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In questa recensione abbiamo deciso di riprendere in mano Haven, il recente titolo di The Game Bakers già autori di Furi, stavolta nella sua versione per last-gen su PS4
Con l’arrivo di una nuova generazione di console, iniziano anche le problematiche dei videogiochi cross-gen. In generale, le case di sviluppo tendono tutte a rilasciare nell’immediato una versione “old-gen” del gioco in questione, puntando così a piazzare il maggior numero di copie possibile in una base installata di console sicuramente molto più ampia. Si passa poi alla trasposizione “current-gen”, che non sempre arriva in contemporanea e, anzi, a volte richiede tempi maggiori di sviluppo. A volte, invece, succede il contrario.
Haven è un titolo sviluppato dalla piccola casa di sviluppo The Game Bakers, già autori di FURI, uscito nel dicembre dello scorso anno su PlayStation 5 e Xbox Series X / S, mentre è recentemente arrivato su PlayStation 4 e Nintendo Switch, nella sua versione “old-gen”. Abbiamo già recensito il gioco per Xbox Series X / S, potete trovare l’articolo cliccando qui, ma abbiamo comunque deciso di riprenderlo in mano anche su PlayStation 4 Pro, per ripercorrere insieme a Yu e Kai la loro avventura. Benvenuti nella recensione di Haven per PS4.
Amore in fuga
Il luminosissimo mondo di Haven ci porta a conoscere Yu e Kai, due giovani innamorati originariamente abitanti di Arnia, una colonia su cui l’umanità si è rifugiata presumibilmente dopo la distruzione della Terra. Su Arnia la vita è continuata normalmente, con la stessa struttura sociale che siamo abituati a conoscere… o quasi. La colonia ha infatti basato la sopravvivenza della vita sul Sensale, una sorta di love matchmaker che accoppia le persone in base ai punti in comune registrati nel database. Proprio per questo motivo, in virtù del loro amore, Yu e Kai decidono di fuggire col Nido, la navicella di Yu, verso Fonte, un isolotto disabitato lontano anni luce da Arnia.
Ed è proprio da Fonte che la narrazione inizia, senza alcun preambolo effettivo, più precisamente nel Nido. Inizialmente, il nostro obiettivo sarà quello di procacciare cibo e risorse per i due piccioncini ed è così che The Game Bakers ci introducono al mondo di gioco di Haven. Gran parte delle ore passate nei vari isolotti di Fonte le abbiamo trascorse facendo gliding, quindi letteralmente “scivolando” con i nostri stivali speciali, e cercando materiali per ottimizzare il Nido e i nostri equipaggiamenti. E ovviamente, cibo in quantità.
Una derapata qui, una derapata lì – Recensione Haven PS4
L’esplorazione è quindi il nodo principale di Haven ed è anche uno dei punti in cui inizia a traballare. Se, infatti, i comandi sono perfettamente reattivi, una volta presa la mano, e anche la telecamera si comporta discretamente bene, rendendo l’esperienza generale piuttosto divertente, ad incombere è ovviamente la ripetitività. I vari isolotti avranno al massimo quattro o cinque materiali o risorse diverse da procacciare, di cui la maggior parte saranno in comune con tutti gli altri. Dopo un paio d’ore di fascino, insomma, le restanti dieci che serviranno a completare la prima run sapranno di già visto, già fatto e già raccolto.
Ad interrompere le fasi esplorative intervengono i combattimenti contro le creature locali infettate dalla Ruggine, che dovranno essere prima abbattute e poi placate, per riportarle alla normalità. Insomma, in Haven non ucciderete mai un singolo essere vivente. Il sistema di combattimento è basato sui classici JRPG a turni, ma in questo caso The Game Bakers ha posto grande enfasi sulla sincronizzazione fra Yu e Kai. Cinque saranno i comandi che potremo impartire ai due protagonisti, di cui uno di difesa, uno per placare la creatura sconfitta e due diversi di attacco. Combinare gli attacchi in modo tale da farli compiere ad entrambi nello stesso momento attiverà combo speciali e vi permetterà di infliggere danni maggiori.
Two is megl che one – Recensione Haven PS4
Raccontata così sembra anche interessante, ma a lungo andare, anche in questo caso, mancano gli spunti di inventiva. Il sistema di combattimento è praticamente lo stesso dall’inizio alla fine, con la sola aggiunta, a metà gioco circa, dell’utilizzo degli oggetti. Una ripetitività che sfocia nella noia quando l’esplorazione degli isolotti viene continuamente interrotta dagli scontri. A lungo andare, insomma, cercherete spesso di evitare l’evitabile, schivando i nemici e fuggendo a gambe levate.
