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Dalla comunicazione dei singoli servizi a una comunicazione che parte dalle persone. È la direzione in cui si muove “INPS per i giovani” , il progetto
Dalla comunicazione dei singoli servizi a una comunicazione che parte dalle persone. È la direzione in cui si muove “INPS per i giovani”, il progetto rivolto a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 34 anni: al centro non c’è più soltanto la prestazione da illustrare, ma la persona da accompagnare.
Il progetto, presentato dal presidente Gabriele Fava al Meeting di Rimini a un anno dal lancio, nasce con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra INPS e le nuove generazioni attraverso l’educazione previdenziale e la conoscenza del welfare e del mondo del lavoro. La strategia ha seguito tre direttrici: essere presenti sui canali più frequentati dai giovani, rendere le informazioni più semplici, comprensibili e utili, e adottare un linguaggio e dei formati capaci di favorire partecipazione e coinvolgimento dei giovani.
È una scelta che il direttore centrale Comunicazione dell’Istituto, Diego De Felice, riassume con un’immagine: «Con il Progetto Giovani abbiamo voluto costruire un ponte narrativo con le nuove generazioni, in termini di linguaggio, grafiche e servizi, e i risultati ci hanno dato ragione. I 3 milioni e 300 mila contatti che abbiamo avuto quest’anno hanno dimostrato che questa è la strada giusta».

Diego De Felice, direttore centrale Comunicazione INPS
I numeri, in effetti, sono significativi: tre milioni di under 34 utilizzano abitualmente i servizi digitali di INPS. Il portale giovani, la sezione di INPS.it dedicata a questa fascia d’età, ha registrato 3,3 milioni di visite e 2,8 milioni di visitatori unici, di cui 1,7 milioni dall’app INPS Mobile; le attività sui social hanno generato oltre 1,6 milioni di interazioni. Circa il 20% degli utenti arrivati dalla sezione giovani ha poi utilizzato almeno uno dei servizi disponibili, e la quota di giovani iscritti a MyINPS è cresciuta del 12%.
Dietro questi risultati c’è un lavoro di semplificazione
Oggi, rispetto a due anni fa, è più facile accedere all’estratto conto contributivo, al riscatto della laurea, a bonus e borse di studio, ma anche a ISEE, Assegno di inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL), all’interno di un’area che raccoglie oltre 50 servizi digitali.
Ora il progetto entra in una nuova fase. Come ha illustrato Fava, INPS sta superando progressivamente un modello centrato sui singoli servizi per costruirne uno fondato sulle platee strategiche. Giovani, famiglie e persone fragili hanno bisogni e linguaggi differenti: per ciascuna l’Istituto sta realizzando hub tematici dedicati, dove informazioni e servizi sono organizzati in modo semplice e coerente.
Lo stesso De Felice guarda avanti: «Vorremmo replicare questa esperienza anche con altre platee», ha spiegato, e ha aggiunto: «Questo è un modo nuovo di comunicare: in una società che cambia, anche la comunicazione deve evolvere. L’INPS sta facendo questo, innovando il modo di dialogare con i cittadini».
Alla base c’è l’idea, espressa da Fava, che la previdenza non riguardi soltanto il futuro lontano: comincia, ha detto, «con il primo contratto, con il primo contributo, con la prima scelta». Da qui il nuovo patto con i giovani, costruito attorno a tre “P”: partnership, piattaforme e previdenza consapevole.




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