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Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact. Oggi metteremo alla prova una scheda madre con un Form Factor inedito e tantissima potenza da offrire!
Siete interessati ai processori AMD Ryzen di terza generazione? Se sì, ASUS ROG Crosshair VIII Impact dovrebbe essere una delle vostre scelte da prendere in considerazione, soprattutto se il vostro acquisto verterà su CPU con 8 e più Core. Con il Chipset AMD X570, potrete sfruttare appieno tutte le principali novità di questa scheda madre, che vanta una dotazione da vera top gamma.
ROG Crosshair VIII Impact è sicuramente una delle migliori schede madri presenti sul mercato, ASUS ha rivolto molta attenzione a questo prodotto, per cercare di ottenere non solo il massimo dai processori Ryzen, ma anche e soprattutto in termini di dimensioni, realizzando un prodotto ultra compatto. Seguiteci nella recensione per scoprire i motivi di queste affermazioni, e tireremo le somme assieme.
Chi dovrebbe acquistarla? | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Il lavoro di Asus per questo piccolo concentrato di potenza, è stato quello di sfruttare al massimo le potenzialità offerte del Chipset X570. Questa motherboard è quindi in grado di supportare tutta la potenza offerta dai processori di terza generazione basati sull’architettura Zen 2. Con il Chipset X570 difatti, guadagnerete il supporto al nuovo protocollo PCIe 4.0, avendo quindi una banda per i bus della CPU raddoppiata rispetto al passato, e velocità pari a 32 GB/s sugli slot elettrici x16. Tutto ciò, sarà offerto con un Form Factor davvero interessante, ma anche poco diffuso.
Quello che cerca di offrire la scheda madre ROG Crosshair VIII Impact è un obiettivo estremamente impegnativo, difatti guardando questa mobtherboard si intuisce da subito lo sforzo ingegneristico per poter combinare una grande offerta a delle dimensioni estremamente ridotte. Non è facile offrire tale potenza, con un occhio dedicato all’overclock in questo Form Factor, poiché è facile andare in contro a problemi legati ad alte temperature prodotte dal chipset e dal resto delle fasi di alimentazioni. Asus è riuscita alla grande in questo compito, Crosshair VIII Impact rappresenta un compromesso perfetto, sia per il Form Factor di ridotte dimensioni, sia per la dotazione ingegneristica estremamente completa e compatta. Inutile dirvi di come l’abbinamento con CPU AMD Ryzen 3000 si sposa benissimo.
Prima di andare a sviscerare questa scheda nel profondo, vediamo velocemente cosa offre all’utente, per poi approfondire i singoli argomenti. La carne al fuoco e davvero tanta, quindi iniziamo subito.
Specifichiamo la sua natura fin da subito, la ROG Crosshair VIII Impact non ha un prezzo basso ma, al contempo vanta un’elevata qualità dei componenti utilizzati, essendo poi basata sul X570, ha di conseguenza un costo proporzionato a quello che è in grado di offrire. Come ci ricorda AMD stessa, il chipset basato sul Socket AM4 è destinato a chi vuole il massimo dagli ultimi processori della casa di Sunnyvale.
Sia chiaro, non è di certo una buona scelta investire su una scheda madre di fascia entry level per poi scegliere CPU da 12 o 16 Core e, stesso discorso vale per l’opposta situazione, come in questo caso, dove abbiamo a che fare con una motherboard di fascia altissima. Quindi se avete intenzione di realizzare una macchina compatta, con grande potenza di calcolo, e una sola porta PCI-E può bastarvi, potete considerarla una scelta sicura, soprattutto con CPU di fascia alta ma, soprattutto per chi ha intenzione di effettuare dell’Overclock, specie sulle memorie.
Uno sguardo approfondito | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Se conoscete la serie Apex di Asus, capirete ancora meglio la natura di questa motherboard, una scheda madre adatta all’utilizzo quotidiano, come per effettuare dell’Extreme OC. La serie Apex però, è sempre stata rivolta alla controparte Intel, questa Impact invece oltre ad ospitare il chipset AMD, ha un animo simile alla sorella Apex. Non a caso molte volte l’abbiamo vista protagonista di molti record, tra cui titoli mondiali.
