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Ed eccoci davanti al tanto atteso FPS di Arkane Studios. Prey si presenta come uno sparatutto horror con meccaniche innovative. Una nuova perla? Scopriamolo in questa recensione
Un mondo devastato
Prey è ambientato nel 2035 sulla stazione spaziale Talos I. Vestiremo i panni di Morgan Yu, promettente ricercatore, che si ritrova senza memoria a seguito di alcuni eventi, inizialmente ignoti.
Chi siamo? Da dove veniamo? Ma soprattutto cosa succede attorno a noi?
Con queste tre domande, e molta confusione in testa, saremo catapultati in un mondo fantascientifico dove evidentemente qualcosa è andato storto. Tutto attorno a noi è cupo e siamo circondati da strane creature aliene, i Typhon, sempre molto ostili nei nostri confronti. Come ciliegina sulla torta lo stesso ambiente si pone come ostile.
La trama trae in inganno, il giocatore è convinto fin dall’inizio di avere in mano la soluzione del gioco, di sapere già cosa lo attende. E’ bello vedere come ogni certezza crolla in un susseguirsi di colpi di scena che mano a mano delineano una situazione complessa e piena di sfaccettature.
Ogni bivio narrativo avrà un grande peso nella storia che evolverà diversamente (anche nel finale) grazie alle nostre scelte. Senza fare spoiler possiamo brevemente spiegare la dinamica di evoluzione della trama:
- quest principale ben delineata e ricca di emotività, mette il giocatore costantemente sotto pressione;
- gli eventi del gioco portano sempre a riflettere sull’etica delle cose, e condizionano come gli NPC si rapportano a noi;
- le quest secondarie danno al giocatore la capacità decisionale su vita e morte nella stazione Talos I;
- forte impatto emozionale e grande empatia in ogni quest;
- capacità di immersione tale da far sembrare reale il mondo di gioco;
- finale influenzato da ogni decisone (in quest) svolta durante il gioco.
Aggiungiamo a questi punti delle colonne sonore perfette, un ottimo doppiaggio e un mondo pieno di personaggi carismatici… e la ricetta è completa.
Piccolo appunto: poteva essere gestita meglio l’individuazione delle missioni su schermo. Finezza che sarebbe stata assai gradita.
Sola nota di demerito: un paio di quest risultano leggermente ripetitive e a tratti noiose. Nulla di rilevante rispetto all’elevata qualità di tutte le altre.
L’evoluzione del genere
Un grande pregio di Prey è l’estrema capacità di personalizzazione del nostro personaggio.
Saremo sempre Morgan Yu, ma potremo decidere a 360 gradi come fare evolvere il nostro personaggio. E questo sia dal punto di vista psicologico che rispetto alle abilità: le nostre azioni andranno ad influire sulla psicologia del personaggio e quindi sul finale del gioco. Nel mentre le nostre abilità potranno essere cucite a pennello sul nostro stile di gioco.
Tutto ciò è reso possibile dalle NeuroMod (che è possibile raccogliere nel mondo di gioco), oggetti in grado di istallare abilità e conoscenze all’interno del cervello umano “potenziando” quest’ultimo. Potremmo, grazie ad esse, affrontare il titolo con un sacco di approcci diversi che saranno cuciti attorno al giocatore.
Inoltre un altro importante strumento sarà lo Psicoscopio: renderà possibile fare nostre le abilità dei Typhon.
Diventare super uomini con profonde conoscenze in tutti i campi della scienza oppure ibridi uomo-alieno che prendono il meglio da entrambe le specie?
Ognuno potrà rispondere a piacimento secondo la propria etica. Ma l’etica non è tutto, perché l’evoluzione stessa del personaggio vi mette nelle condizioni di poter svolgere le missioni più o meno efficientemente.
Inoltre sia la tuta che lo Psicoscopio potranno integrare delle modifiche atte a migliorarne l’efficienza. Queste, presenti in un numero limitato nel gioco, si trovano nei posti più disparati portando il giocatore ad esplorare accoratamente ogni anfratto.
