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Si concluderà a breve la Beta di Monster Hunter World, l’ultima fatica di Capcom in arrivo a gennaio: scopriamo assieme tutta la bellezza della caccia ai mostri
Se chiedessimo a un non-giocatore di Monster Hunter quali siano le idee che associa alla saga, facilmente tra le risposte troveremmo concetti come “scarsa accessibilità” e “difficoltà”. La saga di Monster Hunter si è sempre fondata su un amalgama ben chiaro e poco interessato a rendere la vita semplice al giocatore. La strada del cacciatore digitale è costellata di fatica e lenti apprendimenti, uno stile che ha sempre allontanato i meno pazienti.
È abbastanza ovvio, quindi, che con l’arrivo di un nuovo e grande capitolo su home console, gli sviluppatori si siano prodigati ad ogni dichiarazione e a ogni intervista ad affermare come World sia un vero capitolo di Monster Hunter ma che, al tempo stesso, sia più accessibile.
Capcom ci permette quindi di saggiare con mano questa nuova versione di una saga che raggiunge cifre incredibili in terra natia ma che non trova consensi di pubblico universali in occidente. Come sarà andata?
Monster Hunter World: le missioni della Beta
Avviamo quindi l’applicazione. Arrivati al menù iniziale, potremo scegliere se buttarci direttamente nella mischia (sia da soli che in compagnia di un massimo di altri tre giocatori) oppure testare le armi nell’area di addestramento. Quest’ultima è stata la mia scelta: presomi un po’ di tempo per fare delle prove, ho optato per la Lama Wyvern, uno spadone dall’elemento di fuoco con un’interessante varietà di mosse, tra fendenti, affondi e attacchi evasivi. Ammetto che, da amante di Dark Souls e Nioh, sono stato subito intrigato dalle molteplici possibilità concessemi dall’arma.
Creiamo quindi il personaggio e il nostro aiutante, il Felyne, il più adorabile degli alleati. L’editor è stato volutamente limitato per rendere più rapido l’ingresso, proponendo dei modelli preimpostati. Ecco quindi la pallida cacciatrice Freia e il gattino blu notte Roni.
Arriva però il momento di far andare le mani contro i mostri che danno il nome a questa saga. In questa Beta abbiamo a disposizione tre missioni, tutte con il limite di tempo settato a venti minuti (il vero nemico del gioco, come vedremo). La prima missione è ambientata nella mappa “Foresta Antica” e ci chiede di andare a caccia del Gran Jagras, un lucertolone pretenzioso che pensa di essere un vero mostro. Il secondo incarico ci porta invece nelle “Guglie Selvagge” e ci mette sulle tracce del Barroth, una creatura rocciosa che sa usare la testa, nel senso che cercherà di spiaccicarci con il suo enorme muso. L’ultima prova ci vedrà nuovamente nella verdeggiante “Foresta Antica”, nel tentativo di eliminare l’Anjanath, una specie di T-Rex dal temperamento a dir poco bollente, viste la fiamme con cui cercherà di carbonizzarci.
Le tre missioni sono di crescente difficoltà: questa viene comunque adattata passando dal single player al multiplayer.
L’ABC della caccia ai mostri
Avviato quindi uno dei tre incarichi ci ritroveremo a scegliere da quale accampamento partire (ogni regione ne ha molteplici ed è possibile teletrasportarsi da uno all’altro all’istante semplicemente aprendo la mappa). Il nostro compito è rintracciare l’obbiettivo corrente. La creature si trova da qualche parte nella regione e vagabonda da un’area all’altra. Dobbiamo metterci sulle sue tracce cercando impronte o altri segni distintivi del suo passaggio: questi ci verranno segnalati (al pari di ogni altro oggetto raccoglibile) dagli insetti guida, un nugolo di lucciole verdi che svolazzano in automatico verso i punti di interesse. Raccolti un numero sufficiente di campioni, i nostri insetti guida riconosceranno il piacevole aroma del mostro in questione e si butteranno all’inseguimento conducendoci fino all’obbiettivo. Va detto che se si è fortunati è possibile imbattersi in maniera naturale nella creatura.
In ogni caso, abbiamo finalmente l’occasione di provare il sistema di combattimento che si fonda sulle combo dell’arma. La Lama Wyvern non va molto per il sottile e propone una serie di fendenti tanto semplici da eseguire quanto efficaci. La sua particolarità risiede nel fatto che è in grado di accumulare energia tramite le combo base, per poi rilasciare il proprio potere con una serie di attacchi rapidi e potenti con R2, il quale ci dona anche una maggiore stabilità e diminuisce la possibilità di essere destabilizzati dai colpi nemici.
Monster Hunter World: ritmi di gioco tra single e multiplayer
World è pur sempre un Monster Hunter e non possiamo certo aspettarci di mollare qualche affondo a caso per vedere il mostro crollare a terra, è infatti molto importante schivare (o parare, se si ha uno scudo) per mantenere la propria salute al massimo. Partendo dal presupposto che è fondamentale comprendere come usare la propria arma, il sistema proposto da World è preciso e soddisfacente proprio perché pretende un po’ di impegno.
L’azione è molto dinamica ma si dovrà giocare più d’anticipo che d’istinto, riconoscendo le cariche e le sferzate delle bestie con cui ci confronteremo; piazzando magari qualche trappola. Dovremo puntare a distruggere o ferire specifiche parti del mostro, così da poter poi infliggere più danni nel resto del combattimento e limitare le sue mosse offensive. È possibile anche atterrare sopra le creature con un attacco in picchiata e iniziare a cavalcarle facendo loro danno tramite un minigioco in stile QTE abbastanza semplice ma molto movimentato.