Tornando a noi e, partendo dal formato, come abbiamo specificato in apertura possiede un Form Factor Mini-DTX, il fissaggio però, avviene tramite i fori tipici dello standard più piccolo Mini-ITX, nonostante ciò, questo modello vanta un’altezza leggermente superiore. La differenza principale, ma anche il vantaggio, oltre che ad occupare minor spazio, facilmente intuibile, si potranno istallare schede video che occupano anche due slot senza alcun problema, tutto grazie alla sua estensione verticale. Nonostante le dimensioni complessive sono pari a 203×170 millimetri, possiede un peso molto consistente, dovuto soprattutto alla sua qualità costruttiva.
Spostandoci invece sull’offerta in termini di compatibilità, come starete vedendo dalle foto dispone di soli due slot DIMM, proprio come la serie Apex di cui vi parlavamo prima, ma in questo caso la scelta è stata fatta per motivi progettuali legati al Form Factor. Questo però, non rappresenta un male, anzi fa sì che potrete spingervi con l’overclock delle vostre RAM con grande stabilità. Questo grazie alla configurazione Dual Channel, quindi 1 Dimm For Channel, layout favorevole a reggere alte frequenze e bassi timing.
Supportati fino a 64GB di RAM DDR4 con frequenza massima di 4800MHz in overclock, ovviamente valore teorico. Come fa a supportare fino a fino a 64GB? Grazie alle RAM Double Capacity. Particolari RAM inizialmente realizzate da G.Skill in stretta collaborazione con il team Asus ROG, prodotte in seguito anche da ZADAK. La configurazione che potrete realizzare è con due moduli da 32GB ciascuno. Supportando anche per queste RAM, il profilo XMP tramite il protocollo D.O.C.P. che ottimizza i timing su piattaforme AMD.
Non fatevi ingannare dalle dimensioni, potrebbe essere una frase cardine in questa recensione, lei ha tutte le caratteristiche esclusive e presenti su modelli più “grandi”.
Dotazione software | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Oltre alla scheda madre in sé, con Asus avrete anche un ottimo supporto in termini software, con aggiornamenti BIOS e Firmware. Vorrei concentrarmi però sui programmi che mette a disposizione la casa taiwanese, come il classico ASUS AI Suite 3, che ci consente tra le tante funzioni presenti di ottimizzare le impostazioni delle prestazioni comprese ventole e, controllare la stabilità del sistema, e i gli altri classici ASUS Ai Charger, ASUS RAMDisk, ASUS RAMCACHE III e ASUS Overwolf.
Per ultimo ma non per importanza, il recente software Armoury Crate, che Asus definisce “una nuova generazione di software di controllo del sistema” e che noi potremmo definire un software ALL-IN-ONE, che ci consentirà effettuare con facilità aggiornamenti driver, controllare il sistema di illuminazione per più dispositivi, risolvere e gestire compatibilità e istallazioni software, ma anche scegliere profili per Overclock e ventole effettuando regolazioni, tutto con un’innovativa grafica moderna.
Ma ora dopo aver visto un po’ in generale questa scheda andiamo nel vivo della recensione. Troverete un capitolo dedicato per ogni sezione principale trattata, buona lettura, ma soprattutto buona scelta.
Packaging | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Come da tradizione con i prodotti Asus, abbiamo un packaging rapportato al livello qualitativo del prodotto. Come starete vedendo dalle foto, abbiamo lo scatolo principale, robusto e resistente, dove vi sono illustrate le principali feature ed alcune immagini che ritroverete anche sulla pagina prodotto. Dopo l’apertura tipica a cui Asus ci ha abituati, saremo accolti dall’effetto a “sipario”, dove in risalto avremo il logo (ed il benvenuto) nel mondo Republic Of Gamers.
All’interno, un involucro sagomato in plastica con inserti per mantenere la motherboard fissa in sede durante i trasporti. Una custodita in cartone è presente sulla destra dove, all’interno troviamo il modulo per la connessione WIFi, si tratta di un’antenna WiFi 6 2T2R Dual-Band deputata alla connettività Wireless, realizzata con un’ottima qualità e dotata di un simpatico stand in stile ROG.