Nota di elogio per la gestione delle risorse, che (a differenza di molti altri titoli) ha un enorme importanza e condiziona in modo estremo l’avanzamento nella storia. Il giocatore attento non avrà problemi ad avanzare anche al livello più alto di difficoltà, mentre un giocatore poco accorto potrebbe trovarsi senza risorse anche al livello di difficoltà facile.
In sintesi molte novità che nel complesso portano finalmente qualcosa di nuovo nel panorama degli FPS moderni. Tutto ciò senza dimenticare richiami e chicche rispetto ai grandi titoli del passato. Prima fra tutte la celebre chiave inglese di Half Life.
Comparto tecnico
Il motore grafico del gioco è il famoso CryEngine. Questo ha consentito al team di sviluppatori un livello molto alto di realismo. Ci eravamo preoccupati molto rispetto al problema “hardware necessario” ma siamo rimasti stupidi da come invece il gioco, se pur esoso di risolse, possa essere giocato con estremo foto realismo anche su PC con oramai 2-3 anni sulle spalle a 60FPS.
Requisiti minimi:
• Processore Intel: Core i5-2400 3.1GHz
• Processore AMD: FX-8320
• Scheda grafica Intel: GeForce GTX 670
• Scheda grafica AMD: Radeon HD 7870
• VRAM: 2 GB
• RAM: 8 GB
• Sistema operativo: Windows 7 64 bit
• Direct X: DX11
• Spazio su Hard Disk: 55 GB
Requisiti consigliati:
• Processore Intel: Core i7-3770 4-Core 3.4GHz
• Processore AMD: FX-8350
• Scheda grafica Nvidia: GeForce GTX 970 4GB
• Scheda grafica AMD: Radeon R9 290
• VRAM: 4 GB
• RAM: 8 GB
• Sistema operativo: Windows 7 64 bit
• Direct X: DX 11
• Spazio su Hard Disk: 55 GB
La gestione della visuale è sempre perfetta, non causa mai problemi di smarrimento anche in scene molto veloci e con nemici multipli.
Le colonne sonore poi fanno il resto, per offrire un immersione totale e completa. Il primo impatto è sorprendente e fa quasi gridare al miracolo per quanto curata è la grafica dello stesso.
Vi sono però alcune ombre:
- non è possibile regolare la FOV (campo visivo);
- sono ancora presenti alcuni bug minori con le compenetrazioni degli oggetti usando alcune abilità;
- si hanno in alcuni casi del cali di framerate, anche consistente, in modo ingiustificato.
Prey: un titolo imperdibile?
Prey è un titolo da non perdere. Molto innovativo su ogni fronte, presenta caratteristiche uniche. Non dimentica le origini del genere FPS-Horror in ambientazione futuristica e lo porta ad un livello superiore rispetto al passato.
Tutto condito da un finale che apre le porte ad un secondo capitolo che ha solide basi da cui partire, per far alzare ancora l’asticella delle produzioni di videogiochi.
Nota di merito per la durata: 14 ore per la sola quest principale e oltre 25 ore per completare anche tutte le quest secondarie. Ammontare che sale vertiginosamente qualora si voglia adattare un approccio stealth. Una rarità nel panorama moderno.
Acquisto consigliato a chiunque ami gli FPS in giocatore singolo e voglia sperimentare qualcosa di nuovo. Prey prende solo il meglio del passato del genere, adattandolo alle esigenze dei videogiochi moderni.
Punti a favore
- Quest principali e secondarie molto approfondite
- Ambientazione riuscita
- Profondità e carisma dei personaggi
- Possibilità di personalizzazione del protagonista
- Gestione delle risorse
- Livello di difficoltà che sa di sfida
- Longevità del titolo
- Comparto tecnico con sonoro e grafica da urlo....
Punti a sfavore
- ...con qualche problema relativo alla FOV non regolabile
- Un paio di missioni che sanno di "ripetitivo"








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