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Abbiamo testato a fondo Niffelheim, il survival targato Ellada Games, scoprite cosa ci ha colpiti o meno nella recensione completa
Il mondo dei survival è più fitto della nebbia milanese. Niffelheim prende numerose meccaniche da questo genere e le unisce con altre, tipiche dei giochi di ruolo. La proposta di Ellada Games, tuttavia, è molto particolare dato che proietta questo titolo nel Niffelheim, luogo zeppo di terre desolate, animate da demoni e personaggi spietati, che fa da ponte per Asgard. Vediamo se questo survival ci ha convinti, oppure non lo ha fatto, nella nostra recensione scaturita dall’esperienza avvenuta su PS4.
Un racconto norreno – Recensione Niffelheim
Ancor prima del menù iniziale, abbiamo una cinematica che detta la trama del gioco. Quest’ultima è molto breve, tuttavia dispone le basi e le motivazioni che portano il nostro vichingo a vagare in tale luogo. Impegnato nell’ultima crociata in solitaria, il protagonista abbandona il vincolo terreno tra le fiamme, oltre alla sua imbarcazione, con il desiderio di raggiungere Asgard. La via per questo luogo, però, non è semplice. A fare da ponte tra la vita terrena e Asgard c’è Niffelheim, un luogo spietato, ricco di malvagie creature, nel quale saremo chiamati a sopravvivere.
Tutto ciò che potremo fare una volta aperto il menù iniziale, oltre a selezionare le opzioni e i crediti, sarà avviare una nuova partita. Inizialmente dovremo scegliere tra 4 diverse location, differenziate soprattutto per quanto concerne l’estetica. Da un bosco oscuro e nebbioso, nel quale il sole sembra non sorgere mai, fino ad una landa desertica e montuosa, i quattro diversi luoghi, pur condividendo le stesse basi, sono realizzati davvero bene.
Successivamente, passeremo alla scelta del personaggio che vivrà l’avventura. Come per le location, anche i norreni selezionabili sono 4 e si dividono in: Vichingo, Valchiria, Berserk e Sciamano. Ognuno di loro ha delle statistiche iniziali differenti che vanno dai punti vita e un danno più o meno bassi, ad avere una resistenza alla fame o ai colpi nemici maggiori o minori. Oltre a ciò, ogni personaggio disporrà di alcuni bonus o malus, come il metabolismo lento (il quale aumenterà il periodo di sazietà) o il danno leggero.
Il vichingo e la clava – Recensione Niffelheim
Avviata la partita, ci vedremo catapultati nel mondo di gioco con il nulla in una mano e una clava nell’altra. Passati i primi minuti a cercare di trovare un obbiettivo valido, ci rendiamo che attraverso la pressione di R3 (su PS4) appare il tutorial. Quest’ultimo è composto da una serie di pagine illustrative che, oltre a spiegare le varie meccaniche, ci espongono i vari obiettivi, ma andiamo per gradi.
Nel titolo, la colonna portante è il crafting. Inizialmente, come accennato in precedenza, non avremo nulla nel nostro inventario. Girovagando per la mappa troveremo, però, davvero un sacco di oggetti da raccogliere, ognuno con la propria utilità. Al centro del luogo da noi scelto ci sarà il laboratorio personale: un rifugio per il nostro vichingo, nonché luogo principale per creare roba. Qui, in un primo momento, dovremo costruire la segheria, la fucina, la cucina e il laboratorio di alchimia.
Ciascuno di questi ci permetterà di costruire una selezione specifica di oggetti, partendo dal cibo, fino ad arrivare ad armi, armature e pozioni. La fase di costruzione, però, non finisce qui. Oltre a mettere su tutti questi banchi di creazione, potremo migliorarli per sbloccare nuovi oggetti da craftare. Inoltre, uscendo dal laboratorio ci accorgeremo che è possibile edificare ulteriori costruzioni, oltre a migliorare il laboratorio stesso, rinforzandolo e mettendoci delle mura intorno.
Tutto ciò che raccogliamo sarà disposto nel nostro inventario in base alla tipologia. L’inventario è preciso, intuitivo e dispone di tasti rapidi per spostare velocemente degli oggetti, ad esempio, in una cassa, oppure per ordinarli. Mentre in superficie potremo dedicarci all’abbattimento di alberi, animali e alla raccolta di cibo, nel sottosuolo potremo minare. L’attività mineraria comprende diversi tipi di minerali, i quali acquisiscono preziosità in base al livello nel quale scaviamo. I sotterranei, infatti, sono divisi per livelli uniti da porte e, oltre ai vari oggetti da poter raccogliere, vi saranno NPC e boss.
