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In occasione della prossima uscita dell’ultimo film diretto da Dario Argento; ecco uno speciale dedicato al maestro del brivido italiano conosciuto da ogni generazione. Attraverso alcuni dei capolavori del divenuti cult, una dimostrazione della sperimentazione di tecniche, linguaggi e sonorità
In occasione dell’uscita dell’ultimo film, Occhiali neri di Dario Argento, uno speciale dedicato interamente al maestro del brivido italiano conosciuto da ogni generazione.
Da molti ritenuto un innovatore del thriller e del genere horror, rappresenta l’autore per eccellenza per la massima rilevanza data all’elemento sonoro. Una forte mescolanza creativa posta in ogni dettaglio filmico, passando dal visivo fino all’elemento auditivo. Una vera fusione di immagini, suoni e linguaggi attraverso un viaggio omaggio…da brivido!
Dario Argento: la ricerca del brivido perfetto
Se è vero quel si dice che “il vedere un film con l’aggiunta del suono può essere percepito diversamente rispetto al vederlo senza alcuna traccia“; Dario Argento è il regista che più ha saputo marcare il territorio in questo.
Fin dai suoi primi esordi dietro la macchina da presa, ha saputo dominare la scena sotto i riflettori per gli ambienti e personaggi definiti cupi, e carichi di una gotica “teatralità” mai vista prima. Attraverso nuove frontiere di sperimentazioni di tecniche, linguaggi e sonorità; molte delle sue opere prendono ispirazione da un mondo definito onirico, con immagini e ricordi frutto di un immaginario. Difatti secondo molti autori e critici, la prima grande dimostrazione della sua estrosità avvenne con il primo lungometraggio d’esordio, L’uccello dalle piume di cristallo.
Con primissimi piani e un’ossessione quasi maniacale nella definizione dei dettagli; grazie a questa prima pellicola, manifestò in modo “cristallino” le basi delle peculiarità più ricercate e approfondite nel corso della sua carriera. L’uso di soggettive unite a rumori, suoni e colonne sonore psichedeliche, aumentavo e infondevano ancora di più il senso di strappo dalla realtà circostante.
Una ricerca costante di rappresentare con mille sfaccettature, il classico giallo, carico di inquietudine, oscurità e deduzione. Anche se in modo azzardato, fu da quel momento che molte delle musiche nei suoi lavori, iniziarono ad assumere un ruolo sempre più predominante nel contesto, rimanendo dei veri e propri classi del genere che oltrepassano i confini del cinema.
Dario Argento: gli elementi fantastici e orrorifici. Il sodalizio con i Goblin
Giri di basso che si fanno sempre più incalzanti. Sintetizzatori uniti al suono vertiginoso della batteria. Uno scandire minuzioso del ritmo delle scene, in un climax crescente composto da improvvise immagini di terrore e mistero. Cantilene infantili si fanno largo sullo schermo, riempendo la visione con allucinazioni, violenza e repressione.
Pochi elementi per sottolineare il palese distacco dalla fase precedente, verso lo sbocco di atmosfere più oscure e delitti più cruenti, potenziati dalla predominanza costante di elementi fantastici e orrorifici. Le sonorità divengono più ansiogene, arricchite da un pathos quasi asfissiante. Non più il classico giallo all’italiana, quanto una riscrittura del genere thriller con un ordine e una visione più rivoluzionaria.
È l’inizio dell’aureo sodalizio con il gruppo progressive rock italiano, Goblin. Un fortuito incontro in grado di trasportare la visione verso ulteriori inquietudini, angoscia e terrore allo stato puro.
Impossibile non citare in questa trasmutazione i due capolavori cult per eccellenza, Profondo Rosso (1975) e Suspiria (1977). Entrati nell’immaginario collettivo di ogni generazione, per Dario Argento hanno rappresentato un cambio di registro molto più impetuoso e sperimentale, con l’obiettivo di creare una paura più multiforme.
Lo spettatore si ritrova così ad assaporare immagini e suoni disturbanti, con continui richiami e riferimenti ad un cinema di espressionismo di primo ordine. Il cosiddetto Leitmotiv incessante in grado di accompagnare i momenti topici delle pellicole.
Dario Argento: la visione della paura
Da sempre affascinato alla studio della psicologia, ha spesso costruito i tratti distintivi dei personaggi “cattivi” e gli stessi omicidi commessi, toccando temi e paure ispirati al mondo della psicanalisi.
Definendo se stesso come “il più grande assassino dei suoi film nel cinema”; ancora oggi è facile individuare personalità all’interno delle suo pellicole, spesso toccate da traumi infantili; feticismi; deviazioni perverse e raptus di follia; celandosi nei gesti più innocui o nei personaggi marginati e messi in disparte dalla società.
Gli incubi e i pensieri mortali, si uniscono in sensazioni ed emozioni capaci di penetrare profondamente nelle scene rappresentate, fino a tramutarsi in veri e propri puzzle mentali da ricostruire durante la visione. Tassello dopo tassello, con una raffinata vena verso l’esoterismo e tutto ciò che sembra sconfinare tra sacro e profano; i fotogrammi si susseguono in un continuo solletico di immagini e suoni in grado di scatenare le paure più profonde.
Uniti ai colori brillanti e penetranti dei film (come nel caso di Suspiria e Profondo Rosso), spesso accentuati dall’uso di una fotografia in grado di rafforzare il senso di claustrofobia, repressione e cupidigia; gli spettatori vengono continuamente inglobati verso un vortice verso il basso.
Dario Argento: Occhiali neri. Un ritorno alle origini?
Sarà veramente un grande ritorno? Una domanda costante che rimbalza negli ultimi giorni sui social. Occhiali Neri, opera ultima diretta da Dario Argento affiancato da Ilenia Pastorelli e Asia Argento; disponibile dal 24 febbraio sul grande schermo, rappresenta il ritorno dietro la macchina del regista stesso.
Dopo oltre dieci anni di silenzio causato dal fallimentare film sperimentale di Dracula 3D, il regista ha deciso di impiegare tutte le sue forze ed energie, in una pellicola “unica” e riconciliatoria del passato.
Tenuta in un cassetto per anni, la sceneggiatura è stata scritta a quattro mani anni prima assieme a Franco Ferrini (già noto per il copione di Phenomena), Dario Argento tenta ancora una volta di riprendere in mano le redini della regia con questo nuovo progetto.
Thriller dalle venature horror (con una spruzzata di elementi soprannaturali ed esoterici); si svolge in una Roma presentata sotto un’eclissi di Sole, in una torrida giornata estiva. Il presagio di buio e oscuro tipicamente “argentiane” avvolgono l’innocente protagonista Diana (Ilenia Pastorelli). La figura di un killer spietato si muove nell’ombra, tormentando la giovane vittima e chiunque si ritrovi accanto a lei. Un continuo susseguirsi di ossessione maniacale, sangue, depravazione e paura; con un thriller che ruota attorno al tema della cecità, della luce e delle ombre.
Presentato in anteprima nel corso 72ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (Special Gala), sarà distribuito in Italia da Vision Distribution.
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