Abbiamo poi una daughterboard chiamata “SO-DIMM.2“, concetto simile a quello, sempre creato da Asus “DIMM.2” che abbiamo visto sulla serie Apex. Il modulo permette di installare ben due SSD M.2, due connessioni FAN, e una connessione Addressable RGB a 5V. Un’ottima trovata per migliorare le possibilità di connettività su un Form Factor così ridotto. Nessun problema per l’istallazione di una GPU, Asus ha studiato bene lo spazio a disposizione ottimizzando il tutto. Possibilità di montare drive PCIe 4.0 x4 e SATA e non mancano ovviamente due pad termini integrati e pronti all’uso.
Continuando troviamo i classici cavi SATA, per la precisione due cavi normali e due 90°, un cavo RGB LED Extension, un cavo ARGB LED Extension, viti per l’istallazione dei drive M.2, ASUS Q-Connector, comodo cavo che vi permetterà di connettere o scollegare i cavi del pannello anteriore del vostro case nel modo più comodo possibile, grazie ad un singolo connettore unico, evitando in questo modo quel fastidioso problema tipico di quando si costruisce una build, dove bisogna individuare i singoli piccoli cavi in questione. Infine troviamo due piccoli gommini per il supporto dei drive SSD M.2.
Troviamo poi in un comparto appena sotto quello che ospita la scheda madre, l’immancabile manuale utente, il DVD contenente i driver e software, il famoso sottobicchiere ROG, che vista la natura del prodotto potrete utilizzare come “poggia dewar” per le vostre sessioni di LN2, etichette, adesivi e, un bellissimo plettro targato ROG.
Funzionalità e qualità generale | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Come detto in apertura, la ROG Crosshair VIII Impact utilizza il form factor Mini-DTX che non si vede spesso sul mercato. E proprio partendo da questo parliamo di come Asus, in modo eccelso ha sfruttato questo spazio a disposizione. Interessante soprattutto come abbia incrementato le dimensioni in lunghezza, rendendo così questa motherboard adatta all’utilizzo con una scheda video anche dotata di sistema di raffreddamento a due slot. Zona che è stata allungata con un’area dedicata al comparto audio.
Non manca la potenza erogabile, che approfondiremo in un capitolo dedicato, ma proprio per tale motivo una particolare attenzione è stata rivolta al sistema di dissipazione, che è molto articolato e complesso nella sua struttura. Asus ha concentro tutto il sistema di dissipazione in un unico blocco, che come starete vedendo dalle foto, situato appena sopra le uscite I/O, coprendo sia chipset che VRM.
La struttura comprende due separati e piccoli radiatori, montati appena sotto delle piccole due relative piccole ventole, che risaltano nel design. Ventole, che sempre riescono a mantenersi silenziose durante il funzionamento, anche sotto carico. Come avrete immaginato, le griglie presenti nella parte superiore di questo blocco hanno l’utilità di favorire un corretto ricircolo dell’aria. Attenzione, non finisce qui il sistema di dissipazione, poiché dietro possiamo ammirare un’imponente placca, o meglio backplate in alluminio con un design davvero unico.
Questa placca posteriore, oltre a proteggere la parte del PCB, si occupa di dissipare il calore prodotto dal comparto VRM, Asus lo chiama ROG Armor. E’ un vero e proprio sistema di dissipazione passivo, dotato ovviamente di pad termici e addirittura un’heat pipe. Altra funzione probabilmente secondaria, quella di regalare maggiore resistenza e robustezza.
Rimanendo in tema dimensioni, Asus ha deciso di implementare il chipset altrove, voi lo vedete? Se no, la risposta è perché si trova ubicato anch’esso sotto il blocco unico dedicato alla dissipazione, vicino ai VRM, per la precisione appena sotto la fila sinistra di induttori (Choke). Un particolare questo, che la rende unica sul commercio.
Toccato il tema dei VRM, specifichiamo che è dotata della tecnologia ASUS OptiMem III, che di fatto è in grado di migliorare notevolmente l’integrità e quindi la pulizia del segnale, eliminando possibili rumori, quindi tutte quelle interferenze che provocano sovrapposizioni del segnale facendo perdere informazioni nel segnale trasmesso.
