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Days Gone è l’ultima esclusiva PlayStation uscita sul mercato il 26 aprile scorso. Come si sarà comportato il titolo nelle nostre mani? Iniziamo questa recensione di Days Gone e scopriamolo insieme!
La produzione di Days Gone è iniziata ufficialmente nel gennaio 2015 e ci sono voluti ben quattro anni per produrre questa nuova esclusiva per PlayStation 4. Dopo un’uscita rinviata per volere degli sviluppatori per consentire di migliorare ulteriormente il gioco, il 26 aprile è entrato ufficialmente nel mercato mondiale dei videogiochi. Come si sarà comportato questo titolo? Non ci resta che iniziare con la recensione e scoprirlo insieme!
Days Gone: una storia coinvolgente e un gameplay avvincente | Recensione
Trama
Nel gioco vestiremo i panni di Deacon St. John, membro dei Mongrels, un gruppo di bikers che vivono nell’Oregon. Dopo aver perso quasi tutti i suoi amici e sua moglie Sarah, Deek (il suo diminutivo) e il suo “fratello” Boozer iniziano a vivere alla giornata, diventando dei randagi nell’Incubo. Qui vivremo intense avventure, ricche di colpi di scena. I personaggi e le storie che si intrecceranno renderanno l’esperienza molto intensa, facendoci odiare alcuni, mentre finiremo per amarne altri.
Gli eventi si svolgono circa 2 anni dopo la scena del filmato iniziale nel quale il povero Deek è costretto ad abbandonare sua moglie ferita su di un elicottero. I sentimenti che prova il protagonista si faranno strada dal pad che reggiamo in mano fino a giungere dentro di noi, regalandoci le stesse emozioni che proverà il motociclista di Farewell. Il legame che si verrà a creare nel corso del gioco si intensificherà sempre più, fino a renderci quasi una sola persona.
Gameplay
Days Gone è un open world post apocalittico, con una forte inflessione delle meccaniche survival horror. Nell’Incubo, la regione nella quale si svolgeranno le nostre avventure, saremo costretti a difenderci da briganti, furiosi (gli infetti) e ripugnanti. La meccanica principale (e quella che ci permetterà di sopravvivere) è sicuramente quella della ricerca di materiali. Sarà infatti possibile costruire armi da mischia, bende per la medicazione e oggetti da lancio come molotov, granate o anche trappole per ingannare gli avversari.
Avere sempre un buon deposito di oggetti ci permetterà quindi di variare con le nostre tattiche, garantendoci più soluzioni in alcune missioni che altrimenti risulterebbero veramente impossibili. Nell’Incubo tuttavia non saremo soli. Sono presenti infatti vari campi, ognuno con a capo una persona diversa, nei quali sarà possibile rifornirsi di carburante e riparare la moto pagando con dei crediti. Qui sarà inoltre possibile modificare la propria moto, comprare nuove armi, rifornirsi di munizioni, riscuotere le taglie e consegnare del cibo in cambio di qualche credito e un po’ di fiducia.
La fiducia dei vari campi dipenderà da vari fattori. Si potranno compiere missioni come cacciatori di taglie per gli stessi, oppure indirizzarci alcuni superstiti che avremo precedentemente salvato. Più sarà alta, più cose potremo acquistare dai vari rivenditori, garantendoci un equipaggiamento di tutto rispetto. Oltre ad avere delle buone armi e una moto efficiente, molto utili saranno le abilità di cui è dotato il nostro Deek.
Evoluzioni dei personaggi
L’evoluzione dei personaggi è un punto fondamentale di Days Gone che mi sembra giusto riportare in questa recensione. Grazie a tre alberi delle abilità (uno relativo al combattimento ravvicinato, uno per le armi a distanza e uno per le caratteristiche “sopravvivenza”) saremo in grado di migliorare il nostro motociclista, garantendoci dei piccoli vantaggi che ci torneranno utili in molteplici situazioni e che ci semplificheranno non poco il resto del nostro viaggio.
Sebbene con il tempo Deek diventerà più forte, lo stesso accadrà per i nostri nemici. Ripugnanti, predoni e altre fazioni saranno dotati di personaggi corazzati, difficili da abbattere e che causeranno dei danni veramente elevati. I furiosi invece si evolveranno grazie a delle modifiche nel loro DNA che li permetteranno di diventare estremamente forti e resistenti oppure agili e veloci. Alcuni saranno in grado di richiamare nuovi furiosi, rendendoci il compito più difficile del previsto.
