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Dopo quasi un anno dall’uscita nel Paese del Sol Levante, il gioco di ruolo giapponese Monster Hunter Stories sbarca in Europa. Sviluppato da Capcom, il titolo si presenta come uno spin-off della celebre serie principale, la cui trama profonda si destreggia tra scontri strategici, uova da schiudere e mostriciattoli da accudire. In questa recensione vi racconto la mia prima esperienza nell’universo di Monster Hunter
A primo impatto Monster Hunter Stories potrebbe sembrare un titolo infantile, pensato per un pubblico decisamente giovane. I colori sgargianti, il design dei personaggi che ricorda gli anime giapponesi, e soprattutto la vena comica che si percepisce fin dall’inizio potrebbero trarvi in inganno, facendovi pensare di essere di fronte ad un gioco per bambini. Da neofita della serie vi posso assicurare che non è assolutamente così. Questi aspetti che ho appena elencato sono solamente la superfice “visibile” di Monster Hunter Stories, ma ciò che il titolo cela dietro questi elementi iniziali è molto, molto più profondo.
Da grande voglio fare il Rider!
La prima cosa che Monster Hunter Stories compie, non appena iniziamo l’avventura, è mostrarci il contesto in cui ci muoveremo attraverso la presentazione di tre personaggi. Noi, ovviamente, siamo i protagonisti e ci ritroveremo a vestire i panni di Lute, un giovane ragazzino con un grande sogno nel cassetto: diventare un Rider. In Monster Hunter Stories i Rider sono dei potenti guerrieri che combattono per mantenere la pace, accompagnati da delle creature, denominate Monstie, che si rivelano essere degli ottimi compagni di battaglia.
Come abbiamo già detto, Lute è il protagonista principale della storia ma in realtà, dopo l’incipit iniziale, il gioco ci propone un sistema di personalizzazione del personaggio: questo ci permetterà quindi di modificarne genere, nome e aspetto fisico. Le opzioni disponibili per creare un Rider tutto nostro sono piuttosto limitate, ma nonostante questo risulta piacevole dare un tocco personale al protagonista che dovremo impersonare durante l’avventura.
Monster Hunter Stories: chi trova un amico trova un tesoro
Tornando alle sequenze iniziali di gioco, faremo conoscenza di altri due personaggi, Lilia e Cheval, che insieme a noi sognano di diventare dei Rider. Fin da subito capiamo che i tre ragazzi sono legati da una profonda amicizia, la quale rimarrà costantemente presente nel corso di tutta la storia. Ed è proprio qui che ci imbattiamo in un altro punto fondamentale di Monster Hunter Stories, ovvero i legami affettivi. Il gioco non è solo combattimento e azione, ma è anche amicizia e condivisione con altri personaggi e con gli stessi Monstie. I rapporti interpersonali sono trattati in maniera sublime e fanno da sfondo in maniera impeccabile al gioco di ruolo giapponese che è Monster Hunter Stories.
Inoltre, durante l’avventura, avremo anche un altro compagno di viaggio, una specie di gatto chiamato Navirou. Questo piccolo micetto, tra battute umoristiche e scenette divertenti, ci aiuterà durante i combattimenti dandoci dei preziosi consigli. Potremo anche chiamare noi stessi l’animaletto, attraverso il pulsante in basso a sinistra del touchscreen della console: premendo su di esso con lo stilo interpelleremo Navirou, il quale ci darà delle informazioni sulla missione in corso.
Le uova dei Monstie presenti in Monster Hunter Stories avranno un ruolo ben preciso nella trama e saranno fondamentali per formare la nostra squadra
Dopo la presentazione dei personaggi entreremo in contatto con uno degli elementi fondamentali di Monster Hunter Stories: le uova. Ebbene sì, le uova di mostro saranno uno dei punti chiave fondamentali per progredire nell’avventura. Come è facile intuire, grazie ad esse avremo la possibilità di avere dei Monstie tutti nostri, ampliando così la nostra squadra. Le uova si possono trovare nei dungeon casuali che appaiono in alcuni punti della mappa, più precisamente all’interno dei nidi di mostro. Questi ultimi saranno ben sorvegliati, e quindi dovremo combattere e farci strada tra i nemici per riuscire ad arrivare alle uova.
Uno volta tornati al villaggio, del quale approfondirò in seguito, avremo la possibilità di assistere e prendere parte attivamente alla schiusa delle uova. Questo aspetto è stato inserito in maniera molto interessante all’interno di Monster Hunter Stories, poiché saremo proprio noi, attraverso il touchscreen e la penna stilo del nostro Nintendo, a far schiudere le uova dei Monstie. Impugnando lo stilo dovremo picchiettare sul guscio dell’uovo e così facendo riusciremo a far nascere il nostro piccolo mostriciattolo. Durante la schiusa, picchiettando in determinati punti del guscio, potremo far guadagnare qualche bonus extra al nostro Monstie che nascerà di lì a poco, assicurandoci dei punti aggiuntivi nelle sue statistiche.
Prima di partire, meglio organizzarci!
Dopo la schiusa delle uova e la nascita del nostro primo Monstie, faremo la conoscenza di altri personaggi, perlopiù secondari, all’interno del villaggio di Hakum. Questo luogo risulta essere fin da subito fondamentale, all’interno del quale avremo la possibilità di organizzarci prima di partire per le varie missioni. Come già detto in precedenza, qui potremo recarci alle stalle per far schiudere le uova e successivamente formare la nostra squadra di Monstie, oltre che organizzare il nostro equipaggiamento dal fabbro o dai mercanti.