Il ritmo di gioco è ben diverso, inoltre, passando da single player al multiplayer: nel 1vs1, dovremo giocare in maniera più precisa e il combattimento darà la sensazione di un balletto in cui imparare a sfruttare le finestre di ripresa del mostro. Nel multiplayer invece il caos a schermo aumenterà a dismisura e dovremo fare attenzione a non intralciarci a vicenda: i colpi degli alleati non ci danneggiano, ma ci destabilizzano facendo perdere tempo prezioso. Quest’ultimo è il principale nemico del cacciatore: solo il focoso T-Rex riuscirà ad eliminarci con facilità, ma in generale non verremo messi KO. Il problema è che, in mancanza di un team preparato, i venti minuti a disposizione non ci basteranno. Questa combinazione però non è nuova alle Beta, soprattutto a quelle di MH, dove i nemici vengono indeboliti e limiti di tempo ristretti, così da rendere più veloce e accessibile la prova.
Monster Hunter World: accessibilità
Il discorso sull’accessibilità è stato proprio la nostra apertura, quindi vediamo come se la cava World.
Armi ed equipaggiamenti sono facilmente “leggibili” nelle loro caratteristiche e unicità. Il gioco ci dice chiaro e tondo, anche in tempo reale, quali sono le combo eseguibili con l’arma. Gli equipaggiamenti presentano una manciata di caratteristiche difensive e, ben più importanti, una specifica abilità: potremo avere più attacco, più difesa o capacità di guarigione, sommando i vari pezzi a disposizione. I menù spiegheranno i vari effetti e non avremo dubbi a riguardo.
Anche solo con il Barroth, il nemico di media difficoltà, è importante prepararsi al combattimento con le giuste difese: massimizzare la resistenza allo stordimento ed equipaggiare un mantello che ci permetta di muoverci agilmente nell’acqua fangosa cambierà le carte in tavola. Le tattiche solo leggibili ed eseguibili, dopo aver fatto un po’ di esperienza.
L’interfaccia di gioco, una volta scesi in campo, si riempirà di elementi da leggere e tenere sott’occhio. Le suddette lucciole attireranno la nostra attenzione sugli elementi raccoglibili ma andranno comunque seguite con lo sguardo per non rischiare di perderle: non aspettatevi quindi una sorta di “detective mode” in stile Batman Arkham o Assassin’s Creed. Ogni erba, insetto o materiale raccolto farà apparire una finestrella con una rapida spiegazione che ci indicherà di cosa si tratta e quale sia il suo utilizzo. Tutto quanto, inoltre, appare sulla minimappa, utile anche a tenere traccia della posizione nostra e del mostro, una volta trovato.
La lingua stessa del gioco verrà in nostro aiuto: non solo le scritte saranno in italiano, ma anche il parlato. Inizialmente avevo scelto il doppiaggio “Lingua di Monster Hunter”, ma ben presto mi sono reso conto di quanto poter sentire i suggerimenti orali della nostra guida (che dispensa consigli in tempo reale) sia utile. Questo è un chiaro sintomo del desiderio di Capcom di ampliare il pubblico della saga.
I comandi, invece, sono tutt’altro che intuitivi. Sono necessarie alcune ore di prove per entrare completamente nell’ottica. Niente di estremo, soprattutto considerando che una volta presaci la mano (quasi) tutto filerà liscio come l’olio. Lo stesso si può dire dell’esplorazione della regione di gioco, divisa in aree solo nominalmente visto che, grazie alla potenza delle home console, non ci saranno più caricamenti da un luogo all’altro: gli inseguimenti con i mostri di grossa taglia saranno quindi fluidi e stilisticamente notevoli, con creature che saltano e si arrampicano per passare di area in area.
La bellezza del World
Anche l’ambientazione è parte integrante del gioco. Non solo per la bellezza delle aree, cariche di dettagli ed elementi in movimento tra piccoli animali e vegetazione scossa dal vento, ma anche per la loro tridimensionalità. La maggior parte delle aree sono gestite su più livelli, con la possibilità di arrampicarsi o dondolarsi su liane ed eseguire i suddetti attacchi in salto.
Aggiungiamo l’alta interattività dell’ambiente. Potremo attivare tutta una serie di elementi per variare le carte in tavola. Colpire dei gigli giganti permetterà di curarci senza sprecare risorse e tempo (bere una pozione richiede molti secondi e ci espone agli attacchi), delle grasse lucciole ci permetteranno di stordire i nemici con un’esplosione di luce e calciare un rospo genera una nube di gas paralizzante (attenti, può bloccare anche voi).
Il mondo è sempre vivo e ce ne renderemo conto quando, inseguendo la nostra preda, sconfineremo nel territorio di un altro grande predatore: le bestie cominceranno a combattere e noi dovremo sfruttare l’occasione ma al tempo stesso cercare di non finire tra due fuochi.
Monster Hunter World: aperto proprio a tutti?
Monster Hunter World risulta accessibile anche a chi non ha mai preso in mano le armi da cacciatore. L’impressione generale, però, è che non abbia minimamente snaturato il proprio codice genetico: questo sarà molto gradito ai fan.
World quindi difficilmente potrà convincere i detrattori di questa saga. Piuttosto, World si apre a tutti coloro che sono stati intrigati dalla serie, ma che hanno sempre avuto un leggero timore ad approcciarvisi. Per tutti i curiosi: è arrivato il momento di buttarsi nella mischia e andare a caccia di mostri!
Per un vero giudizio, dovremo aspettare il gioco completo. Monster Hunter World uscirà su PS4 e Xbox One il 26 gennaio 2018. La versione PC arriverà più avanti.






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