A tutto questo poi si aggiungono le orde, vere e proprie distese di erranti riuniti solitamente nelle fosse comuni, il loro luogo ideale per nutrirsi e vivere in comunità. Affrontarne una non sarà una passeggiata e si rivelerà più ostico di quanto si possa credere. Senza un buon equipaggiamento saremo costretti a fuggire via. Infine, anche gli animali saranno soggetti a mutazioni a causa dei furiosi. Troveremo lupi, corvi e orsi che, grazie a questa mutazione saranno più aggressivi, resistenti e veloci del solito. Insomma, non sarà semplice sopravvivere neanche nella fase finale del gioco.
Days Gone: un comparto tecnico con qualche pecca | Recensione
Che l’Unreal Engine 4 fosse un motore grafico di tutto rispetto lo avevamo già visto in altre occasioni, come ad esempio nella recensione di Ace Combat 7 o in quella di Tropico 6. La potenza grafica che riesce a donare a Days Gone è qualcosa che rasenta la perfezione, riuscendo a regalarci attimi di completo sbalordimento davanti a scenari come quelli rappresentati nel gioco. La realtà che conferisce a volti e panorami è veramente elevata, immergendoci ancora di più in quel mondo post apocalittico che è diventato l’Oregon.
Anche il comparto audio risulta ben curato, con una colonna sonora veramente corposa e adeguata. I suoni d’ambiente, quelli delle motociclette e la musica si fondono in maniera unica, regalandoci attimi quasi di pace in quello scenario così desolato, risultando ben distinti l’uno dagli altri. Unica nota negativa deriva dal volume della voce di Deek quando parla alla radio che (a volte) risulta essere esageratamente alto rispetto agli altri. I comandi sono di facile intuizione, anche per chi come me non è abituato ad avere un pad tra le mani.
Sebbene per ora la situazione sia quindi molto positiva, il vero problema riguarda la fluidità del gioco. Su PlayStation 4 Slim infatti, oltre a caricamenti che possono risultare estenuanti, si notano spesso cali di frame non indifferenti e un paio di volte ho riscontrato anche qualche piccolo freeze. Mi è anche capitato che a volte una parte della mappa non venga caricata e spesso la minimappa risultava sfocata e impossibile da decifrare. Ovviamente tutti questi piccoli inconvenienti rischiano di minare seriamente la nostra esperienza di gioco.
Days Gone: conclusioni finali sul gioco post apocalittico | Recensione
Stiamo ormai giungendo alla fine di questa recensione su Days Gone ed è giunto il momento di tirare un po’ le somme. Il gioco si presenta come un open world che su PlayStation 4 Slim non gira esattamente come dovrebbe, regalandoci (si fa per dire) cali di frame, mini freeze e qualche caricamento incompleto delle texture. Tuttavia, nonostante questi piccoli problemi, l’esperienza di gioco risulta essere molto immersiva, grazie soprattutto ad una grafica e un comparto audio veramente mostruosi.
Di notevole importanza è poi la storia, costellata di tante piccole storie che si intrecciano tra loro, regalandoci un’avventura entusiasmante. A fine gioco saremo talmente tanto legati ai personaggi che riusciremo a provare le emozioni di ognuno, specialmente quelle di Deacon. Neanche l’intelligenza artificiale risulta essere ben programmata. Nonostante ciò, però, si può godere comunque di un’ottima esperienza.
Days Gone: cavalca la strada rotta | Recensione
Per questa recensione su Days Gone è ormai tutto. Vi ricordiamo che il gioco sviluppato da SIE Bend Studio e distribuito da Sony Interactive Entertainment è disponibile come esclusiva PlayStation 4 al prezzo consigliato di 69,99 €. Per non perdervi future news riguardanti il mondo videoludico e non solo, continuate a seguire le pagine di tuttoteK!
Punti a favore
- Comparto grafico
- Colonna sonora
- Storia
Punti a sfavore
- Ottimizzazione tecnica (almeno su PlayStation 4 Slim)
- IA non molto sviluppata






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