Questi aspetti li abbiamo già affrontati nella recensione per la versione current-gen di Haven, ce ne rendiamo conto, ma riprenderli in mano era necessario per introdurre chi si ritrova in questa sede senza conoscere il gioco. Chi, invece, ha già avuto modo di vivere le avventure di Yu e Kai su una PlayStation 5 o una Xbox Series X / S, sarà entrato in questo articolo per sapere una sola cosa: come gira su last-gen? La risposta semplice sarebbe “male”, ma andiamo con ordine.
Prestazioni o grafica? – Recensione Haven PS4
La versione PlayStation 4 Pro di Haven ci consente di scegliere fra due modalità: Migliori Prestazioni e Grafica Migliore. Come è intuibile dai nomi, la modalità grafica vi permette di vivere Haven ad una risoluzione maggiore, ma con un frame rate decisamente fin troppo poco stabile. Ammettiamo candidamente che dopo averlo provato un’oretta con questa modalità, abbiamo più che felicemente switchato alla modalità prestazioni. In questo modo, il frame rate è rimasto (quasi sempre) granitico, con solo qualche calo nelle fasi più avanzate di gioco dove gli elementi a schermo erano molti.
Le animazioni dei personaggi e le interazioni col mondo di gioco sono pressoché simili a quelle della versione current-gen, se non fosse per l’ovvio downgrade grafico. Il cel-shading rimane comunque di ottima fattura, gradevole in ogni contesto e forse uno dei migliori della generazione. Fonte è davvero un mondo colorato, dettagliato e pieno di creature artisticamente ispirate. Anche il design dei personaggi brilla per iconicità e inventiva, se non fosse che il modello di Yu è un po’ troppo simile a quello della protagonista di Gravity Rush potremmo davvero definire il tutto “originale”.
Un caffè, due caffè… – Recensione Haven PS4
A soffrire maggiormente rispetto alla versione current-gen sono ovviamente i caricamenti. Perché se possiamo chiudere un occhio sulla risoluzione più bassa e sul compromesso che abbiamo dovuto fare per avere un frame rate stabile, dobbiamo ammettere che i tempi di caricamento sono davvero troppo lunghi. Considerando poi che, purtroppo, ad ogni cambio di isolotto Haven dovrà necessariamente caricare tutto quell’isolotto, capite che le pause caffè nel corso delle dodici ore passate con Yu e Kai sono state davvero tante.
Ultima, ma non per importanza, la questione crash e glitch sonori. A pochi giorni dall’arrivo della versione review è stata rilasciata una patch che sistemava alcuni errori tecnici nelle versioni per PlayStation 4 e Nintendo Switch. Nel nostro caso non abbiamo avuto alcun problema a livello audio, anzi confermiamo, come già detto nella recensione della versione next-gen, che la colonna sonora è davvero impeccabile. Siamo invece incappati in due crash di gioco, che hanno “semplicemente” fatto chiudere l’applicazione, entrambi uscendo dal Nido verso il mondo esterno. Speriamo che future patch possano sistemare il problema, anche se effettivamente tutti gli autosalvataggi che Haven regala dal passaggio da un isolotto all’altro lo risolvono in buona parte.
Buon divertimento!
Tiriamo le somme su Haven nella sua versione PS4: vale la pena acquistarlo su old-gen? Ovviamente la risposta è piuttosto semplice: sì, solo se non avete ancora una console di attuale generazione o un PC che possa supportarlo. D’altronde, la storia di Yu e Kai continua ad essere un qualcosa che vale la pena di essere vissuto. E se riuscite a passare sopra a un comparto tecnico sicuramente non al passo con la nuova gen e a qualche compromesso visivo, la versione PlayStation 4 può comunque regalarvi un’avventura interessante, emozionante e divertente a un prezzo budget.
Punti a favore
- Artisticamente ispirato
- Gameplay interessante, seppur semplice
- Una dolce storia d'amore
Punti a sfavore
- Caricamenti insopportabili
- (ovviamente) Tecnicamente inferiore alla versione next-gen
- A lungo andare noioso
- Sporadici crash dell'applicazione









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