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Cosmic girl è il cortometraggio di fantascienza di Lorenzo Corvino presentato in anteprima italiana in concorso al Trieste Science+Fiction Festival 2020. Ecco la recensione di Cosmic girl
TITOLO ORIGINALE: Cosmic girl. GENERE: Fantascienza. NAZIONE: Italia. REGIA: Lorenzo Corvino. CAST: Celeste Savino, Ugo Piva, Andrea Bellisario. DURATA: 15 min. DISTRIBUTORE: Premiere Film. DATA DI PRESENTAZIONE: 02/10/2020.
Cosmic Girl è il cortometraggio di fantascienza di produzione italiana, con la regia di Lorenzo Corvino, presentato in concorso al Trieste Science+Fiction Festival 2020 nella sezione Spazio Corto. Un cortometraggio di quindici minuti di durata complessiva, che sfrutta ambientazione interna, esterna, assenza di dialoghi, ma una voce fuoricampo, della protagonista che ci aiuta a comprendere la narrazione complessiva.
Trama | Recensione Cosmic Girl
Il contesto in cui troviamo è la sesta grande estinzione di massa e i cambiamenti climatici ne sono la causa. Mentre una ragazza rivive alcuni ricordi apparentemente spensierati, i suoi pensieri ad alta voce ci dicono che in questo vasto cosmo non siamo soli. Lei è figlia di due mondi e può aiutare a cambiare il destino della nostra razza. Lei ha dei poteri che un giorno potranno redimere l’umanità intera.
Cosmic Girl, con la regia di Lorenzo Corvino, proviene da una sceneggiatura già esistente Cosmica, romanzo di Daniela De Francesco che ha partecipato alla sceneggiatura del corto insieme al regista. Una storia che unisce la fantascienza e l’azione, con quello che sta accadendo al mondo a causa dei cambiamenti climatici.
Una storia che attraverso l’adrenalina e gli effetti speciali, ci aiuta a riflettere su un tema che ha caratterizzato questa edizione del Trieste Science+Fiction Festival, con la presenza di diverse produzioni che trattano il cambiamento climatico e la tematica di smaltimento dei rifiuti. Intenzione del Festival è sensibilizzare il pubblico sul sapersi prendere cura della propria casa, il Pianeta in questo caso e avere la consapevolezza che il famoso piano B, deve essere attuato in tempi brevi prima che sia troppo tardi e le conseguenze saranno spiacevoli per tutti.
Uno scenario desolato ma che toglie il fiato| Recensione Cosmic Girl
E così, Cosmic Girl, ci porta in un pianeta desolato, di solitudine e lo fa sfruttando ambientazioni interne, dove la protagonista riflette e ci introduce alla storia e in ambientazioni esterne, dove la protagonista vive di ricordi, ma incontra anche i fantasmi del suo passato, che è costretta a fronteggiare. Il gioco tra ambientazione interna e esterna, giova sicuramente al risultato estetico qualitativo del corto, che ci offre immagini riprese dall’alto con l’utilizzo di droni, di territori semi deserti, immersi in una natura arida e sofferente. Alle riprese di campi, di ampio respiro, sia dall’alto che in grandangolo, si alternano anche molti primi piani, soprattutto nei momenti di maggior climax narrativo.
Ambientazioni suggestive | Recensione Cosmic Girl
Complice di queste riprese è la Regione Puglia, in cui è stato realizzato il cortometraggio, che proprio per questo motivo, è sostenuto da MIBACT, Regione Puglia e Apulia Film Commission, oltre che essere in concorso per la selezione ai David di Donatello 2021.
Accanto ad una fotografia così ben curata, la sceneggiatura sembra avere poco spazio di sviluppo all’interno dei quindici minuti di durata del corto, infatti i temi da sviluppare sembrano molti rispetto a quello che effettivamente la storia ci fa vedere. Il prodotto finale, rischia quindi di apparire una storia semplicemente basata sui poteri telecinetici della protagonista e sui suoi ricordi, senza il tempo necessario di riuscire a sviluppare altri messaggi riferiti anche alla situazione ambientale e sociale.
Conclusioni
In conclusione, Cosmic Girl è sicuramente un prodotto interessante, per come è stato realizzato, girato e anche per i giovani attori che interpretano i protagonisti. L’ambientazione è sicuramente un punto a favore di questo corto, soprattutto per il risvolto che ha nella narrazione complessiva che parla comunque dell’esistenza di due mondi e di una razza umana in pericolo di estinzione.
Quello che appare nel complesso è che questo corto sia solo un preludio di una narrazione più ampia, più complessa, che possa essere un lungometraggio o un prodotto seriale e che si possa prendere quindi più tempo che raccontare i tanti temi che qui appaiono solo in superficie.
Punti a favore
- Ambientazione
- Fotografia
Punti a sfavore
- Sceneggiatura
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