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In atmosfere fredde e buie si svolge l’illusione di The Prestige, classico di Nolan che analizzeremo in questa retro-recensione, tra intrecci di trame e linee temporali
TITOLO ORIGINALE: The Prestige. GENERE: Thriller, Drammatico, Fantascienza. NAZIONE: Regno Unito, Stati Uniti. REGIA: Christopher Nolan. CAST: Christian Bale, Hugh Jackman, Michael Caine, Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Piper Perabo, Samantha Mahurin, David Bowie, Andy Serkis. DURATA: 130 min. DISTRIBUTORE: Warner Bros. USCITA: 2006.
Due giovani maghi apprendisti, Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale), vengono presi sotto l’ala di Cutter (Michael Caine), un ingegnere illusionista ed ex mago. I loro spettacoli hanno grande successo, finché durante un numero in cui una donna (moglie di Angier) viene legata e messa in una cassa di vetro piena d’acqua per un numero di escapologia, qualcosa va storto. Angier incolperà l’amico della morte della compagna, cercando vendetta. Inizierà così un crudele gioco tra i due uomini in cui la ricerca di vendetta si trasformerà in rivalità e poi in ossessione, alla continua ricerca di prevalere sull’altro.
Uno scenario innevato in Colorado è la prima cosa che vediamo in questo film. In qualche modo ci accompagnerà durante tutta la proiezione, caratterizzata da colori freddi come i personaggi che la popolano. Quest’opera, come molte di Nolan, ha una trama molto complessa. In questo film tuttavia, più che in altri, ciò si inserisce in una storia di illusionismo, in cui necessariamente le cose non possono essere come sembrano.
Puramente Nolan | Retro-recensione The Prestige
La firma di Nolan è su tutto il film. Nel 2001, con l’aiuto del fratello, scrisse la sceneggiatura dopo aver letto il libro di Christopher Priest, autore di altri romanzi trasposti sul grande schermo con successo. Il film sarebbe uscito 5 anni dopo, nel bel mezzo della trilogia di Batman. Il lavoro fu certosino, tanto che Jonathan Nolan (successivamente dimostratosi anche un buon regista con la serie Westworld) frequentò all’epoca diversi illusionisti, curiosando dietro le quinte dei loro spettacoli per comprendere come rendere la psicologia dei personaggi. Dopo 18 mesi di duro lavoro Nolan nacque The Prestige, che come un buono spettacolo di magia è suddiviso nei tre atti che fanno parte della routine del mago: la promessa, la svolta e il prestigio.
Questo film, da molti considerato il capolavoro ancora insuperato dello stesso Nolan, dona durante la sua visione una sensazione che difficilmente altre pellicole danno. Un coinvolgimento unico nell’inganno del regista, che solo alla fine spiega tutto e, in retrospettiva, avvince fin dalle prime scene, nessuna delle quali è fine a se stessa. La sceneggiatura rende palese questa attenzione ai dettagli. Nulla è lasciato al caso e la storia, aiutata dalla regia sempre sul punto di Christopher Nolan, permette di assistere ad una delle esperienze cinematografiche più intense degli ultimi decenni.
Un cast insuperabile | Retro-recensione The Prestige
Un altro punto di forza di questo film è il cast, davvero eccezionale. Nolan ha scomodato attori e attrici al top della carriera, in un casting praticamente perfetto che vede come protagonisti indiscussi e mattatori Christian Bale e Hugh Jackman. I due riescono a rendere realistica sullo schermo una rivalità ed odio tra due personaggi legati da un avvenimento estremamente drammatico. L’approfondimento delle personalità dei personaggi è curato in ogni dettaglio, rendendo possibile l’immedesimazione e la condivisione dei desideri e delle ossessioni dei due protagonisti da parte dello spettatore. Il loro mentore Michael Caine, superbo attore istrionico che si cala in qualunque ruolo in modo credibile. Ma, in questa pellicola, supera l’ulteriore insidia di avere un personaggio chiave ma che non deve sembrarlo, cosa che fa egregiamente non risultando mai ingombrante.
Scarlett Johansson, Rebecca Hall e Piper Perabo sono le tre presenze femminili, talmente brave da rubarsi la scena a vicenda all’unisono con la trama. Presenze ineluttabili nella vita dei due protagonisti maschili, per molti aspetti più sagge e sicuramente lontane dallo stereotipo delle damigelle in pericolo. A completare un cast superbo i ruoli “secondari” di David Bowie (in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche) e Andy Serkis. Entrambi si calano perfettamente nei ruoli rendendo la loro interpretazione (specialmente quella di Bowie nei panni di Nikola Tesla) una piccola perla. La loro presenza, decisiva, introduce nel racconto un confronto parallelo tra magia e scienza, morale e irrazionalità.
Trama superba mista a tecnica ineccepibile | Retro-recensione The Prestige
Ciò che più resta di The Prestige, in ogni caso, è che si tratta di un film iniziato come un thriller, ma che ben presto rivela di non essere una semplice ricerca del colpevole. L’opera cambia e si trasforma durante l’intreccio, passando da elementi drammatico-psicologici a componenti fantascientifiche. La non-linearità della storia, tipica della regia di Nolan, aggiunge dettagli in corso di proiezione e non lesina colpi di scena, spostandosi avanti e indietro nel tempo. I misteri e gli interrogativi aumentano sempre di più, portando lo spettatore a essere sempre più incredulo e incapace di prevedere la svolta.
La trama avvincente viene portata avanti con una realizzazione tecnica magistrale. Ogni punto del film rende esattamente la sensazione che la vicenda vuole trasmettere grazie alle scelte di inquadratura. La fotografia, diretta da Wally Pfister, regala una visione al limite del perfetto, aiutata anche da costumi curati nei minimi dettagli, con un’anima cupa, usurata, ottocentesca. Montaggio e colonna sonora permettono un’immersività notevole per lo spettatore che si sente realmente all’interno della vicenda.
Un film da vedere e rivedere
Non c’è dubbio che, dopo aver analizzato vari aspetti della pellicola in questa retro-recensione, non rimanga che consigliare di vedere The Prestige. E, perché no, di rivederlo. Poiché nonostante si tratti di un thriller, anche conoscendo la conclusione rimane, per tutti gli appassionati, un film rivedibile per godere della immensa regia e delle ottime performance degli attori. Un piccolo gioiello cinematografico che, forse, resta il capolavoro ancora insuperato di Nolan sotto molti punti di vista. Quasi al livello della perfezione, alla quale questo film si avvicina molto. Vale la pena di dedicarvi un po’ più di due ore.
Punti a favore
- Il ritmo
- Le interpretazioni
- L'intreccio
Punti a sfavore
- Niente di rilevante
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