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Rogo di libri: a Berlino, il 10 maggio 1933 scoppiarono i Bücherverbrennungen, che faranno scomparire dalla storia oltre 20.000 volumi
Il 10 maggio 1933 segna una ricorrenza molto triste per gli amanti della storia e della libertà. Questo giorno, infatti, è tristemente noto per i Bücherverbrennungen, una serie di roghi di libri a opera dei nazisti. Oltre 20.000 volumi finirono letteralmente in fumo, peoiché contrari all’ideologia nazista. Quella notte segna una perdita culturale terribile, ma anche la soppressione della libertà e della democrazia in Germania.
A soli cinque mesi dall’ascesa di Hitler al potere, nella notte del 10 maggio 1933 furono organizzati dei roghi che spazzarono via per sempre migliaia di libri. Scopriamo insieme chi organizzò questi roghi e quali libri vennero dati alle fiamme. Il rogo di libri più impressionante avvenne a Berlino, in piazza dell’Opera.
Alla presenza del gerarca nazionalsocialista Joseph Goebbels migliaia di libri della biblioteca universitaria e di molte biblioteche pubbliche della città vennero bruciati. I volumi erano tutti di autori dell’ “arte degenerata“: tra questi Albert Einstein, Thomas Mann, Robert Musil, Sigmund Freud, addirittura Jack London, e molti altri.
Rogo di libri: Berlino e la notte del 10 maggio 1933
I roghi non vennero organizzati dal governo, ma dalla Deutsche Studentenschaft (Associazione degli studenti tedeschi), con l’obiettivo di eliminare lo “spirito non tedesco“. Plagiata dalla propaganda nazista, che si opponeva agli intellettuali (soprattutto di sinistra, ancora peggio se di origine ebraica), l’Associazione degli studenti tedeschi organizzò il rogo di libri nell’Opernplatz di Berlino. Fin dall’antichità il fuoco è considerato uno strumento di purificazione, e per questo venne scelto per distruggere tutto ciò che si opponeva all’ideologia nazista e la «spazzatura intellettuale del passato», come spiegò nel suo discorso il gerarca nazista Joseph Goebbels.
Gli studenti organizzarono l’operazione con cura: prima fu stilato un elenco che del materiale da eliminare, poi i testi incriminati vennero rastrellati da biblioteche pubbliche e private. Infine, i volontari allestirono i veri e propri roghi di libri. Una volta che gli studenti ebbero raccolto migliaia di volumi, questi vennero trasportati con camion e carri nell’Opernplatz, su cui si affacciavano l’Università di Berlino e il Teatro dell’Opera di Stato. Quello di Berlino fu il rogo di libri più grande di quegli anni bui, ma se ne verificarono altri in diverse città tedesche, dato il governo aveva approvato questa iniziativa e ne incoraggiato la diffusione.
La censura colpì centinaia di autori e di artisti; tra questi Karl Marx, Bertolt Brecht, Thomas Mann, Joseph Roth, Walter Benjamin, Herbert Marcuse, Ludwig Wittgenstein, Hannah Arendt, Edith Stein, Erich Fromm, Paul Klee, Wassili Kandinsky, Albert Einstein, Sigmund Freud, Fritz Lang, Robert Musil e Jack London. I libri perduti pe sempre furono migliaia, e molti rischiarono di sparire. Bruciare i libri divenne non solo il simbolo della dittatura, ma anche del disprezzo verso intellettuali, scrittori, scienziati.
Il discorso di Goebbels
Durante il rogo Joseph Goebbels, politico e scrittore tedesco, tenne un violentissimo discorso contro quella che definiva «cultura degenerata». Mentre 20.000 volumi andavano perduti per sempre, Goebbels pronunciò queste terribili parole:
Studenti, uomini e donne tedesche, l’era dell’esagerato intellettualismo ebraico è giunto alla fine. Il trionfo della rivoluzione tedesca ha chiarito quale sia la strada della Germania e il futuro uomo tedesco non sarà un uomo di libri, ma piuttosto un uomo di carattere ed è in tale prospettiva e con tale scopo che vogliamo educarvi. Vogliamo educare i giovani ad avere il coraggio di guardare direttamente gli occhi impietosi della vita. Vogliamo educare i giovani a ripudiare la paura della morte allo scopo di condurli a rispettare la morte. Questa è la missione del giovane e pertanto fate bene, in quest’ora solenne, a gettare nelle fiamme la spazzatura intellettuale del passato. È un’impresa forte, grande e simbolica, un’impresa che proverà al mondo intero che le basi intellettuali della repubblica di Novembre si sono sgretolate, ma anche che dalle loro rovine sorgerà vittorioso il padrone di un nuovo spirito.
Una biblioteca di Ortona organizza una mostra dedicata
Per ricordare questa triste notte la Biblioteca di Ortona propone una mostra di questi libri “pericolosi”. L’iniziativa parte proprio oggi, venerdì 10 maggio, e si intitola “Accendi la lettura, spegni i roghi”: la mostra ripropone oltre trenta autori tra quelli andati al rogo nel 1933. Promossa in collaborazione con L’Associazione Italiana Biblioteche, la mostra terminerà il 30 maggio e potrà essere visitata da gruppi e classi su prenotazione, con guide alla lettura e agli autori. Se desiderate maggiori informazioni, contattate biblioteca@comuneortona.ch.it! Vincenzo Polidori, vicesindaco di Ortona, dichiara:
Una importante iniziativa culturale nel ricco programma del Maggio dei Libri ortonese, che si collega a numerosi eventi analoghi in Italia a partire proprio dalla ricorrenza di questo tragico giorno per la cultura europea.
Il 10 maggio 1933 può sembrare una data lontana, ma la soppressione della libertà, della democrazia e della cultura è un rischio ancora attuale e che ci provoca grande preoccupazione. Conoscevate questo terribile episodio dei roghi di libri? Raccontateci le vostre impressioni e restate con noi per le prossime novità in tema di libri e cultura!




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