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Oggi andremo a parlare di Christopher Nolan, regista già da diversi anni estremamente apprezzato e che nell’ultimo decennio si è confermato come un maestro moderno del cinema
Fino ad ora abbiamo trattato di registi che sono esplosi durante il decennio 2010-2019; questa volta invece andremo a scoprire un regista che negli ultimi anni è andato, più precisamente, a “confermare” il suo talento; ovvero, Christopher Nolan. Il regista britannico è ormai diventato un mito nell’industria cinematografica con addirittura un proprio fan base, cosa abbastanza particolare per un cineasta. Un successo sicuramente meritato che ha visto il nativo di Londra non sbagliare mai un film dagli inizi del 2000 fino al recente Dunkirk. Andiamo quindi a scoprire questo regista capace di entusiasmare la critica e il pubblico con i suoi film complessi, concreti e ricchi di pathos.
Christopher Nolan: stile
Si può sicuramente dire che Nolan ha uno stile molto riconoscibile, aiutato anche dal successo dei suoi film. Gli ottimi incassi al box office hanno infatti permesso al regista di continuare a lavorare a diversi blockbuster senza però mai perdere la sua visione. In ogni caso, il primo elemento che salta all’occhio è la concretezza e la realisticità dei suoi film. Si nota quasi un’ ossessione per il “peso” degli oggetti in scena, di modo da rendere tutto il più reale possibile. Ciò è frutto di un lavoro mastodontico sugli effetti speciali pratici, che va a limitare di molto le aggiunte a computer. Addirittura sappiamo già che per il Tenet prossimamente in uscita, Nolan ha fatto distruggere un aereo vero! (il mezzo era comunque obsoleto e inutilizzato). Di questi aneddoti sugli utilizzi di effetti speciali pratici se ne possono trovare a decine con Nolan; solo questo basterebbe per capire la potenza del regista nel mondo hollywoodiano.
Il noir come riferimento implicito
Un altro elemento ricorrente è l’utilizzo di atmosfere dark e “seriose“. Lo stesso Nolan ha notato come molti dei suoi film sembrano prendere spunto dal genere Noir, cosa accentuata dal montaggio non-lineare (di cui parleremo più avanti). Tornando alle atmosfere dark, la commedia è sempre limitata e i suoi film ne guadagnano quindi in pathos. Sotto questo punto di vista, la trilogia di Batman è un perfetto esempio. In particolare, “Il cavaliere oscuro” (2008) è considerato una pietra miliare dei cinecomic, proprio per l’approcio realistico, adulto, stratificato alla materia dei fumetti. La gran parte dei film di Nolan sono poi blockbuster e questo ovviamente amplifica la necessità di un’atmosfera tensiva, da imminente catastrofe.
Un ingegnere del cinema
Cristopher Nolan può essere considerato un vero e proprio “ingegnere del cinema“. Da una parte abbiamo l’amore per il mezzo cinematografico che lo spinge a testare sempre i suoi limiti, dall’altra abbiamo il fatto che i lavori del regista sono sempre “grandi film”, il che ovviamente spinge all’utilizzo delle tecnologie più sofisticate. Si pensi alla sua passione per il formato IMAX, che permette riprese con la più alta risoluzione possibile (addirittura una cinepresa IMAX è caduta accidentalmente in acqua durante le riprese di Dunkirk) oppure in generale al suo amore per la pellicola. Infine, ricordiamo l‘assiduo utilizzo di effetti speciali pratici già citato nei precedenti paragrafi. Se Lanthimos ricorda Kubrick da un punto di vista stilistico, Nolan lo ricorda per la comune volontà di innovare il cinema sotto un profilo tecnico-pratico.
Il montaggio non-lineare
Non si può citare Nolan senza però non parlare del suo famosissimo montaggio non-lineare, suo marchio di fabbrica fin dal sublime “Memento” (2000) e più precisamente fin dal suo esordio con “Following” (1998). Caratteristica tipica dei suoi film è proprio quella di seguire una narrazione non lineare a livello cronologico, cosa veramente difficile da fare se si considera le trame mastodontiche e complesse che vengono generalmente imbastite dai film nolaniani. Scopo di questa tecnica è quindi quella di aumentare la suspance, il mistero e la sorpresa nel momento in cui lo spettatore comprende ciò che ha visto. Lo stesso Nolan ha dichiarato che preferisce vedere lo spettatore nello stesso stato dei suoi protagonisti, piuttosto che come un osservatore esterno che ha piena comprensione di ciò che accade.
