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Dopo aver giocato a lungo Ghost Recon Breakpoint siamo pronti a comunicarvi se ci ha convinti o meno, attraverso la nostra recensione
Ghost Recon è una storica saga appartenente a Ubosoft, nata attraverso uno sparatutto tattico con visuale in prima persona. Negli anni, tale IP è andata a subire dei cambiamenti che hanno portato, nel 2017, al penultimo capitolo: Wildlands. Tale titolo si presentava come un TPS ambientato in un mondo Open World nel quale poter scorrazzare. Ghost Recon Breakpoint si propone come una versione migliorata del predecessore ma, purtroppo, non riesce a brillare per svariati motivi: vediamoli nella recensione completa!
Il punitore è qui! – Recensione Ghost Recon Breakpoint
Le premesse narrative di Ghost Recon Breakpoint sono davvero interessanti. Al centro dell’intera opera c’è l’isola sulla quale è ambientato il gioco, Auroa: un paradiso artificiale che nasconde un pesante segreto. I vertici dell’agenzia a capo di Auroa (chiamata Skell Technology) producono, in modo occulto, diversi tipi di droni da guerra. Tale motivo spinge il nostro antagonista, nonché ex compagno di squadra, Cole D. Walker (avente le fattezze di Jon Bernthal) ad impossessarsi di tale isola con il proprio esercito: i Lupi.
Il nostro compito sarà, quindi, quello di spodestare il capobranco dei Lupi dal suo trono per salvare le sorti del pianeta, ma il tutto non inizia come previsto. Il nostro protagonista (creato attraverso uno scarno editor) si dirigerà, insieme alla sua squadra, su Auroa per via di alcune attività sospette, ignaro di tutto. I droni targati Skell, però, non permettono ai soldati di atterrare, facendo precipitare i vari elicotteri. Feriti e armati solo con una pistola, inizia la nostra avventura in Ghost Recon Breakpoint.
Benché quasi tutti i membri della squadra non siano sopravvissuti all’incidente, presto scopriremo che Nomad (nome in codice del nostro protagonista) non è solo. In una caverna chiamata Erewhon, infatti, vi è un QG pieno di sopravvissuti, i quali condivideranno i nostri stessi ideali e ci aiuteranno nell’opera.
Spara, indaga, ripeti – Recensione Ghost Recon Breakpoint
La formula proposta da Ghost Recon Breakpoint è davvero classica. Nel quartier generale faremo la conoscenza di diversi personaggi di importanza variabile. Con questi ultimi potremo intraprendere una discussione, oppure iniziare missioni principali/secondarie. Oltre alle varie missioni che faranno progredire la trama principale, infatti, abbiamo la possibilità di intraprenderne altre del tutto accessorie, volte ad approfondire le sottotrame, ma soprattutto a potenziare il nostro personaggio.
Quasi tutte le mansioni hanno un filo conduttore che le rende, alla lunga, davvero ripetitive. Qualsiasi sia la missione, infatti, dovremo dirigerci al punto indicato, eliminare i vari nemici che lo occupano e investigare sul prossimo obiettivo da seguire, sia attraverso documenti, che parlando con civili e non. Questa regola non permette di conferire alle sfide la profondità della quale necessitano, andando ad inficiare sull’esperienza del giocatore finale.
Nel titolo è presente anche un sistema di schemi che permettono di costruire armi o accessori. Il ritrovamento di tali bozze fa parte degli incarichi di seconda importanza. Come detto in precedenza, la formula delle indagini include tutte le mansioni e, infatti, questi schemi ci appariranno nella sezione delle missioni solo una volta che avremo indagato su di essi. Un modo per rendere più dinamica la ricerca degli obiettivi consiste nell’impostare la modalità esplorazione. Tale modalità ci permette di eliminare gli obiettivi presenti nell’HUD, basando le nostre ricerche completamente sulle informazioni che avremo ottenuto, aumentando l’immersività.
Il gioco presenta anche due modalità multiplayer competitive, le quali permettono al giocatore di livellare il proprio personaggio in concomitanza con la storia: ottima trovata da parte degli sviluppatori per aumentare l’importanza delle partite multigiocatore e il senso di appagamento.
Il fulcro del gioco – Recensione Ghost Recon Breakpoint
Parliamo ora del fulcro di Ghost Recon Breakpoint: il gameplay. Sparare, in questo titolo, conferisce una sensazione davvero soddisfacente al giocatore. Potremo, di consueto, scegliere la modalità di attacco, tra stealth o caos generale. L’avventura potrà essere fruita in solo, o in compagnia di amici. L’eliminazione dei compagni controllati dalla CPU, però, è una scelta senz’altro discutibile, non perché il titolo sia difficile altrimenti, quanto perché va a sopprimere l’effetto squadriglia. Chiaro: faceva quasi tutto il nostro “one man army” anche in Wildlands, ma perché togliere la possibilità di avere una squadra anche in single player?