Al centro del villaggio di Hakum è presente anche una bacheca, attraverso la quale potremo accettare diverse missioni secondarie che ci permetteranno di livellare e guadagnare soldi e punti extra. Qui avremo anche la possibilità di scaricare missioni DLC online, qualora disponibili. Altra cosa molto importante è la nostra casa, che ci permetterà di riposarci e recuperare la salute, oltre che salvare la partita.
Una volta lasciato il villaggio potremo esplorare le vaste lande del continente, ma il pericolo è sempre in agguato!
L’avventura di Monster Hunter Stories ha luogo in un vasto mondo di gioco ampiamente esplorabile, all’interno del quale potremo imbatterci in creature selvagge, tane di mostri e oggetti utili per il crafting. La mappa di gioco è veramente molto grande e sotto questo aspetto, purtroppo, si possono riscontrare alcune sbavature. Durante il passaggio da un ambiente all’altro, le texture degli scenari faticano a caricarsi completamente: molto spesso alcuni personaggi non appaiono all’istante ma solo dopo alcuni secondi, ed è possibile riscontrare alcuni lievi cali di frame rate.
Monster Hunter Stories presenta qualche problemino nei caricamenti, ma l’art design riesce a compensare questa piccola lacuna
Negli ambienti più vasti capita di frequente che alcuni elementi dello scenario, nemici compresi, scompaiano e ricompaiano all’improvviso. All’interno dei dungeon questo aspetto può causare alcuni problemi, soprattutto se si vuole evitare il combattimento con certi Monstie. Questi ultimi, infatti, ci attaccheranno se ci avviciniamo troppo e alle volte può essere più conveniente abbandonare lo scontro e scappare. Ciò però non risulta propriamente semplice se, causa i caricamenti instabili delle texture, i mostri scompaiono e riappaiono all’improvviso dall’ambiente di gioco.
Queste piccole sbavature vengono però compensate da un’art design molto azzeccato, pensato per attirare l’attenzione. Perché sì, sarà veramente molto difficile non rimanere rapiti dai colori sgargianti e dai toni allegri di Monster Hunter Stories, i quali riusciranno, molto probabilmente, a far avvicinare nuovi giocatori alla saga.
E’ il mio turno, combattiamo!
Oltre alla uova, all’esplorazione e ai Monstie, un altro punto fondamentale di Monster Hunter Stories è, senza ombra di dubbio, il combat system. Esso presenta le caratteristiche tipiche dei RPG di stampo classico, proponendo un sistema di combattimento a turni. Durante gli scontri avremo la possibilità di usare tre attacchi base, ovvero velocità, tecnica e potenza, rispettivamente distinti dai colori blu, verde e rosso. Combinando questi tre tipi di attacco si darà vita alle combo, le quali infliggeranno danni molto più elevati.
Teamwork in Monster Hunter Stories: il lavoro di squadra è tutto
In precedenza abbiamo sottolineato come i legami affettivi giochino un ruolo importante in Monster Hunter Stories, aspetto che si riflette anche durante i combattimenti. Questo perché, durante uno scontro, avremo la possibilità di salire in sella al nostro fidato Monstie, andando così ad utilizzare degli attacchi speciali molto forti. Questa azione, però, sarà possibile solamente se instaureremo un legame con il nostro compagno tramite il compimento di eventi speciali, alcuni dei quali si presentano come dei semplici quick time event. Se avremo successo la nostra barra del legame si caricherà e, una volta riempita, potremo usare le abilità legame insieme al nostro Monstie.
Per chi non è molto pratico dei classici combattimenti a turni, il combat system proposto da Monster Hunter Stories potrebbe, alle volte, risultare un po’ difficoltoso. Gli scontri sono abbastanza imprevedibili e occorre studiare i diversi parametri di attacco per evitare di perire in battaglia. Ci vorrà un po’ di pratica quindi, anche per imparare ad usare i vari potenziamenti, ma una volta preso il ritmo tutto risulterà più semplice.
Monster Hunter Stories presenta anche un comparto multiplayer, grazie al quale è possibile sfidare gli amici sia online che in locale. La modalità non introduce particolari novità, poiché i combattimenti si strutturano esattamente come quelli della campagna principale. Il multigiocatore permette solo di scontrarsi con altri Riders, cosa che a lungo andare potrebbe risultare un po’ monotona e ripetitiva.
Monster Hunter Stories: tiriamo le somme
Da giocatrice neofita della saga di Monster Hunter mi sento di consigliare caldamente questo titolo. Monster Hunter Stories vi darà la possibilità di immergervi in un’entusiasmante avventura, dove i combattimenti si fondono con l’amicizia e il lavoro di squadra, dando vita ad una trama profonda. Non mancheranno di certo momenti comici e divertenti, e l’imprevedibilità dei combattimenti offrirà un buon livello di sfida. Peccato per i cali di frame rate e i caricamenti instabili delle texture che rovinano leggermente l’esperienza di gioco, anche se questi difetti rimangono comunque di poco conto.
Punti a favore
- Trama profonda
- Rapporti tra i personaggi ben sviluppati
- Interessante il legame con i Monstie
- I combattimenti offrono un buon livello di sfida
- Art design ben azzeccato e dai colori sgargianti
Punti a sfavore
- Lievi cali di frame rate
- Caricamenti instabili delle texture
- A lungo andare il multiplayer potrebbe risultare monotono










arivel
1 Febbraio 2018 alle 14:45dragon quest 8 offre + mapping giocabile, città + sensate,nonstante cali frame ecc. per renderlo giocabile. ciò nonostante bel gioco