OptiMem III vi permetterà di spingere i vostri kit di memoria a latenze e tensioni molto basse e, al contempo con alte frequenze. Trattando le connessioni, ci spostiamo velocemente ai contatti e la qualità di quest’ultimi. Asus ha lavorato con la tecnologia SafeDIMM, che è in grado di migliorarne non solo la robustezza dei connettori ma anche la resistenza all’usura nel tempo, grazie a materiali metallici e non plastica. Le clip per l’apertura degli slot sono invece state spostate in alto per quanto riguarda le RAM, scelta fatta per rendere più comodo l’accesso ad esse, anche nel caso abbiamo una GPU installata e lo spazio inevitabilmente si riduce.
Giunti alla parte bassa della scheda madre, troviamo lo slot PCI Express 16x, e non il chipset come abbiamo chiarito sopra e, ancora più in basso, la scheda audio. In questo caso troviamo una scheda Supreme FX S1220, realizzata da Realtek e basata sul Chip ALC1220. Sempre in questa scheda troviamo un DAC ESS di Sabre, il modello ES9023P. Tutto accompagnato da condensatori Nichicon Gold di prim’ordine e che riescono a restituire un ottimo valore intorno a 112 dB per il Dynamic Noise Range.
La scheda in questione nonostante si tratti di una soluzione integrate offre una qualità audio molto elevata, tenete conto che lo stesso DAC di questa schede possiamo trovarlo sulla scheda audio dedicata Asus Xonar-AE, come sulla Formula oppure sulla Hero. Senza contare che essendo istallato con un protocollo PCIe, si tratta di una scheda indipendente, abbiamo quindi l’inevitabile vantaggio di avere delle interferenze ridotte al minimo.
Ma dato uno sguardo generale a questo piccolo concentrato di potenza possiamo passare al lato connettività.
Connettività | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Parlando di connettività, partendo dall’immancabile slot PCI Express x16, vediamo dalle classiche porte SATA. Asus ROG Crosshair VIII Impact è dotata di quattro porte SATA III, con supporto a configurazioni RAID 0, 1 e 10, continuando su questa riga, per quanto riguarda l’istallazione di moduli M.2, sfrutteremo ovviamente la scheda di espansione dedicata SO-DIMM.2, abbastanza contenuta in altezza, parliamo infatti di 80 mm.
Proseguendo con le connessioni USB on-board, troviamo un’intestazione USB 3.2 Gen1 con velocità di 5 Gbps e un’intestazione USB 3.2 Gen2 con velocità di 10 Gbps, intestazioni dedicate alle connessioni del pannello frontale. Per le connessioni di rete invece troveremo la singola porta GbE gestita dal sistema Intel NIC i219V. Come molti altri prodotti della serie Asus, supporta la tecnologia ASUS LAN Guard per la protezione contro le cariche elettrostatiche. Il modulo WiFi invece è un 2T2R, gestito dal controller Intel AX200, con supporto al protocollo WiFi 6 e alla tecnologia MU-MIMO, e supporto a connessioni dual band (2.4 e 5GHz).
Veniamo adesso al pannello I/O, che è preinstallato proprio come le ultime schede prodotte dalla società, caratteristica in grado di garantire una migliore schermatura dalle interferenze elettromagnetiche. Come state vedendo dalla foto troviamo, abbiamo da sinistra verso destra: due porte USB 3.2 Gen1 da 5 Gbps (blu), due porte USB 3.2 Gen2 10 Gbps (rosse), un uscita ottica S/PDIF, due porte USB 3.2 Gen2 10 Gbps (rosse di cui una destinata al BIOS), una porta Ethernet GbE, due porte USB 3.2 Gen2 10 Gbps di cui una Type-A ed una Type-C, due connettori SMA per l’antenna 2T2Rc, un Q-Code debug LED monitor, e un tasto reset. Infine un pulsante Clear CMOS ed uno per BIOS flashback e tre jack audio HD.
Ci spostiamo invece nuovamente sulla scheda madre, dove abbiamo due connettori per ventole e pompe di sistemi a liquido posizionate appena sopra la connessione SO.DIMM.2, altre due intestazioni le troviamo invece appena sotto lo slot PCI-E X16, ne vediamo infatti, partendo da sinistra verso destra, una dedicata a strisce e periferiche ARGB, una destinata a sensori di temperatura, i connettori del reparto che Asus chiama ROG Water-Cooling Zone, ovvero i connettori Water In/Out e Water-flow che vedete in bianco, ancora sulla destra di colore nero, vediamo l’intestazione W Pump, destinata ad utilizzi per per pompe ad acqua PWM o CC, in grado di fornire oltre 3 Ampere.
