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Da un semplice prelievo di sangue, il DNA microbico può aiutare la diagnosi del cancro, anche nelle fasi precoci dello sviluppo
Una ricerca dell’Università della California, ha scoperto come il DNA microbico può individuare varie tipologie di tumori, anche nelle fasi precoci di sviluppo.
Diagnosi del cancro: non solo mutazioni
Lo sviluppo del cancro è sicuramente complesso. Ogni tumore ha una storia a sé, diversa da tessuto a tessuto e, addirittura, da persona a persona. La diagnosi precoce e la medicina personalizzata sono quindi ormai considerate fondamentali per una cura adeguata. Alla base della nascita del cancro ci sono delle mutazioni genetiche, sempre molto più analizzate e studiate. Tuttavia, alcuni tumori possono essere innescati anche da microrganismi. Il caso più noto è quello del tumore alla cervice uterina direttamente correlato al virus HPV, l’Helycobacter è sia associato allo sviluppo di ulcere ma anche di tumori gastrici, oppure è nota l’associazione tra specie di Fusobacterium e tumori gastrointestinali. Da queste osservazioni già note, i ricercatori sono partiti per sviluppare un nuovo modello per la diagnosi del cancro, anche precoce.
Diagnosi del cancro e microbi: nuove relazioni
Per capire quanto i microrganismi fossero legati alle forme tumorali, i ricercatori hanno esaminato i dati microbici del “The Cancer Genome Atlas“, un database contenente genomica e altre informazioni di migliaia di tumori. Questo studio, probabilmente, è il più grande sforzo mai intrapreso per identificare il DNA microbico nei tumori. Nel database sono presenti 18.116 campioni di tumore di 33 diversi tipi di cancro. Dalla ricerca sono emerse distinte firme microbiche associate ad altrettante tipologie di cancro. Oltre alle attese correlazioni, il team ha anche identificato nuove associazioni sconosciute. Da questi migliaia di profili gli studiosi hanno sviluppato un modello di machine learning informatico per associare determinati microbi alla presenza di tumori specifici. Il modello di apprendimento automatico è stato in grado di identificare il tipo di cancro di ogni paziente utilizzando solo i dati microbici del suo sangue. Inoltre questo modello si è dimostrato molto affidabile nell’individuare i tumori agli stadi precoci di sviluppo. Per verificare se questi risultati fossero davvero applicabili, il team di scienziati ha confrontato il plasma di 59 pazienti malati di tumore con quello di 69 volontari sani forniti dalla scuola di medicina di San Diego. Il sistema informatico è stato in grado di distinguere con buona precisione le persone malate di tumore da quelle sane, confermando che anche le sole tracce di DNA microbico di un prelievo di sangue riescono a distinguere una persona malata da una sana. I loro risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature.
L’utilità di questo test
La diagnosi del cancro nella maggior parte dei casi attualmente richiede la biopsia e l’analisi da parte degli esperti su ogni campione. Questo approccio può essere invasivo ed è dispendioso in termini di tempo e costi. Diverse aziende stanno attualmente sviluppando le cosiddette “biopsie liquide“: metodi per diagnosticare rapidamente il cancro utilizzando un semplice prelievo di sangue ed individuare mutazioni genetiche specifiche nel DNA circolante. Questo approccio può essere utilizzato per monitorare alcuni tumori già diagnosticati, ma non è ancora stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per un uso diagnostico. Questo tipo di test inoltre può portare a molti falsi negativi, cioè restituire un risultato negativo quando il tumore è invece presente. Il test del DNA microbico, al momento, rischia di portare più falsi positivi, cioè dire che c’è un tumore quando invece non c’è. Secondo i ricercatori, quindi, l’uso di più metodi diagnostici non invasivi combinati fra di loro è un’ottima strada percorribile. Gli autori si aspettano che il loro nuovo approccio diventerà più preciso man mano che perfezioneranno i loro modelli con più dati.
Per il futuro
La diagnosi precoce del cancro è sicuramente un strada a cui la scienza e la medicina guardano con molto interesse. Il professor Knight, coordinatore della ricerca, sostiene che ci siano ancora molte sfide e punti da chiarire sullo studio. Innanzitutto, i ricercatori vogliono confermare il risultato con più tipologie tumorali e, poi, determinare se il DNA microbico provenga da organismi viventi o meno. Questi approfondimenti serviranno a rendere il test applicabile a livello diagnostico e capire se lo studio dei microrganismi associati al cancro potrà avere un pratico utilizzo clinico. Alcuni degli autori hanno depositato domande di brevetto e hanno fondato una società chiamata Micronoma, per riuscire ad accelerare la raccolta fondi, lo sviluppo e l’approvazione del test a livello diagnostico. Continuate a seguire la nostra sezione scienze per altre news!








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