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Il bombarolo ex-Hudson torna a far danni: scopriamo gioie e dolori di Super Bomberman R 2 nella nostra recensione… esplosiva del sequel
Immaginate cosa si possa provare, entrando nella stampa di settore a metà del ciclo vitale di Nintendo Switch, per poi scrivere la recensione del seguito di uno dei primi titoli (nonché ex esclusiva) per la console: questa la sensazione con cui chi vi scrive si è avvicendato con Super Bomberman R 2. L’originale è stato un ritorno in grande stile per il dinamitardo simbolo della defunta Hudson Soft (nota anche per i primi Mario Party!), ormai nelle mani di una Konami che pare aver ritrovato la trebisonda dopo il suo periodo più buio, specie con Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 all’orizzonte.
Dopo l’assorbimento di Bomberman da parte di Konami, la scoppiettante mascotte (nonché cardine per antonomasia del multiplayer caotico) si è ritrovata in una fase definibile solo come abbandono. Un disuso di cui, con “soli” sei anni dal primo capitolo, ci viene sicuramente più facile segnare la fine. Bomberman è ufficialmente tornato, e con le modalità introdotte nel gioco sembra che sia qui per restare. Non per forza per un successo eccelso su tutta la linea, bensì per la mera voglia di reinventarsi. Del resto, lo fa chi non ha mai realmente bisogno di provarci come vedremo tra un mese con Super Mario Bros. Wonder, figurarsi un franchise che (agli occhi del publisher) ha sempre tutto da dimostrare.
Pianeti flambé | Recensione Super Bomberman R 2
Con un gioco votato al multiplayer come Super Bomberman R 2, vi stupirà trovare nella nostra recensione uno spezzone dedicato alla trama. Non vi sbagliate: non c’è in realtà molto da dire. La modalità Storia, in fatto di narrazione, fornisce giusto il mero pretesto che serve per mandare avanti la baracca. I vari Bomberman, distinti per il loro colore (che coincide col nome di ognuno), si imbattono in una minaccia capace di distruggere interi pianeti: i Lugion. Starà a Bianco e alla sua sgangherata combriccola (Nero il narcisista, Giallo l’imbranato, Blu il pigro, Verde il bambinone, Azzurra la pacifista, Rosso il violento e Rosa l’aggraziata) salvare i poveri Ellon indifesi.
Il ruolo giocato dalla modalità Storia, in fin dei conti, è quello di tutorial glorificato, in maniera ancor più accentuata di quanto avviene con la serie Pokémon. Non per questo intendiamo denigrarla in toto: fa il suo, in fatto di sblocco di contenuti e preparazione dal giocatore al metagame, ma la cosa non va oltre il ruolo che le ha dato il team di sviluppo. Il tutto consiste in mappe interconnesse da esplorare e in cui sconfiggere i vari nemici per ottenere esperienza e salire di livello, sbloccando permanentemente (nella modalità) i vari power-up altrimenti monouso, tra un enigma e uno scontro con i Lugion in modalità Castello (ne parleremo a breve).
“Nei bombardamenti precedenti” | Recensione Super Bomberman R 2
In che consiste la formula di base? In realtà neanche qui c’è granché da dire. Più giocatori si ritrovano in una schermata a griglia pregna di svolte a gomito, nella quale distruggere muri (prima) e avversari (poi) a suon di bombe. Ogni ordigno piazzato causa un’esplosione dalla portata a croce se piazzata negli incroci, o altrimenti solo verticale oppure orizzontale. Tra le pareti del campo di gioco si annidano power-up con cui poter calciare via le bombe, aumentarne la portata, piazzarne di più o correre più rapidamente. Vince chi resta in piedi alla fine del match o, a seconda dei casi, chi effettua il maggior numero di eliminazioni.
Tutto qui. Non c’è veramente altro. Si tratta di una di quelle premesse di base tanto semplici quanto geniali, divertenti oggi così come lo fu l’originale su ZX-Spectrum nel 1983. Siamo tuttavia un po’ combattuti in merito alla presenza in sordina della battaglia classica nel sequel, in favore delle novità introdotte da quest’ultimo. Da un lato, è un peccato vedere un’idea ancora tanto valida meno sfruttata del solito. Dall’altro, però, apprezziamo l’intento di valorizzare la reinterpretazione dei canoni della saga a cui abbiamo alluso prima: il gioco ha tutta l’intenzione di affermare il proprio spazio nella sfera multiplayer, e dobbiamo dargliene atto.