Attenzione però, potrete quest’ultima sfruttarla tranquillamente per la connessione di una normale ventola 4 Pin, grazie al controllo PWM tramite i software che mette a disposizione Asus. In totale insomma, avrete 5 porte dedicate all’istallazione delle ventole, tre sulla scheda madre e due sulla daughterboard SO.DIMM.2.
Vediamo poi il connettore ASUS NODE, progettato per monitorare e controllare diversi dispositivi come la Fan Extension Card II o schede per utilizzi in overclock. Proprio finendo al tema dell’overclock, prima di affrontarlo andremo a vedere assieme uno degli aspetti principali se non il più importante per la valutazione di una scheda madre, quello delle fasi di alimentazione.
Analisi comparto VRM | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Siamo ora giunti ad una parte molto importante per la valutazione di una scheda madre. Prima di analizzare però il comparto VRM, possiamo anticiparvi una piccola cosa, questa scheda madre ha un comparto di alimentazione che potremmo definire in gergo, “overkill”. Asus non ha davvero fatto sconti sui componenti per cui, parte del prezzo viene anche determinata da quest’ultimo aspetto.
Asus ha realizzato questo comparto di alimentazione con l’obiettivo finale di ridurre il Transient Response, e quindi assicurare un’ottima latenza delle fasi nel momento in cui si allineano al carico richiesto dal processore, per fornire così, la massima efficienza possibile in ogni scenario. Il connettore EPS da 8 pin è situato accanto al connettore ATX da 24 pin, ed è in grado di gestire fino a 380W e superiori senza alcun problema.
Nonostante un fattore di forma così compatto come lo standard Mini-DTX, questa scheda offre davvero il massimo in termini di ingegneria. Il calore prodotto solo dal chipset x570 è pari a 15W. Per tale motivo Asus ha pensato bene di inserire dei mosfet di grande qualità, dei Smart Power Stage, prodotti da Infineon, ovvero i TDA21472, senza ombra di dubbio tra i migliori sul mercato, in grado di gestire ciascuno, fino a 70 Ampere, con la massima efficienza possibile, superiore addirittura al 95%. Il risultato è una gestione termica sempre ottimale in ogni situazione di carico richiesto.
La scheda madre è dotata di 10 fasi totali, di cui 8 induttori (Choke) dedicati all’alimentazione vCore (che vedete dalle foto sulla sinistra in verticale) e 2 induttori (Choke) dedicati alla sezione SOC (che vedete appena sopra il socket) vedremo nel prossimo paragrafo come sono ripartiti. Le fasi dedicate al vCore sono in parallelo, mentre quelle dedicate al SOC sono reali, ciascuno di essi è in grado di gestire fino a 45 Ampere, che sono davvero tanti. Tutto accompagnato da condensatori 10K Black Metallic Giapponesi, in grado di assicurare una durata cinque volte superiore rispetto a quelli tradizionali, e migliaia di ore a temperature di esercizio elevate.
Chi abbiamo però, al timone di tutto questo? Un controller PWM (pulse-width modulation) ASP1405I, in grado di gestire fino a 8 fasi che, in questo caso governa una configurazione 4+2 per vCore e SOC, così ripartiti: 4 in parallelo dedicate al vCore e 2 reali dedicate al SOC. La bontà di questa sezione di alimentazione lo dimostra sul campo pratico, vi basti sapere che per un carico di 100 Ampere a 1.2V e 400Khz Switching Frequency ci sarà solo 8W di calore dissipato, un valore estremamente basso che ci fa capire l’efficienza energetica Asus è riuscita a raggiungere con questa Impact. Continuando avremo per 150 Ampere 11W di calore dissipato, per 200 Ampere 16W di calore dissipato. Questo si traduce nella possibilità di supportare al massimo della potenza erogabile processori da 8 fino a 16 core, potremmo quindi spingere al massimo il top gamma della famiglia Ryzen 3000 desktop, come il 3950X, CPU dotata di 16 Core 32 Thread e un TDP da 105W.