Il nuovo Ragnarr Loðbrók? No – Recensione Niffelheim
Già dalle prime battute di gioco, ci siamo accorti di come la fase action non sia minimamente all’altezza. I combattimenti consistono nel tenere premuto un tasto, attraverso il quale il nostro personaggio attaccherà in automatico. C’è la possibilità di creare degli scudi, ma il succo rimane quello. Nel titolo sono presenti anche armi a distanza, utilizzabili nello stesso modo nel quale utilizziamo quelle melee, utili per non subire danno. Molte volte ci è capitato che l’animazione degli attacchi veniva ripetuta più volte, non infliggendo un effettivo danno al nemico.
Niffelheim presenta varie missioni, le quali ci verranno assegnate dai diversi NPC. Dei corvi, ad esempio, si presenteranno al di fuori del nostro laboratorio per impartirci tali incarichi. Queste missioni sono a tutti gli effetti degli scambi: ci verrà richiesto di trovare un determinato oggetto e saremo ricompensati con un altro tipo di prodotto, o con delle monete. Le monete servono ad acquistare beni nel mercato, molto utile specialmente per quanto riguarda il cibo.
Sì, perché nel titolo è presente la meccanica della fame, ed è dannatamente opprimente. La sazietà calerà per ogni azione che compiremo, in modo più o meno veloce, costringendoci a tornare continuamente ai laboratori o a procacciare un po’ di cibo, altrimenti il nostro vichingo schiatterà. Questa meccanica, dopo le prime ore di gioco, diventa davvero estenuante dato che risulta mal bilanciata. L’unico modo per migliorare quest’ultima è attraverso l’aumento dei nostri parametri, i quali migliorano una volta che svolgiamo diverse volte un’azione; ad esempio: l’abilità da taglialegna aumenta in base a quanti alberi abbattiamo.
Nel Niffelheim vi sono diversi nemici da affrontare. Quelli che incontreremo con più facilità sono gli scheletri, ma vi sono altre creature come lupi, cinghiali, fino ad arrivare a boss e mini boss. Come abbiamo già affermato, il combattimento non è per nulla convincente, neanche quando veniamo assaltati da branchi di nemici. Ebbene sì, il titolo, come abbiamo accennato in precedenza, prevede la possibilità di fortificare la propria base in modo da resistere agli attacchi. Tali assalti ci verranno segnalati attraverso una notifica e avverranno una volta scaduto il timer. Anche ciò, però, risulta davvero poco entusiasmante e poco concreto.
Il comparto visivo di Niffelheim è davvero ispirato. Partendo dalla cinematica iniziale, fino ad arrivare alla grafica del gioco, il tutto si presenta in maniera ottimale. I luoghi, le creature e gli effetti sono realizzati in uno stile cartoon dettagliato e coerente. I vari menù sono ben organizzati e l’intero titolo è tradotto in italiano. Anche i diversi dialoghi godono di ottima fattura e sono piacevoli da leggere. Ogni tanto, però, abbiamo notato qualche drop del Frame Rate, specialmente al momento dell’uscita dalle strutture. Il comparto sonoro fa il suo lavoro, ma a tratti. Benché le musiche siano davvero carine e inerenti all’atmosfera, spesso non sono presenti e vanno a rompere l’equilibrio audio-visivo. I suoni di gioco, invece, non sono nulla di ché.
Per concludere…
In conclusione, Niffelheim è un titolo il quale possiede un grosso potenziale che gli sviluppatori non hanno saputo sfruttare. Oltre alla fase di crafting, che è davvero ottima, avrebbero dovuto prestare più attenzione alle fasi di combattimento e agli obiettivi del titolo. Sì, perché non è un survival puro, ma vi sono NPC e dialoghi realizzati, come abbiamo accennato in precedenza, molto bene. Quello che ci troviamo tra le mani è, purtroppo, un ibrido riuscito non troppo bene, il quale annoia il giocatore dopo qualche ora di gioco.
Punti a favore
- Lato crafting abbastanza vasto
- Stile grafico davvero interessante
Punti a sfavore
- Combattimenti rudimentali
- Meccanica della fame opprimente
- Ripetitivo e noioso dopo poche ore di gioco
- Cali di frame rate







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