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Il quarto episodio si rivela estremamente politico e crudo, con un finale eccezionale. Ecco la recensione di The Falcon and The Winter Soldier
TITOLO ORIGINALE: The Falcon and The Winter Soldier. GENERE: Supereroi. NAZIONE: Stati Uniti. REGISTA: Kari Skogland. CAST: Sebastian Stan, Anthony Mackie, Wyatt Russell, Emily VanCamp, Don Cheadle, Daniel Brühl. DURATA: 6 episodi, 45/55 min ca. DISTRIBUTORE: Disney+. USCITA: 19 marzo 2021.
Il quarto episodio di The Falcon and The Winter Soldier mette in gioco tantissimi elementi, districandosi continuamente tra politica, etica, relazioni e diritti; il tutto, naturalmente, senza tralasciare la parte più dinamica: quella delle scene d’azione.
Con un accorgimento maggiore nello sviluppo della trama, rispetto alla velocità dello scorso episodio, vengono inseriti nella narrazione molteplici nuovi aspetti; senza dubbio, questo è l’elemento che contraddistingue la serie, rendendola il primo prodotto Marvel a ricercare un’accurata introspezione dei personaggi portati in scena.
Non si tratta unicamente di eliminare il nemico che minaccia la pace nel mondo; questa è una lotta combattuta tra simili, alla ricerca di una soluzione condivisa da entrambe le fazioni ma voluta secondo metodologie diverse.
A lasciarci senza parole, questa volta, è John F. Walker: il nuovo Captain America interpretato da Wyatt Russel. Dilaniato da un forte conflitto interiore, emerge in tutta la sua contraddizione; e a noi spettatori regala scene di forte impatto visivo.
Analizziamo insieme il quarto episodio.
Captain America | Recensione The Falcon and The Winter Soldier
Fin dal primo episodio, grava sulle spalle di tutti i personaggi l’eredità lasciata da Captain America, alias Steve Rogers. Non parliamo solo dello scudo, simbolo della sua presenza nonostante la dipartita, ma dell’eroe in sé: vita, principi e valori.
Se è vero che Sam e Bucky si ritrovano senza un amico e un punto di riferimento, colui che più di tutti vive un forte dilemma interiore è John F. Walker.
La responsabilità di assumere il ruolo di Captain America non è uno scherzo, anche se a indossare l’uniforme è un ex soldato con tre medaglie al valore. Non parliamo solo di combattimenti e strategie, ma del perpetrare una comunione di sentimenti che un eroe, per quasi 10 anni, ha disperso tra tutti coloro che hanno scelto di seguirlo. Ed è così che ad un iniziale spirito di iniziativa, si sostituisce ben presto la consapevolezza che, rispetto a Steve Rogers, tutti si è meno di zero.
Il cambiamento in Walker avviene piano, silenziosamente; tra un episodio e l’altro si assiste all’evoluzione del suo dramma, che straripa senza argini in questo quarto episodio. l’impotenza e l’incapacità lo conducono quasi alla follia, fornendogli fortuitamente una soluzione: peccato che non sia affatto la più giusta.
Il confronto con Steve Rogers non tiene, ai nostri come ai suoi occhi, e il delirio di onnipotenza prende il sopravvento: la credenza di potersi spingere oltre le proprie capacità fisiche, lo porterà a commettere un errore fatale.
La guerra dei nuovi eroi | Recensione The Falcon and The Winter Soldier
Come ho scritto in apertura, questo episodio porta in scena una commistione di elementi; parliamo di etica, politica e diritti.
Al di là della sua importanza tematica, è anche il primo episodio a mostrarci più dettagliatamente la psicologia di coloro che vengono definiti i “nemici” dell’intera serie: i Flag Smasher.
Anche loro, come nel caso di Walker, sono assolutamente convinti della loro posizione e del loro operato; celano, però, un grande conflitto verso i propri ideali (portati all’esasperazione), tanto da essere considerati dal mondo intero dei terroristi.
Karli Morgenthau, leader dei Flag Smasher, riesce a rendere interessante, inquietante e complesso il proprio personaggio; costruisce intorno a sé un alone di mistero che non ci permette di comprenderla fin nel profondo. Tuttavia, per ogni azione negativa che commette, il nostro giudizio non riesce ad essere del tutto definitivo e sentenzioso. Condividiamo i principi che la muovono e la sua visione del mondo, condanniamo il modus operandi e l’aggressività; ma in sostanza, ci ritroviamo ad essere molto più simili a lei di quanto vorremmo.
Non sarà forse la violenza a renderci partecipi del suo progetto, ma gli ideali sì. Forse, ripensandoci a mente lucida, anche noi avremmo fatto come Sam: partecipi e curiosi, avremmo trovato il coraggio di parlarle, faccia a faccia.
Conclusioni
La trama continua a stupirci episodio dopo episodio, generando confusione e tanta voglia di saperne di più. Con soli due episodi rimanenti, sono ancora molti gli aspetti da spiegare; senza tralasciare che, oltre alle azioni, sono anche tanti i personaggi che meritano un ulteriore approfondimento (uno, soprattutto: Zemo).
Questo quarto episodio riporta in campo molte ipotesi, dando di nuovo il via alle speculazioni fatte nelle precedenti settimane. Dopo il terzo, sicuramente il più deludente della stagione fino ad ora, ci ritroviamo 49 minuti di fiato sospeso, aventi come apice un finale degno di nota.
Punti a favore
- Personaggi principali
- Scene d'azione
- Finale
Punti a sfavore
- Nessuno in particolare
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