Ubisoft ha voluto inserire anche in questa serie il fantomatico sistema a livelli, perfino per quanto riguarda le armi. Sinceramente, però, non abbiamo sentito il dovere di switchare la nostra mitraglietta, avente un livello molto più basso rispetto a ciò che trovavamo, per molto tempo, dato che quest’ultima infliggeva degli ottimi danni. Le armi, quindi, benché di livelli differenti, vanno scelte soprattutto per il feeling e per i perk posseduti.
Anche questa volta è presente un ampio albero delle abilità contenente skills che vanno a migliorare numerosi aspetti riguardanti il nostro personaggio e la sua attrezzatura. L’albero parte da quattro tecniche di classe aventi i propri bonus e i propri oggetti di classe. Non saremo limitati ad avere una sola tecnica di classe, ma potremo sbloccarle tutte ed equipaggiarle una per volta presso i bivacchi. Questi ultimi sono i punti di controllo di Ghost Recon Breakpoint. Attraverso i bivacchi facciamo la conoscenza del nuovo sistema survival. Questo consiste principalmente nel selezionare una delle diverse opzioni disponibili per avere un buff temporaneo (ad esempio, bere conferisce una maggiore resistenza), oltre che a creare oggetti utili negli scontri, come cibo e così via.
Oltre a ciò, abbiamo un sistema di infortuni che viene a galla nel caso il nostro personaggio riceva danni ripetuti. Tutte queste aggiunte, però, sono approssimative, poco ispirate e non vanno ad aggiungere profondità al gameplay. L’intelligenza artificiale dei nemici, infine, non è un granché. Ottimo il fatto che, nel caso questi ultimi avvertano un colpo, partano le ricerche generali. Molte volte, infatti, ci è capitato di essere sorpresi da un nemico che aveva udito un colpo mentre eravamo appostati con il nostro cecchino. Le carenze, però, si fanno vedere eccome, specialmente nelle fasi in cui la nostra copertura salta e si presenta il solito effetto “fila indiana”, con i nemici che attendono di essere eliminati in scioltezza allo stesso modo degli studenti che aspettano la loro razione nella mensa scolastica.
Qualche problemino di troppo – Recensione Ghost Recon Breakpoint
Il lato grafico di Ghost Recon Breakpoint è, nel complesso, godibile. I vari personaggi sono caratterizzati davvero bene, con volti molto convincenti. L’enorme mappa di gioco comprensiva di diversi biomi, però, esalta paesaggi molto suggestivi che vanno in forte contrasto a lande completamente spoglie, con texture di una minore qualità. Una nota di merito va sicuramente alla stabilità del titolo, ottima anche su PS4 liscia (console sulla quale lo abbiamo testato). L’aspetto della personalizzazione c’è e si fa sentire: sia mediante il loot che attraverso lo shop in-game potremo acquistare indumenti tattici, ma anche veri e propri oggetti estetici.
Il gioco soffre di numerosissimi bug, sia grafici che non, i quali castrano l’esperienza di gioco. Ci è capitato addirittura di dover ricominciare una missione dato che l’NPC che seguivamo era piantato nel terreno. Un altro problema molto fastidioso è la gestione della telecamera, la quale tende ad impazzire mentre ci muoviamo all’interno di strutture o spazi angusti. Nel titolo sono presenti anche i veicoli, ma la modalità di guida (per i mezzi terrestri) è completamente sbagliata, con movimenti del tutto surreali e veicoli che scivolano come saponette in curva.
Sul lato sonoro, Ghost Recon Breakpoint gode di un doppiaggio in italiano di buona fattura. Anche qui, però, non mancano le imperfezioni. A volte il volume dei dialoghi è così basso da non farci intuire le parole dei personaggi (se non con i sottotitoli). Oltre a ciò, abbiamo riscontrato diverse volte che il volume dei colpi di arma da fuoco, dei mezzi e di molti altri elementi risultava completamente assente.
Per concludere
Per concludere, Ghost Recon Breakpoint è un titolo ambizioso che soffre, purtroppo, di numerosi problemi. Il nuovo titolo targato Ubisoft è come una scatola di cioccolatini misti, nella quale nessuno eccelle per davvero. Il titolo è, ad ora, rivolto ai fan di Wildlands e ai giocatori più pazienti, dato che ci troviamo di fronte ad un prodotto acerbo, il quale ha bisogno ancora di un po’ di tempo per maturare.
Punti a favore
- Gunplay divertente
- Mappa vastissima
Punti a sfavore
- Davvero ripetitivo
- Fin troppi bug
- Novità poco consistenti









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