Marcondirondirondello | Recensione Super Bomberman R 2
Dunque parliamone, di questa benedetta modalità Castello. Si tratta del tentativo (riuscito o meno, poi, starà al tempo dirlo) della serie di entrare nel mondo del multiplayer asimmetrico. Da un lato dell’arena trovano posto gli attaccanti. Il loro scopo è quello di assaltare la base nemica, evitando di intralciarsi gli uni con gli altri (leggasi: senza ammazzarsi a vicenda) e avvalendosi della superiorità numerica. Una volta raccolte tutte le chiavi ed aperti tutti gli scrigni del “castello” in questione entro il tempo limite, la partita viene vinta a tavolino.
Dall’altro lato della barricata, un solo “Re” deve difendere il fortino con ogni mezzo a sua disposizione. Naturalmente, difendersi da soli ha i suoi pro e i suoi contro. Naturalmente, difendersi da più avversari contemporaneamente va ad includere una necessità di micromanagement che rende l’esperienza più simile al delirio di Overcooked! che non ad un “semplice” Bomberman. Tuttavia, gli assi nella manica a cui può attingere il Re sono molteplici. Ad esempio, l’attacco laser vanta una maggiore portata rispetto alle “solite” bombe, comunque presenti. Poi, ovviamente, gli scudi consentono di incassare più colpi. C’è anche un terzo vantaggio, ma ne parliamo più tardi.
Gli altri | Recensione Super Bomberman R 2
Passiamo in rassegna brevemente gli altri tipi di scontro. Nulla da dire, in particolare, per le regole che includono i Cristalli. Molto semplicemente, ci si adopera per ottenere il maggior numero di pietre preziose. Specificheremmo volentieri che gli scontri sono a squadre, perché tecnicamente è così: due fazioni competono per chi ne ha di più allo scadere del tempo. Tuttavia, il punteggio finale contempla anche le pietruzze intascate da ciascun giocatore. Potete immaginare come, in questo chiaro momento “Oops…!” del game design, la necessità di pugnalarsi alle spalle nella stessa squadra abbia la meglio negli ultimi istanti della partita.
Il pezzo forte che ci sovviene di segnalare, però, è Battaglia 64. Sulla falsariga dei battle royale di Nintendo (che non accennano a rallentare, come dimostra quasi letteralmente F-Zero 99), qui 64 giocatori si sfidano in più arene interconnesse, con lo scopo di sopravvivere fino alla fine. È concesso incassare una sola deflagrazione per partita; la seconda è decisiva. Ovviamente, in modo analogo al restringersi della tempesta di Fortnite, in alcuni settori dell’arena il gioco sarà rapido ad invitarci ad affrettarci verso l’uscita più vicina. Potersi permettere di restare nello stesso campo non è il lusso che sembra; occorre infatti sbarazzarsi dei poco gradevoli “ospiti” giunti da altre zone. Quindi sì, è come Fortnite.
I set di Godzilla: fatti per essere distrutti | Recensione Super Bomberman R 2
In tutto questo, è presente un editor! Una volta scelto il template di base da cui partire, è possibile apportare all’arena tutte le modifiche che riteniamo opportune. Ogni aspetto dello scenario è personalizzabile: il numero di muri distruttibili, le pareti solide da piazzare, le trappole come i cannoni e i laser, i nastri trasportatori e quant’altro. C’è tutto ciò che serve per sopperire ad ogni bisogno possibile ed immaginabile, ma siccome si parte da una situazione di base senza che siano personalizzabili anche dimensioni e confini dello scenario… potreste aver intuito dove vogliamo andare a parare.
Ebbene sì: le trappole sono dirette agli invasori della modalità Castello, sola beneficiaria dell’editor. Anche tralasciando la poca profondità del tool messo a disposizione del giocatore (non è Maker 2, del resto!), questo vincolo può dimostrarsi limitante per chiunque si sia già abbandonato ai voli pindarici nel leggere “Bomberman” ed “editor” nella stessa frase. Il gioco, dal canto suo, ben si prodiga ad enfatizzare la simbiosi tra editor e Castello, visti i numerosi attacchi dei Lugion in modalità Storia a cui far fronte. Il giocatore è incoraggiato a preparare la difesa più efficace, allo scopo di attirare gli avversari online nella propria trappola infernale.
Non ci sono più le mezze stagioni | Recensione Super Bomberman R 2
Il gioco punta ad un approccio da “live service” diviso in stagioni che arriveremo a capire meglio nei prossimi mesi. A tal proposito, a discapito di alcuni singhiozzi in cui siamo incappati appena prima di stendere la recensione (leggasi: online inaccessibile in toto), nei primissimi giorni l’esperienza si è dimostrata fluida e funzionale. Come quasi tutto nel gioco, anche l’online verte maggiormente sul Castello come regolamento degli scontri, il che si estende al matchmaking in cui ci viene proposto di scegliere tra difensori e attaccanti. In base alle vostre richieste, dovreste poter giocare alla suddetta modalità dal lato della barricata che più vi aggrada.