La natura di questa scheda madre di vede anche (e soprattutto) nel seguente aspetto, stiamo parlando dell’overlock, dove riresce a supportare un carico fino a 300 Ampere e 400 Ampere, rispettivamente di 29W e 48W di calore dissipato, sia chiaro, sono valori che mai un utente raggiugnerà, ma, in una sessione di OC (overclock) con LN2 (liquid nitrogen) o LHe (liquid helium) sicuramente sono in grado di fare la differenza.
Questa scheda madre, in definitiva ha un’efficienza energetica straordinaria e un calore generato sempre sotto controllo.
BIOS | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Poco da dire su questo tema, stiamo parliamo del pluripremiato bios di asus, che conosciamo bene ormai da tempo. Facciamo però una breve carrellata delle principali funzioni.
Presente la classica modalità Advanced, per gestire impostazioni avanzate con diversi sottomenu. La sezione Main, che ci mostrerà le informazioni sul nostro hardware e versione corrente del BIOS, lingua, data e ora. La sezione di maggiore interesse per chi utilizza questa motherboard, ovvero Extreme Tweaker. Il menu dedicato ai P-states, dove potremmo personalizzare profili in base a frequenze e tensioni, parliamo della sezione AMD CBS.
Presente la sezione Monitor, che ci permette di controllare temperature e velocità di rotazione delle ventole. La modalità di funzionamento delle ventole è invece gestibile nella sezione Q-Fan Configuration, dove potremmo creare diversi profili, oppure usare quelli preimpostati.
Infine, il menu AMD Overclocking, che come suggerisce il nome ci permetterà di effettuare un overclock dei vari componenti, permettendovi di mettere le mani su particolari settaggi. Vi sconsigliamo di utilizzare queste sezioni se non conoscete i relativi valori, anche se i BIOS moderni e le schede madri sono dotati di sistemi di protezione, dove nel caso in cui ci siano impostazioni errate il sistema non effettua il Boot, potreste danneggiare gravemente il vostro hardware.
Test e temperature | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Veniamo ora ai test. Se vi steste chiedendo come interpretare un bech effettuato su questo componente, la risposta è semplice, dando uno sguardo non solo al risultato ottenuto, ma anche alla stabilità con cui mantiene l’hardware e l’efficienza energetica, compreso il calore prodotto, in questo modo si è in grado di dire come tutti questi dati, vengano poi mantenuti nella realtà.
Abbiamo effettuato i test con tutte le impostazioni a default tranne per il profilo D.O.C.P. delle memorie, che abbiamo lasciato attivato.
La nostra configurazione:
Abbiamo utilizzato come test bench, un modello prodotto da Hydra, il modello Bench Standard. Società tra l’altro italiana e apprezzata in tutto il mondo, ci siamo trovati molto bene con questo prodotto, se siete in cerca di una test bench vi consigliamo sicuramente l’acquisto, al prezzo di soli 79 Euro, è abbastanza robusta e ben realizzata.
- TEST BENCH: Hydra Bench Standard
- CPU: AMD Ryzen 3700X
- GPU: ROG Strix RTX 2070 SUPER OC edition 8GB GDDR6
- PSU: Seasonic PRIME Ultra Titanium 1000W
- ROG Crosshair VIII Impact
- SSD: Samsung 970 PRO
- RAM: Trident Z RGB F4-3600C16D-16GTZRC
- Dissipatore: NZXT Kraken X62
- Pasta termica: Prolimatech PK-3
Durante i nostri test le temperature della CPU hanno oscillato da un minimo di 50 gradi in condizione di uso abbastanza leggero/ idle, a temperature sotto stress dai 68 agli 86 gradi. Senza alcun problema siamo invece riusciti a portare in overclock la CPU a 4.3 GHz e 1.35 V stabilmente, e con massima stabilità con le RAM a 3667 MHz a 1.35V, ma anche a 3773 MHz con timing di 16 – 16 – 16 – 36, 1.35V. Manualmente, quindi senza l’ausilio della connessione InfinityFabric, si potranno anche raggiungere velocità anche superiori a 4000 MHz per le RAM.
