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Danganronpa 3 arriverà sugli scaffali dei negozi (e su quelli digitali) il prossimo settembre. Prima di allora bisogna colmare le lacune, e dopo Danganronpa 1+2 Reload NIS America ci offre una nuova conversione dei capitoli prima pubblicati esclusivamente sulla portatile PlayStation Vita: Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls. Come sarà andata? Scopriamolo insieme
La serie di Danganronpa è riuscita a ritagliarsi, nel corso degli anni, un bel posticino nel cuore degli appassionati: questo grazie a temi propri dei ragazzi dell’epoca dei mass media, ma anche tendenti verso il mondo degli adulti nel grado di maturità, e a una trama sempre interessante e accattivante. La recente operazione di NIS America, Danganronpa 1+2 Reload non è che il preludio al terzo capitolo finale previsto per questo Settembre 2017. Ma nell’ombra c’è ancora un titolo che su PS4 non c’è stata occasione di rigiocare.
Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls, conversione infelice?
Parliamo naturalmente, e gli appassionati lo sanno, di Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls, pubblicato in esclusiva su PlayStation Vita qualche anno, ora rivisto, rimasterizzato e in teoria migliorato per arrivare anche sull’ammiraglia Sony. Saremo sinceri: il porting questa volta non è stato indolore. Danganronpa 1+2 Reload riusciva a mascherare i problemi della conversione grazie a un comparto visivo che era praticamente composto solo da illustrazioni bidimensionali, ma Ultra Despair Girls utilizza anche la modellazione poligonale e ambienti tridimensionali nelle ambientazioni.
Dettagli che su PlayStation Vita apparivano ancora decenti, ma qui finiscono col diventare spogli e grossolani. Aggiungiamo anche le texture in bassa risoluzione e i caricamenti eterni e capiamo perché si tratta di un prodotto che praticamente soltanto i fan acquisteranno senza attendere un taglio di prezzo.
Un mondo crudele
Partiamo con le dovute premesse narrative del gioco, anche se naturalmente non faremo alcuno spoiler: Komaru Naegi, sorella di Makoto Naegi (che abbiamo conosciuto nel primo episodio) sembra sulle prime condurre una normale vita da adolescente. Si sveglia, fa colazione, indossa la divisa da studentessa del liceo e, con un po’ di preoccupazione, pensa al futuro che l’attende nella sua vita da adulta. Fin qui tutto normale, sembra. Anche se le premesse narrative non sono poi così intriganti come gli altri capitoli della serie.
Komaru, è giusto dirlo, a differenza di tanti altri ragazzi della sua età ha una ragione in più per temere l’avvenire, dal momento che la giovane è tenuta prigioniera in un appartamento di Towa City da circa un anno e mezzo. Il suo unico contatto con il mondo esterno è la razione di cibo giornaliera che le viene servita da una fessura della porta. Tutto questo finché un bel giorno, d’improvviso, un Monokuma, ossia l’orso assassino ormai divenuto il “volto” iconico del brand, non distrugge l’ingresso, con il preciso intento di sbrindellare la protagonista.
Nonostante il terrore che l’assale alla vista del suo aguzzino, questa è per Komaru anche l’occasione perfetta in cui darsela a gambe. Ciò che l’attende al di fuori di quelle quattro mura nelle quali ha vissuto così a lungo, però, è solo un’altra, terrificante prigione: durante il suo periodo di cattività, infatti, il mondo è profondamente cambiato. Qualcosa, o qualcuno, sta controllando un esercito di Monokuma e massacrando la popolazione della città. Komaru si ritroverà così dinanzi ad un sadico gioco di morte nel quale sarà davvero difficile riuscire a sopravvivere.
Ritmo ballerino
Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls offre due tipologie di giochi mescolate in un’unica produzione. Lo spin-off, benché sia sulla carta ascrivibile al genere degli sparatutto in terza persona, si presenta in realtà come un ibrido inusuale tra un TPS con elementi da survival game ed una visual novel. La città di Towa è pericolosa, gli orsi altrettanto, e noi dovremo fare strage di nemici proseguendo nella nostra missione di smascherare il cattivone che li sta aizzando contro gli inermi cittadini.
Ma Danganronpa è sempre Danganronpa, ovvero una grande e orchestrata narrazione: rieccoci dunque alla presa con fiumane di testi da leggere a schermo anche in Danganronpa Another Episode, per poterci capire qualcosa dignitosamente in tutto quello che succede. Il problema arriva proprio a causa della natura ibrida della produzione: uno sparatutto in terza persona non si presta bene alle fusioni con le visual novel, e Ultra Despair Girls ne è la prova. O quantomeno prova che gli sviluppatori non si sono sforzati più di tanto di equilibrare le due diverse componenti. Il ritmo della narrazione è quasi sempre interrotto dagli scontri, ma a sua volta un amante degli scontri potrebbe ben far presente che quelle fiumane di testo annullano la dinamicità dei combattimenti.
Komaru entrerà sin da subito in possesso di un particolare megafono in grado di mettere KO i teneri e letali Monokuma che cercheranno di strapparle tutti gli arti: lo strumento può sparare ben otto tipi di proiettili chiamati Truth Bullet, ciascuno dei quali è dotato di specifici effetti. Si parte dai colpi in grado di mandare in tilt gli orsetti (specialmente se beccati in pieno nell’occhio sinistro, che rappresenta il loro punto debole), arrivando fino a munizioni che costringono i nemici a danzare in modo buffo per qualche secondo, lasciandoli alla mercé dei nostri attacchi. Per il resto la progressione è piuttosto lineare e l’interesse principali è quasi completamente calamitato dallo svolgersi della narrazione.
Punti a favore
- Trama interessante, è un Danganronpa!
- Due tipologie di gioco in una
Punti a sfavore
- Tecnicamente imbarazzante
- Manca un equilibrio tra TPS e visual novel






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