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Gioco FPS, strategico, a turni e regolato da loop temporali: Lemnis Gate è passato alquanto in sordina almeno fino alla data della sua uscita, ed in questa recensione andremo a vedere se varrà la pena giocarlo
Lemnis Gate, nome ispirato alla parola “lemniscata“, fu annunciato durante il Gamescom 2020. Dalle sole immagini di gioco, si potrebbe venire fuorviati, ritenendolo fondamentalmente una delle solite opere sparatutto senza anima né corpo. Un titolo creato solo per raggruppare quanti più utenti possibili all’interno dei server di un multiplayer stantio, dove far girovagare i propri neuroni assonnati per qualche ora di gaming spensierato. Se però Lemnis Gate fosse davvero tutto ciò, non staremmo certamente qui a farne una recensione.
Ci troviamo sì di fronte ad un FPS con un’aspetto inizialmente alquanto generico, ma l’ago della bilancia viene spostato dalle meccaniche davvero particolari ed uniche che strutturano il gameplay, e che si distanziano, quasi sempre, da giochi di divertimento casuale come Fortnite ed Apex Legends e Call of Duty. Per divertimento casuale, intendiamo che non potremo stare tutto il tempo a sfarfallare per la mappa e fare incetta di uccisioni.
Non è il tempo il problema; uscirne vivi, quello è il problema
Questo perché di tempo, all’infuori dei 25 secondi per round, non ce n’è. Eppure ciò non implica affatto che il gioco non sia divertente o che non si possa provare la soddisfazione di abbattere i propri avversari, anzi. Lemnis Gate si prospetta essere uno dei pochi sparatutto in prima persona che, se mantenuto e supportato con la dovuta cura, potrebbe spuntarla in questo mercato saturo di battle royale e giochi multigiocatore fatti a stampino. Diciamo potrebbe, ma con alcune ragioni che vanno a spiegare la difficoltà nel realizzarlo. Continuate a leggere le prossime righe di questa recensione, per scoprire cosa si cela dietro l’unicità che ha Lemnis Gate.
Non tentare di comprenderlo, sentilo – Recensione Lemnis Gate
Inizieremo la nostra recensione introducendo il gameplay, poiché è il tema che potremmo ritenere sia più complicato ma che varrà davvero la pena di discutere in modo da conoscerlo appieno (non perché sia particolarmente macchinoso una volta messo in pratica, ma perché concettualmente piuttosto complesso da descrivere), soprattutto per chi legge ma non ha mai avuto modo di provare o vedere direttamente come funziona una partita in Lemnis Gate. Il gioco dovrebbe essere classificato alla stregua di uno sparatutto a turni, che possono durare una poca manciata di secondi o anche di più, in base alle varie modalità di gioco e a quanto ragionamento si intende compiere durante l’osservazione delle mosse dei giocatori.
Su questo punto, specifichiamo che potremo controllare un drone, muovendolo all’interno della mappa ogni volta che si attende il proprio turno, studiando così ogni strategia, azione e variazione dell’avversario durante la partita. Il sistema di gioco si baserà sempre sullo stesso principio: a turno, si avranno a disposizione 25 secondi, da ripetere in cinque o sei round di loop temporali. In quel periodo di tempo dovremo svolgere delle azioni, come portare alla base una materia per alimentare un portale Lemnis, o distruggere/difendere dei generatori. Nei round seguenti, si inizierà ad influenzare ciò che è avvenuto nel primo round, attraverso nuove e diverse azioni. Per quanto possa risultare inizialmente un po’ arzigogolata, si tratta di una meccanica piuttosto semplice da afferrare una volta provata.
Tornando al gameplay di Lemnis Gate, saremo in grado di provare ogni tattica immaginabile, finendo anche con il decidere di sparare verso una zona vuota durante il turno, se la riteniamo un punto di passaggio palpabile e dunque un buon posto dove porre ostacoli. Ma attenzione, poiché nelle partite è sempre presente il fuoco amico, ed essere troppo incauti potrebbe costarvi molto nei turni seguenti. Bisogna ribadire quanta rilevanza abbia la strategia impiegata, poiché il giocatore opposto potrà interagire con il vostro primo turno, giocando agli stessi 25 secondi che avete appena svolto e a cui lui ha assistito.
