Quando acquisti tramite i link sul nostro sito potremmo guadagnare una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente.
La tecnologia 5G è di attualità: molti ne hanno paura, molte le notizie infondate. Quali sono i reali pericoli della 5G? Ne parliamo anche qui, cercando di dipanare ogni dubbio
Da molti mesi si sente parlare di tecnologia 5G, sulla quale sorgono allarmismi e paure. Cerchiamo di capire di che si tratta. Il nome 5G indica 5th Generation, un nuovo standard di telecomunicazione con prestazioni e velocità superiori alla 4G, che usiamo attualmente. Non significa 5 volte una velocità G. Nel 1865 James Clerk Maxwell studiò il campo elettromagnetico come manifestazione di elettricità, magnetismo e luce. A lui dobbiamo gli studi successivi sulla fisica delle onde elettromagnetiche e tutte le tecnologie basate su di esse: la radio che ascoltiamo in auto, il forno a microonde, i radar, ma anche la luce… Da suoi studi all’attualità: oggi analizziamo i pericoli della 5G.
Gli aggiornamenti tecnologici assorbiti dalla comunità
Col progredire dei decenni le tecnologie per la radio, per i microonde, per la corrente elettrica (eccetera) si sono aggiornate: una radio a transistor oggi potrebbe funzionare, ma quelle attuali hanno un suono migliore e sono più compatte. Senza un aggiornamento delle tecnologie di invio e ricezione non avremmo le radioline tascabili.
Ciascuna tecnologia di comunicazione usa degli standard, ossia la scelta di una banda di frequenza rispetto a un’altra, le apparecchiature da usare per comunicare, i dispositivi di sicurezza necessari e altro. Il DAB+, in attuale fase di diffusione, è uno standard per le comunicazioni radiofoniche che ne migliora l’invio e la ricezione.
Facendo un esempio fuori dagli schemi, per veicolare la corrente elettrica sono possibili diversi standard a seconda delle necessità. Un asciugacapelli italiano si connette tramite una spina di tipo C o di tipo L; lo stesso oggetto in Regno Unito avrà una spina di tipo G; un’apparecchiatura industriale ha bisogno di una spina trifase. Per “unire” questi standard sono a disposizione degli adattatori. Curiosità: è in corso un tentativo di unificare le spine all’interno della UE, ma i singoli Paesi sono restii ad abbandonare ciascuno il proprio standard.
Quindi con tecnologie e reti 5G si intende tecnologie e reti che usano standard di quinta generazione.
I cellulari
Così come radio, televisione e corrente elettrica, anche la trasmissione di dati tramite cellulari ha un continuo aggiornamento e miglioramento, se non altro perché è una tecnologia relativamente nuova.
I primi cellulari utilizzavano una trasmissione puramente analogica. Riceventi e trasmettitori dovevano essere grandi (da cui le dimensioni dei primi telefonini) e l’unico formato di dati trasmissibile era vocale. Erano le prime tecnologie di telefonia senza fili: la 1G. Nel 1991 venne lanciata la 2G, generazione di tecnologie completamente digitali, con una migliore cifratura dei dati e con cui divenne possibile anche l’invio e la ricezione di brevi testi scritti: gli SMS. Tra i tanti standard appartenenti alla 2G c’era il GSM (usato in Europa).
Nel 2001 venne introdotta la 3G, anch’essa suddivisa in una serie di standard: in Europa abbiamo utilizzato lo standard UMTS (evoluzione del GSM), chiamato anche 3GSM (come crasi tra 3G e GSM, per sottolinearne l’evoluzione) che permette l’invio di MMS e navigazione sul web. La 4G prese piede attorno al 2012 e, grazie ad essa, abbiamo una maggiore velocità di navigazione. Il web sullo smartphone è diventato centrale, abbiamo abbandonato SMS e MMS preferendo l’uso di app dedicate, che inviano anche audio, posizione, video… Il LTE Advanced Pro, denominato 4.5G, è uno standard appartenente alla 4G ma potente.
Arriviamo infine ai giorni nostri: in Rete sono presenti molti video e articoli sui pericoli della 5G. Andiamo ad analizzarli.
Pericoli della 5G: i dubbi
Ci cuociono?
Gli standard di comunicazione 5G utilizzeranno frequenze più elevate, in particolare le onde millimetriche (in realtà centimetriche), le stesse usate dai forni a microonde. Quindi si legge che queste onde ci cuoceranno. Ma è uno dei pericoli della 5G? No, le onde sono le stesse, ma con minore potenza! Le antenne 5G useranno potenze dell’ordine dei milliWatt, i forni a microonde usano i kiloWatt (un milione di volte più potenti!).
