna in single player.
Per questa recensione su Back 4 Blood è ormai tutto. Vi ricordiamo che il gioco è disponibile su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S al prezzo consigliato di 69,99 € per la versione console, mentre 59,99 per quella PC. Trovate quest’ultima versione leggermente scontata su Instant Gaming. Per non perdervi ulteriori recensioni e news dall’universo videoludico, continuate a seguire le pagine di tuttoteK!
- Back 4 Blood è un adrenalinico sparatutto cooperativo in prima persona sviluppato dai creatori dell'acclamatissima serie di left 4 Dead
- Back 4 Blood è un adrenalinico sparatutto cooperativo in prima persona sviluppato dai creatori dell'acclamatissima serie di left 4 Dead
- Back 4 Blood è un adrenalinico sparatutto cooperativo in prima persona sviluppato dai creatori dell'acclamatissima serie di left 4 Dead
Punti a favore
- Ambientazione
- Frenesia nel gameplay...
- Armi e carte
- Sistema a tentativi...
- Cross-play tra piattaforme
Punti a sfavore
- IA non sempre impeccabile
- ...ma con alcuni punti morti
- ...inadatto quando si gioca con estranei









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