Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per lāutente.
Il decreto targhe storiche rappresenta un provvedimento che sta molto a cuore a tutti gli appassionati di auto d’epoca. PerchĆ© la targa non ĆØ solo un documento ma costituisce una parte fondamentale della storia del veicolo!
Gli appassionati di auto d’epoca sono da sempre famosi per la cura certosina con cui conservano i loro veicoli da collezione. A volte tuttavia capita che tutte queste attenzioni non bastino e, per svariati motivi, la targa debba essere sostituita con una nuova. Sino a poco tempo fa ciò costituiva un vero e proprio ‘dramma’: le targhe europee a bande azzurre mal si conciliano con le linee dei veicoli costruiti molti anni fa, magari predisposti per le famose targhe quadrate.
Naturalmente era giĆ possibile richiedere una targa nuova, ma la sequenza alfanumerica originale sarebbe comunque andata persa, unitamente ai documenti del veicolo e ad una parte fondamentale della sua storia.
Decreto targhe storiche: ecco come funziona
Il 25 novembre ĆØ entrato in vigore il decreto attuativo n. 468, grazie al quale i proprietari di mezzi storici possono richiedere targhe e documenti analoghi agli originali. Questo decreto costituisce la norma attuativa della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, che ha portato alla modifica dell’articolo 93 del Codice della Strada, consentendo una deroga per il rilascio di duplicati conformi all’originale dei documenti d’epoca. La normativa prevede tuttavia dei casi ben precisi in cui ĆØ possibile farne richiesta:
– Veicoli (Auto, moto e mezzi agricoli) giĆ immatricolati in Italia e radiati dāufficio (causa mancato pagamento del bollo), per esportazione, per ritiro su suolo privato (solo se eseguito entro il 26 aprile 2006), per demolizione (prima del 30 giugno 1998). I mezzi per i quali sono stati erogati incentivi statali alla rottamazione non possono beneficiare del decreto.
– Veicoli immatricolati in Italia e mai dismessi dalla circolazione, per i quali viene presentata richiesta di reimmatricolazione con targa storica.
– Veicoli privi di targhe e di documenti, che non risultino radiati nĆ© successivamente reimmatricolati in Italia.
– Veicoli vittima di furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della targa stessa.
Prima fase di sperimentazione
Il decreto targhe storiche partirĆ inizialmente attraverso una prima fase di sperimentazione. Dal 27 novembre al 5 gennaio 2024 sarĆ possibile effettuare richiesta presso un numero limitato di uffici per lāimmatricolazione (o reimmatricolazione) dei veicoli storici e da collezione, non soggetti allāobbligo di iscrizione al PRA. Terminato questo periodo di prova, a partire dallā8 gennaio del 2024, sarĆ possibile procedere presso gli uffici della motorizzazione civile, oppure attraverso gli sportelli telematici dell’automobilista.
Questo provvedimento rappresenta una ulteriore importante garanzia per la conservazione del patrimonio storico automobilistico italiano, riconosciuto in tutto il mondo per qualitĆ e varietĆ . Un grande impegno portato avanti dall’ASI unitamente ai tantissimi appassionati che hanno sempre creduto nel valore storico culturale dei veicoli d’epoca e nella loro conservazione attiva.
Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novitĆ del mondo dei motori continuate a seguire le pagine di tuttotek.






Lascia un commento