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A distanza di qualche anno dal primo capitolo, arriva La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra. Aspettative molto elevate da parte dei fan del precedente titolo, ma anche da parte degli appassionati del mondo di Tolkien. Ha saputo mantenere fede a queste aspettative? Scopriamolo insieme in questa recensione!
Dopo gli eventi del primo capitolo ci troviamo davanti ad una nuova, avvincente, avventura nella Terra di Mezzo. Sempre nei panni di Talion, continua la nostra battaglia contro l’Oscuro Signore. La determinazione sarà la nostra forza in questa lunga battaglia. Oramai ci siamo fatti un nome, “senza morte” è colui che temono gli orchi, la nostra maledizione è anche la nostra forza.
Un nuovo anello del potere
Ambientata fra gli eventi di “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli” dell’universo creato da Tolkien, ci troviamo a vivere una lunga avventura nella Terra di Mezzo. Dopo gli eventi de “L’Ombra di Mordor”, ci troviamo esattamente dove ci eravamo lasciati nel primo capitolo. Il Monte Fato funge da cornice idilliaca per la forgia del un nuovo anello del potere.
Da qui in poi, ogni aggiunta sarebbe uno spoiler. Ci limitiamo a dire che la trama di questo nuovo capitolo è ben proposta, nel perfetto stile che tanto aveva fatto amare “L’Ombra di Mordor”.
Il gioco si divide in quattro atti. In ogni atto sarà possibile vivere una parte della storia. Non vi è uno schema lineare di avanzamento, ma vi sono una serie di quest principali che potranno essere seguite solamente dopo aver completato quelle complementari.
Ogni giocatore però vivrà un’avventura a sé grazie al sistema Nemesis. Questi andrà a generare in modo procedurale i nostri nemici “secondari” inserendo all’interno della trama tanti personaggi minori ben caratterizzati. Proprio questa evoluzione di tale sistema rende la trama ancora più appassionante. Inoltre per chi volesse approfondire ulteriormente le varie storie sono presenti una serie di oggetti, sparsi per le mappe di gioco, che aggiungono profondità alla narrazione.
In L’Ombra della Guerra poi l’ambientazione stessa racconta la storia assieme alla sua evoluzione nel tempo. Difatti, tutta la mappa di gioco è una perfetta ricostruzione del territorio dove si sono svolte le vicende dei noti film. Non siamo davanti ad un open world, sia chiaro, ma la struttura da sandbox rende ancora più viva la storia raccontata dal videogame. Ogni angolo di città, ogni accampamento, ogni roccaforte vi farà assaporare la cruenta vita di Mordor.
Muoversi per Mordor non è mai stato così facile
Ogni area di gioco non è collegata alle altre, ma sarà possibile accedervi tramite un sistema di torri e di teletrasporti. Nel corso dei vari atti, il territorio si evolverà con noi. Inizialmente gli eventi saranno concentrati su di una singola regione per poi andarsi in seguito ad espandere.
Diventeremo i conquistatori di Mordor e ci troveremo davanti alla “spiegazione” di tante piccole chicche lasciate in sospeso nella narrazione principale. La licenza poetica accusata dagli sviluppatori è veramente molta. Tante cose appaiono in parte verosimili in parte eccessivamente costruite. Alcune sono vistosamente pensate per essere un mero fan service. Va bene ergere il giocatore a protagonista, ma avrei apprezzato una linea narrativa leggermente più fedele alla narrazione di Tolkien. A parte questo, nonostante i vari risvolti della trama, il conoscitore esperto della serie saprà già dove ogni azione e risvolto andrà a parare.
Chi ama Tolkien sarà un passo avanti?
Questo aspetto è il lato critico della narrazione: è un bene o un male poter essere sempre un passo avanti rispetto alla narrazione? Ognuno risponderà a modo suo, e forse anche questo è il bello di questo titolo: mai avevo trovato un gioco così controverso da questo punto di vista. Appagante al punto giusto, ma con risvolti obbligati. Poi chiaramente tale discorso decade nel momento in cui il giocatore non ha letto i vari libri di Tolkien: avendo visto solo i film, e/o letto solo parte dei libri prevedere cosa avviene non sarà per nulla ovvio. Certo è che tutto quello che si sviluppa nel videogame è da considerare assolutamente NON canonico. Solo il finale invero si pone come tale per forza maggiore.