Ovvio che se parliamo di overclock, tutto dipende dalla bontà del vostro hardware. Per quanto riguarda le temperature dei VRM non hanno mai superato i 35 gradi con carichi medi, che rappresenta un grande risultato, e un massimo di 42 gradi sotto massimo stress per lunghi periodi. Ed è bene sottolineare che stiamo parlando di una CPU che assorbe sicuramente non poco, il Ryzen 3700X ha un TDP indicato di 65W, e questa bestiolina in uso leggero/ idle, mantiene i suoi 8 Core 16 Thread tra i 50 e i 60 W, mentre sotto carico single thread oscilla dai 70 agli 80 W, e in condizioni di massimo carico con applicativi che fanno forte uso del multithread supera in molte occasioni, anche i 150 W.
Durante i test e l’utilizzo, mai abbiamo rilevato instabilità. Questa scheda madre è riuscita a mantenere sempre stabile il nostro hardware, anche nelle condizioni di massimo stress con alti voltaggi fissi e clock su tutti i core, segno di come Asus abbia lavorato bene con la pulizia del segnale e la potenza offerta.
Overclock | Recensione ASUS ROG Crosshair VIII Impact
Essendo questa una scheda volta per lo più all’overclock, è giusto dedicare un capitolo a se’ stante. Proprio partendo da questo vorrei analizzare le feature che mette a disposizione.
Troviamo il tasto dedicato per l’accensione “start”, comodo quando è montata su di una test bench. Sul pannello I/O, abbiamo il Clear CMOS, che utilizzeremo per ripristinare la configurazione alle impostazioni di fabbrica in caso di OC fallito, ed il BIOS Flashback che come suggerisce il nome ci permette di aggiornare il BIOS comodamente.
Vediamo invece diverse attenzioni dedicate all’overclock professionale. Nell’angolo inferiore destro troviamo lo switch SLOW MODE, che ci consente di portare il sistema in una condizione di operatività molto mantenuta, con mlticplicatore basso, in grado di rallentare il sistema e consentire di effettuare il salvataggio degli screen ottenuti alla fine di un benchmark, senza il rischio di perdere tutto il lavoro svolto per “rompere” qualche record.
Più in basso è presente il pulsante RETRY BUTTON, in grado di forzare la fase di post, essenziale importanza quando la macchina entra in un loop di riavvii dovuti a settaggi errati. Ci permetterà quindi di effettuare il riavvio del sistema con le ultime impostazioni utilizzate. Troviamo poi il pulsante SAFE BOOT, posizionato accanto a quest’ultimo, che ci consentirà di riavviare la macchina e di accedere direttamente al BIOS per effettuare le modifiche necessarie, ritornando però al BIOS, senza perdere i settaggi.
Conclusioni e prezzo
Siamo giunti alla fine di questa recensione, e molto probabilmente avrete tratto da voi stessi le suddette conclusioni.
Facendo un piccolo riepilogo, ci troviamo davanti ad una scheda di fascia altissima, sicuramente non adatta a tutti, personalmente mi sento di consigliarla in accoppiata con CPU Ryzen 7 e superiori. Tra i motivi per scegliere questa scheda madre sicuramente è presente la sua propensione naturale all’overclock, con quale sicuramente vi divertirete, unico limite la fortuna del vostro chip. Altro motivo è ovviamente è la sua sezione di alimentazione, una delle migliori per questo chipset. Infine, l’utilizzo di SSD ancora più veloci, quando si parla di PCIe 4.0, potenzialmente potrete ottenere velocità teoriche maggiori del 51% rispetto alla tecnologia precedente.
Se avete intensione di realizzare Sistemi SFF (Small form factor), senza rinunciare alle performance, consideratela pure come un acquisto sicuro. Si fa davvero difficoltà a trovare un difetto a questa scheda madre, a parte il prezzo, che è molto alto, ma sappiamo che il costo del chipset x570 non è bassissimo, come anche quello del nuovo standard PCIe 4.0.
Insomma, una scheda che bada essenzialmente al sodo, prestazioni, potenza e stabilità, non rimarrete sicuramente delusi. Per altre recensioni vi invitiamo di continuare a seguire la nostra pagina, alla prossima recensione da tuttoteK.
Punti a favore
- Qualità elevatissima rapportata al Form Factor
- Prestazioni elevate e Stabilità massima
- Sistema di raffreddamento ottimo
- Ottima nell'overclock
- VRM di massima qualità
Punti a sfavore
- Prezzo









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