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The Station ci porta nello spazio per svelare l’ennesimo mistero sci-fi: scopriamo nella nostra recensione della versione PlayStation 4 se l’avventura è andata a buon fine!
A partire da domani, martedì 20 febbraio, sarà disponibile The Station, avventura in prima persona a tematiche sci-fi nata su Kickstarter verso la fine del 2016 (grazie a 343 backer che hanno donato più di 15.000 dollari). Il gioco sarà disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4 (versione da noi giocata). The Station (che è poi anche il nome del team di sviluppo) si immette nel gruppo di opere chiamate “narrative adventure” (dagli appassionati) o “walking simulator” (dai detrattori).
L’opera si apre su un’idea ben precisa: cosa dovremmo fare se scoprissimo l’esistenza di una razza aliena senziente e tecnologicamente avanzata, ma estremamente bellicosa? I potenziali guadagni materiali e intellettuali, derivanti da un contatto diretto, giustificano il rischio di richiamare l’attenzione di un mondo violento? Una stazione spaziale viene quindi inviata a studiare questo pianeta in segreto: verso la fine della missione, però, le comunicazioni vengono interrotte e la sorte dei tre membri dell’equipaggio è ignota. Noi interpreteremo uno specialista inviato a indagare. Scopriamo in questa recensione come sono andate le cose.
The Station – recensione: atmosfera rarefatta
Un incipit certamente non originalissimo, al pari di tutto il gioco, purtroppo. Lo sappiamo bene, le avventure narrative sono un genere tutt’altro che semplice da sviluppare: tutto si fonda sulla qualità di scrittura, su una buona atmosfera e un buon ritmo. La “quantità ludica” in questo tipo di opere è estremamente contenuta e se ogni frammento non si incastra alla perfezione il videogame crolla su se stesso molto velocemente.
The Station, come abbiamo detto poco sopra, racconta la storia di tre persone inviate su una stazione spaziale. Nel nostro viaggio scopriremo chi sono, in che modo sono arrivati su quella stazione e cosa sia loro successo durante la missione. Le risposte ad ogni domanda arriveranno molto velocemente (tra le due e le tre ore giocate con calma per il 100%) e non ci daranno grandi soddisfazioni. I personaggi sono generici, definiti da pochi connotati caratteriali e non si evolvono nel corso della vicenda. Noi stessi siamo un semplice avatar indefinito, senza alcun legame con ciò che sta succedendo: questo rende ancora più difficile sentirsi coinvolti.
La narrazione stessa è strutturalmente poco elaborata: tramite audiodiari, email e note cartacee scopriremo le (limitate) personalità dei protagonisti ma non molto altro. The Station tenta anche la via della narrazione ambientale (scuola Gone Home, per capirci) e svolge un lavoro discreto, ma quando c’è poco da raccontare non è possibile fare miracoli. Il gioco cerca anche di lanciarci qualche suggestione filosofico-etica ma fallisce nel arrivare ad un reale punto del discorso. Il mistero della scomparsa dell’equipaggio si svela in poche righe e il plot twist finale è qualcosa di estremamente abusato e, per di più, mal costruito.
The Station – recensione: due passi nello spazio
Se ciò che non vi viene donato dalla trama e dal contesto sperate di ottenerlo dall’ambientazione, mettetevi il cuore in pace. The Station propone pochi ambienti, discretamente realizzati ma molto generici per stile. Oltre a un paio di ologrammi, un mezzo robot e qualche terminologia sci-fi, non ci sarà molto ad attirare la vostra attenzione. Guardare attraverso i vetri della stazione verso lo spazio infinito non vi lascerà una vertigine cosmica ma unicamente una smorfia di fastidio per le texture piatte incollate sullo sfondo.
Controller alla mano non avremo molto da fare: come ci si aspetta dal genere, ci verrà richiesto di esplorare, leggere, ascoltare e interagire con una manciata di oggetti. The Station cerca comunque di proporre qualche sporadico enigma, ma nulla di intrigante.
Tecnicamente l’opera non si difende troppo bene, per di più, a causa di un frame rate costantemente sotto i trenta fps che rovina la poca atmosfera che si viene a generare. Speriamo che una patch risolva la cosa, ma per ora è abbastanza fastidioso giocare a The Station su PS4.
Il sonoro si comporta anche peggio: il doppiaggio (esclusivamente inglese, così come i sottotitoli) è sufficiente, ma gli effetti ambientali e la soundtrack sono quasi assenti per la maggior parte del tempo. Il silenzio non genera tensione ma, al contrario, svilisce l’esperienza.
The Station – recensione: chi dovrebbe acquistarlo?
Se dovessimo cercare di descrivere The Station in una sola parola non potremmo fare altro se non dire che è un’opera limitata. È un’idea, un tentativo non sviluppato, che però non lascia intravedere nemmeno del potenziale sprecato. Passare attraverso le cabine e gli hangar della piccola stazione che da il nome al gioco non è spiacevole (a parte per il frame rate) ma al tempo stesso non lascia nulla dentro. È semplicemente un’opera innocua che difficilmente possiamo consigliare anche ai più grandi appassionati di sci-fi.
Si ringraziano gli sviluppatori per averci concesso un codice per la recensione.
Punti a favore
- La narrazione ambientale fa il proprio dovere…
Punti a sfavore
- …ma trama e personaggi sono molto limitati
- Frame rate inaccettabile
- Sonoro scadente






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