Tuttavia, più round si compiranno, più cloni di noi stessi appariranno all’interno della partita, ed è qui che tutto inizia a diventare esilarante. Infatti, un qualunque “agente” (ovvero il personaggio che usiamo in un turno) potrebbe ribaltare le sorti del match a seconda delle loro prossime mosse, come porre trappole di fronte ad un obiettivo che sappiamo verrà catturato, o anche sparando al nulla nei pressi di un corridoio, così che i proiettili colpiscano il nemico più disattento o lo costringano a trovare un modo per evitare di essere ucciso. Un solo “agente”, schierato magari all’ultimo loop disponibile, potrebbe rovinare la strategia finora costruita dal nostro avversario anche con una sola azione ben congeniata.
Cado una volta, mi rialzo sette -Recensione Lemnis Gate
Nel caso si muoia durante un turno della partita, si potrà continuare a svolgere delle azioni attraverso il proprio fantasma, e solo se il nostro personaggio viene salvato nel corso del turno successivo, le azioni “spettrali” diventeranno reali. In Lemnis Gate ci sono sette personaggi totali, tutti schierabili massimo una volta, e forniti con delle abilità ed armi uniche. Certo, non si contraddistinguono propriamente per via di un design originale e, per un gioco con tale potenziale, usare archetipi convenzionali potrebbe essere un po’ sprecato. Bisogna comunque dire che, anche se non possiedono mosse particolarmente eclatanti, soddisfano una certa varietà richiesta per un FPS.
Come detto finora nel corso della recensione, sarà difficile riuscire a vincere un match in Lemnis Gate senza pianificare attentamente le proprie mosse: tra i motivi alla base di ciò, ci sono i sette agenti disponibili, che possono essere schierati solo una volta a partita da entrambi i giocatori, spingendo quindi a mantenere un certo tatticismo. Insomma, se la nostra squadra farà schifo, dovremo incolpare solo noi stessi. Tra gli eroi giocabili, abbiamo un agente con l’abilità di rallentare il tempo, armato di fucile di precisione; un corridore munito di pistolette che compie sfrecciate; una tipa armata di cannone tossico e capace di teletrasportarsi; una tizia sparpagliatrice di torrette; un giapponese weeabo super corazzato; una tizia dall’equipaggiamento basic, devota solo alla sua missione e al suo fidato arsenale; per finire, un robot dall’arma al laser sonico piuttosto overpower.
Sfidando i propri cloni – Recensione Lemnis Gate
Le modalità di gioco presenti in Lemnis Gate sono quattro: tra il Cercare e Distruggere, Dominio, Recupero di Materia Esotica, e Death Match, le modalità che potrebbero risultare più divertenti da giocare, se si vuole seguire un forte approccio strategico, sono spesso quelle che tra gli obiettivi vedono le uccisioni come veicolo primario per raggiungere la vittoria. L’accumulo di punti necessari a vincere non è legato solamente al numero di kill fatte, ma anche a quanti obiettivi si riescono a completare; eppure, uccidere i cloni del giocatore avversario è importante per far sì che questo non riesca a portare a termine un’azione, o per evitare che ci metta i bastoni tra le ruote; i partecipanti dovranno quindi ponderare bene cosa fare per ottenere un vantaggio.
Il numero di giocatori all’interno dei match va da due fino a quattro, ed è possibile anche fare partite in locale, dallo stesso schermo. Le opzioni di gioco possono essere impostate in modo da fare una partita con turni simultanei, con i giocatori che si muovono nello stesso momento, oppure con turni separati, in cui ogni giocatore dovrà attendere la mossa dell’altro. La seconda opzione potrebbe rivelarsi vantaggiosa per chi inizia dopo, poiché avrà modo di costruirsi già una strategia; per quanto riguarda i turni simultanei, questi conducono presto ad una situazione caotica, poiché giunti agli ultimi turni avremo un’accozzaglia di cloni che correranno per tutta la mappa. Bisogna comunque ammettere che quest’ultima modalità è più soddisfacente ed esaltante, rispetto all’attesa del proprio turno che comporta l’altra.