Difficile dire se si potrà avere un seguito: la storia pare davvero chiusa, anche se c’è come l’impressione che tutto ciò dipenderà dagli incassi.
La nuova incarnazione del sistema Nemesis…
Molto de L’Ombra della Guerra ruota intorno al sistema procedurale Nemesis. Già nel precedente capitolo aveva convinto un po’ tutti ed ora è stato ulteriormente affinato. Questo è stato in qualche modo legato anche alla trama del gioco. Ma come funziona il sistema Nemesis?
In due parole è una gestione procedurale delle dinamiche delle tribù orchesche. Questi a seconda delle iterazioni con il giocatore avranno una loro storia a sé: l’uruk che riesce ad abbatterci diventerà la nostra “nemesi” avanzerà in grado e riceverà grandi onori. Anche un comune Uruk potrebbe diventare un Capitano o persino un Comandante!
Qualora, dopo aver lottato contro di noi (se il giocatore non mette fine alla sua esistenza), l’uruk si ricordi invece di Talion, al successivo incontro prenderà delle contromisure nei nostri confronti oppure ci tenderà delle imboscate. Sembra proprio di combattere una vera guerra dove ogni nostra azione ha degli effetti immediati sul mondo di gioco. Inoltre, grazie al Potere dell’Anello, sarà possibile arruolare nel proprio esercito i vari comandanti. Gli orchi del resto sono molto ben caratterizzati: dotati di punti di forza e punti di debolezza non ce ne sarà mai uno uguale all’altro!
Sarà comunque possibile raccogliere informazioni sui vari Capitani/Comandanti grazie ai “vermi”. Questi sono gli orchi messaggeri che conoscono una grande quantità di informazioni sui loro capi.
Tirando le somme, si può concludere dicendo che era davvero difficoltoso fare di meglio di quanto proposto dagli sviluppatori!
…e del Free Flow Combat
Anche il sistema di combattimento poggia su solide basi. Siamo davanti ad una nuova incarnazione del sistema Free Flow (quello della serie di Batman Arkham, per intenderci).
La semplicità del sistema di combattimento è al tempo stesso un pregio e un difetto: si può andare avanti premendo la sola X (del pad Xbox) per un tempo indeterminato. Inoltre il livello di difficoltà, anche al suo massimo, non mette mai in crisi il giocatore.
Interessante è invece il sistema di “power up” ed equipaggiamenti. Grazie ai punti abilità, che si sbloccano livellando il personaggio o tramite missioni particolari, sarà possibile personalizzare il protagonista. Si può tranquillamente parlare di “skill” personalizzate. La scelta dei punti abilità condizionerà parecchio lo stile di gioco del giocatore, soprattutto nelle prime fasi.
Gli equipaggiamenti invece rappresentano un “silente e casuale” power up. Grazie ad essi il giocatore avrà modo di potenziare le statistiche di attacco e difesa del personaggio. Inoltre sono presenti anche delle “gemme” che andranno ad aumentare alcune caratteriste degli equipaggiamenti. Vi è un intero sistema di crafting dietro alle gemme, semplice ma efficace. Un gameplay quindi davvero eccellente e le chicche non finiscono qui!
Gli assedi: la vera novità del gioco…
Abbiamo parlato del sistema Nemesis e del Free Flow Combat, ma la vera novità nel gameplay de L’Ombra della Guerra sono gli assedi! Questi nascono per permettere al giocatore di rivivere le grandi battaglie narrate nei libri di Tolkien. Ma come funziona tale dinamica? Il giocatore, tramite un’azione di studio e sabotaggio, andrà ad indebolire la gerarchia nemica mirando a eliminare i singoli orchi nel mondo di gioco. Quindi, quando si sentirà pronto, lancerà (assieme al suo esercito) la sfida alla fortezza nemica!
Sembra proprio di vivere una vera battaglia e di essere partecipi in prima persona delle lotte per il potere narrate nei film e nel libri. Ma vi è un piccolo problema. Forse non tutti lo noteranno, per via dell’entusiasmo generato dall’assedio, ma alla lunga in ogni assedio le azioni (e persino le missioni!) sono praticamente le stesse: soggiogare i comandanti nemici, conquistare i punti e sconfiggere il reggente.