Hans Zimmer
In generale, anche nei momenti in cui il film scorre in maniera cronologicamente ordinata, spesso Nolan porta avanti tre o quattro sequenza assieme; questo sempre per aumentare la suspance, concetto chiave per il regista. Nel creare questa essenziale suspense, va ovviamente considerata l’importante sodalizio con il compositore Hans Zimmer. Tra le tante colonne sonore formidabili ricordiamo quelle per Batman, per Inception e per Interstellar. Giusto per capire il genio del compositore, per “Dunkirk” Zimmer ha scritto una colonna sonora che rispecchiasse la “Scala Shepard“, ovvero un’illusione acustica che porta a sentire una scala sonora eternamente ascendente. Si ritorna quindi al fondamentale concetto della suspense.
Christopher Nolan: tematiche
Guardando ai film del regista britannico, possiamo certamente dire che Nolan ama dar vita a storie mastodontiche e complesse, senza dar troppo spazio a metafore e simbolismi. Questo però non significa che le sceneggiature siano superficiali, anzi, spesso i suoi film richiedono più visioni per una piena assimilazione. Sotto questo punto di vista, vi è sempre un abilissimo uso dei colpi di scena, oltre all’inizio “in medias res” e al già citato montaggio non-lineare. Da evidenziare, anche un grande utilizzo di oggetti e motivi “chiave”: si pensi al diario in “The Prestige“, alla trottola di “Inception”, alla carta del Joker oppure al musicale ticchettio dell’orologio in “Dunkirk”.
Personaggi sfaccettati
Seppur a volte accusato di essere un po’ troppo freddo nei confronti dei propri personaggi, quest’ultimi, nei film di Nolan, sono sempre abbastanza complessi e sfaccettati. Il riferimento implicito al noir che facevamo prima, lo vediamo nelle emozioni e nelle questioni che gli attori in scena si pongono. Numerosi sono infatti i sensi di colpa, le questioni esistenziali, gli inganni, i tradimenti e le ossessioni. Da un punto di vista filosofico, Nolan, come Villeneuve, è sicuramente un regista molto interessante. Un altro tema a volte presente è poi quello del doppio e della dualità. Esempio eclatante: Joker e Batman oppure i due illusionisti in “The Prestige”.
Il tempo, la suspanse e l’amore
Il tema però più ricorrente nei film nolaniani è ovviamente quello del tempo. Ogni suo film in qualche modo ha a che fare con il tempo; anche “Insomnia” che viene da molti considerata la sua “opera minore”, presenta un Al Pacino completamente alienato a causa della situazione e del sole che non tramonta mai. In altri termini, il tempo, come la suspance, è un concetto chiave per Christopher Nolan e questo concetto si collega perfettamente al suo stile. Altre volte più fisico come in “Dunkirk” o nella trilogia di Batman, altre volte più metafisico come in Memento, Interstellar o Inception, il “tempo” è sempre presente. Alla dimensione temporale si collega bene un altro tema ricorrente, ovvero il rapporto genitori-figli e in generale l’amore per chi ci è caro. In diversi film, il nucleo emotivo e le esigenze drammatiche dei personaggi vengono riposte proprio in questo rapporto.
Christopher Nolan: conclusione
Giunti alla fine del nostro speciale, vogliamo ricordare come il talento di Nolan è frutto anche di una costante collaborazione con le medesime persone, tra cui il fratello, Jonathan Nolan, autore di diverse sceneggiature e la moglie, Emma Thomas, produttrice dei suoi film. Lo stesso vale per gli attori, pensiamo ad esempio a Michael Caine. In ogni caso, si tratta di una prassi non così insolita, soprattutto tra i registi affermati.
Speriamo quindi che questo speciale possa aver ben riassunto le caratteristiche di questo regista che è tra i pochi ad aver avuto successo nell’ardua impresa di fondere film-blockbuster con il proprio stile personale. Ormai Nolan è diventato un marchio, tale da avere non solo una schiera di fan ma anche una serie di detrattori. Sicuramente il suo modo di fare cinema non deve piacere a tutti ma è innegabile il suo contributo all’intero settore cinematografico, emblema di regista in grado di dettare le proprie regole di fronte ad opere cinematografiche ad alto budget. Con questo, quindi, vi diamo appuntamento al prossimo speciale sui registi più interessanti del decennio appena trascorso.
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