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Un microbiota intestinale materno sano in gravidanza è essenziale per un corretto sviluppo neurologico, lo rivela una nuova ricerca
Durante la gravidanza, i batteri e microbi che vivono nell’intestino della madre riescono a regolare i metaboliti chiave per un corretto sviluppo del feto. Un team di ricercatori ha ora indagato come il microbiota intestinale materno riesce a influenzare il ruolo di queste piccole molecole nello sviluppo del cervello nelle varie fasi della crescita.
Microbiota intestinale e salute
Che il microbiota intestinale fosse collegato ad un buono stato di salute è una cosa nota da tempo. L’intestino è infatti anche chiamato “secondo cervello” in quanto ricco di neuroni che lo avvolgono e comunicano con il sistema nervoso centrale. Per questo le relazioni fra alimentazione, microbiota e malattie neurologiche sono studiate da tempo. Nel 2018, un team di ricercatori ha identificato un nesso causale tra batteri intestinali e suscettibilità alle crisi epilettiche. Nel 2019, Hsiao e colleghi hanno riferito che la serotonina e i farmaci antidepressivi che la prendono di mira possono avere un effetto importante sul microbiota intestinale. Infine solo pochi mesi fa, dei ricercatori hanno trovato un legame tra i batteri intestinali e la progressione dell’Alzheimer. Relazioni fra il microbiota intestinale materno, il corretto sviluppo cerebrale e comportamento della prole erano già state osservate in passato, spesso in risposta a fattori ambientali come infezioni, diete ricche di grassi o lo stress in gravidanza. Ora gli scienziati hanno visto che la flora batterica intestinale è fondamentale per il corretto sviluppo cerebrale degli embrioni anche in assenza di altri fattori.
La nuova ricerca
Per testare l’impatto che il microbiota intestinale e i suoi metaboliti hanno sullo sviluppo cerebrale del feto, i ricercatori hanno usato un modello murino. Nella ricerca, pubblicata su Nature, alcuni topi sono stati trattati con antibiotici, in modo da uccidere i batteri intestinali, e sono stati confrontati con altri cresciuti senza limitazioni sullo sviluppo della flora microbica. I risultati indicano che il microbiota materno può promuovere un sano sviluppo del cervello fetale regolando i metaboliti che entrano nello stesso. La scomparsa di una sana comunità microbica all’interno dell’intestino materno ha, infatti, alterato l’attivazione dei geni coinvolti nello sviluppo del cervello. Molti di questi promuovono la formazione di nuovi assoni e collegamenti fra i neuroni. Gli assoni sono quelle lunghe fibre, simili a cavi elettrici, che collegano le cellule cerebrali e consentono loro di comunicare. Nell’esperimento si erano ridotti e accorciati in particolare quelli che collegano il talamo alla corteccia cerebrale. Questi assoni sono particolarmente importanti per la capacità di percepire e reagire agli stimoli ambientali. Infatti, i cuccioli delle madri prive del microbiota intestinale hanno avuto particolari menomazioni nei comportamenti sensoriali.
Un integratore per lo sviluppo cerebrale?
Studiando le possibili cause di questo errato sviluppo cerebrale, i ricercatori credono di aver trovato una risposta al problema. Gli errori potrebbero essere legati al metabolismo fatto dai batteri intestinali. Vuong e colleghi hanno scoperto che, nel sangue delle madri prive di microbiota, alcuni particolari metaboliti diminuivano fino ad arrivare a scomparire del tutto. I biologi hanno quindi fatto crescere i neuroni in presenza di questi metaboliti chiave. Inoltre hanno anche introdotto queste molecole durante la gravidanza degli animali senza il microbiota. I risultati sono stati sorprendenti. I neuroni hanno iniziato a sviluppare assoni più lunghi e i danni cerebrali nei feti si sono molto diminuiti con i valori biochimici del cervello tornati normali. Vuong, primo autore dello studio, ha detto:
Il microbiota intestinale ha l’incredibile capacità di regolare molte sostanze biochimiche non solo nella madre incinta, ma anche nel feto in via di sviluppo e nel cervello fetale. I nostri risultati evidenziano anche quali metaboliti selezionati promuovono la crescita degli assoni.
I risultati suggeriscono che, almeno nei topi, le interazioni tra il microbiota e il sistema nervoso iniziano a livello prenatale, attraverso l’influenza dei metaboliti materni sul cervello fetale. Ci sono molti disturbi dello sviluppo neurologico che si crede siano causati da fattori di rischio durante la gravidanza. Tuttavia è presto per dire se in futuro questi risultati saranno applicabili all’essere umano, semmai attraverso integratori specifici da assumere in maternità. Quello che è certo è che il microbiota si sta rivelando ogni giorno sempre più interessante e decisivo per la nostra vita.
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