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La segretezza industriale è una delle maggiori preoccupazioni di tutti i produttori di automobili, nessuno escluso. Ecco quali sono le politiche di Ferrari in merito a questo delicatissimo argomento
Il Marchio del Cavallino Rampante si è sempre distinto per l’impegno profuso nel tutelare i diritti relativi al brand, alle sue creature e, ultimi ma non ultimi, ai progetti in corso di sviluppo. Del resto Ferrari è sempre stato uno dei produttori di automobili più ammirati ed imitati al mondo, spesso vittima addirittura di plagi di fattura più o meno pregevole. Comunque la si pensi, la Casa di Maranello tutelando sé stessa tutela anche una lunga e nobile parte della storia motoristica, industriale e sociale del nostro Paese.
Nel caso di vetture Ferrari d’epoca ovviamente non vi è più il rischio di fuga di informazioni o spionaggio industriale: ciò non significa comunque che sia sempre semplice e immediato smascherare i falsi, ma Ferrari può contare sull’appoggio di tecnici ed esperti di caratura mondiale. I rischi maggiori, quelli che potrebbero compromettere le sorti del Marchio, sono legati piuttosto ai prodotti in corso di collaudo, le tanto bramate ‘prime mondiali’ (qui qualche esempio), di cui la stampa è insaziabile e che sono da gestire con estrema attenzione per non mettere a repentaglio la supremazia tecnologica del brand.

Nella foto: una replica appena smascherata dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Italia, Chiasso CO, 2021)
Ecco come visitano gli stabilimenti Ferrari gli insider
Per i motivi di cui sopra, la Rossa d’Italia ha stabilito un regolamento ferreo per gestire le visite alle aree riservate degli stabilimenti, mantenendole ben selezionate e contingentate. Infatti anche il settore dell’automobile non è per nulla indenne dai rischi che riguardano la fuga di informazioni relativa a progetti sperimentali. Che ciò avvenga per un bieco atto di spionaggio, che sia frutto della ingenuità di qualche ‘curioso’ o che sia opera di un reporter scorretto e senza scrupoli, ciò non deve assolutamente avvenire.
Ferrari ha quindi disposto che tutti i visitatori esterni, prima di accedere alle zone più sensibili della Factory, ricevano delle precise indicazioni sui comportamenti idonei da tenere all’interno della struttura. Oltre a ciò, tutti sono tenuti a consegnare il proprio smartphone al personale autorizzato, che provvede ad oscurare gli obiettivi delle fotocamere con bollini adesivi recanti la scritta ‘sicurezza industriale’.
Un sistema semplice ma efficace per evitare che qualche scatto di troppo possa compromettere dei progetti segreti. Ovviamente la buona fede dei visitatori è sempre la difesa più efficace: è infatti estremamente difficile essere ammessi in queste aree se non si appartiene a una ristretta cerchia di giornalisti sportivi o personaggi molto speciali, legati in maniera particolare al Marchio.
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