Passando alle mappe, sono presenti dodici diverse zone, che si raggruppano in quattro mappe per ogni modalità in cui potersi sfidare. Ciascuna mappa è stata costruita nel modo più accorto possibile, curandosi di mantenere il giusto equilibrio tra gli sfidanti durante le partite, anche quando si presentano personaggi dalle mosse uguali o totalmente opposte. Sotto questo aspetto, gli sviluppatori sono stati in grado di creare degli ambienti funzionali, che non creano spiragli da sfruttare per possibile camperaggio o exploit, ma c’è comunque il timore che tra non molto potrebbero uscire fuori tattiche e strategie da manuale, per poter conquistare da subito il campo di battaglia durante le partite.
Viviamo in un comparto tecnico crepuscolare – Recensione Lemnis Gate
Poiché è stato giocato su PC, la recensione di Lemnis Gate verterà su questa piattaforma: i comandi sono ben gestibili, e non sono stati riscontrati momenti di lag o bug troppo problematici. La grafica non si ispira troppo allo stile “cartoon” di questo periodo, cercando di essere più realistica e cruda, ma senza esagerare in fatto di qualità texture e visiva. Rimangono comunque evidenti i design dai tratti estremamente sci-fi che strutturano l’ambiente ed i personaggi. Il gunplay è fortemente influenzato dal tipo di personaggio che si andrà ad impersonare: in generale, si può dire che ogni tipo di arma utilizzata sia stata studiata in modo da essere efficace solo in alcune situazioni ed entro quei 25 secondi, conducendo il giocatore ad ipotizzare prima del round le situazioni nel quale andare ad utilizzarla.
Audace va bene, credevo dicesse folle!
Ci siamo dilungati anche troppo nel discutere di Lemnis Gate in questa recensione, tutto per comprendere al meglio le particolarità che rendono questo un titolo dall’alto potenziale. Abbiamo parlato di un gioco dove la strategia si mescola all’alternamento del tempo, il tutto in chiave di shooter a turni ed in prima persona: vari generi e stili di gioco che confluiscono in un unico prodotto, e che vengono spinti oltre da una meccanica temporale difficilmente adattabile in un videogioco. Incredibilmente, il risultato ottenuto da Ratloop Canada è fenomenale: tutto si incastra ottimamente, portando i giocatori ad essere creativi nel loro metodo di gioco, mantenendo così alta la barra dell’attenzione.
Eppure, tra le parole di estasi c’è anche un velato rammarico, poiché si sente che un qualcosa di mancante in questo titolo: dopo alcune ore, l’interesse inizia a scemare per via delle modalità sempre uguali, avendo così creato una piccola serie di strategie da applicare nelle varie circostanze. Inoltre, il numero esiguo di giocatori risulta a lungo andare un’esperienza un po’ troppo “solitaria”, anche se necessaria per non rendere ulteriormente confusionarie le partite durante le battute finali. Per Lemnis Gate, sarà davvero necessario un supporto continuativo, nuove modalità di gioco e personaggi, per dare luce alle infinite possibilità che potremo essere in grado di compiere all’interno di questi imprevedibili venticinque secondi.
Lemnis Gate è disponibile dal 28 settembre su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X e Series S. Inoltre, dal 29 settembre è accessibile anche via GeForce Now. Se questa recensione vi è stata utile, potete trovarne altre sul nostro sito tuttoteK, insieme a numerose guide ed approfondimenti interessanti. Se vi interessa giocare a nuovi titoli ad un prezzo ottimo, visitate lo store Instant Gaming.
Punti a favore
- Stile di gioco unico e difficilmente replicabile
- Mappe ben strutturate e variegate
- Meccaniche facili da apprendere
- Divertente ed esaltante
Punti a sfavore
- Personaggi non rimarcabili per originalità
- Modalità di gioco piuttosto piatte
- Discesa nel caos durante le fasi finali delle partite
- Esperienza multiplayer alquanto "solitaria"








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