In tal senso, la componente simil-live service del gioco si estende anche alla personalizzazione dei propri avatar. Tutto, dal ponpon (o bonbon, visto il gameplay?) del personaggio a forma e colore delle bombe, è personalizzabile. Il negozio in-game consente di acquistare tutto, compresi brani musicali per le battaglie e, soprattutto, skin dotate di abilità in tema. Quella dedicata a Fall Guys è gratuita, ma in generale le skin costano 1000 monete di gioco ottenibili affrontando tanti, ma tanti match. In merito al grind, da recensori abbiamo una contromisura: se dopo il lancio il gioco osa includere le microtransazioni come “opzione” per “risparmiare tempo”, sottraete pure un punto dal nostro voto.
Artificieri e artisti | Recensione Super Bomberman R 2
Siamo al capolinea: non ci resta altro che valutare il gioco tecnicamente, prima di congedarci. La questione della grafica è molto aperta al dibattito, in realtà. Fa il suo lavoro, per carità, ma l’occhio talvolta è cascato su dettagli un po’ meno curati del resto. Visivamente, il gioco è perlopiù pulito; motivo per il quale, ad esempio, quei funghi low-poly a bordo campo sul primo pianeta nella modalità Storia stonano parecchio. Il che ci porta al punto più opinabile della discussione: si può davvero parlare di pugno in un occhio per l’occasionale sbavatura, quando il gameplay normalmente ci impone di badare più agli ordigni pronti ad esplodere?
Abbiamo decisamente meno da eccepire sul fronte del sonoro, invece. Certi brani si dimostrano tremendamente orecchiabili (senza dire nulla della musica da altre serie di Konami che fanno capolino nel negozio), e il doppiaggio dei personaggi è perfettamente adatto al suo contesto. Non parliamo solo del “Time to make a comeback!” al respawn di Bianco, deliziosamente allusivo nei confronti del suo ritorno sul palco videoludico, ma in generale al teatrino da cartone animato del sabato mattina messo in piedi per la modalità Storia. La trama è a cavallo tra il serio e il faceto, e lo stesso vale per la performance dei doppiatori.
Considerazioni conclusive
Non sarà una recensione come questa a convincervi se aprire il portafogli per Super Bomberman R 2 o meno. Semplicemente, dovete ponderare la vostra scelta. Scucire 50 euro per un “semplice” (ma diabolicamente, e potenzialmente, infinito) party game dall’ancora più basilare premessa può valerne la pena? Ciò che vi conviene chiedervi davvero, semmai, è se la formula di gameplay può adattarsi alle vostre abitudini (e ai vostri gusti) in fatto di multiplayer. In locale è (gioco di parole non voluto) una vera bomba, ma la cosa è soggettiva. Se volete tastare il terreno con qualcosa di più economico, Nintendo stessa vanta un’offerta similare con Flip Wars.
Quel che è certo è che, se avete invece del tempo da dedicargli, avete un potenziale must-have per tutte le vostre sessioni di multiplayer locale, che è anche dove il gioco eccelle maggiormente. Sì, l’online è un’alternativa valida, ma il focus sulla (comunque molto apprezzabile) rivisitazione del Castello è veramente limitante. Quando avete ospiti in casa, invece, buttandovi su questo titolo otterrete tanto, ma tanto divertimento esplosivo. La miccia non sarà lunga come per quel “salva-serate” che è Mario Kart 8 Deluxe, ma ci va veramente vicino. E poi, tra una bomba e l’altra, il potenziale da tennis di insulti è comunque sempre quello.
Questo era ciò che pensavamo noi. Voi però di che opinione siete? Ditecelo qui sotto, e come sempre non dimenticate di restare su tuttotek.it per tutte le notizie più importanti per i gamer e non solo. Per i vostri bisogni puramente videoludici, potete invece trovare i migliori sconti in formato digitale su Instant Gaming.
Punti a favore
- Ottimo in multiplayer (è Bomberman!)...
- Modalità Castello grande variazione sul tema...
- Sonoro facile da canticchiare...
- Un mare di elementi sbloccabili...
- Molte modalità di gioco
Punti a sfavore
- ... con una campagna che fa solo il suo
- ... ma monopolizza l’attenzione
- ... e grafica poco ambiziosa
- ... con il dovuto grind











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