L’abbattimento degli alberi
Come detto, la 5G sfrutta maggiori frequenze e maggiore velocità, il che implica un corto raggio. Ecco perché sarà necessaria l’installazione di un maggior numero di antenne 5G rispetto alle precedenti generazioni. Questo ha dato adito ad un altro dubbio in merito ai pericoli della 5G: l’abbattimento degli alberi per far spazio alle antenne o per non ostruire il segnale. In realtà le antenne possono naturalmente essere poste anche sugli edifici (come è sempre stato fatto).
Nel 2018 il Regno Unito fece redigere uno studio serio in merito alle considerazioni geospaziali per il 5G. In alcuni punti del documento si evidenzia l’effettivo disturbo del segnale da parte degli alberi, per cui sarà necessaria una valutazione sulla posizione delle antenne. Insomma, la necessità di una comunicazione tra antenne più vicine assicura la connessione nonostante le ostruzioni al segnale. Oltretutto, se gli alberi ostruiscono così tanto il segnale, a maggior ragione dovrebbero farlo gli edifici…
Nelle città si abbattono gli alberi principalmente per problemi al manto stradale, malattie o pericoli per la cittadinanza: se improvvisamente li vediamo abbattuti ovunque, è colpa del bias cognitivo.
Pericoli della 5G per la nostra salute
Su Internet si trovano notizie in merito alla caduta di uccelli nelle aree di sperimentazione della 5G. Al giorno d’oggi le sperimentazioni 5G sfruttano le bande elettromagnetiche di 700 MHz, 3,7 GHz e 26 GHz. Le prime due erano usate fino a pochi mesi fa dalle emittenti televisive, mentre gli effetti della banda dei 26 GHz sono stati studiati senza rilevare problemi o danni. Nonostante le prime due frequenze siano sfruttate da anni, gli uccelli non sono mai caduti dal cielo. Le foto degli uccelli morti però sono reali: vennero scattate dopo una serie di forti raffiche di vento abbattutesi il 4 febbraio 2020 sulla regione Lazio, che a Roma fecero cadere un platano a ridosso del viale del Policlinico Umberto I e ci fu anche un ferito. La morte degli uccelli avvenne per l’impatto col suolo o per travolgimento delle auto. Inoltre la 5G è sperimentata nelle aree di Torino e Milano, decisamente lontane da Roma.
Per quanto riguarda i sospetti che la 5G sia correlata alla diffusione del Covid-19, è da osservare che in Italia il virus ha avuto i primi focolai a Bergamo e Brescia dove non vi è sperimentazione, e in Cina in province ben lontane da Wuhan.
I comitati NO 5G citano spesso l’Istituto Ramazzini di Bologna che ha esposto dei ratti per tutta la loro vita (2 anni) nelle vicinanze di onde elettromagnetiche, registrando una leggermente superiore insorgenza di tumori rispetto alla casistica naturale. È un dato di cui tener conto, anche se in Italia le norme in merito all’esposizione elettromagnetica sono estremamente stringenti: l’esposizione massima consentita è 10 volte inferiore rispetto alle normative di altri Paesi europei. Aggiungiamo che, progressivamente, verranno disattivati i ripetitori 3G per diminuire l’inquinamento elettromagnetico. Infine, le persone non sono ratti: per il corpo umano sarebbe necessario un centinaio di anni di esposizione diretta per aumentare l’insorgenza di tumori rispetto al decorso naturale.
Pericoli della 5G: più antenne significa più esposizione ai campi elettromagnetici?
La 5G usa una tecnologia chiamata beamforming (sfruttata anche dai wi-fi di casa) che riesce a modulare il segnale nella direzione in cui è richiesto, anziché inviarlo ad ampio raggio. L’area non è quindi ricoperta da un campo elettromagnetico continuo, ma la comunicazione è assicurata solo e quando è richiesta.
La ICNIRP (International commission on non‐ionizing radiation protection), organismo non governativo formalmente riconosciuto dall’OMS, ha aggiornato le proprie linee guida alle nuove tecnologie di comunicazione (Bluetooth, DAB, DAB+, wi-fi, e le 3G, 4G e 5G) assicurando l’assenza di rischi per la salute umana, dopo una ricerca durata 7 anni.
Standard 5G: l’utilità
È però necessaria questa evoluzione? La nostra società richiede connettività, ma non solo per star sempre chiusi sui social e non godersi la vita reale. Sul mercato è comparsa la domotica, sempre più dispositivi sono connessi alla medesima rete, mentre, per quanto riguarda il business, sono ormai necessarie le videoconferenze, il che equivale a un maggiore traffico dati per il quale servono tecnologie migliori. Migliori non significa più invasive. In ogni modo Internet è uno strumento e sta alla singola persona saperlo usare a propria discrezione, e con le proprie considerazioni morali.







Lascia un commento