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Nel Regno Unito il bingo torna in sala e l’online cala del 13,8%. In Italia cresce sullo schermo, mentre le sale chiedono cartelle digitali
Se c’è un Paese che ha fatto del bingo un’abitudine di quartiere, è la Gran Bretagna. Ed è proprio lì che il gioco sta tornando nei locali fisici, mentre la versione online perde terreno. In Italia succede il contrario: il bingo cresce sullo schermo e perfino chi gestisce le sale chiede di lasciare la carta.
In Gran Bretagna vince la sala
Le statistiche annuali della Gambling Commission, l’autorità britannica del gioco, coprono il periodo tra aprile 2025 e marzo 2026. Il bingo giocato dal vivo ha prodotto 704 milioni di sterline di margine lordo, l’8,2% in più dell’anno precedente. Quello online si è fermato a 148 milioni, con un calo del 13,8%.
Oltre quattro sterline su cinque, quindi, passano ancora dal locale fisico. C’è però un dettaglio che cambia la lettura del dato: il 65,6% di quegli incassi arriva dalle gaming machine installate accanto ai tavoli, non dalle cartelle. Gli inglesi tornano a giocare di persona, ma non sempre a bingo.
In Italia il bingo cresce sullo schermo
Da noi i numeri mensili dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli raccontano un’altra storia. A luglio 2026 il bingo a distanza ha raccolto 22,7 milioni di euro, il 10,9% in più rispetto a luglio 2025. La spesa effettiva dei giocatori è salita dell’11,44% e a marzo la crescita annua della raccolta aveva toccato il 25,88%.
Il digitale ha cambiato anche il modo di giocare. Online si trovano formati che su carta non esistono: lo speed bingo a 30 palline con la cartella 3×3, le partite multi-cartella, i jackpot progressivi che crescono a ogni estrazione.
Anche la scelta di dove giocare, del resto, è diventata un gesto digitale. Una volta si andava nella sala sotto casa. Oggi le partite si aprono da app dedicate, con la marcatura automatica che fa il lavoro del pennarello, e per molti il primo passo è una ricerca dallo smartphone che porta a guide come quella su i migliori bingo online a soldi veri secondo calcioefinanza.it, dove sale virtuali, varianti e app sono messe una accanto all’altra.
Dal vivo si gioca con la carta
Il paradosso sta tutto qui. Mentre il canale online cresce, nei locali fisici la cartella è rimasta un foglio stampato, come venticinque anni fa. A maggio gli esercenti di EGP-FIPE hanno messo nero su bianco le loro proposte per la riforma del bingo nell’ambito della revisione del regolamento.
L’elenco è di quelli che interessano chi si occupa di tecnologia. Si parla di cartelle generate dal sistema centrale e trasmesse in tempo reale, di terminali certificati e di pagamenti cashless, ammessi dal 2022. C’è poi Bingo Net, una rete che collegherebbe più sale con un’unica estrazione, per riempire le partite nelle fasce orarie meno frequentate.
“Il bingo oggi è ancora tecnologicamente indietro rispetto ad altri settori del gaming”, ha detto Alessandro Polo di Diecimilauno in un’intervista di maggio. Tra gli strumenti che mancano cita le cartelle elettroniche.
La stessa strada dei giochi da tavolo
Per chi segue i giochi da tavolo non è una storia nuova. Il tabellone non è sparito, ha solo trovato un secondo posto dove stare. RisiKo, per dire, vive da anni anche online, tra la versione digitale ufficiale e le alternative per browser, iOS e Android che abbiamo raccontato.
Lo stesso è successo alle serate tra amici, che durante i mesi di chiusura si sono spostate su siti e app come quelli raccolti nella nostra guida ai migliori giochi da tavolo online. La guida è stata aggiornata a fine agosto.
Il bingo segue lo stesso percorso, con un ritardo dovuto più alle regole che ai giocatori. Se la revisione del regolamento accoglierà le cartelle digitali, anche il locale sotto casa potrebbe presto somigliare a un’app. Dalla redazione è tutto, continuate a seguirci su tuttoteK!




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