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Jin Sakai ritorna su PlayStation 5 con poche aggiunte ma tantissime migliorie. Ghost of Tsushima: Director’s Cut è ora disponibile per PS5, e noi vogliamo raccontarvelo nella nostra recensione
Il titolo di Sucker Punch torna in grande spolvero su PlayStation 5, per riportarci nel Giappone feudale invaso dai mongoli. Se nella nostra prima recensione avevamo deciso di premiare il gioco per gameplay e comparto artistico, in questo secondo round ci concentreremo soprattutto sul comparto tecnico e sulle aggiunte di questa nuova edizione. Senza indugiare oltre tuffiamoci alla scoperta di Ghost of Tsushima: Director’s Cut per PS5 nella nostra recensione!
L’occhio vuole la sua (grossa) parte
Già dai primissimi minuti pad alla mano ci si rende conto di alcune delle migliorie apportate da Sucker Punch in questa Director’s Cut. Oltre ad una drastica riduzione dei caricamenti (grazie all’SSD di PS5), veniamo colpiti da un upgrade grafico davvero impressionante. Non fraintendeteci, Ghost of Tsushima era bellissimo da vedere già su PS4, ma in questa versione in 4K a 60fps stabili la differenza è davvero notevole. Grazie ad una maggiore cura dei dettagli e ad una color correction decisamente più curata, su PlayStation 5 risulta tutto più nitido, pulito e ordinato. I 60fps marmorei poi sono la ciliegina sulla torta, rendendo il flow del gioco molto più piacevole (soprattutto durante i combattimenti).
Accessibilità – Recensione Ghost of Tsushima: Director’s Cut per PS5, molto più di un porting
Il comparto grafico non è l’unico ad aver ricevuto un grosso improvement. Oltre a quanto detto in precedenza, siamo rimasti molto colpiti dal lavoro effettuato nell’implementazione delle funzionalità del DualSense nel gioco. Nonostante l’implementazione più sentita sia quella dedicata alla lama, che viene accompagnata nell’estrazione e nell’utilizzo dalla vibrazione e dall’audio del controller, il team di sviluppo ha fatto un ottimo lavoro anche con i feedback del rampino e della cavalcata.
Oltre a ciò, nel menù del gioco troviamo un ottimo lavoro di pulizia e arricchimento delle sezioni. Tra le nuove opzioni spiccano la possibilità di non mostrare arco e faretra sulla schiena di Jin, e uno schema di personalizzazione dei comandi invertito per agevolare i player mancini. Inoltre, in questa Director’s Cut di Ghost of Tsushima, è stata aggiunta la (tanto bramata dai fan) funzione di lock on della telecamera. È chiaro che con questa funzione, non presente nella versione “classica” del gioco, si è cercato di mettere una pezza a una telecamera non priva di difetti (soprattutto nelle sessioni di combattimento più concitate). Nonostante il risultato non sia dei più riusciti, ci sentiamo di lodare l’orecchio alla community della software house americana.
L’isola di Iki – Recensione Ghost of Tsushima: Director’s Cut per PS5, molto più di un porting
Questa Director’s Cut di Ghost of Tsushima, come avrete intuito, consiste in una serie di migliorie per portare il gioco su PS5 in una versione migliore. L’unico contenuto in più rispetto alla versione PS4 è il DLC “L’isola di Iki”. Arrivati all’ Atto II dell’arco narrativo principale, infatti, comparirà nel menu di pausa una nuova voce che ci permetterà di seguire la missione per arrivare sull’isola in questione. Qui Jin si ritroverà a fare i conti con l’evento più traumatico della sua storia: la morte del padre. L’Isola di Iki è infatti il luogo in cui il nostro protagonista ha perso il padre, evento che lo tormenta ormai da anni e che sarà alla base dell’arco di questo DLC.
Qui ci ritroveremo ad affrontare un nuovo villain (sempre collegato all’esercito mongolo) chiamato l’Aquila e suoi scagnozzi, gli sciamani, una nuova classe di nemici da affrontare. A livello di contenuti, siamo piuttosto soddisfatti di questo DLC: oltre ad aggiungere la nuova isola, una decina di ore all’esperienza e diverse sfide/minigiochi, la narrazione si collega bene alla storia principale e non risulta per nulla forzata. Anche l’esplorazione dell’isola risulta piacevole e per nulla tediosa, grazie alla magistrale direzione artistica del team.
Conclusioni
Arrivati al termine della nostra recensione della Ghost of Tsushima: Director’s Cut per PS5, ci troviamo a tirare le somme su tante aggiunte ad un gioco già estremamente valido. Se nella recensione della versione per PS4 avevamo definito Ghost of Tsushima come un ottimo titolo, in grado di divertire nonostante qualche pecca di troppo, in questa Director’s Cut per PS5 ci sentiamo di concedergli qualcosina in più. Il lavoro di “lavaggio” grafico, l’introduzione del lock on della camera e la rielaborazione del menù principale, vanno a migliorare ulteriormente un gioco già perfettamente godibile. Oltre a ciò, l’introduzione del DLC regala ore di gioco aggiuntive, un nuovo ambiente di gioco e tante sfide in più. Davvero un bel lavoro.
Se in precedenza vi avevamo consigliato Ghost of Tsushima, questa versione per PS5 non dovete assolutamente farvela sfuggire. Non ve ne pentirete! Ghost of Tsushima: Director’s Cut è disponibile sul PlayStation Store e in formato fisico dal 20 Luglio 2021. Prima di salutarvi, vi ricordiamdo di restare sintonizzati su tuttoteK per ulteriori novità dal mondo videoludico e non solo. Inoltre, non dimenticate di consultare il catalogo di Instant Gaming per giochi sempre scontati. Ciao!
Punti a favore
- Tante migliorie grafiche, 4K e 60fps
- Lock on della camera e modalità per mancini
- DLC "L'isola di Iki"
Punti a sfavore
- Soffre ancora di alcuni dei problemi della versione per PS4







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