Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
Una società spaccata, IA impazzite e folli consegne in salsa cyberpunk. Questo è Cloudpunk, scopriamo se ci ha convinto nella nostra recensione!
Dopo diversi mesi dall’uscita PC, Cloudpunk sbarca anche su Xbox One, Nintendo Switch e PS4. Il team di ION LANDS cerca di soddisfare la voglia di cyberpunk dei videogiocatori, in un periodo in cui il genere sta tornando prepotentemente alla ribalta, basti pensare a Cyberpunk 2077. Analizziamo nel dettaglio la riuscita del porting su console e cerchiamo di capire se il gioco è riuscito a convincerci. Non perdiamo altro tempo e cominciamo subito con la recensione di Cloudpunk.
Sommersi da segnali discordanti
Nivalis è una città opprimente, in grado di saturare i sensi con le sue luci al neon e le pubblicità in ogni dove, affogando i cittadini con una pioggia che non smette mai di cadere. Rania, trasferitasi dalla Penisola Orientale, lavora con l’azienda di consegne Cloudpunk, che dà il titolo al gioco analizzato in sede di recensione. È così che si innescano una serie di eventi che porteranno la protagonista a conoscere il marcio di Nivalis che sale sempre di più in superficie.
Il primo impatto con il gioco è lo stesso che ha Rania con la città. Ci si ritrova schiacciati dagli stimoli presenti ovunque a Nivalis. Le atmosfere ricreate da ION LANDS riescono ad immergerci subito nella distopia cyberpunk grazie ad un sapiente uso delle luci e della colonna sonora. Cloudpunk ti cattura immediatamente e ti spinge a proseguire, incuriosito dai personaggi e dalle situazioni paradossali che a Nivalis sono all’ordine del giorno.
La mappa aperta è ricca di indicatori con diverse attività: negozi ambulanti, oggetti di vario genere e rivenditori di cibo sono ovunque. La sensazione è quella di trovarsi davanti ad un open world che andrà ad espandere a dismisura le possibilità date al giocatore. Le apparenze però a volte possono anche ingannare.
Presa coscienza della realtà – Recensione Cloudpunk
Purtroppo, dopo qualche ora qualcosa si rompe. La struttura ludica del gioco inizia ad essere chiara e si scopre la vera natura di Cloudpunk. Il gioco consiste nell’andare da un punto A ad un punto B portando a termine gli incarichi che ci verranno assegnati. Tutte le attività secondarie sono assolutamente inutili ai fini del gameplay, che si basa unicamente sullo spostamento a bordo del proprio veicolo senza alcuna meccanica aggiuntiva. Gli oggetti da acquistare non hanno utilità, come non serve a nulla comprare del cibo da consumare.
Cloudpunk è assimilabile ad una avventura grafica moderna (i cosiddetti “walking simulator”), con l’unica differenza che in questo caso saremo in buona parte a bordo di un veicolo. Sono presenti delle missioni secondarie che vanno ad approfondire le vite, se così possono essere definite, degli abitanti dei sobborghi di Nivalis. Per quanto interessanti però non donano in alcun modo un po’ di quella freschezza al gameplay di cui Cloudpunk ha disperatamente bisogno.
Il racconto non basta – Recensione Cloudpunk
In mancanza di una qualsivoglia componente ludica, Cloudpunk si regge unicamente sull’atmosfera e sulla narrazione. Quest’ultima non si può dire che non sia piacevole: alcuni personaggi sono ben caratterizzati in pochi minuti e la trama è piuttosto coinvolgente. I classici temi del cyberpunk come la disuguaglianza sociale o l’identificazione della coscienza sono trattati in modo interessante. Rania si troverà invischiata in delle situazioni quotidiane per qualsiasi corriere espresso come lei, ma riportate all’assurdo nel folle futuro messo in gioco dalla software house.
Su questo fronte il difetto maggiore lo troviamo nei dialoghi, tutti doppiati in inglese con sottotitoli in italiano, i quali soffrono a volte di una lunghezza eccessiva che va a smorzare il ritmo dell’avanzamento. Quella sensazione di libertà che si ha nelle prime ore svanisce presto. Nel corso delle missioni ci troveremo di fronte a delle scelte morali, le quali non hanno alcuna conseguenza sulla trama. Una volta che ci si rende conto di ciò, la presa sul giocatore svanisce e Cloudpunk improvvisamente perde quel fascino che conquisterebbe qualsiasi appassionato del genere.
Visivamente accattivante – Recensione Cloudpunk
Sotto il profilo estetico Cloudpunk è certamente ben riuscito. Attraverso un grande uso della voxel art ION LANDS è riuscita a costruire una città opprimente ed oscura. La software house è riuscita a fare di necessità virtù, utilizzando il limitato campo visivo per accentuare quella sensazione di essere ingabbiati che ai cittadini di Nivalis è tanto familiare. Ciò nonostante ci si trova davanti ad un prodotto grezzo.
Su PS4 base, versione testata in sede di recensione, Cloudpunk soffre di prestazioni altalenanti, soprattutto nelle sessioni a bordo di veicoli. Spesso e volentieri il frame rate è sotto i 30 fps, con alcuni sporadici freeze quando si carica una porzione di mappa. La gestione delle hitbox è piuttosto imprecisa e le animazioni della protagonista quando si utilizza la telecamera in terza persona sono abbozzate. Questa mancanza di cura sotto il profilo tecnico va a sporcare l’esperienza di gioco nel suo complesso, nonostante un colpo d’occhio ben riuscito.
Si poteva fare di più
Un discreto racconto ed una atmosfera costruita in maniera eccellente non bastano a raggiungere la sufficienza. La mancanza di un gameplay strutturato si fa sentire sempre di più nel corso delle 9 ore necessarie per vedere i titoli di coda. Buona parte delle possibilità date al giocatore non hanno nessuno scopo, che si tratti delle scelte morali o dell’esplorazione della mappa. La magia di un mondo cyberpunk sporco e violento svanisce presto e rimane solamente la curiosità di vedere come va a finire la trama.
Non è tutto da buttare, un appassionato del genere potrebbe comunque essere conquistato dal fascino indiscutibile di Nivalis. Ci sentiamo anche di consigliare il gioco a chiunque sia pronto a sacrificare completamente il gameplay per vivere un lunghissimo racconto interattivo. Peccato però per le prestazioni e per un comparto tecnico non sempre eccellenti nella versione provata. La recensione di Cloudpunk finisce qui. Il gioco è disponibile ora su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Fateci sapere qual è la vostra opinione sul gioco e continuate a seguirci sulle pagine di tuttoteK per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità dal mondo dei videogiochi e non solo!
Punti a favore
- Atmosfera affascinante
- Trama interessante
Punti a sfavore
- Gameplay a malapena abbozzato
- Prestazioni altalenanti
- Ritmo lento









Lascia un commento