Questo piacerà praticamente a tutti inizialmente ma potrebbe stancare alla lunga. Resta comunque una questione soggettiva che ogni giocatore potrà valutare personalmente. Molto dipende dall’approccio del giocatore. Certamente questa caratteristica risalterà di più in sessioni di gioco lunghe e prolungate (come quelle affrontate per scrivere questa recensione) e meno in sessioni più corte e diradate nel tempo. Di certo in ogni assedio, grazie al sistema Nemesis, avrà una storia a sé (torna il discorso della caratterizzazione perfetta del nemici).
…con tanto di modalità online!
L’Ombra della Guerra non si fa mancare nulla. È presente anche un multiplayer asincrono nell’end game. Si possono attaccare le fortezze degli altri giocatori. Chi attacca gestirà tutto in prima persona, mentre chi viene attaccato sarà virtualmente difeso dalla CPU. Ovviamente chi corre i maggiori rischi è l’attaccante a fronte però di un cospicuo bottino in palio!
Ma il multiplayer non finisce qui. Si possono anche vendicare le morti degli altri giocatori, andando ad uccidere gli orchi che li hanno eliminati. Il giocatore quindi si troverà davanti ad una rigiocabilità pressoché infinita.
Tanti i pregi, pochi i difetti
Fino ad ora non abbiamo parlato del comparto puramente tecnico semplicemente perché non vi è molto da dire. Ci troviamo di fronte ad un tripla A che propone una realizzazione tecnica di tutto rispetto. Certo ancora qualche piccolo bug è presente, ma sono inezie.
La grafica è molto appagante ed il comparto sonoro ci fornisce un’ottima compagnia durante ogni istante di gioco. Sono tutte musiche riuscite che bene si sposano con l’ambientazione.
Noi lo abbiamo provato nella versione PC. La cura di questa versione è davvero eccelsa e lo scaling, anche su hardware non di ultima generazione, è di buon livello: siamo riusciti ad ottenere 60 fps anche provando L’Ombra della Guerra su una Nvidia GTX 770, il tutto senza grandi rinunce.
Vi è però una dinamica che ci lascia un attimo perplessi: il mercatino in game. Parlarne ora è prematuro poiché quando parliamo di soldi veri da usare per contenuti di una sessione di gioco bisogna pesare accuratamente ogni cosa. La nostra impressione è che gli acquisti in game possano avere una forte rilevanza nell’end game facilitando il giocatore disposto a spendere nel completare il gioco e nel combattere online contro altri giocatori. Il lato positivo è che con un po’ di pazienza qualunque giocatore potrà comunque ottenere i vari contenuti acquistabili. La scelta è praticamente fra: tutto subito o tutto con calma. Ne riparleremo in un approfondimento dedicato!
La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, in conclusione
La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra è in ogni caso un titolo molto valido che richiederà almeno 30 ore di gioco solo per completare la trama. Ore che possono diventare anche 100 qualora il giocatore scelga di dedicarsi al multiplayer e alle quest secondarie, nonché alle vicende relative alla gerarchia degli orchi. Un titolo quindi che ci sentiamo di consigliare senza remore!
- La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra darà un seguito alla storia originale di Talion e Celebrimbor
Punti a favore
- Sistema Nemesis
- Sistema di combattimento
- Grafica
- Colonna Sonora
- Trama ben costruita...
- End Game molto curato...
Punti a sfavore
- ...ma che potrebbe far storcere il naso agli appassionati della saga originale
- ...ma alla lunga ripetitivo
- Acquisti in game










Francesco
13 Dicembre 2017 alle 23:52Non riesco a fare la missione storia 6 dopo aver ucciso il terzo campione nell’arena al posto di uscire l’ultimo campione mi escono uruk all’infinito e ho provato a rinunziarlo già 3 volte cosa devo fare? Il gioco è l’ombra della guerra di Mordor
Alessandro Smeriglio
14 Dicembre 2017 alle 12:47fai fuori tutti gli uruk (sono tanti ma non infiniti) e poi uscirà. imho è la missione peggiore del gioco intero.
Cristian
14 Dicembre 2017 alle 15:25ma poi conviene aruolarli tutti o ucciderli i capitani?
Alessandro Smeriglio
14 Dicembre 2017 alle 15:27a seconda delle esigenze. Io preferivo arruolarli se possibile